Il settore farmaceutico e nutraceutico tra dinamiche produttive e mercato
Il 2025 racconta un settore farmaceutico solido, capace di crescere sui mercati internazionali e di mantenere un impianto produttivo ad alto valore tecnologico. Anche la nutraceutica continua a espandersi, trainata da nuovi bisogni di benessere e da un confezionamento sempre più diversificato
di Barbara Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

Nel corso del 2025, l’industria farmaceutica italiana ha consolidato il proprio ruolo di asset strategico per il sistema economico nazionale. Ha inoltre evidenziato una crescita particolarmente sostenuta sia sul fronte produttivo sia su quello internazionale.
A trainare il settore è stato soprattutto il forte impulso delle esportazioni che, nei primi dieci mesi del 2025, hanno registrato un incremento del 33,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 58,8 miliardi di euro. Una performance che rafforza il posizionamento dell’Italia tra i principali hub europei della produzione farmaceutica ad alto valore aggiunto.
Anche il mercato interno ha mostrato segnali di consolidamento. Tra gennaio e novembre 2025 il fatturato complessivo del comparto farmaceutico retail ha toccato i 26,3 miliardi di euro, sostenuto prevalentemente dalla crescita del valore dei farmaci commercializzati, a fronte di una lieve contrazione dei volumi di vendita in termini di confezioni.
Nel segmento dei farmaci da banco (OTC), il giro d’affari si è attestato a 3,2 miliardi di euro, in aumento del 2,8% su base annua. Il dato conferma la resilienza del comparto consumer health, nonostante una flessione dell’1,5% nel numero di confezioni vendute, segnale di una progressiva valorizzazione del mix di prodotto.
Sul fronte industriale, il settore continua inoltre a distinguersi per capacità di attrazione degli investimenti e qualità occupazionale. Nel 2025 gli addetti hanno raggiunto quota 72.200 unità, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti in ricerca, sviluppo e impianti ad alta tecnologia hanno superato i 4 miliardi di euro, rafforzando ulteriormente il profilo innovativo dell’industria farmaceutica italiana.
I numeri del confezionamento: quantità e consumi
La ripartizione generale delle diverse tipologie di farmaci si suddivide in tre categorie: l'81% circa delle confezioni va ascritto ai prodotti etici delle classi A, B e C (con riferimento alla ripartizione del Ministero della Sanità), il 3% circa ad altri prodotti etici venduti senza prescrizione medica e il 16% ai farmaci da banco, in crescita.
La nostra analisi relativa al mix del packaging del mercato italiano dei farmaci prende in esame soltanto l’area dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia, con prescrizione medica, escludendo quindi i farmaci ad uso ospedaliero e i farmaci ad uso veterinario.
In base ai dati elaborati attraverso la Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio nel 2025 si valutano circa 2.192 mln di confezioni, con un leggero calo tendenziale pari al -0,6% rispetto all’anno precedente, e un +0,5% di crescita medio annua dal 2010 al 2024. I dati si riferiscono esclusivamente agli imballaggi primari, escludendo quindi gli astucci in cartoncino, il bugiardino descrittivo ed eventuali accessori utilizzati per l’erogazione del farmaco.
In riferimento alle tonnellate di imballaggi utilizzati per il confezionamento di prodotti farmaceutici, sempre considerando i soli imballaggi primari, si arriva a circa 56.000 tonnellate. Per un’analisi completa non possiamo limitarci alla valutazione dei soli imballaggi primari, considerando soprattutto la rilevante quota rappresentata dal comparto degli imballaggi secondari ed accessori; gli astucci in cartoncino nel 2025 hanno superato le 43.700 tonnellate. Considerando quindi l’intero comparto packaging comprensivo anche di chiusure, erogatori, etichette, ed infine gli imballaggi per logistica e trasporto arriviamo ad un totale di circa 123.400 tonnellate in calo dell’1% rispetto all’anno precedente.
Il mix del packaging suddiviso per materiali
Il settore farmaceutico si caratterizza storicamente per una marcata rigidità nella modifica del packaging mix, una condizione strettamente legata alla natura stessa dei prodotti trattati. Qualsiasi intervento sulle soluzioni di confezionamento richiede infatti procedure di validazione particolarmente complesse, accompagnate da rigorosi controlli e protocolli finalizzati a garantire la sicurezza, la stabilità e la corretta conservazione del farmaco lungo l’intero ciclo distributivo.
In questo contesto, l’introduzione di nuove tipologie di packaging rappresenta un processo lungo e altamente regolamentato, che limita significativamente la rapidità di adattamento del comparto rispetto ad altri settori industriali. Ne deriva una sostanziale staticità nell’evoluzione del mix di confezionamento, con variazioni generalmente contenute e riconducibili soprattutto alle dinamiche della domanda e all’evoluzione delle diverse categorie di prodotto.
Le eventuali modifiche nel ricorso alle differenti soluzioni di imballaggio risultano quindi prevalentemente determinate dalle tendenze di mercato e dai cambiamenti nella composizione dell’offerta farmaceutica, fattori che possono favorire una maggiore diffusione di specifiche tipologie di confezionamento rispetto ad altre.
Analizzando la segmentazione delle diverse tipologie di confezionamento primario nel 2025, sulla base delle elaborazioni della Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, emerge un quadro chiaro delle preferenze materiali nel settore farmaceutico. La quota predominante è rappresentata dagli imballaggi in alluminio, che raggiungono il 61,2% del totale. All’interno di questa categoria, il blister continua a essere la soluzione largamente più diffusa, con una rappresentatività pari al 56,6% dell’intero comparto. Completano il segmento i tubetti – sia flessibili sia rigidi – che incidono per il 3,6%, e le bombolette spray, che si attestano intorno all’1%.
Il secondo materiale più utilizzato è il vetro, che copre il 20,1% del mercato. La segmentazione interna mostra una prevalenza dei flaconcini per prodotti bevibili, pari al 44,3% delle confezioni in vetro, seguiti dai flaconcini per prodotti iniettabili (30,8%) e dai flaconi per sciroppi (24,5%). I flaconcini oftalmici in vetro rappresentano solo lo 0,4%, una quota ormai residuale a causa della crescente affermazione della plastica in questa specifica applicazione.
Gli imballaggi in plastica costituiscono il 18,5% del totale e comprendono un’ampia varietà di soluzioni: flaconi e tubetti flessibili, alveoli, bustine in accoppiato flessibile, strip e altre configurazioni tipiche del settore.
Chiude il quadro la carta, con una presenza molto contenuta: i contenitori in cartoncino spiralato destinati ai prodotti granulari rappresentano infatti appena lo 0,2% del mercato.
Suddivisione per tipologia di prodotto
Oltre alla segmentazione del packaging settore farmaceutico elaborata per materiali utilizzati, la banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio analizza i dati suddivisi per tipologia di prodotto farmaceutico in base al suo stato (liquido, solido o gassoso). Dall’analisi del 2025 il 64,5% dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia, risultano essere in forma solida (compresi granulari, compresse), il 30% in forma liquida ed il 5,5% in altre forme, (creme, gel, schiume, trans-dermici, ecc.).
Ognuna di queste aree è caratterizzata da un differente mix del packaging; analizzando le prime due categorie di imballaggi più rappresentative emerge una richiesta maggiore di prodotti liquidi (iniettabili o sciroppi) rispetto a quelli solidi o granulari.
Prodotti liquidi
La suddivisione relativamente a questa area del farmaceutico vede la presenza di farmaci liquidi ad uso orale, farmaci iniettabili e farmaci non bevibili (prevalentemente oftalmici).
Negli ultimi anni i flaconi in plastica hanno guadagnato quote di mercato nel comparto farmaci liquidi ad uso orale che si suddivide per il 61,7% in imballaggi in vetro, il 35,4% è destinato ad essere confezionato in flaconi in plastica, il restante 2,9% è rappresentato da bustine in materiale accoppiato, con uno leggero spostamento a favore del vetro rispetto alla plastica (sempre per un maggior utilizzo di prodotti confezionati essenzialmente in vetro). I medicinali liquidi iniettabili sono confezionati esclusivamente in vetro, mentre la terza categoria di medicinali liquidi si suddivide per il 93% in flaconcini in plastica, il 5% in bustine in materiale accoppiato ed il restante 2% in flaconcini in vetro.

Prodotti solidi
Passando ai farmaci in forma solida si evince che il mix del packaging è rimasto invariato rispetto agli ultimi anni, partendo da quelli per uso orale (GRANULI, COMPRESSE, CONFETTI, ECC.), il mix del packaging si suddivide come segue il 91,8% in blister in ALL/PVC o ALL/ALL, la restante parte è ripartita tra, bustine in poliaccoppiato per il 4,4%, flaconi in plastica per il 2,1%, tubetti rigidi in alluminio per l’0,8% e lo 0,5% è rappresentato da flaconcini in vetro ed infine per lo 0,4% i contenitori in cartoncino spiralato per prodotti granulari.
Altre tipologie di prodotti
Infine, i prodotti in crema, pomate, gel o schiume, il mix del packaging si presenta invariato come segue. I tubetti di alluminio rappresentano il 66%, il 24% sono i tubetti in plastica e il 10% le bustine in materiale accoppiato.
La nutraceutica
A latere del settore farmaceutico, con sempre maggior attenzione anche in Italia, si sviluppa la categoria conosciuta come prodotti nutraceutici, vale a dire tutti quegli integratori alimentari, che pur non essendo farmaci, vengono comunque utilizzati come rimedio a varie problematiche di salute.
Fanno parte di questa categoria i fermenti, le vitamine e, più in generale, tutti quei nutrienti essenziali che non vengono assunti in quantità sufficienti attraverso l’alimentazione quotidiana, ma introdotti tramite integratori formulati con principi attivi concentrati. In questo ambito rientrano i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi come omega‑3 e omega‑6, le diverse vitamine e i complessi enzimatici.
Questi prodotti vengono utilizzati soprattutto per prevenire malattie croniche, sostenere il benessere generale, rallentare i processi di invecchiamento e contribuire a un miglioramento dell’aspettativa di vita. Negli ultimi anni, tuttavia, il loro impiego si è ampliato verso un settore in forte crescita: quello della cosmetica avanzata. Qui trovano spazio integratori mirati a contrastare l’invecchiamento, in particolare quello cutaneo, come i prodotti a base di collagene e di altri attivi che agiscono sulla qualità della pelle dall’interno.
I prodotti nutraceutici vengono venduti prevalentemente tramite le farmacie, per il 77%, questo canale da solo è cresciuto del 5,6%, ma anche gli altri canali meno rappresentativi registrano tendenze di crescita significativi. La GDO ha superato il canale parafarmacie arrivando a rappresentare il 7,6% a fronte di una crescita del 5%. Il canal parafarmacie rappresenta il 7,2% della distribuzione con un tasso di crescita del 3%. Particolarmente performante il canale delle vendite online il quale è cresciuto del 13,8% attestandosi intorno al 7,5% di share.
La suddivisione di questa categoria di prodotti si basa esclusivamente sulla loro funzione d’impiego. Rientrano quindi i probiotici, i sali minerali, gli integratori per il controllo della lipidemia, le diverse vitamine e i prodotti con funzione tonica. A questi si aggiungono gli integratori dedicati al riposo notturno, al supporto delle funzioni immunitarie e della funzione intestinale, oltre ai complessi multivitaminici e multiminerali.
Un’ulteriore area di utilizzo riguarda il benessere delle articolazioni e, in forte crescita, il segmento dedicato alla cura e bellezza, che comprende prodotti mirati al miglioramento dell’aspetto cutaneo e del benessere estetico generale. Rientrano infine nella categoria “altro” gli integratori destinati al supporto dell’apparato cardiaco, genitale e respiratorio, così come prodotti con funzione analgesica o calmante.
I dati relativi al 2024 (ultimi dati disponibili) ci mostrano un settore florido ed in crescita costante, in Italia i prodotti nutraceutici hanno raggiunto un fatturato intorno ai 4,9 miliardi di euro, registrando una crescita rispetto al 2023 pari al +5,9%. L’Italia si conferma leader in Europa con una share di mercato pari al 26%
I prodotti più richiesti includono vitamine, sali minerali, probiotici e integratori per il benessere mentale, oltre a prodotti per il controllo del colesterolo e il benessere dell'intestino
Il confezionamento
In base alle elaborazioni relative alla Banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio le circa 340 milioni di confezioni di prodotti nutraceutici riferite all’anno 2025, si suddividono con il seguente mix del packaging.
Il 43,5% (in calo) delle confezioni utilizzate nel settore è rappresentato dai blister in plastica/alluminio per capsule o pastiglie.
Abbiamo poi i vasetti ed i flaconi in plastica 37%, e a seguire, con il 13,8% (entrambi in crescita), i vasetti e flaconi in vetro; le bustine in materiale accoppiato rappresentano il 5,3% delle confezioni e da ultimi troviamo i tubetti in alluminio con lo 0,4%.
Le tonnellate di imballaggi coinvolte in questo settore sono state circa 14.800, compreso imballaggi secondari, da trasporto ed accessori.







