Dai semi alla produzione cinematografica: JAKA Robotics amplia i confini dei cobot
Prosegue il consolidamento di Jaka Robotics sul mercato. Attiva in Italia da diversi anni, l’azienda propone una gamma di robot collaborativi in costante evoluzione, che stanno attirando sempre più l’attenzione delle piccole e medie imprese italiane impegnate nei percorsi di automazione dei processi. Emergono inoltre nuovi settori, finora poco avvezzi alla robotica, nei quali l’introduzione di un cobot rappresenta una vera innovazione: tra questi, nel 2026 fanno il loro ingresso il food processing, la ristorazione e persino la produzione cinematografica.
Ne parla a ItaliaImballaggio Giacomo Mariotti, Country Manager di JAKA Robotics.
In uno scenario complesso, come sta andando il mercato per JAKA?
Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 possiamo registrare numeri record sia in termini di installazioni sia di fatturato. Si segnala inoltre un’importante crescita sul fronte delle risorse umane, con l’ingresso di Domenico Petrella, ingegnere dedicato al supporto tecnico da remoto e on-site, che contribuisce anche alle attività di prevendita e post-vendita: aspetti fondamentali per mantenere un contatto costante con i clienti.
In un mercato complessivamente in contrazione, JAKA sta vivendo un trend opposto, nono- stante un periodo complesso segnato dalle difficoltà di accesso agli incentivi Industria 5.0 e dalle dinamiche geopolitiche che hanno generato forte incertezza. Sebbene molti progetti in corso subiscano rallentamenti nelle fasi di installazione e avviamento, le performance complessive restano estremamente positive.
Su quali direttrici strategiche vi state concentrando?
Stiamo lavorando in modo strutturato su più canali. Il primo riguarda lo sviluppo prodotto; il secondo è l’attenzione verso nuove filiere particolarmente rilevanti per il mercato italiano, come il manifatturiero, il retail e la ristorazione. Per questi settori proponiamo soluzioni innovative e distintive, tra cui il nostro cobot con payload da 1 kg.
Queste iniziative sono ulteriormente rafforzate dalla partecipazione a fiere internazionali del food & beverage come Cibus Tec e Bevertech, dove i visitatori possono vedere applicazioni come bartender robot per la preparazione di cocktail, sistemi per l’erogazione di gelato in vaschette e soluzioni di supporto alle cucine professionali. È fondamentale sottolineare che i prodotti JAKA supportano gli operatori umani, liberandoli da mansioni ripetitive, pericolose o fisicamente gravose, consentendo loro di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.
Sono previsti nuovi prodotti nel 2026?
È in programma un importante ampliamento della gamma con tre innovazioni principali.
La prima è un robot con payload da 35 kg e sbraccio di 2 metri, capace di raggiungere velocità lineari fino a 5 m/s.
Progettato per le applicazioni di fine linea, la movimentazione di carichi pesanti e il machine tending – inclusi i passaggi tra pezzi grezzi e finiti – sarà disponibile in Italia dall’inizio dell’autunno, con prevendite a partire da giugno 2026.
Si tratta del primo robot JAKA in questa classe di prestazioni, caratterizzato da un rapporto prezzo/prestazioni particolarmente vantaggioso e pensato specificamente per le PMI, sempre più orientate all’automazione ma spesso con un accesso al credito più limitato rispetto alle grandi aziende.
La seconda innovazione è il K1, un robot a doppio braccio con movimento sincronizzato e 14 gradi di libertà, destinato ad applicazioni di ricerca e sviluppo. Rappresenta un passo cruciale, perché consente di testare tutti quegli scenari in cui la presenza di due bracci simultanei fa la differenza, come assemblaggio e trasferimenti lungo la linea produttiva. In questo ambito, JAKA sta investendo in robot dotati di intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente l’efficienza produttiva.
La terza novità riguarda il settore delle materie plastiche: Euromap 67, un adattatore universale che consente la connessione automatica tra robot e presse a iniezione, eliminando cablaggi e complessità di integrazione tipiche del comparto. Va inoltre sottolineato come la gamma JAKA sia oggi più completa che mai, coprendo payload da 1 a 35 kg.
Come supportate le aziende che investono nelle soluzioni JAKA?
Diamo grande importanza al noleggio operativo e ai periodi di prova gratuita, affiancati da soluzioni finanziarie innovative come il leasing operativo in collaborazione con Grenke. A questo si aggiungono condizioni agevolate per i partner, con l’obiettivo di accompagnare gli imprenditori lungo tutto il percorso di integrazione dell’automazione nei loro processi produttivi.
Il rapporto prezzo/prestazioni consente generalmente un ritorno dell’investimento entro un anno, rendendo JAKA un player competitivo capace di rendere la robotica accessibile a imprese di ogni dimensione. L’offerta si completa con servizi di assistenza tecnica e manutenzione, oltre a programmi di certificazione erogati sia a Norimberga sia presso sedi di partner e clienti. Attualmente JAKA può contare su dieci partner di servizio in Italia, garantendo una copertura capillare su tutto il territorio nazionale.
JAKA è nota per casi applicativi innovativi: quali sono le novità?
Presentiamo tre case history particolarmente interessanti in settori inaspettati: ortofrutta, produzione cinematografica e controllo dimensionale e qualitativo.
Il primo, presentato a Macfrut a Rimini, è un’applicazione innovativa per il settore sementiero che consente il conteggio e il confezionamento dei semi. La soluzione, denominata Da Vinci e sviluppata in collaborazione con Bottazzi Tech e Robotronika, è in grado di contare fino a 1.200 semi al secondo con un’accuratezza del 99%.
Il sistema utilizza un braccio robotico Zu 3 che preleva automaticamente i sacchetti dal magazzino, li posiziona sotto l’unità di conteggio, li trasferisce alla stazione di saldatura e infine alle scatole di imballaggio. La produttività media raggiunge le 2.400 unità al giorno – quattro volte le 600 ottenibili con i metodi tradizionali – a un prezzo altamente accessibile, poco superiore agli 80mila euro. La versatilità della soluzione permette inoltre adattamenti ad applicazioni industriali per piccoli componenti, minuteria, parti meccaniche e persino diamanti.
Un secondo caso di grande interesse, in un contesto decisamente non convenzionale, riguarda il settore cinematografico. Realizzata in collaborazione con Protesa (Gruppo Sacmi) e Conkreta Robotics, l’applicazione rappresenta la prima integrazione di un cobot in ambito filmico, con una telecamera montata sulla flangia del robot. Ciò consente la gestione remota di regia e messa a fuoco, la visualizzazione in tempo reale su LED wall e l’integrazione di immagini provenienti da più fonti, superando di fatto il concetto tradizionale di green screen. La soluzione trova applicazione nel cinema, nella formazione virtuale, nel marketing tecnico e nella produzione pubblicitaria.
Il terzo progetto, più strettamente industriale, integra la scansione 3D con un robot Zu 12, trasformandolo in una stazione mobile di scansione per superfici, componenti e parti meccaniche. Grazie al sistema di visione integrato, il robot genera immagini estremamente precise basate su nuvole di punti o scansioni 3D ad alta risoluzione, risultando particolarmente utile per applicazioni di controllo qualità. Un modello CAD 3D si trasforma così in una soluzione mobile, flessibile e robotizzata, adattabile ai più diversi contesti produttivi.
In sintesi, efficienza, precisione, versatilità e adattabilità sono le caratteristiche chiave di progetti che stanno posizionando JAKA Robotics in mercati sempre nuovi, con requisiti tecnici via via più sfidanti.









