L’innovazione sostenibile è basata sulla fiducia: una ricetta per il successo secondo WITTENSTEIN

Il progresso tecnologico e la geopolitica sono al centro della conversazione tenuta con il Dr. Bertram Hoffmann, presidente e CEO di WITTENSTEIN, che racconta a ItaliaImballaggio la sua visione su presente e futuro del settore macchine per il packaging, sottolineando quanto l’approccio culturale al business possa influenzare in modo decisivo i risultati.

                                                                                                   di Maria Costanza Candi

In un settore del packaging in continua evoluzione, come vi distinguete dai vostri concorrenti?

“Dopo il COVID, la produzione è aumentata significativamente. Negli anni successivi alla pandemia, abbiamo assistito a un calo dei volumi e a una contestuale crescita della consapevolezza ambientale. Guardando avanti, sono convinto che i volumi torneranno a crescere, condizionati da una tendenza all’integrazione tra Domanda e sostenibilità. Cambiamenti demografici e nuovi stili di vita, spingono infatti il mercato a orientarsi verso formati più piccoli, offrendo nuove opportunità per il settore del packaging.”

Grazie a politiche e normative europee, oggi la sostenibilità è sempre più orientata alla misurazione, lasciandosi alle spalle la tendenza al greenwashing. Un effetto positivo che bilancia la forte spinta alla regolamentazione che guida l’azione delle istituzioni europee...
“La sostenibilità è fondamentale in tutti i settori della società – prosegue Hoffmann – ma è sicuramente troppo regolamentata. Trovo quindi condivisibile l’attuale tendenza verso obiettivi misurabili, in particolare quelli volti a ridurre emissioni di CO₂ e consumo di risorse. Detto ciò, vista l’attenzione che viene data ad alcuni materiali rispetto ad altri, ci tengo a sottolineare che la carta non è sempre la soluzione migliore nel packaging. Un approccio basato solo sulla carta non aiuta necessariamente il pianeta né porta a una maggiore sostenibilità. Ecco perché serve una valutazione equilibrata di ogni contesto, per definire quali siano le migliori scelte in termini di materiali e tecnologie: a mio avviso il modo migliore per affrontare le sfide del Green Deal.”

Molte aziende sostengono che le normative spingano l’industria verso l’innovazione. Lei cosa ne pensa?
“Non abbiamo bisogno di regolamenti per sviluppare percorsi di innovazione. In WITTENSTEIN innoviamo come parte integrante della nostra identità. Il punto è quindi quale ruolo giochi la regolamentazione nello spingere le aziende innovative a migliorare ulteriormente il potenziale che già esprimono nella loro attività quotidiana.”

Mr Hoffmann Wittenstein CEO

Su quali mercati e settori puntate per il futuro?
“Le macchine utensili stanno evolvendo verso la durabilità, mentre settori tradizionali come l’automotive sono in declino. Nel frattempo, la mobilità elettrica sta crescendo, sostituendo i motori a combustione. È un cambiamento importante dove protagonisti sono settori ad elevato potenziale di crescita come semiconduttori, medical devices e meccanica di precisione: mercati dove accuratezza e automazione sono fattori dirimenti. Un esempio emblematico è la logistica, dove l’automazione si sta espandendo rapidamente in tutte le fasi, dal processo al confezionamento, alla movimentazione, alla diffusione degli AGV, che porteranno nuove opportunità di business. A questo si aggiunge il reshoring accelerato dalle crisi geopolitiche, che sta da un lato promuovendo l’automazione in tutta Europa, dall’altro richiedendo sempre più applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, una tecnologia che per WITTENSTEIN è di uso quotidiano. I clienti la richiedono anche nei nostri prodotti, il che ci impone di capire con chiarezza che ruolo occupiamo nella catena del valore. Come fornitori di componenti, ad esempio, forniamo riduttori ai costruttori di macchine, senza che questo comporti un contatto diretto con gli end user. Per questo, in futuro, vogliamo rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia con i nostri clienti diretti, ovvero i costruttori di macchine e creare una rete che includa anche gli utenti finali. Una strategia cooperativa tra tutti gli attori della catena del valore ci permette infatti di offrire migliore qualità ai clienti condivisi. In questo contesto, l’intelligenza artificiale può supportare la condivisione dei dati, ma serve costruire basi di fiducia reciproca.”

Che cosa pensa del quadro internazionale, in particolare alla luce della diffusione di progetti di AI non europei?
“A livello globale, ci sono due paesi che stanno investendo fortemente nell’AI. Non posso dire con certezza se gli Stati Uniti siano in vantaggio, perché nessuno sa davvero cosa stia accadendo in Cina. Ma una cosa è chiara: si tratta di due paesi che mancano dell’expertise approfondita sull’hardware alla base del successo europeo. Naturalmente serve acquisire una sempre maggiore competitività sull’AI, ma il nostro punto di forza è l’unione delle competenze sui fronti hardware e software. Più aumenta la specializzazione in hardware e l’integrazione con l’AI, più è difficile sostituirci. Solo le aziende che sanno unire competenza sull’intelligenza artificiale e capacità di innovazione produrranno prodotti eccezionali. E sono queste le aziende leader del futuro, non chi ha competenze parziali per quanto molto specializzate.”

La politica internazionale è sempre più complessa e incide sull’andamento del business globale. L’attenzione è in particolare sulla nuova politica estera statunitense. Cosa ne pensa?
“Non mi piace un ambiente economico in cui l’industria e l’economia operano basandosi su aggressività e paura, non porta da nessuna parte. Nelle prime fasi dell’attuale presidenza USA, la situazione era imprevedibile, ma sono convinto che si tornerà presto a un contesto più stabile, anche se le sfide restano. Penso comunque che la fiducia sia il fondamento del successo, sia negli affari che in ogni altro aspetto della vita. Questo vale per la Germania, per l’Italia e per gli Stati Uniti. Perdere fiducia significa perdere competitività e con essa, opportunità di business.”

The Wittenstein team in Italy

Scopri maggiori informazioni sulle aziende citate in quest'articolo e pubblicate sulla Buyers' Guide - PackBook by ItaliaImballaggio
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