Recepita la Direttiva “GREENWASHING”
- Come cambia la comunicazione ambientale
- Le buone prassi per scongiurare il “greenwashing”
- Focus sulle asserzioni ambientali sul packaging
I sondaggi dimostrano che oggi più del 60% dei prodotti recano un’asserzione ambientale e che, purtroppo, la maggioranza di queste non sono affidabili. Di conseguenza, i consumatori possono essere fuorviati o, peggio ancora, ingannati da messaggi finalizzati a suggerire una falsa impressione su impatti o benefici ambientali, fenomeno riconducibile a una pratica deprecabile e nota come “greenwashing”.
Per ovviare a tale situazione il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 provvede ad aggiornare il Codice del Consumo, Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, con l’obiettivo di stabilire delle regole specifiche per evitare il “greenwashing” e proteggere i consumatori e l’ambiente, fornendo le linee guida per una corretta comunicazione ambientale volta a potenziare inoltre la competitività delle imprese che realmente si stanno impegnando nella sostenibilità ambientale.
Per garantire che i consumatori ricevano informazioni ambientali affidabili, comparabili e verificabili sui prodotti, la legge include criteri chiari su come le aziende dovrebbero formulare i green claim e come dimostrare, con evidenze di supporto documentate, tali asserzioni.







