Report sullo stato dell’imballaggio
Osservatorio quadrimestrale aggiornato a dicembre 2025. Andamento delle principali aree dell’industria manifatturiera e conseguente evoluzione del comparto imballaggi a cura dell’Istituto Italiano Imballaggio
Barbara Iascone
Il 2025 è stato un anno di lenta ma progressiva ripresa per l’economia italiana. Il Pil, in crescita dello 0,5%, riflette una fase di stabilizzazione, in cui i consumi delle famiglie e gli investimenti rappresentano i principali motori della crescita.
Il mercato del lavoro mostra una resilienza superiore rispetto al Pil, con un incremento dell’occupazione stimato all’1,1% e una disoccupazione che si attesta intorno al 6%. I salari evidenziano segnali di recupero, mentre l’inflazione si mantiene su livelli moderati (+1,7%), favorita dalla riduzione dei costi energetici. La produzione industriale, pur rimanendo stabile, registra un rimbalzo positivo a fine anno.
Secondo le analisi di Prometeia (ottobre 2025), il settore manifatturiero italiano chiuderà l’anno con una contrazione dell’1% in termini di fatturato a prezzi costanti. Tuttavia, il calo risulta meno marcato rispetto al biennio precedente, segnalando una possibile inversione di tendenza.
Commercio estero e dinamiche import-export
Le esportazioni italiane risentono delle tensioni geopolitiche e della debolezza della domanda europea, principale mercato di sbocco. Dopo un primo semestre dinamico (+2,6% gennaio-luglio, favorito da anticipi di vendite verso gli USA per timore di dazi), dalla seconda metà dell’anno si osserva una brusca frenata, con una chiusura d’anno che si attesta su un +0,9%. Parallelamente, le importazioni aumentano, soprattutto dai partner europei, contribuendo a un saldo commerciale meno favorevole.
Impatti sulla filiera dell’imballaggio
La filiera del packaging è fortemente interconnessa con l’andamento dei principali settori manifatturieri, in particolare alimentare, bevande, largo consumo, farmaceutico e cosmetico. Nel 2025, il settore cosmetico si distingue per una crescita robusta (+5%), trainata dalle esportazioni (+7%) e da una domanda interna in espansione (+3,3%). Il farmaceutico mostra una crescita del fatturato (+4%) a fronte di una lieve contrazione dei volumi (-0,5%), mentre alimenti e bevande registrano un incremento più contenuto (+1,8%). I prodotti e materiali da costruzione crescono marginalmente (+0,5%), mentre si evidenziano tendenze negative per largo consumo (-1,5%), intermediari chimici e metallurgico (-2%), sistema moda (-3,5%) ed elettrodomestici.
Nel biennio 2026-27 l’industria manifatturiera italiana tornerà a crescere ma a ritmi moderati, +1% medio annuo a prezzi costanti, all’interno di un contesto mondiale che resta denso di fattori di incertezza, determinante sarà̀ il miglioramento della domanda europea che andrà a compensare la debolezza degli scambi a livello extraeuropeo portando a un miglioramento del saldo commerciale del manifatturiero italiano.
Le performance produttive
Dopo l’andamento diversificato evidenziato nel 2024 (+1,1% per i volumi e -1,5% per il fatturato) le prime ipotesi relative al preconsuntivo 2025 ci mostrano una tendenza lineare fra le due misure. I dati relativi all’anno appena concluso sono stati elaborati analizzando le tendenze ed i dati relativi ai primi 10 mesi elaborati da ISTAT, correlandoli con il consuntivo del 2024. Nel 2025, la produzione italiana di imballaggi vuoti è prevista superare le 17.700 migliaia di tonnellate, con una crescita del 2,5% rispetto al 2024. Il fatturato del comparto dovrebbe recuperare le perdite dell’anno precedente, attestandosi oltre i 38 miliardi di euro (+1%). Rimane importante la crescita delle importazioni, la domanda interna non sarà sostenuta solo dalla produzione italiana ma soprattutto dal +19% delle importazioni, continua incessantemente la crescita del saldo commerciale negativo per il commercio estero. Anche le esportazioni risultano crescere ma ad un ritmo decisamente più contenuto, +3,6%.
Driver di crescita
La crescita produttiva coinvolgerà tutti i materiali, con la sola eccezione della plastica che, secondo i dati attuali, dovrebbe mantenersi stabile. I principali driver di sviluppo saranno rappresentati dai settori utilizzatori, in particolare cosmetico e farmaceutico, che continueranno a sostenere la domanda sia di imballaggi in plastica sia di quelli in vetro.
Un ruolo determinante sarà svolto anche dall’innovazione orientata alla sostenibilità, con investimenti mirati alla produzione di bottiglie a rendere e di imballaggi riutilizzabili, dinamiche che avranno ricadute positive anche sulla filiera del legno, soprattutto per quanto riguarda pallet, casse e cassoni riutilizzabili. Infine, la transizione ecologica, con la crescente attenzione verso soluzioni di packaging sostenibile e circolare, si conferma un fattore strategico per la competitività complessiva della filiera.
Tali driver guideranno la crescita anche nel biennio 2026/27 che dovrebbe assestarsi su un +2% medio annuo, ipotesi sostenuta anche dall’andamento previsto da Prometeia per l’attività manifatturiera. Entro il 2027 la produzione di imballaggi dovrebbe nuovamente superare i 18 milioni di tonnellate.
Il 2025 si prospetta come un anno di consolidamento per la filiera imballaggio, caratterizzato da una crescita moderata ma diffusa, sostenuta da una domanda interna resiliente e da una ripresa delle esportazioni. La capacità di adattamento alle nuove esigenze dei settori utilizzatori, l’innovazione nei materiali e nei processi, e la crescente attenzione alla sostenibilità saranno fattori chiave per il rafforzamento competitivo del comparto nel medio termine; stessi input andranno a caratterizzare il biennio successivo.
Va evidenziato che nell’analisi delle tonnellate di imballaggio prodotte bisogna considerare, come elemento di assoluta rilevanza, che la politica di alleggerimento dei pesi di ogni singolo imballaggio è andata ed andrà sempre di più a determinare conseguenti ed inevitabili riduzioni nel dato globale di produzione espressa in tonnellate.







