Bosch Rexroth: automazione aperta, AI e robotica per il packaging che cambia
Dalla modularità software alle architetture cabinet free, passando per Physical AI e robotica semiumanoide. A SPS Italia, Paolo Lonati racconta come queste innovazioni stiano trasformando le macchine di confezionamento e l'intera organizzazione delle linee produttive
Milena Bernardi
Il packaging continua a rappresentare uno dei mercati più dinamici per l'automazione industriale. Lo confermano i numeri, ma soprattutto le tecnologie che stanno ridefinendo il modo di progettare, costruire e gestire le linee di confezionamento. A SPS Italia Bosch Rexroth ha portato una visione chiara di questa evoluzione, fondata su automazione aperta, modularità, intelligenza artificiale e robotica collaborativa.
«I trend che abbiamo osservato anche a Interpack non riguardano soltanto le normative legate alla sostenibilità e al PPWR», spiega Paolo Lonati, Sales Development Growing Markets di Bosch Rexroth. «Stiamo assistendo a una trasformazione molto più profonda, che coinvolge il modo stesso di concepire le macchine. Oggi si parla sempre più di modularità, non soltanto a livello meccanico ma anche nella struttura hardware e software».
Dalla linea monolitica alla macchina riconfigurabile
La richiesta proveniente dai costruttori e dagli utilizzatori finali è sempre più orientata verso impianti flessibili, capaci di adattarsi rapidamente alle esigenze produttive.
«Per anni il mercato ha privilegiato linee altamente integrate e progettate per gestire un'ampia gamma di funzioni produttive», osserva Lonati. «Oggi invece molte aziende cercano configurazioni più snelle e più mirate. Vogliono poter spostare un modulo, riconfigurare una sezione della macchina o riutilizzare una determinata funzione in contesti diversi».
In questo scenario assume un ruolo centrale ctrlX OS, il sistema operativo aperto sviluppato da Bosch Rexroth, pensato per consentire l'integrazione di applicazioni, funzioni e tecnologie, sfruttando un ecosistema ampio grazie al contributo di partner e aziende terze. La flessibilità diventa così un elemento strategico sia nel packaging primario sia nel secondario, dalle applicazioni di filling alle flow pack, fino alle incartonatrici top e side loader, alla parte di fine linea e fino alla robotica mobile per l’asservimento intra-linea.
Il packaging traina la crescita
Per Bosch Rexroth il settore del confezionamento continua a essere uno dei principali motori di sviluppo dell'automazione.
«Il packaging è un settore industriale estremamente dinamico», sottolinea Lonati. «In Italia rappresenta uno dei comparti più rilevanti della meccanica strumentale, con un fatturato che supera i 10 miliardi di euro e una crescita costante degli ordini. È un trend consolidato che continua ad alimentare la domanda di innovazione». Una crescita che richiede però nuovi modelli tecnologici. «L'automazione non può rimanere quella tradizionale del passato, basata solo su regole “fisse”. Oggi servono sistemi aperti, interoperabilità e la capacità di integrare nuove funzioni senza dover ripensare completamente la macchina».
La robotica semiumanoide entra nelle attività di supporto
Tra le soluzioni più osservate nello stand Bosch Rexroth figurava un robot semiumanoide sviluppato per operazioni di movimentazione, kitting e picking. Un'applicazione che, in diverse varianti, trova spazio anche nel mondo del packaging.
«Pensiamo a un'attività semplice come il cambio bobina su una flow pack», spiega Lonati. «Si tratta di un'operazione ripetitiva che richiede tempo e attenzione. Sono attività che possono essere affidate alla robotica, lasciando alle persone compiti a maggior valore aggiunto».
Il messaggio dell'azienda è chiaro: la robotica non sostituisce l'uomo ma lo supporta.
«Le macchine devono essere ausiliarie. Il loro compito è eliminare le attività più ripetitive e meno gratificanti, contribuendo a elevare il ruolo dell'operatore all'interno della fabbrica».
Una risposta concreta anche alla crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, tema che interessa ormai gran parte delle imprese manifatturiere.
Sicurezza e applicazioni industriali
Secondo Lonati, il futuro della robotica industriale passerà attraverso soluzioni progettate per convivere in sicurezza con gli operatori.
«In Europa il tema della sicurezza è centrale e condiziona inevitabilmente lo sviluppo delle tecnologie. Per questo vediamo molto più promettenti le soluzioni semiumanoidi rispetto ai robot umanoidi tradizionali».
I primi riscontri arrivano già da grandi gruppi internazionali che li hanno introdotti sulle linee a supporto delle operazioni di confezionamento. “L'approccio iniziale sarà probabilmente quello della sperimentazione sul campo, con l'obiettivo di integrare progressivamente questa tipologia di robotica all'interno delle linee produttive – precisa Lonati”.
Cabinet free e piattaforme software
L'evoluzione del packaging passa anche attraverso una progressiva semplificazione dell'architettura delle macchine.
«Nel nostro settore l'approccio cabinet free sta diventando un requisito sempre più richiesto», afferma Lonati. «Ridurre o eliminare gli armadi tradizionali significa semplificare la progettazione, migliorare l'integrazione e aumentare la flessibilità della macchina».
Accanto all'hardware, un ruolo sempre più rilevante viene svolto dal software.«La stessa piattaforma di automazione può gestire una macchina di stampa per imballaggi, una confezionatrice flow pack o un sistema di dosaggio. Cambiano le funzioni software, ma l'infrastruttura resta la stessa».
In questo contesto, librerie come PackML consentono di sviluppare soluzioni per il packaging secondo logiche condivise e standardizzate, favorendo l'integrazione tra hardware e software
Physical AI: quando la macchina diventa cognitiva
Tra i temi più innovativi affrontati emerge la Physical AI, ovvero la capacità di portare funzioni intelligenti direttamente all'interno della piattaforma di automazione.
«Oggi possiamo eseguire inferenza direttamente a bordo della nostra piattaforma di automazione,», spiega Lonati. «Questo significa aggiungere quegli asset cognitivi che permettono di monitorare le condizioni operative, individuare anomalie, supportare la manutenzione predittiva e migliorare la qualità del processo».
L'intelligenza artificiale può inoltre trasformare il rapporto tra uomo e macchina. «Stiamo introducendo strumenti basati su modelli linguistici che consentono agli operatori di interagire in modo sempre più naturale con le linee produttive. L'obiettivo è semplificare il lavoro e aumentarne l'efficienza».
Non più futuro, ma presente
Molte delle innovazioni che fino a pochi anni fa venivano considerate futuristiche sono oggi realtà industriali. Per Lonati, il messaggio che emerge con maggiore forza è proprio questo: automazione aperta, Physical AI e robotica avanzata non rappresentano più una prospettiva futura, ma tecnologie già disponibili e pronte a generare valore nelle linee produttive.
Una visione che si accompagna a un principio fondamentale: l'innovazione deve affiancare le persone, non sostituirle. Molte delle innovazioni che fino a pochi anni fa venivano considerate futuristiche sono oggi realtà industriali.
«Non stiamo parlando di scenari lontani», conclude Lonati. «Parliamo di tecnologie disponibili adesso. Automazione aperta, Physical AI e robotica avanzata sono strumenti concreti che possono già generare valore nelle linee di packaging».








