IMA e Schneider Electric, la linea (tracciata) della sostenibilità

La sostenibilità è un asset strategico anche per le grandi realtà dell’OEM, settore in cui la crescita non può più prescindere da fattori quali abbattimento della carbon footprint e riduzione dell’impatto sull’ambiente dei macchinari progettati, lungo l’intero ciclo di vita. Un urgente ripensamento del paradigma di innovazione sempre più richiesto dai consumatori, dagli utenti finali, dagli obblighi normativi – a partire dalla conformità ESG (Environmental, Social e Governance) – e, di conseguenza, dal mercato stesso.
Un valore che il Gruppo IMA, leader mondiale nella realizzazione di impianti per il confezionamento di prodotti alimentari, farmaceutici e di cosmesi, ha saputo trasformare in vera e propria leva di sviluppo e integrare al cuore del proprio business, non solo come punto di differenziazione ma soprattutto come fattore di mitigazione dei rischi e di resilienza del modello aziendale.

La tecnologia che mette al centro la responsabilità
La mission di IMA è infatti quella di investire in tecnologie per migliorare la qualità della vita, limitare gli sprechi, e operare nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Tutto questo si identifica in IMA Sustainability, un programma aziendale che punta a realizzare prodotti, processi produttivi e servizi in una logica di sostenibilità. Una delle aree di sviluppo di IMA Sustainability riguarda la qualità e la responsabilità del prodotto, con l’obiettivo di offrire al cliente finale soluzioni che lo aiutino a innovare riducendo al contempo l’impatto ambientale, attraverso macchine sicure e sostenibili.
Ed è in questo contesto che si colloca un importante progetto di IMA sviluppato all’interno di BI-REX, il Competence Center che ha sede a Bologna, volto a realizzare il Life Cycle Assessment dei macchinari presi in considerazione dal progetto, in conformità agli standard internazionali. In particolare, sono state realizzate sia un’analisi statica sulla base dei pesi e materiali dei componenti, che una sulle misure di energia, acqua e aria compressa delle sezioni della macchina durante le fasi di funzionamento. L’obiettivo: una revisione in ottica EcoDesign.
Si tratta di un percorso che ha trovato supporto nella partnership basata sulla condivisione di una comune visione tra il Gruppo IMA e Schneider Electric, riconosciuta per ben due volte come realtà più sostenibile al mondo per la sua spiccata aderenza ai principi ESG.
Attraverso il suo Environmental Data Program, Schneider Electric mette a disposizione dati trasparenti su consumi energetici, impatto ambientale delle proprie tecnologie e materie prime con cui sono costruite le soluzioni di controllo energetico e automazione che fornisce a IMA. Sustainability Tool, la piattaforma che calcola l’impatto ambientale lungo tutto il loro ciclo di vita partendo dalla Bill of Materials, permette a Schneider Electric di fornire un report di sostenibilità statica personalizzato per ogni singolo componente.
IMA, a sua volta, può integrare i dati statici e dinamici nelle funzionalità di reporting già in fase di progettazione degli impianti, in modo da garantire a cascata ai propri clienti la conformità alle normative in termini di sostenibilità e, di conseguenza, la riduzione dei consumi e dei costi di utilizzo.

Un impatto che va a vantaggio di tutto il sistema industriale
Forte dell’esperienza di costruzione di impianti a elevata efficienza energetica, e grazie all’ecosistema di imprese di cui è anello centrale e propulsore per la sostenibilità nel settore OEM, il Gruppo IMA ha contribuito alla redazione delle PCR – Product Category Rules alla base dell’EPD - Environmental Product Declaration e di riferimento per il settore delle macchine per il packaging. Un contributo di prestigio che permette a IMA di fare la differenza e di operare per un futuro in cui ambiente e qualità della vita possano risultare sempre più decisivi in qualunque strategia di crescita.


L’approccio congiunto sui temi della sostenibilità tra il Gruppo IMA e Schneider Electric testimonia una cultura sempre più diffusa delle questioni ambientali e un impegno crescente per il rispetto del pianeta e dei suoi abitanti”, sottolinea Dario Rea, Research and Innovation Director di IMA Group. “La progettazione consapevole favorita dai criteri di EcoDesign ci consente vantaggi in termini di efficienza e riduzione dei costi, un modello positivo e incontrovertibile in cui l’impatto economico, sociale e ambientale del nostro ciclo produttivo è legato indissolubilmente ed esclusivamente alla crescita sostenibile.
 

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