Confezioni e salute
Packaging and health

Sotto esame gli imballaggi destinati ai farmaci per uso umano, etici+OTC, suddivisi in grandi famiglie.
A look at the packaging for human medication, both prescription and OTC drugs, split into the major families.
Allegro ma non troppo
Allegro ma non troppo

Nel 2005, le soluzioni per l’automazione hanno registrato un’ulteriore crescita del fatturato. Ma nel secondo semestre…
In 2005 the solutions have registered a further growth in turnover. But in the second half of the year…
News








ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA Sulla base delle stime di Anie, nel 2005 i produttori e i distributori italiani di soluzioni per l’automazione hanno registrato un’ulteriore, seppur lieve, crescita del fatturato, su un bilancio 2004 già incoraggiante. Ma nel secondo semestre… E.P.

Dopo quello che è stato definito “il periodo recessivo più lungo e profondo dell’ultimo decennio”, nel 2004 l’industria elettrotecnica ed elettronica italiana aveva chiuso il bilancio di fine anno con qualche (timido) segnale di ripresa. Il 2005 sembra, per certi versi, confermarlo, anche se la portata dei fattori frenanti è tale da consigliare ancora un po’ di prudenza. Le difficoltà del settore negli ultimi anni, infatti, si devono al concorso di varie cause, sia interne che internazionali, non solo contingenti. La concorrenza dei Paesi a basso costo di manodopera; il rallentamento della domanda estera a seguito della recessione in alcuni mercati importanti; la riduzione degli ordini da parte dei “grandi committenti” nazionali causata da situazioni di crisi o da mutate procedure d’acquisto… si sommano alle difficoltà generate a più livelli dalla debolezza del dollaro e, su un altro piano, all’ancora forte frammentazione del tessuto produttivo nazionale, che perdura nonostante l’ormai evidente tendenza all’aggregazione.
Questo premesso, i dati di preconsuntivo diffusi da Anie alla fine dello scorso esercizio sono tutt’altro che scoraggianti. Ecco qualche cifra significativa.

Benino oggi, meglio domani
Il fatturato aggregato di settore nel 2004 era di 54,9 miliardi di Euro, in aumento del 2,5% a fronte delle perdite del 2003 (-2,6%) e del 2002 (-5,3%). L’inevitabile riassetto organizzativo delle realtà produttive, indotto dalla crisi precedente, è stato accompagnato da una maggiore internazionalizzazione; e se questa è stata resa problematica dai successivi rafforzamenti del cambio (come mostra anche l’andamento poco brillante dell’export in America), resta tuttavia un importante driver di sviluppo.
Il 2004, inoltre, ha visto una ripresa del mercato interno (+3%), anche se con un significativo incremento del flusso di importazioni (+10,2%) complice – ancora -la “debolezza” del dollaro.
Gli stessi fattori sembrano determinare, a grandi linee, anche l’andamento del 2005, sul quale peraltro, al momento in cui scriviamo, sono disponibili solo dei preconsuntivi. Così, nei primi mesi dello scorso anno, il settore ha continuato a mostrare la sua strutturale fragilità, che si traduce in una produzione in calo su base tendenziale (-9,8% la flessione aggregata; -12,6% l’elettronica e –9,5% l’elettrotecnica). Questo andamento - sottolinea l’ufficio studi dell’Anie - «risente sensibilmente dei più recenti fenomenti di delocalizzazione produttiva verso Paesi con manodopera a basso costo, ovvero in prossimità di aree a più alto tasso di espansione economica».
Più confortanti, invece, le proiezioni relative al fatturato: sempre nei primi mesi del 2005, il settore nel suo complesso è cresciuto a valore del 2%, con una ripresa più accentuata per l’elettronica (+4%) rispetto all’elettrotecnica (+1%). I mercati esteri hanno continuato a rappresentare uno sbocco importante (+8%), con una tenuta delle esportazioni soprattutto nell’elettronica, mentre l’elettrotecnica mostra una sostanziale stabilità.
«Nel medio termine - commentano ancora gli analisti - dovrebbero comunque manifestarsi con maggiore evidenza sia una ripresa dell’attività produttiva resa possibile dalla fine dei processi di ristrutturazione in corso, sia il risveglio della domanda interna (accanto a una “vivace tenuta” delle esportazioni, a loro volta sostenute dall’espansione della domanda mondiale)».

Grandangolo sull’automazione industriale
Una lettura più approfondita dell’andamento disaggregato per comparti evidenzia, peraltro, un disallineamento fra elettrotecnica ed elettronica, anche se non cronico.
Infatti, a fine 2004 l’elettrotecnica aveva segnato una variazione positiva (+5,6%), mentre restava negativo il bilancio dell’elettronica (-1,3%) seppure con una flessione più contenuta rispetto all’anno precedente e con un buon risultato nell’export. Nel 2005, invece, le performance di quest’ultima area sono migliorate. Lo testimonia, fra l’altro, l’Osservatorio sul mercato dell’automazione e della strumentazione industriale (civile, di laboratorio ecc.), condotto da AssoAutomazione (Associazione Italiana Automazione e Misura) insieme a Gisi (Associazione imprese italiane di strumentazione). Secondo questo studio, il fatturato complessivo dell'industria dell'automazione e misura nel primo semestre 2005 ha registrato un miglioramento «lieve ma importante» (+1%), in buona parte dovuto all'esportazione sia indiretta (4,1%) che diretta (+3,8%). Se, poi, si guarda ai nuovi ordini, il panorama si fa più roseo, con stime di crescita media del +1,9% che nell’industria manifatturiera salirebbe addirittura al +3,2%. Riguardo a quest’ultimo dato, il presidente di AssoAutomazione Luigi Sacchi ha sottolineato che, all’interno del comparto elettronico-elettrotecnico, l’automazione e strumentazione industriale costituiscono un elemento di traino, con buoni indicatori di ripresa.
Meno positivo, invece, appare il trend della microelettronica, in cui nel secondo trimestre 2005 si è registrato un brusco calo dell’11% rispetto ai primi tre mesi dello stesso anno. In questo settore il mercato italiano, che “vale” il 5% di quello europeo, è stato monitorato per la prima volta conguntamente da Anie (produttori) e Assodel (distributori), uniti dall’esigenza di «dare vita a progetti credibili, sostenuti da incentivazioni mirate».
L’inedita collaborazione ha, infatti, consentito di consolidare i dati dell’intero settore della microelettronica, relativi al mercato italiano. Il valore del consumo di questo tipo di componenti nel nostro Paese durante il primo semestre 2005 è stato quantificato in 717 milioni di Euro, di cui 259 (36%) fatturati dai produttori e 458 (64%) dai distributori.
L'Italia è anche il primo paese europeo a effettuare un'analisi così approfondita. Ne è emersa anche, nel secondo trimestre 2005, una flessione dell'11% rispetto ai tre mesi precedenti, e una diminuzione del 12% rispetto ai primi tre mesi del 2004, rispetto alla quale balza all’occhio l’incremento del 5% nel fatturato della sola distribuzione (seguito peraltro da una battuta d'arresto nel secondo trimestre). Il motivo? «Il tessuto produttivo italiano è, sempre di più, costituito da aziende medio-piccole, che non sono in grado di gestire il rapporto diretto con i produttori di chip», ipotizzano gli analisti. Che però formulano anche una seconda spiegazione: la diffusione del videotelefono di Telecom Italia ha generato ordinativi superiori alla media, concentrati nel primo trimestre 2005, soprattutto da parte di aziende che si sono rivolte ai distributori». Almeno nell’elettronica di consumo, dunque, i trend del comparto sembrano dare ragione a Roberto Taranto, direttore generale di Anie, che ripropone una tesi più volte sostenuta dalla federazione: «Invertire la tendenza al ribasso del mercato italiano è possibile, ma servono idee-guida in grado di generare nuovi consumi».



Automation
Allegro ma non troppo


ELECTROTECHNICS AND ELECTRONICS According to the estimates by Anie, in 2005 the Italian distributors of automation solutions have registered a further - albeit slight - growth in turnover, following an already encouraging balance for 2004. But in the second
half of the year….
E.P.

After what has been defined as a “the longest and deepest period of recession in the last decade”, in 2004 the Italian electrotechnics and electronics industry closed its end of year balance with some (slight) signs of recovery. 2005 seems to confirm the same to some degree, even if the extent of factors liable to brake the trend is such as to force one to be prudent. The difficulties of the sector over the last few years are in fact to be put down to the concurrence of various causes, both domestic and international, and that are not only contingent. The competition from countries with low labour costs; the slowdown of foreign demand following the recession in some important markets; the reduction of orders placed by the “great national contractors” caused by situations of crisis or by changed purchasing procedures…. are added to the difficulties generated on several levels by the weakness of the dollar and, on another level, on the still strong fragmentation of the national Italian manufacturing fabric, that still prevails despite the by now evident trend towards conglomeration. Having said this, the interim balance published by Anie at the end of the last business year was encouraging. Here follows a review of the key figures.

OK today, better tomorrow
The overall turnover of the sector in 2004 was 54.9 billion Euro, an increase of 2.5% in the face of losses in 2003 (-2.6%) and 2002 (-5.3%). The inevitable reorganization of the manufacturing concerns, following on from the previous crises, was accompanied by a greater internationalisation; while this was made problematic by the subsequent increase in exchange rates (witnessed also by the paltry showing of exports to America), it all the same remains as an important thrust to growth.
What is more 2004 saw a recovery of the Italian domestic market (+3%), even though with a considerable increase in the flow of imports (+10.2%) - yet again aided by a “weak” dollar. The same factors seem overall to mark the run of 2005, for which, while this article is being written, only the interim results are available. Thus, in the first months of last year, the sector continued to show its structural fragility, translated into a production tending to drop (-9.8% the overall downswing; -12.6% electronics and -9.5% electrotechnics). This performance - the official Anie study office underlines – “is also considerably affected by the more recent phenomenon of delocalisation of manufacturing towards countries with low labour costs, or that is in proximity to areas with a higher rate of economic expansion”.
More comforting in fact the estimates as regards turnover: still in the first month of 2005 the sector overall has grown by 2%, electronics putting in a sharper recovery compared to electrotechnics (respectively +4% and +1%). Foreign markets have continued to constitute an important outlet (+8%), with exports holding, aboveall in electronics, while electrotechnics shows a substantial stability.As the analysts comment “in the mid term we should see both a recovery of manufacturing activity made possible by the end of the restructuring processes underway as well as a reawakening of Italian domestic demand (alongside a “resolute steadiness” of exports, in turn bolstered by the expansion of world demand)”.

Broad overview of industrial automation
A deeper reading of the performance broken down into the various segments what is more shows a non-alignment between electrotechnics and electronics, even if this is not seen to be chronic.In actual fact, at the end of 2004 electrotechnics put in a rise (+5.6%), while the electronics balance still showed a drop (-1.3%) even though more limited than that of the year previous and with good results as regards exports. In 2005 though the performance of the latter area improved. This is born witness to among other things by the Observatory on the automation and industrial instrumentation markets (also covering civil and laboratory/workshop instrumentation etc.), carried out by AssoAutomazione (Associazione Italiana Automazione e Misura) along with Gisi (instrumentation and automation of production processes). According to this study, the overall turnover of the automation and measure industry in the first half of 2005 registered a “slight but important” increase of +1%, mostly due to exports, both indirect (+4.1%) and direct (+3.8%). If then one takes a look at new orders, the prospects are more optimistic, with average growth estimates of +1.9% that in the manufacturing industry are estimated to be as high as +3.2%. Regarding this last figure, the president of AssoAutomazione Luigi Sacchi underlined that, within the electronic-electrotechnical segment, automation and industrial instrumentation constitute a driving force and are good indicators of a recovery.The trend of microelectronics appears to be less positive, where in the second quarter of 2005 a sharp drop of 11% was registered compared to the first three months of the same year. In this sector the Italian market, that is “worth” 5% of the European market, was monitored jointly for the first time by Anie (producers) and Assodel (distributors), united by the need to “give life to credible projects, supported by targeted incentivisation”. This unusual cooperation has in fact enabled the consolidation of the figures for the entire microelectronics sector covering the Italian market. The figures regarding the consumption of this type of component in Italy during the first half of 2005 has been quantified at 717 million Euros, 259 (36%) of which invoiced by the manufacturers and 458 (64%) by the distributors. Italy is also the first European country to carry out an in-depth analysis to this degree. It also emerged that in the second quarter of 2005 a drop of 11% was seen compared to the three preceding months, and a drop of 12% compared to the first three months of 2004, compared to which one is struck by the 5% increase in turnover in distribution seen on its own (followed though by a stall in the second quarter). The reason for this? “The Italian manufacturing fabric is evermore constituted by medium-to-small-sized concerns that are not capable of managing the direct relations with chip producers”, the analysers hypothesize. They though also formulate a second explanation: the spread of the Telecom Italia videophone generated above average orders, concentrated in the first quarter of 2005, aboveall by companies who addressed the distributors”. At least as regards consumer electronics hence the segment trends appear to confirm the theory of Anie general director Roberto Taranto, supported on several occasions by the federation:”the downtrend of the Italian market can be inverted, but leading ideas are needed capable of generating new consumption”.




Il comparto
Anie è la federazione italiana delle imprese elettrotecniche ed elettroniche. Il comparto che rappresenta può essere idealmente suddiviso in due grandi aree:
• nell’elettrotecnica confluiscono i settori della produzione, trasmissione e ditribuzione dell’energia, oltre ai trasporti ferroviari ed elettrificati, agli ascensori e scale mobili, ristorazione collettiva, illuminazione, cavi, componenti e sistemi per impianti e, infine, apparecchi domestici;
• nell’elettronica troviamo, invece, i produttori di componenti elettronici (semiconduttori, circuiti, relé, strumentazione industriale..), automazione e misura (in cui rientrano a pieno titolo molti fornitori di soluzioni per l’automazione del comparto imballaggo e confezionamento), sicurezza e automazione di edifici, apparecchi elettromedicali, apparati e sistemi di telecomunicazione e, infine, informatica (hardware).
Con circa 136.000 occupati e un fatturato aggregato di circa 55 miliardi di Euro (di cui 24 di esportazioni), Anie rappresenta un settore strategico e avanzato dell’industria italiana. Di più, secondo i dati diffusi dalla stessa Anie le aziende federate reinvestono in R&S il 4,8% del fatturato, pari a circa la metà dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato nazionale.



The segment
Anie is the Italian federation of electrotechnical and electronics concerns. The segment it represents can be ideally divided into two large areas:
• electrotechnics comprises the sectors of energy production, transmission and distribution, as well as electrified and railroad transport, lifts and escalators, catering, illumination, cables, components and systems for electrical circuits and lastly household appliances;
• electronics comprises in turn, electronic component producers (semiconductors, circuits, relays, industrial instrumentation..), automation and measuring (that includes many automation solution providers in the packaging segment), safety and automation for buildings, electromedical devices, telecommunication systems and devices and lastly, computer hardware.
With around 136,000 employees and an overall turnover of around 55 billion Euro (24 of which for exports), Anie stands as a strategic and advanced sector in the Italian industry. What is more, due to the figures made available by Anie itself the federated concerns plough 4.8% of their turnover back into R&D, equivalent to half the entire investment in R&D made by the Italian private sector.