Fast food, la carta si conferma materiale d’elezione

Studio Comieco: nei ristoranti McDonald’s oltre l’88% dei prodotti di servizio è a base cellulosica e l’87% viene riciclato

In Italia, la ristorazione veloce rappresenta circa l’11% della ristorazione commerciale e il 9% dei consumi fuori casa, secondo FIPE. In questo scenario, la carta – risorsa rinnovabile - si afferma come materiale chiave grazie alla sua riciclabilità e alla diffusione tra i prodotti di servizio: volumi significativi che possono essere recuperati, a patto di adottare comportamenti virtuosi, anche nella logistica della raccolta.

Da queste premesse ha preso forma lo studio promosso da Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica)  e realizzato da Ambiente Italia, che ha preso in esame la produzione e la gestione dei rifiuti in sette ristoranti McDonald’s tra Milano, Baranzate, Parma, Perugia, Roma, Bari e Palermo, ha analizzato il comportamento di circa 1.000 clienti osservando direttamente il conferimento e lo svuotamento dei vassoi nei contenitori per la raccolta differenziata e verificando l’effettiva destinazione dei materiali raccolti.

I risultati sono stati presentati l’11 giugno a Roma attraverso il contributo di rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e della filiera del riciclo, tra cui Sabrina Alfonsi (Comune di Roma), Duccio Bianchi (Ambiente Italia), Elisa Carlino (McDonald’s), Amelio Cecchini e Roberto Di Molfetta (Comieco), Bruno Manzi (AMA Roma), Antonio D’Amato (Seda International Packaging Group), oltre agli eurodeputati Annalisa Corrado, Pierfrancesco Maran e Massimiliano Salini (Commissione ENVI del Parlamento Europeo).  

L’incontro ha offerto un momento di confronto sullo stato dell’arte (già molto soddisfacente) e sulle prospettive di miglioramento dei sistemi di raccolta e riciclo nella ristorazione veloce. Come sottolineato da Roberto Di Molfetta, direttore generale di Comieco: “Migliorare si può”, soprattutto attraverso un’ulteriore ottimizzazione della separazione dei materiali e il rafforzamento dell’efficienza dei servizi di raccolta sul territorio”.

L’84% dei rifiuti viene differenziato

“I dati mostrano come il sistema approntato nei ristoranti McDonalds consenta performance superiori rispetto alla media italiana: l’84% dei rifiuti complessivi viene conferito nella raccolta differenziata, contro il 68% della raccolta urbana” – spiega Duccio Bianchi, Cofondatore di Ambiente Italia. “Anche il tasso di riciclo complessivo risulta più alto, attestandosi al 67% rispetto al 54% medio nazionale”.

Un risultato raggiunto grazie a un modello organizzativo basato su più punti di raccolta all’interno dei locali, segnaletica chiara e separazione dei flussi tra carta, plastica e metalli, vetro, organico e indifferenziato. Gli errori dei clienti restano contenuti: solo un consumatore su dieci sbaglia il conferimento.  “Una maggiore visibilità del punto di conferimento dell’organico potrebbe essere utile”, segnala Bianchi.

La carta traina la transizione ecologica

Ciò che emerge dalla ricerca è il sempre maggiore utilizzo di materiali a base cellulosica. Oltre l’88% degli imballaggi e dei prodotti di servizio (tovaglioli, cannucce, tovagliette e contenitori) è infatti realizzato in carta; di questi, quasi il 70% è monocellulosico mentre la restante parte è composta principalmente da carta con altri materiali, ma comunque altamente riciclabile.

“I dati confermano l’efficacia del modello: il tasso di riciclo degli imballaggi in carta analizzati nei ristoranti oggetto dell’indagine raggiunge l’87%, un risultato che dimostra quanto sia strategico continuare a investire su questo materiale rinnovabile, riciclabile e riciclato - commenta Roberto Di Molfetta, Direttore Generale di Comieco. "Per migliorare ancora, però, è fondamentale curare tutto il processo: dalla separazione del cliente alla gestione da parte del personale; dall’adeguata frequenza di ritiro del servizio di raccolta dei rifiuti al rafforzamento della logistica della raccolta. Aumentando così il recupero della carta e riducendo l’indifferenziato: il sistema della ristorazione veloce è potenzialmente in grado di arrivare ridurre il rifiuto indifferenziato a zero”.

A sottolineare l’importanza del modello adottato da McDonald’s, nonché il ruolo chiave degli imballaggi in carta è anche Antonio D’Amato, presidente di Seda International Packaging Group: “McDonald’s coinvolge il consumatore e lo responsabilizza, rendendolo parte attiva del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti”, afferma. “L’Italia, prima in Europa per raccolta differenziata, ha costruito in trent’anni uno dei sistemi di economia circolare più avanzati al mondo. Il packaging non è un elemento accessorio, ma una necessità fondamentale per la tutela della salute e per la riduzione degli sprechi di acqua e cibo, che a livello globale riguardano circa il 30% della produzione alimentare”.

Le criticità da superare

Nonostante i risultati positivi, lo studio evidenzia alcune aree di miglioramento. Serve innanzitutto maggiore attenzione nella separazione dei rifiuti: oggi circa il 14% dei materiali conferiti nella raccolta della carta andrebbe in realtà destinato ad altre frazioni. A questo si aggiunge una diffusione ancora non omogenea della raccolta differenziata sull’intero territorio nazionale, non sempre presente o correttamente applicata in tutti gli esercizi, mentre in molti comuni il servizio non è ancora adeguato, soprattutto per quanto riguarda la frequenza dei ritiri.

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