Coesia illumina l’evoluzione

A Interpack il gruppo ha messo sotto i riflettori cinque linee produttive integrate. Aiolfi: “Tutte le nostre company sono leader a livello tecnologico, offriamo soluzioni che rappresentano un valore distintivo per le aziende”

Coesia

Davide Miserendino

Un lungo percorso luminoso. Era l’impressionante installazione, fatta di centinaia e centinaia di metri di led rossi, che abbracciava lo stand di Coesia all’ultima Interpack. Ma è anche la perfetta metafora per fotografare l’impressionante percorso di crescita del gruppo, che a Düsseldorf si è presentato con un ecosistema completamente connesso di tecnologie e soluzioni progettate per garantire efficienza e performance. Sotto i riflettori, in particolare, cinque linee produttive integrate, sviluppate per rispecchiare condizioni reali di produzione e dimostrare come diverse tecnologie operino come un unico sistema coordinato in specifici settori industriali, dal food al pharma e al cosmetico.

A farci da guida, in questa esaltante anteprima sul futuro, è stato Luca Aiolfi, Head of Division Coesia Consumer Market Solutions, che ha delineato quali sono i valori distintivi che il gruppo riesce a esprimere oggi.

Fiera dopo fiera, Coesia mostra grandi passi avanti nel percorso che vede una sinergia sempre più forte tra l’automazione intelligente, la sostenibilità e l’integrazione di tutti i sistemi. Questo percorso che vantaggi garantisce ai vostri clienti?
“È vero, abbiamo fatto molta strada e i riscontri che stiamo avendo sul mercato sono motivo d’orgoglio. Questo percorso ha radici lontane, nulla succede per caso. Tutto il team ha fatto un grande lavoro e trovo che oggi il nostro setup organizzativo sia particolarmente ricco e interessante. I vantaggi? Sicuramente il fatto di offrire un catalogo di soluzioni molto ampio è la nostra vera ricchezza: ogni company che appartiene a Coesia ha la leadership tecnologica del suo mercato. Così Coesia si configura sempre più come abilitatore di accesso ai mercati più ampi: il fatto di poter scambiare competenze tecnologiche tra le società, facendo leva anche sul team di ingegneria centrale di cui ci siamo dotati a livello corporate, permette di sviluppare soluzioni che sono il nostro vero valore distintivo. Oggi standardizzare le soluzioni è sempre più difficile. Noi, per efficientare i progetti, abbiamo delineato un menù di archetipi con l’obiettivo di evitare di duplicare l’ingegneria e avere costi ridondanti. I bisogni dei clienti, però, cambiano con una dinamicità impressionante e per questo avere la capacità di instaurare un percorso di co-development e co-engineering, avendo tutti gli strumenti necessari, rappresenta un grande valore aggiunto. I clienti ce lo stanno riconoscendo in misura sempre maggiore”.

Quali sono i loro bisogni più evidenti?
“Un posto importante lo occupano il costo del lavoro, che continua a crescere, e la difficoltà a trovare personale addestrato. L'automazione diventa, così, una delle risposte a questo tipo di problematiche. C'è, poi, l’esigenza di mantenere la competitività di prodotto, e quindi di innovare ma in modo sostenibile.  Servono soluzioni che riducano gli scarti, che generino una performance che permetta al cliente di essere quasi sempre vincente. Dobbiamo, ribadisco, dare un vantaggio competitivo ai nostri clienti, che oggi sono sotto pressione. Lo sappiamo, il mercato cresce per prezzi, non per volumi.  Questo significa che le aziende devono rosicchiare ‘market share’ dove possibile. La differenza, in questa situazione, la fa l'ottimizzazione del Total Cost of Ownership e quindi elaborare soluzioni che rimuovano i problemi che sono alla base di un TCO non vincente. Con un apparato come quello di Coesia, arrivare a queste soluzioni è sicuramente più semplice. Un altro fronte su cui stiamo lavorando molto è la costruzione di un clima di fiducia con i clienti affinché condividano con noi sempre più informazioni. Non è semplice, ma il fatto che siamo una realtà globale, finanziariamente molto solida, che c’è oggi e ci sarà domani, ci sta aiutando a sviluppare partnership importanti. Nonostante i numeri di mercato quest’anno non siano esaltanti, qui le cose vanno bene: mi sento una mosca bianca. Incrocio le dita e spero di continuare così”. 

I cambiamenti di cui ci ha parlato, già estremamente sfidanti, sono in atto in un momento di forte tensione geopolitica.
In una situazione come quella attuale, segnata da continui cambi di rotta, fare business è davvero difficile. Spesso si dice che il vero problema non sia la crisi geopolitica, l’aumento del prezzo dell’energia o lo scoppio dei conflitti; il vero problema è l’incertezza. Condivido questa lettura, ogni settimana di incertezza rappresenta per tutti noi un conto che ci si ritroverà a pagare per mesi”.

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ACMA e CITUS KALIX: crescere insieme

A Interpack sono in pochi a non essersi fermati ad ammirare la precisione e la velocità della linea per il confezionamento di barrette (“Bars-in-Box”) che integrava distribuzione prodotti nudi, flowpacking, cartoning, case packing e pallettizzazione in un unico flusso coordinato con tecnologie ACMA, R.A. Jones, MGS e FlexLink.

Lo stesso successo ha riscosso la linea Potato Chips, capace di gestire in modo fluido il passaggio dal confezionamento primario al multipack in flow wrapping, con una vincente sinergia tra la flow wrapper FP ONE di ACMA e il sistema robotico SmartLine di PWR per le operazioni di raggruppamento e pick-and-place ad alta velocità.

“A Interpack – ha spiegato Daniele Ponzibibbi, CEO di ACMA – abbiamo mostrato quella che è la nostra strategia nel mondo food, in particolare per le barrette, gli snack, i biscotti e il bakery, presentando per la prima volta soluzioni end to end. La linea Bars-in-Box si distingue per l’alta velocità e la sostenibilità, dal momento che gestisce materiali che sono già in linea con le regole europee e i limiti fissati al 2030. Abbiamo illustrato una soluzione completa, chiavi in mano, che va dalla preparazione del prodotto alla palletizzazione. La linea Potato Chips è la prima integrata nel mondo delle patatine, e si inserisce nella medesima strategia, in questo caso forte della collaborazione tra i sistemi robotici di PWR e la FP ONE di ACMA, presentata qui in anteprima. Una sinergia sempre più forte anche in termini di sistemi di controllo di automazione, integrazione delle soluzioni e relazione con il cliente”.

Lo stesso approccio si ritrova nel settore cosmetico, come ci ha raccontato il Ceo di Citus Kalix Nicolas Le Pivert. “Anche nella cosmetica abbiamo sviluppato un’idea di linea completa, come per gli snack e le barrette, che integri tecnologie capaci di fare la differenza e apportare valore per i nostri clienti”. Un percorso che ha visto, alla fine dello scorso anno, fondersi due compagnie di Coesia: “ADMV, con base a Lione, si è fusa con Citus Kalix: un’operazione che ci ha permesso di unire le tecnologie di imballaggio primario e secondario di Citus Kalix con quelle per la distribuzione di ADMV, il cui nome è scomparso dalla mappa Coesia”. La linea Cosmetics mostrata a Interpack integra processi di riempimento tubi, cartoning, case packing e pallettizzazione in una soluzione compatta ed ergonomica.

In conclusione i due Ceo hanno sottolineato – ricordando anche l’acquisizione di alcuni asset del gruppo svizzero Rotzinger (andando a crerare la newco Rotzinger Transver), con competenze legate alla manipolazione dei prodotti, ai sistemi di buffering e di raffreddamento – la logica industriale che oggi guida l’azione del gruppo: partire da un’attenta analisi del portfolio, acquisire o integrare partner in grado di fornire le competenze richieste dal cliente, esplorare nuovi mercati o nicchie. Tre mosse per un successo di portata globale.

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