Gli imballaggi in plastica rigidi
Andamento della produzione, posizionamento sul mercato e scambi commerciali con l’estero nel 2024.
Barbara Iascone
Gli imballaggi in plastica, largamente presenti sul mercato e diffusi in quasi tutti i settori, rappresentano circa il 50% dell’intero fatturato dell’industria del packaging italiana e quasi il 20% della produzione espressa in tonnellate. Va tuttavia considerato che essendo particolarmente leggeri, in termini di tonnellate risultano decisamente sottorappresentati, basti pensare agli scaffali di un supermercato dove la loro presenza è decisamente più diffusa rispetto ad altri packaging competitors.
L’imballaggio in plastica, sia flessibile che rigido, nasce con lo scopo preciso di ridurre lo spreco alimentare. Le sue caratteristiche, infatti, consentono di allungare la shelf life dei prodotti freschi di almeno due settimane. La propensione alla ricerca e all’innovazione di questi imballaggi ha consentito di raggiungere traguardi importanti anche sul fronte del riciclo e della sostenibilità (bioplastiche).
Andamento del mercato
Nel 2024 il settore ha registrato un fatturato di circa 16,2 miliardi di euro, in calo del -1,5% rispetto all’anno precedente (il dato si riferisce al packaging flessibile + rigido). In termini di tonnellate prodotte invece, il seguente studio prende in esame solo gli imballaggi rigidi: bottiglie per liquidi alimentari, flaconi ad uso industriale e domestico, vaschette, blister tubetti, contenitori di grandi dimensioni, ma anche accessori quali chiusure, erogatori, imballaggi di protezione, corde reggette ecc. Nel 2024 la produzione è tornata a crescere del 2,4% sull’anno precedente assestandosi sulle 1.834 tonn/000. L’incremento risulta generalizzato a prescindere da quale plastica venga utilizzata. Più nello specifico, mentre il ricorso alla plastica proveniente da riciclo risulta costantemente in crescita, l’impiego di bioplastiche è caratterizzato da una certa stabilità.
Sul totale del packaging in plastica prodotto in Italia, il comparto degli imballaggi rigidi più accessori rappresenta il 54,9%. In questo ambito, i contenitori detengono una quota dell’85% e nel 2024 hanno raggiunto le 1.556 tonn/000 (+3,4% rispetto all’anno precedente). In sensibile calo le esportazioni (-4,7%), mentre le importazioni si attestano a -0,5%. Il mercato italiano ha assorbito il 97% della produzione totale.
Scende nel 2024 anche la produzione degli accessori (-2,6%) fermandosi a 278.000 tonnellate, a fronte di un incremento delle importazioni del 14% e del 2% delle esportazioni.

Gli scambi commerciali
Nella sua totalità il commercio estero ha registrato andamenti positivi sia per l’export (+2,2% a quota 380.000 tonnellate), sia per l’import (+0,4% a 286.000 tonnellate).
Il maggior flusso di scambi commerciali è avvenuto come di consueto con i paesi Europei (Francia e Germania in primis) dove l’export ha pesato per l’89,8% e l’import per l’82,1%. Nel 2024 le importazioni dall’Ungheria sono praticamente raddoppiate.
Settori di utilizzo
Come per gli imballaggi in carta e cartone, anche per quelli realizzati in plastica gli impieghi di utilizzo sono molteplici. Il più significativo campo di applicazione rimane il settore food e beverage con una rappresentatività pari all’85,6% (49,8% alimentare e 35,8% bevande).
Il 9% degli imballaggi rigidi in plastica viene impiegato nei settori chimici e detergenza domestica, i settori cosmetico e farmaceutico rappresentano il 4,7%, prevalentemente vasetti, flaconi e tubetti.
Nonostante le innumerevoli battaglie ambientaliste portate aventi contro questa tipologia di confezionamento, il settore è riuscito mantenere alti gli standard produttivi grazie all’alto contenuto tecnologico che caratterizza questo materiale. Proprio per questa sua importante caratteristica è stato possibile apportare negli anni elementi correttivi che ne andassero ad aumentare la sostenibilità (riduzione di materiale utilizzato, ricorso a materiale proveniente da riciclo, agevolazioni al riciclo dell’imballaggio).
Recupero e riciclo
In base ai dati elaborati da COREPLA, il consorzio di filiera che all’interno del sistema CONAI si occupa di gestire la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, nel 2024, in Italia sono state raccolte oltre 1.500 tonn/000 di imballaggi in plastica, con un incremento del 4% rispetto al 2023 e una media pro capite superiore a 26 kg. Gli imballaggi avviati a riciclo sono stati circa 931.000 tonnellate, avvicinando con un anno di anticipo l’obiettivo europeo del 50%.








