November/December 2002





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Delimitata l'analisi ad alcuni prodotti chimici e all'Italia, vengono esposti dati di mercato sulla loro produzione e sul relativo impiego di imballaggi. Qualche sorpresa.
Plinio Iascone, Daniela Aldrigo

La complessità strutturale dell'industria chimica, l'estrema differenziazione che caratterizza la produzione, non rendono agevole un'analisi esaustiva del comparto. Il panorama che ci si presenta spazia infatti dalle materie prime plastiche ai fertilizzanti, dalle fibre chimiche ai fitofarmaci, dai prodotti per la detergenza domestica a colori e inchiostri. Inoltre, una delle voce fondamentali per l'industria chimica è rappresentata dai prodotti intermedi che, ottenuti a partire da tante e svariate materie prime, rientrano a vario titolo nel processo produttivo di molti settori industriali.
In un contesto così ampio, dunque, abbiamo limitato l’analisi di produzione e impiego di imballaggi ad alcuni settori, giudicati più rappresentativi, ovvero: fertilizzanti, fitofarmaci, soda caustica, detergenza domestica, pitture e vernici, prodotti ausiliari delle pitture e delle vernici, inchiostri, lubrificanti e grassi. Nel 2001 il "panel" preso in esame ha espresso una produzione complessiva (in peso) in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2000. Questo dato testimonia lo stretto legame con il trend evolutivo dell’attività manifatturiera italiana che, nel 2001, ha avuto una contrazione dello 0,4%. Tuttavia, per il 2002, è possibile ipotizzare una lieve ripresa.

Fare la scelta giusta
Osservando la breve serie storica (tabella 1) relativa al packaging mix dei prodotti chimici (sempre in relazione alle merceologie considerate) si può notare una sostanziale stabilità, che caratterizza e differenzia questo comparto da altri (come, ad esempio, quello alimentare).
Ciò dipende essenzialmente dal fatto che, nel settore chimico, il packaging non ha le stesse valenze di marketing e la scelta di materiali/imballaggi è fortemente influenzata dalle possibili interazioni con il prodotto, ma anche dalla resistenza alle sollecitazioni meccaniche (trasporto, impilamento) e dalla riduzione di possibili problemi logistici.
Le variazioni di quote di mercato nell'ambito del packaging mix sono essenzialmente in funzione dell’andamento economico dei diversi segmenti che compongono il comparto chimico e lo stesso accade nel nostro panel di riferimento.
In genere si privilegia l’utilizzo di contenitori di grosse dimensioni (contenitori di capacità >10 kg, fusti di capacità compresa tra 50 e 200 kg, con prevalenza del formato 200 kg, cisternette di capacità superiore a 200 kg).
Queste scelte vanno fatte risalire a diversi motivi: gli utilizzatori di prodotti chimici sono essenzialmente aziende, che traggono vantaggi logistici maggiori dall’impiego di contenitori di grandi dimensioni, i cui costi possono essere inferiori. Infine, alcuni cambiamenti nelle abitudini all’impiego diretto di prodotti chimici da parte dei consumatori finali hanno spostato l'attenzione verso l’utilizzo di contenitori di capacità superiore.

Settori di diffusione
Detergenza domestica - Nel 2001 la produzione in peso di quest'area, che raggruppa diverse tipologie di prodotti, è cresciuta del 2,5% rispetto al 2000, e il 2002 dovrebbe concludersi con uno sviluppo del 2% (tabella 2). In particolare, il mercato della detergenza professionale è caratterizzato dalla crescita dei prodotti concentrati a scapito dei liquidi e delle polveri tradizionali. I motivi di questa tendenza vanno ricercati nella minore incidenza dei costi di trasporto e nella riduzione degli ingombri di stoccaggio e magazzino. Inoltre, la diminuzione del fabbisogno di imballaggi coincide con la maggiore attenzione dei consumatori all’impatto ambientale.
La "cultura dell'igiene" nella cura della casa porta i consumatori a privilegiare soluzioni ad alto contenuto di servizio (detergenti con elevate caratteristiche battericide e che consentano un effettivo risparmio di tempo). Inoltre, la differenziazione per specificità d’uso dei prodotti messa in atto dalle grandi marche del settore, ha creato i presupposti del successo.
Analizzando le tipologie di imballaggi utilizzati, si nota la predominanza della plastica (buste, flaconi ecc.) seguita dagli imballaggi cellulosici (astucci, fustini, ecc.) e da quelli metallici (essenzialmente bombolette spray).

Fitosanitari - Sulla base dei dati 2001 offerti da Federchimica-Agrofarma, il settore dei prodotti fitosanitari (fungicidi, erbicidi, insetticidi e acaricidi, fumiganti e nematocidi) ha registrato un decremento in quantità del 2%, e il 2002 dovrebbe concludersi con un'ulteriore flessione.
Benché negli ultimi dieci anni il valore del mercato italiano sia cresciuto del 23%, le quantità consumate sono scese del 25%, ciò a causa dell’introduzione sul mercato di formulati a basse dosi d’impiego, ma con prezzi unitari più elevati. Inoltre, l’andamento stagionale influenza fortemente i diversi segmenti del settore.
Gli imballaggi di plastica (flaconeria varia) e a base cellulosica (essenzialmente sacchi per prodotti in polvere) rappresentano oltre il 75% degli imballaggi utilizzati per il confezionamento dei prodotti fitosanitari.

Pitture e vernici - Il comparto delle pitture e delle vernici, secondo Federchimica, ha chiuso il 2001 con una perdita in quantità pari all’1,9%. Disaggregando l’analisi per settori finali di applicazione dei prodotti, si evidenzia un andamento negativo nei segmenti dei prodotti vernicianti per l’edilizia, per il settore dell’auto e per il mercato dell’anticorrosione, mentre sono sostanzialmente stabili i segmenti dei prodotti per l’industria del legno e per il settore nautico. Un primo preconsuntivo del 2002 fa ritenere possibile una riconferma dei valori 2001: il settore è riuscito a limitare la stagnazione, grazie al positivo andamento delle esportazioni.
In questo ambito, il contenitore di banda stagnata è la forma di confezionamento più diffusa, essenzialmente impiegata per i colori della linea solventi, seguito dall'imballaggio di plastica, usato per i colori della linea acqua (i rapporti delle due tipologie di colori risultano sostanzialmente stabili).
L’orientamento per i prodotti destinati agli impieghi industriali (la maggioranza) è quello di passare, dove è possibile, dai fusti di capacità superiore a 200 litri alle cisterne.
Per quanto riguarda i prodotti ausiliari per colori e vernici il trend di mercato segue essenzialmente quello dei colori, mentre il packaging è costituito soltanto da imballaggi di banda stagnata per capacità sino a 50 l o fusti in lamierino di acciaio non rivestito da 200 litri.

Inchiostri - Il settore degli inchiostri da stampa ha concluso il 2001 con una crescita del 2% e un analogo sviluppo dovrebbe interessare il 2002. L'andamento soddisfacente di questo comparto dipende in parte dalla buona tenuta dell’editoria ma, soprattutto, dal progressivo ricorso alla stampa sugli imballaggi. Validi esempi vengono offerti dalle scatole di cartone ondulato (che un tempo mostravano una ridotta superficie stampata, e che oggi hanno una grafica e un design sempre più accattivante), da etichette sempre più grandi, a maggiore contenuto di immagini e quindi di inchiostro.
Nell'area "inchiostri" il tipo di confezionamento preferenziale è il contenitore di banda stagnata, con capacità sino a 50 l, seguito da analoghi contenitori in plastica. Risulta in progressiva crescita, a scapito delle due precedenti soluzioni, il ricorso ai fusti di acciaio da 200 litri.

Lubrificanti e grassi - Da alcuni anni il settore è caratterizzato da una sostanziale stagnazione, che deriva dal calo progressivo delle quantità utilizzate nell’industria dell’autotrazione (autovetture, autocarri, ecc.) e da una modesta crescita per gli usi industriali (lubrificazione di impianti e macchinari in genere). Per quanto riguarda gli oli lubrificanti e i grassi per auto, il calo dei consumi deriva essenzialmente dalle caratteristiche dei nuovi motori rispetto ai vecchi modelli. In fatto di imballaggio, è da segnalare la progressiva sostituzione dei contenitori (di banda stagnata o di plastica) con capacità fino a 30 l con fusti di acciaio o plastica da 200 l e frequente è anche il ricorso alla cisternetta. Questo cambiamento di rotta va ascritto a nuove abitudini; se infatti in passato il classico “rabbocco” dell'olio avveniva saltuariamente presso le aree di servizio, negli ultimi anni la diffusione dell’assistenza a tagliando presso officine specializzate ha spinto gli operatori a scegliere contenitori di elevata capacità.

Plinio Iascone, Daniela Aldrigo
Istituto Italiano Imballaggio



Packaging for chemicals
A look into the analyses of some chemical products and of Italy brings to light market data on their production and the related use of packaging. There are some surprises.
Plinio Iascone, Daniela Aldrigo

The structural complexity of the chemical industry and the vast differentiation which characterises production do not make an exhaustive analysis of the sector easy. The wide horizon ranges from plastic raw materials to fertilisers, from chemical fibres to phytopharmacy, from household detergent products to paints and inks. Moreover, one of the fundamental items for the chemical industry is represented by intermediate products which, obtained from a vast variety of raw materials, come into the production process of many industrial sectors.
In such a wide field, therefore, we have limited the analysis of the production and use of packaging to a few sectors, considered the most representative, namely: fertilisers, pesticides, caustic soda, household detergents, paints and varnishes, supplementary products for paints and varnishes, inks, lubricants and greases. In 2001, the ‘panel’ under examination saw total production (by weight) down by 0.6% compared with 2000. This figure testifies to the close link with the development trend in Italian manufacturing industry which, in 2001, saw a contraction of 0.4%. However, for 2002 it is possible to predict a slight recovery.

Making the right choice
Looking at a brief historical development (table 1) regarding the packaging mix of chemical products (again related to the goods under consideration) it can be seen that there is considerable stability, which characterises this sector and differentiates it from others (such as, for example, foodstuffs). This depends essentially on the fact that, in the chemical sector, packaging does not have the same marketing value and the choice of materials/packaging is strongly influenced by possible interactions with the product, but also by resistance to mechanical requirements (transport, stacking) and the reduction of possible logistic problems.
The variations in market share within the packaging mix are essentially a result of the economic progress of the various segments which make up chemical sector and, consequently, our reference panel.
Generally speaking, there is greater use of large-size containers (containers with a capacity >10 kg, drums with capacities between 50 and 200 kg, with a prevalence of the 200 kg format, tanks with capacities over 200 kg). These choices are due to several reasons: the users of chemical products are predominantly companies, which gain greater logistic advantages from the use of large-size containers, where costs can be lower. Finally, some changes in habits of direct use of chemical products by end users have diverted attention towards the use of larger-capacity containers.

Sectors of distribution
Household detergents - In 2001, production by weight in this area, which includes several types of product, grew by 2.5% compared with 2000, and 2002 should end with an increase of 2% (table 2).
In particular, the market for professional detergents has been characterised by a growth in concentrated products at the expense of traditional liquids and powders. The reasons for this trend can be found in the reduced costs of transportation and the reduced bulk of stocking and warehousing. Moreover, the reduction in the need for packaging coincides with the consumer’s greater concern for the impact on the environment.
The ‘hygiene culture’ in the care of the home has led consumers to favour solutions with high service content (detergents which have greater germicidal characteristics and allow an effective saving in time). The differentiation by specific product use brought about by the big names in the sector has also created the prerequisites for success.
An analysis of the types of packaging used shows the predominance of plastic (bags, bottles, etc.) followed by cellulose-based packaging (packets, small drums, etc.) and metal (predominantly aerosol sprays).

Phytopharmacy - Based on the 2001 data provided by Federchimica-Agrofarma, the phytopharmaceutical products sector (fungicides, herbicides, insecticides and acaricides, fumigants and nematocides) registered a fall in quantity of 2%, and may see another slight decrease by the end of 2002.
Although in the last ten years the value of the Italian market has grown by 23%, the quantity consumed has fallen by 25%, because of the introduction onto the market of lower-dose formulations but with higher unit prices. Seasonal developments also exert a great influence on the various segments of the sector.
Plastic packaging (various types of bottle) and cellulose-based (essentially bags for products in powder form) represent more than 75% of the packaging used for phytopharmaceutical products.

Paints and varnishes - According to Federchimica, the paints and varnishes sector ended 2001 with a loss in quantitative terms of 1.9%. Breaking the analysis of the sector down into final product applications, it can be seen that there was a negative trend in the use of paint products by the building trade, in the automotive sector and in the anti-corrosion market, while products for the timber industry and the maritime sector remained basically stable.
A first forecast for 2002 raises hopes that the 2001 trend may be checked: the sector has managed to limit stagnation, thanks to positive developments in exports.
In this sector, the tinned strip container is the most widespread form of packaging, mainly used for solvent-based paints, followed by plastic packaging, used for water-based paints (the ratio between the two types of paint remains substantially stable).
The development for products intended for industrial use (the majority) is a movement, where possible, from drums with a capacity of over 200 litres to tanks.
Where supplementary products for paints and varnishes are concerned, the market basically mirrors that of the paints themselves, while the packaging consists only of tinned strip for capacities up to 50 litres or uncoated sheet steel 200 litre drums.

Inks - The printing inks sector ended 2001 with growth of 2% and similar development is forecast for 2002. The satisfactory progress in the sector is due in part to the healthy state of publishing, but especially to the progressive application of printing to packaging. Good examples of this are corrugated cardboard boxes (which once had a small amount of their surfaces printed, but today have ever more attractive graphics and design) and bigger and bigger labels, with greater image content and therefore greater use of inks.
In the ‘ink’ field, the preferred type of packaging is the tinned strip container, with capacities up to 50 litres, followed by similar containers in plastic. There has been steady growth, at the expense of the previously-mentioned types, in the use of 200 litre steel drums.

Lubricants and greases - For several years the sector has been characterised by substantial stagnation, due to a progressive reduction in the quantities use by the automotive industry (cars, trucks, etc.) and a modest growth in industrial use (lubrication of equipment and machines in general). Where lubricating oils and greases for cars are concerned, the drop in consumption is mainly due to the characteristics of new engines compared to the older models.
In terms of packaging, there has been steady replacement of tinned strip or plastic containers of up to 30 litres capacity with steel or plastic 200-litre drums, with increasing use of small tanks. This change of course is ascribed to new habits: in fact, while in the past the classic "topping up" of oil occasionally took place in service areas, in recent years the spread of servicing at specialised workshops has spurred operators into choosing larger capacity containers.

Plinio Iascone, Daniela Aldrigo
Istituto Italiano Imballaggio