Ipack‑Ima 2028 accelera: Milano al centro della strategia
Il percorso verso Ipack‑Ima 2028 è già in fase avanzata e, come racconta il CEO Simone Castelli in questa nostra intervista video, il progetto sta andando ben oltre la costruzione di una semplice fiera
Un primo segnale concreto arriva dalle riconferme degli espositori, che crescono a doppia cifra. Non si tratta, sottolinea Castelli, di semplici adesioni, ma di un vero atto di fiducia verso un sistema che punta a dare risposte in un contesto globale sempre più complesso.
La direzione è quella di superare il modello tradizionale di evento biennale e costruire un ecosistema articolato, con Milano come hub centrale e una rete di iniziative che si estende nei mercati internazionali. In questa logica si inseriscono Pharmintech per il life science, il debutto di Bevertech nel beverage e il presidio globale garantito dal network ProPak, strumenti pensati per accompagnare le aziende lungo tutto il ciclo di sviluppo e nei diversi contesti geografici.
Al centro del progetto resta il visitatore: l’obiettivo è offrire non solo tecnologie, ma anche contenuti, relazioni e opportunità concrete di crescita. Da qui nasce un’evoluzione del format che punta a integrare sempre di più esperienza e conoscenza, con dimostrazioni live, contenuti distribuiti nei padiglioni e un rafforzamento del ruolo dei materiali e dell’innovazione.
Il quadro si inserisce in un settore in piena trasformazione, tra supply chain ridisegnate, sostenibilità ormai imprescindibile e crescente digitalizzazione dei processi. In questo scenario, la sfida non è solo tecnologica, ma sistemica.
È proprio su questo punto che si concentra la visione di Castelli: fare di Ipack‑Ima un’infrastruttura per il business, capace di connettere imprese, mercati e competenze. Con il 2028 già all’orizzonte, Milano si prepara così a consolidare il proprio ruolo come hub internazionale del packaging e del processing.









