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Cicrespi


Storie tecnologiche
Risparmio e flessibilità

CONFEZIONAMENTO LIQUIDI Il sistema PacDriveTM di ELAU ha consentito ad Acma Liquid Division di risparmiare in termini di cablaggi e di ingombri, migliorando la diagnostica e la flessibilità di un nuovo tappatore elettronico, nonché di ridurre i tempi di sviluppo del software.

LIl tappatore elettronico 2KC Electron è l’ultimo nato di casa Acma Liquid Division. La motorizzazione delle teste tappanti è stata realizzata mediante l’utilizzo dei motori ELAU SCL 055. L’architettura PacDriveTM di ELAU è composta da un Controllore Max-4 per tutte le funzioni di motion e logica, un Power Supply per l’erogazione di potenza ai motori e 12 motori SCL con elettronica integrata. Questa architettura ha reso possibile una notevole riduzione degli ingombri e, di conseguenza, del passo macchina. I tempi di cablaggio, inoltre, sono stati sostanzialmente azzerati. Tutti i motori, così come la giostra tappatore, montano un encoder Sincos Multigiro. Questo consente di rinunciare a qualsiasi sensore di homing, sia per le teste di tappatura sia per la giostra, permettendo l’individuazione esatta di ciascun motore e della giostra in qualunque condizione.

La macchina, in pratica - Posizionamento, orientamento, controllo di coppia e compensazione: queste sono in sintesi le modalità di funzionamento che definiscono natura e caratteristiche del 2KC Electron. All’interno di un giro di giostra è possibile definire fino a 8 fasi differenti di funzionamento e impostare perciò 8 “attività”, da far eseguire a ciascun motore. Ogni testa tappante potrebbe, per esempio, iniziare il proprio ciclo con un posizionamento durante la fase di prelievo, proseguire con un orientamento di 0° o 180° sulla base di un segnale digitale che può essere direttamente cablato a bordo del motore, passare all’avvitamento in controllo di coppia, e finire con la rilevazione della coppia resistente a vuoto (fase di compensazione), in modo tale che, al ciclo successivo, quest’ultima possa essere compensata con precisione. Le modalità di funzionamento possono essere selezionate direttamente dal pannello operatore. La tappatrice 2KC Electron vanta una precisione di controllo della coppia sul tappo inferiore al decimo di Nm nonché una totale flessibilità (tutti i parametri possono essere impostati a ricetta).
Il software - Tutte le funzioni HMI vengono svolte dal supervisore proprietario Libra2KF. Tale software, sfruttando il protocollo TCP/IP, comunica con il controllore ELAU Max-4 via OPC Server, riducendo al minimo il flusso delle informazioni sul bus e assicurando, di conseguenza, alte velocità e affidabilità della comunicazione. I dati di tappatura vengono visualizzati in una pagina apposita, in cui viene riportato un report completo delle coppie erogate e gli esiti di ciascuna operazione.
Inoltre è possibile visualizzare grafici dell’andamento della coppia relativa a ciascun motore e, quindi, della testa tappante. Libra2KF fornisce un’interfaccia di diagnostica completa e approfondita, simile a quella che il progettista avrebbe con l’ambiente di sviluppo ELAU EPAS-4. Il movimento delle teste tappanti può essere effettuato senza far ruotare la macchina (Master Virtuale), così che l’operatore possa controllare il movimento di ogni singola testa e verificare la correttezza della ricetta impostata. L’individuazione di eventuali malfunzionamenti e della loro origine è quindi immediata; un vantaggio, questo, che si traduce in una maggiore precisione e velocità nell’assistenza al cliente.
Per verificare la qualità delle operazioni di serraggio, è disponibile inoltre la funzione “espulsione per campionatura”, che permette di espellere i flaconi tappati da ogni singola stazione.

Riassumendo - La tappatrice 2KC viene fornita nelle versioni a 6/8/12 teste e la velocità di produzione può arrivare fino a 300 bottiglie al minuto, sia nella modalità di orientamento che di controllo di coppia. Il sistema PacDriveTM garantisce un software unico per tutte le versioni. In ultima analisi, la soluzione di ELAU ha consentito ad Acma Liquid Division di risparmiare in termini di cablaggi e di ingombri di macchina, di migliorare la diagnostica e la flessibilità della macchina, nonché di ridurre i tempi di sviluppo del software.



I punti di forza del sistema Pac DriveTM
I vantaggi che derivano dall’uso dei sistemi ELAU sono molti. Li ricordiamo in rapida sintesi:
• Servomotore SCL-055 con elettronica integrata ed encoder ad alta risoluzione assoluto mono/multi-giro.
• Forma trapeizoidale per montaggi compatti su giostre girevoli.
• Eliminazione dei driver dalla giostra, con evidente risparmio di spazio.
• Semplicità di cablaggio - riduzione tempi e costi (per ogni SCL-055 è necessario un solo cavo).
• Ogni SCL-055 ha a bordo 2 in e 1 out digitale.
• Protezione IP 67 e rivestimento Hart-Coat® per applicazioni asettiche .
• Integrazione logica e motion in un unico controllore.
• Tempi di sviluppo software ridotti, grazie alla presenza di librerie orientate al settore.
• Un solo ambiente di sviluppo per la scrittura del programma e per l’impostazione dei parametri dei motori.
• Collegamento verso il campo per mezzo di FieldBus standard (Profibus DP Master/ Slave 12MB, CAN 2.0a, CanOpen, DeviceNet).
• Protocollo universale Modbus RTU su seriale e su Ethernet TCP/IP.
• Oscilloscopio integrato a 8 canali con risoluzione 1 ms.

Strongpoints of the Pac DriveTM system
The ELAU systems have many advantages on offer. Here is a brief summary:
• SCL-055 servo motor with integrated electronics and absolute mono/multi turn high resolution encoder.
• Trapezoidal enclosure for compact integration into turntables.
• No driver on the turntable, offering clear space saving.
• Simple cabling - reduces time and costs (only one cable is needed for each SCL-055).
• Each SCL-055 has two digital “in” and one digital “out” points.
• IP 67 protection and Hart-Coat® surface treatment for aseptic filling.
• Motion and logistic integration by a single controller.
• Short software development times thanks to sector oriented libraries.
• A single development environment for program writing and for setting motor parameters.
• Field connections by standard FieldBus (Profibus DP Master/Slave 12MB, CAN 2.0a, CanOpen, DeviceNet).
• Serial or Ethernet TCP/IP Modbus RTU universal protocol.
• 8 channel integrated oscilloscope with 1 ms resolution.




Technological stories
Gefran 2500 simplifies complexity

LIQUID PACKAGING - ELAU’s PacDriveTM system has enabled Acma Liquid Division to save in terms of cabling and bulk, improve the diagnostics and flexibility of a new electronic capping machine, as well as reduce software development time.

The electronic 2KC Electron capping machine is Acma Liquid Division house’s latest invention. The drive of the topping heads has been designed by making use of ELAU SCL 055 motors.
ELAU’s PacDriveTM architecture is composed of a Max-4 Controller for all motion and logistics functions, a Power Supply for powering motors, and 12 SCL motors with integrated electronics. This architecture has allowed for considerable reduction in size and, consequently, of the machine stroke. Furthermore, cabling time has basically been canceled out.
All the motors, similarly with the capping table, have a Sincos Multigiro encoder. This removes the need for any homing sensors, both for the topping heads and the table, allowing the table and each motor to be precisely located under any circumstance.

The machine, in practice - Positioning, orientation, torque control and compensation: these are, in brief, the functioning terms that define the nature and characteristics of the 2KC Electron.
During any turn of the table, up to 8 different working phases can be distinguished, and therefore up to 8 activities are executed by each motor. Each topping head can, for example, begin its own cycle with a positioning during the pick-up phase, proceed with an orientation of 0° or 180° on the basis of a digital signal that can be directly cabled from the motor, continue by screwing on the caps with the torque control, and end by tracing the empty resisting torque (the compensation phase) in such a way that this can be accurately compensated for during the following cycle. The functioning terms can be directly selected by the control panel.
The 2KC Electron capping machine boasts torque control on the cap with a precision to a tenth of a Nm as well as total flexibility (all the parameters can be set according to a formula).

The software - All HMI functions are carried out by the Libra2KF owner supervisor. This software, which uses TCP/IP protocol, communicates with the ELAU Max-4 controller via the OPC Server, reducing information on the bus to a minimum and consequently ensuring high speeds and communication reliability.
Capping data is visible on an apposite page, on which a complete report is given on the dispensed torque and outcome of each operation. Graphics of the relative torque process of each motor, and therefore of the topping head, can also be visualized.
Libra2KF provides a complete and in-depth diagnostics interface, similar to the one the project-manager would get with the ELAU EPAS-4 development environment. The movement of the topping heads can be carried out without machine rotation (Virtual Master), so that the operator can control the movement of each and every head and verify the accuracy of the chosen formula.
Pinpointing eventual malfunctions and their origins is therefore immediate; this is an advantage that translates into greater precision and speed in customer service.
In order to control the quality of the cap-tightening operations, another function is available called “sample expulsion”, which expels the capped bottles from each and every station.

In brief - The 2KC capping machine comes in versions with 6/8/12 heads and production speed can reach 300 bottles per minute, both in terms of positioning and torque control.
The PacDriveTM system ensures that all versions come with the same software. Lastly, the ELAU solution has ensured the Acma Liquid Division savings in terms of cabling and machine size, improved diagnostics and machine flexibility as well as reduced software development time.



Dispositivi di sicurezza a frizione
I dispositivi di sicurezza OMC (distribuiti in Italia da Comintec, Villanova, BO) sono organi regolabili che, inseriti in una trasmissione meccanica, consentono di trasferire una coppia di valore prefissato entro limiti compatibili con tutte le parti della macchina o dell’impianto; in questo modo, si evitano i pericolosi sovraccarichi derivanti da anomalie o da errate manovre che potrebbero danneggiare la macchina stessa e creare situazioni di pericolo per gli operatori.
La trasmissione avviene tramite dischi di attrito.
• DSF - Si tratta di dispositivi di sicurezza a limitazione di coppia, scivolamento con anelli frizione, particolarmente adatti su macchine che producono polvere e sporco. Possono essere impiegati in diversi tipi di trasmissione, in associazione con corone dentate, ingranaggi, pulegge, giunti elastici, giunti a catena ecc. Per ciascuno di questi organi di collegamento è opportuno adottare i dispositivi adatti, scelti tra i quattro diversi modelli che compongono la gamma: DSF, DSF/ML, DSF/ML/CM (dispositivo di sicurezza a frizione per organi di trasmissione di spessore standard e maggiorati); DSF/SI, DSF/SI/ML, DSF/SI/ML/CM (dispositivo di sicurezza a frizione segnalazione intervento, come il precedente ma con la possibilità di avere un segnale elettrico al sovraccarico); DSF/TAC, DSF/TAC/ML/CM (dispositivo di sicurezza a frizione trasmissione assiale a catena - per la trasmissione del moto ad alberi paralleli, con possibiltà di annullare eventuali disallineamenti angolari, assiali e radiali); DSF/MFR, DSF/MFR/L, DSF/MFR/L/CM (dispositivo di sicurezza a frizione flangia ridotta, per organi di trasmissione con diametri particolarmente ridotti).



Clutch safety devices
The OMC safety devices (distributed in Italy by Comintec, Villanova, BO) are adjustable gears which, when inserted into a mechanical transmission, are able to transfer a given pre-set torque, within limits that are compatible with all the parts of the machine or system, thus avoiding dangerous overloads originated from abnormalities of any kind and erroneous handling that could damage the machine itself and be a hazard for the operators. Transmission takes place by means of friction plates.
• DSF (Dispositivo di Sicurezza a Frizione, i.e. Friction Safety Device) - Torque limiting safety device, sliding with friction rings, especially suitable on machines that produce dust and dirt. These devices may be used in various types of transmission, together with crown gears, gears, pulleys, flexible couplings, chain couplings, etc. For each of these connecting gears it is advisable to adopt suitable devices, chosen from among the 4 different models that make up the Friction Devices range: DSF, DSF/ML, DSF/ML/CM (friction safety device for transmission gears of standard and increased thickness); DSF/SI, DSF/SI/ML, DSF/SI/ML/CM (friction safety device with intervention signalling - model like the above, with optional electric signal on overload); DSF/TAC, DSF/TAC/ML/CM (chain axial transmission friction safety device, for transmission of motion to parallel shafts, with the possibility to eliminate any angular, axial and radial misalignments); DSF/MFR, DSF/MFR/L, DSF/MFR/L/CM (reduced flange friction safety device, for transmission gears with especially small diameters).



PC industriali più flessibili
Tema SpA (Castelnuovo Rangone, MO) ha arricchito la propria gamma di PC industriali con un nuovo PC15” (disponibile con o senza touch-screen), sviluppato per le diverse necessità dell’automazione industriale. Robusto e compatto, equipaggiato con processore VIAC C3- 1GHZ Low Power, il nuovo PC VT800 è stato progettato con scheda video AGP 4x e display LCD con tecnologia LVDS.
L’avvento dei sistemi Embedded e la flessibilità del VT800 permettono di poter scegliere se lavorare con l’ausilio dei tradizionali hard-disk, oppure con la nuova tecnologia della memoria “a stato solido”. Quest’ultima possibilità ha risolto i requisiti tecnici necessari per garantire l’affidabilità tipica delle soluzioni industriali legate ad ambienti ostili, oltre a ridurre notevolmente le dimensioni e consumi del PC. Nonostante l’ingombro ridotto, rimangono disponibili per il cliente due slot PCI e una porta d’espansione su PC104; per la comunicazione al mondo esterno, dispone invece di connessione USB, scheda di rete Ethernet 10/100 Mbps, porta IDE per eventuale lettore CD. Altra particolarità del nuovo PC è la possibilità di lavorare con 2 flash-disk, di cui uno estraibile. Supporta diversi sistemi operativi (da Win 98 a XP professional, Linux). Nella foto, il VT800TS.


More flexible industrial PC
Tema SpA (Castelnuovo Rangone, MO) has embellished its own range of industrial PCs with a new PC15” (available with or without touchscreen), developed for that various needs of industrial automation. Sturdy and compact, equipped with VIAC C3- 1GHZ Low Power, the new PC VT800 has been designed with a 4x AGP video board and LCD display with LVDS technology.
The advent of the Embedded systems and the flexibility of the VT800 enables the choice between working with the aid of traditional hard disks, or with the new solid state memory technology. The latter possibility has solved the technical requisites needed to guarantee the typical reliability of the industrial solutions for hostile environments, as well as considerably reducing the size and consumption of the PC. Despite its low bulk, the customer still has two PCI slots available and an expansion port on the PC104; for communication with the outside world in turn the PC has USB connections, 10/100 Mbps Ethernet network board, and an IDE port for CD player if needed. Other features of the new PC are the possibility of working with 2 flash-disks, one of which extractable. Different operating systems (from Win98 and XP to Linux) are supported. In the photo, the VT800TS.



Strategie
Guardare lontano per vederci bene

ELETTRONICA INDUSTRIALE Dopo un radicale trattamento anti age, Pepperl+Fuchs si è presentata alla Hannover Messe agile, scattante e con molte cose da dire (e da dare). Risultati, obiettivi e linee programmatiche di sviluppo di un’impresa che ha saputo rimettersi in discussione. Con profitto. Elena Piccinelli

Un incontro con il top management per fare il punto su strategie e nuovi prodotti, sullo sfondo della più grande fiera europea dell’elettronica. Ma anche, dulcis in fundo, una festa anni ’80 allo stand - fantastica la band! - che ha coinvolto nelle danze l’intero staff della multinazionale tedesca, proprietari in prima linea. Così Pepperl+Fuchs, attiva nel campo delle apparecchiature a sicurezza intrinseca e dei componenti elettronici per l’automazione di processo e di fabbrica, durante la Hannover Messe dello scorso aprile ha messo in mostra sia i muscoli (prodotti e servizi per un’offerta sempre più “glocal”) sia l’anima, fatta di simpatia, grinta e coesione. Ma, soprattutto, ha documentato i buoni risultati della riorganizzazione avviata qualche anno fa, dopo avere rivisto criticamente i “vecchi” principi, validi di per sé ma non più sufficienti a garantire quote e redditività nel nuovo mondo “ad alta velocità”. E sfociata in una radicale correzione di rotta che ha ridisegnato strategie e tattiche commerciali, ruoli e funzioni strategiche, assetto della produzione (oggi in buona parte trasferita a Singapore).

Il futuro? Questione
di cultura

Charles Hertogh: giovane ma esperto, olandese italianizzato (moglie e figli aiutano), pragmatico e idealista a un tempo. L’amministratore delegato della Pepperl+Fuchs Elcon Srl, filiale italiana della P+F di Mannheim, sembra l’incarnazione del “nuovo corso” imboccato dall’azienda tedesca. Un corso più marcatamente internazionale e, al contempo, attento alle peculiarità dei singoli mercati.
«Fino a qualche anno fa - sintetizza il manager - Pepperl+Fuchs doveva la propria fortuna soprattutto alla qualità di prodotti hi-tech, progettati in relativa autonomia dal reparto R&S e sostenuti da grandi investimenti (mai sotto il 9% del fatturato), che venivano successivamente proposti al mercato da un’organizzazione commerciale diretta dal centro. Oggi questo movimento ideale dal centro alla periferia si è invertito: una rete di vendita più radicata sul territorio, gestita da responsabili “locali”, trasmette ai ricercatori gli input del mercato, ricevendo di ritorno prodotti progettati sulle concrete esigenze espresse dalle varie applicazioni (e con un time to market drasticamente ridotto!). Dunque, alla forza intrinseca di un’offerta di qualità - articolata in una gamma completa di soluzioni, sulla quale continuiamo a investire con la stessa convinzione - si somma oggi quella di un approccio al cliente più flessibile e “tecnologico”, ad opera di personale dotato delle competenze e dell’esperienza necessarie a dialogare con gli utilizzatori, per affrontare insieme gli specifici problemi».
Merito della proverbiale flessibilità italiana, intervenuta a integrare una cultura teutonica troppo focalizzata sull’affidabilità del prodotto? «Lavorare “locale” - considera il manager - orienta al cliente e porta giovamento. Si tratta, peraltro, di una lezione acquisita, rispetto a cui oggi il nuovo paradigma è rappresentato da un altro tipo di agilità, che nasce dalle dinamiche dell’economia globalizzata e si esprime, tipicamente, nella capacità di ripresa dell’economia nordamericana. Dove, per fare un esempio, per espandersi a pieno titolo in Stati diversi da quello di origine, non si è costretti ad aprire altrettante filiali - come avviene invece oggi in Europa, per effetto delle barriere legislative nazionali - ma basta un semplice “home office”».

Ridisegnare le frontiere
In Pepperl+Fuchs, dunque, l’esigenza di essere più vicini al mercato ha fatto da volano al cambiamento nei principi che guidano l’impresa. Inoltre, ha generato un peculiare punto di equilibrio fra le esigenze centrifughe di localizzazione e quelle centripete di coordinamento: «Passando da una cultura di prodotto a una cultura di servizio - spiega Hertogh - si è reso necessario da un lato valorizzare le risorse umane e di conoscenza dei singoli mercati, lasciando piena autonomia alle filiali nazionali; dall’altro creare sinergie all’interno di zone omogenee per cultura e fatturato, e inventare nuove modalità di controllo e verifica».
Con questi obiettivi è stata ulteriormente accentuata l’autonomia delle due divisioni già esistenti, rispettivamente focalizzate sui prodotti e le soluzioni per l’automazione di fabbrica (FA) e per l’automazione di processo (PA). Per ciascuna di esse, si è poi provveduto ad accorpare in alcune grandi aree i diversi mercati, in modo da ottenere compagini affini e, soprattutto, con pari dignità nell’ambito del gruppo. «Per quanto riguarda la FA -esemplifica al riguardo Hertogh - la Germania esprime, da sola, la maggior parte del fatturato e dunque abbiamo ritenuto che dovesse fare zona a sé. Per questo motivo la Svizzera è stata invece “accorpata” all’Italia, alla Spagna e al Portogallo, dove la nostra presenza è più recente e restano dunque ampi spazi di miglioramento. Con questi Paesi abbiamo attivato una collaborazione molto “dinamica”, che ci consentirà di aumentare ulteriormente le quote di mercato, confortati da una filosofia corporate sempre più incisiva sia verso le grandi società sia verso i piccoli utilizzatori.
Inoltre, per quanto riguarda l’Automazione di Fabbrica, la nuova macro area esprime un fatturato complessivo di 15 milioni di Euro, pari al 9% del turnover globale della Divisione, all’interno del quale si trova dunque ad avere più voce in capitolo, per far valere presso le strutture centrali le esigenze dei mercati di riferimento».
Ma non basta. La nuova “mission” e la realizzazione delle strategie aziendali di medio termine passano anche attraverso una riorganizzazione commerciale più generale. Così, il mondo è stato ripartito in sette macro regioni, delle quali cinque in Europa (i quattro punti cardinali con in più la Germania) oltre a Sud-Est Asiatico e Nord America. I direttori di queste Sales Region Areas godono di un’ampia autonomia organizzativo-gestionale e impostano le strategie di vendita con riferimento alle singole realtà locali, in cui difficilmente si possono “esportare” modelli standard. In quest’ottica, l’Italia si trova al centro di un bacino che comprende, oltre al Sud dell’Europa, anche l’Est (Russia compresa) e il Sud America, ed Hertogh -oltre a dirigere la filiale nazionale -è responsabile di un’area che va da Mosca a Rio De Janeiro passando per il Nord Africa, e fa parte del top management della Process Automation Division.

Più FA per l’Italia
Il nuovo corso paga e i risultati appaiono ancora più brillanti se si considerano le ambizioni del gruppo sul piano finanziario (crescere ogni anno almeno del 10%) e su quello delle quote di mercato («crescere più dei competitor, su tutto il territorio, e con maggiore intensità nelle applicazioni dove l’azienda è meno radicata»).
«Abbiamo chiuso il 2004 molto bene - dichiara Hertogh - sia come gruppo sia come filiale italiana. Il fatturato della Srl ha superato i 18 milioni di Euro, con una crescita a due cifre accompagnata anche quest’anno, per quanto riguarda la vendita dei prodotti nei nostri mercati di riferimento, da un aumento delle quote e da un buon margine di profitto. In altre parole, dopo esserci ri-orientati a soddisfare le esigenze delle singole applicazioni, con la stessa struttura abbiamo venduto di più, conquistato la fedeltà dei nostri “vecchi” clienti e ne abbiamo acquisito di nuovi. Ma non solo: abbiamo raggiunto l’altro importante obiettivo di attestare Pepperl+Fuchs come fornitore eccellente anche nel campo delle soluzioni per l’automazione di fabbrica, dove ora vogliamo rilanciare per valorizzare appieno una gamma di soluzioni che non teme confronti né per estensione né per qualità». Gli sbocchi più promettenti? «Sicuramente l’automotive e l’imballaggio, ma anche material handling, controllo accessi (ascensori, porte), macchine da stampa (misura e regolazione del colore, spessore della carta, ecc.)... Dal punto di vista geografico, il consolidamento della divisione FA trarrà ulteriore spinta dalla nuova macro area commerciale comprendente Italia, Spagna, Portogallo e Svizzera (il battesimo ufficiale risale a questo 1° maggio, Ndr) e dalle potenzialità espresse dai mercati in via di sviluppo, fra cui la Romania si presenta come uno dei più vivaci, insieme alla Turchia e alla Repubblica Ceca in cui stiamo aprendo delle filiali commerciali». Queste prospettive non impediscono, se necessario, di crescere anche tramite l’acquisizione di realtà affini e complementari, come infatti è accaduto sistematicamente negli ultimi anni. «Nel 2000 abbiamo acquisito Elcon Instruments, specializzata nella produzione di barriere a separazione galvanica e altri componenti impiegati nell’automazione di processo, Visolux (fotocellule) e le divisioni sensoristica e fotoelettrico di Honeywell - tutti già da tempo pienamente integrati sul piano operativo. Nel 2004 abbiamo poi acquisito il 100% di Omnitron AG (identificazione fotoelettrica con codici Data Matrix) e nel 2005 Stahltronic (enconder lineari WCS) e Extec (sistemi di visualizzazione). Grazie all’integrazione di tutte queste linee di prodotti, contiamo di crescere a un ritmo sostenuto anche quest’anno, centrando gli obiettivi fissati nel budget preventivo». E poi? «Il futuro è ricco di possibilità, e i diversi mezzi che abbiamo messo in campo ci aprono nuovi orizzonti e spazi di mercato». La classe (di fatturato) non è acqua.



I punti di forza del sistema Pac DriveTM
I vantaggi che derivano dall’uso dei sistemi ELAU sono molti. Li ricordiamo in rapida sintesi:
• Servomotore SCL-055 con elettronica integrata ed encoder ad alta risoluzione assoluto mono/multi-giro.
• Forma trapeizoidale per montaggi compatti su giostre girevoli.
• Eliminazione dei driver dalla giostra, con evidente risparmio di spazio.
• Semplicità di cablaggio - riduzione tempi e costi (per ogni SCL-055 è necessario un solo cavo).
• Ogni SCL-055 ha a bordo 2 in e 1 out digitale.
• Protezione IP 67 e rivestimento Hart-Coat® per applicazioni asettiche .
• Integrazione logica e motion in un unico controllore.
• Tempi di sviluppo software ridotti, grazie alla presenza di librerie orientate al settore.
• Un solo ambiente di sviluppo per la scrittura del programma e per l’impostazione dei parametri dei motori.
• Collegamento verso il campo per mezzo di FieldBus standard (Profibus DP Master/ Slave 12MB, CAN 2.0a, CanOpen, DeviceNet).
• Protocollo universale Modbus RTU su seriale e su Ethernet TCP/IP.
• Oscilloscopio integrato a 8 canali con risoluzione 1 ms.

Strongpoints of the Pac DriveTM system
The ELAU systems have many advantages on offer. Here is a brief summary:
• SCL-055 servo motor with integrated electronics and absolute mono/multi turn high resolution encoder.
• Trapezoidal enclosure for compact integration into turntables.
• No driver on the turntable, offering clear space saving.
• Simple cabling - reduces time and costs (only one cable is needed for each SCL-055).
• Each SCL-055 has two digital “in” and one digital “out” points.
• IP 67 protection and Hart-Coat® surface treatment for aseptic filling.
• Motion and logistic integration by a single controller.
• Short software development times thanks to sector oriented libraries.
• A single development environment for program writing and for setting motor parameters.
• Field connections by standard FieldBus (Profibus DP Master/Slave 12MB, CAN 2.0a, CanOpen, DeviceNet).
• Serial or Ethernet TCP/IP Modbus RTU universal protocol.
• 8 channel integrated oscilloscope with 1 ms resolution.




Strategies
The wisdom of looking far off

INDUSTRIAL ELECTRONICS - After a radical anti-aging treatment, Pepperl+Fuchs cut a spritely figure at the Hannover Fair with a lot to say (and to give). Results, objectives and general development program of a company that has successfully gone through a revamping process. Elena Piccinelli

An encounter with top management to review strategies and new products, with one of the largest European electronics fairs as a backdrop. End of fair with an eighties-type party at the stand -dig that group! -that had the entire staff of the German multinational jiving, the proprietorship leading the way. Thus Pepperl+Fuchs, active in the field of intrinsic safety devices and electronics components for process and factory automation, during the Hannover Fair last April showed its muscles (products and services for an evermore “glocal” offer) as well as its spirit, in a word gutsy, likeable and cohesive. But aboveall it was able to document the good results of the reorganization started up several years back, after having critically reviewed the “old” principles, valid in themselves but not enough to guarantee hefty slices of profitability in the new “high speed” world. This has led to a radical change in direction entailing the redesign of strategies and commercial tactics, roles and strategic functions and manufacturing structure (that has now for the most been transferred to Singapore).

The future? A question
of culture

Charles Hertogh: young but expert, an Italianised Dutchman (wife and children help), pragmatic and idealistic at the same time. The managing director of Pepperl-Fuchs Elcon Srl, Italian branch of P+F, Mannheim, seems the incarnation of the “new way” taken by the German company. A more markedly international course all the same attentive to the peculiarities of the single markets. “Up to some years ago -the manager sums up - Pepperl+Fuchs owed their fortune aboveall to the quality of hi-tech products, designed in relative independence by the R&D section and backed up by huge investments (never below 9% of turnover) and that were consequently offered to the market by a commercial organization directed from the centre. Today this ideal movement from the centre to the periphery has been reversed: a sales network more rooted to the ground, run by “local” heads, transmits market inputs to the research dept., receiving in return products designed on the concrete needs expressed by the various applications (and with a drastically reduced time to market!). Hence today one also has a more flexible and “technological” approach to the customer, carried out by personnel that have the skills and the experience needed to dialogue with the users to tackle specific problems together, this added to the intrinsic strength of products of quality -an entire range of solutions, where we continue to invest with the same conviction“. Merit of the proverbial Italian flexibility, integrated with a teutonic approach over-focussed on product reliability? “Work “local” -the manager considers -focus on the customer and bring tangible benefits. There is nothing new in all this, though today’s paradigm entails a new type of agility that is born out of the dynamics of globalised economics typically expressed in the capacity to recover of the North American economy. Where, to take an example, expanding fully in States other than the original one you started out in no longer means you are forced to open up other branches -as occurs today in Europe, this due to the national legislative barriers, all that is needed is a simple “home office””.

Redesign the frontiers
In Pepperl+Fuchs hence the need to be closer to the market spurred on the changes in the guiding principles of the company. As well as that, it has generated a peculiar point of balance between the centrifugal needs of localisation and the centripetal ones of coordination: “Going from a product to a service approach -Hertogh goes on to explain -on the one hand there has been the need to valorize human resources and knowledge of the single markets, leaving the national branches full independence; on the other to create synergies within zones seen to be homogeneous in terms of culture and turnover, and invent new modes of checking and controlling”.
With these objectives the autonomy of the two already existing divisions, respectively focussed on products and solutions for factory and process automation (FA and PA) has been increased. For each of them one has then gone on to group the different markets into large areas in order to obtain similarly balanced groupings that aboveall have the same dignity within the group. “As far as FA is concerned -Hertogh states on this count -Germany on its own accounts for most of the turnover and hence we deemed it should be considered a zone in itself. This is why Switzerland has been grouped together with Italy, Spain and Portugal, where our presence is more recent and where great spaces for improvement exist. With these countries we have started up a very “dynamic” cooperation that will enable us to further increase the market quotas, comforted by a corporate philosophy evermore incisive both towards the large companies as well as towards the small users. As well as that, as far as factory automation is concerned, the new macro area accounts for an overall turnover of 15 million Euros, standing at 9% of the overall turnover of the Division, where it pulls a lot of weight, so as to be able to pass on the needs expressed by the markets”.
But things do not stop here. The new “mission” and the attainment of mid-term company strategies also go by way of a more general commercial reorganization. Thus the world has been divided up into seven macro regions, five of which in Europe (the four cardinal points plus Germany) as well as Southeast Asia and North America. The heads of these Sales Region Areas enjoy great organizational-managerial independence and key their sales strategies to the local situation, where one would be hard put to “export” standard models. In this light, Italy finds itself at the centre of a catchment area that, as well as southern Europe, also includes the East (including Russia) and South America, and Hertogh -as well as directing the Italian branch -is head of an area that ranges from Moscow to Rio De Janeiro going by way of North Africa, and is part of the top management of the Process Automation Division.

More FA for Italy
The new way pays and the results appear to be even more brilliant if one considers the ambitions of the group on the financial level (grow each year by at least 10%) and on that of market quotas (“grow more than ones competitors, over the entire territory, and with greater intensity in the applications where the company is less well-rooted”).
“We have closed 2004 well -Hertogh declares -both as a group and as the Italian branch. Company turnover has surpassed 18 million Euros, with a two digit growth accompanied this year too in terms of product sales in our main market, by an increase in shares and by a good profit margin. In other words, after having reoriented to satisfy the needs of the single applications, with the same structure we have sold more, conquered the fidelity of our “old” customers and we have acquired new ones. But not only that: we have also reached the other important objective of positioning Pepperl+Fuchs as a supplier of excellence in the field of solutions for factory automation, where we now want to relaunch to fully exploit a range of solutions that are without compare both in terms of their extension and their quality”. The most promising outlets? “Without a doubt the automotive sector as well as packaging, but also material handling, control of accesses (lifts, gates), print machines (measuring and regulation of color, paper thickness, etc)… from the geographical point of view, the consolidation of the FA division will draw further impetus from the new commercial macro areas including Italy, Spain, Portugal and Switzerland, (official baptism this 1st May, En) and the potential expressed by the developing markets, among which Romania appears to be the most lively, along with Turkey and the Czech Republic where we are opening several commercial branches”.
These prospects do not stop the growth with buy-ups of like and complementary concerns should this be deemed necessary, as in fact has occurred systematically over these latter years. “In 2000 we bought Elcon Instruments, specialised in the production of galvanic separation barriers and other components used in process automation, Visolux (photocells) and the sensor and photoelectric divisions of Honeywell - all now fully integrated operationally for some time now. In 2004 we bought up 100% of Omnitron AG (photoelectrical identification with Data Matrix codes) and Stahltronic (WCS linear encoders) and Extec (viewing systems) in 2005. Thanks to the integration of all these product lines we count on also growing considerably this year, targeting the objectives set down in our pre-budget”. And what after that? “The future is rich with possibilities, and the various means that we have fielded open up new horizons and market spaces”. Pedigree (also in terms of turnover) counts.




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The wisdom of looking far off