Il lusso globale regge e rilancia
Dal 24° Osservatorio Altagamma: nel 2025 il mercato del lusso si conferma stabile con valore pari a 1.440 miliardi di euro, pur attraversando una fase complessa, segnata da tensioni geopolitici, consumi più̀ selettivi e dalla scarsa reattività̀ del consumatore cinese. Positive le previsioni sul 2026.
Milena Bernardi
In un contesto globale segnato da incertezze economiche e cambiamenti nei consumi, l’alto di gamma dimostra una notevole capacità di tenuta e archivia il 2025 all’insegna della stabilità. È quanto è emerso dai dati presentati dall’Osservatorio Altagamma 2025, secondo cui il mercato globale del lusso ha raggiunto un valore complessivo stimato pari a 1.440 miliardi di euro, in linea con quanto avvenuto nel 2024. Un andamento analogo ha riguardato il mercato dei beni di lusso personali, che hanno chiuso l’anno a quota 358 miliardi di euro, registrando una flessione del 2% a cambi correnti, ma mantenendosi sostanzialmente stabile a tassi di cambio costanti.
Lo stato dell’arte del comparto e le prospettive per il 2026 sono stati delineati attraverso due studi di riferimento: Altagamma Consensus 2026 e Altagamma–Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025.
Un mercato resiliente, in costante trasformazione
Il 2025 è stato caratterizzato da importanti evoluzioni strutturali che hanno riguardato soprattutto i cambiamenti nelle preferenze di acquisto dei consumatori (privilegiata l’esperienza rispetto al prodotto), e dalla relazione sempre più decisiva tra prezzo e valore. Frammentati i mercati geografici, con un Medio Oriente in continua espansione (+4/6%) e le Americhe in ripresa (+0/2%) grazie alla spesa domestica e all’aumento del valore medio degli acquisti. Rallenta l’Europa (-3/-1%), ancora debole la Cina (-8/-6%), mentre il Giappone (-8/-6%) cala dopo l’eccezionale performance del 2024. Divergenti le performance di categoria, che risentono della polarizzazione tra segmenti più alti e fasce di prezzo più accessibili: nel lusso personale, bene gioielli (+4/6%) e occhiali (+2/4%), calano pelletteria e calzature (-7/-5%). Scende l’automotive in tutte le fasce di prezzo, con migliori performance per quelle sportive di fascia più alta; cresce in modo robusto la nautica mentre il design d’arredo si stabilizza; soffrono vini e spirits di alta gamma, con l’eccezione di bollicine premium e rossi italiani.
In questo scenario, l’alto di gamma italiano, che contribuisce a più del 7% del PIL nazionale, continua a dimostrare resilienza, grazie alla creatività e all’eccellenza manifatturiera di tutta la filiera – ha dichiarato Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma - Un comparto che, oggi più che mai, va difeso all’insegna della legalità, della trasparenza e della certezza del diritto per tutelare la reputazione del Made in Italy nel mondo. Lavoriamo con il Governo e le altre associazioni per far sì che vi sia un nuovo patto di filiera, certi del lavoro serio e responsabile delle nostre imprese.
Outlook sul 2026
Buone notizie per l’anno in corso. Le stime di Altagamma Consensus 2026 annunciano infatti una crescita per il comparto di circa il 5%, in linea con la previsione di più lungo periodo, compresa tra il +4% e il +6%. A sostenere lo sviluppo le azioni di ottimizzazione costi e la forte tenuta di alcuni mercati.
Stati Uniti sul podio
Superato l’impatto dei dazi, gli Stati Uniti resteranno anche nel 2026 il mercato di riferimento con una crescita stimata del +4,5% sostenuta anche dall’avanzare del numero dei consumatori (+5,5%). Il Medio Oriente appare anch’esso molto dinamico con una crescita del 6%, trainata da turismo e investimenti immobiliari, mentre l’Europa evidenzierà un trend più contenuto (+3,5%) condizionato da instabilità politica ed economica (in particolare da parte di Francia e Germania). In crescita l’Asia (+4%), Corea (in primis) e quindi Thailandia, Indonesia e Singapore, con la Cina che riprenderà quota (+4% i consumi). Avanza anche l’India (+7%) pur restando un mercato ancora limitato. A sua volta, il Giappone, dopo il rallentamento del 2025, nel 2026 potrebbe tornare a crescere grazie a uno yen più debole. In America Latina è previsto un incremento del 4,5%, trainato da una nuova élite di consumatori high-end e dall’espansione del retail locale, soprattutto in Brasile e Messico. Il resto del mondo performerà a +4,5%.
Il retail fisico resta centrale
Il retail fisico si conferma il canale di riferimento per i Personal Luxury Goods, con una crescita attesa del 5% nel 2026, sostenuta anche dall’espansione in nuove geografie. Il canale continua ad evolversi grazie a format sempre più esperienziali e personalizzati per i consumatori alto-spendenti. Tra le aree di maggiore sviluppo, le città statunitensi di seconda fascia, il Middle East e l’America Latina, dove i brand stanno rafforzando la propria presenza attraverso boutique, showroom dedicati e spazi ibridi che integrano vendita, intrattenimento ed experience, come caffè e ristorazione. In parallelo, il retail digitale correrà a +4,5%, sostenuto da una sempre maggiore integrazione con i punti vendita fisici, in ottica omnicanale.
Più contenuto lo sviluppo del wholesale fisico (+2%) e del wholesale digitale (+1%), con i department store – sia offline che online – che confermano una fase di difficoltà strutturale, pur con dinamiche differenziate. Il multistore fisico rimane molto attraente per il consumatore e potenzialmente rilevante per i brand, specie quelli emergenti, e resta strategico negli USA. Bene il segmento outlet (sia fisico che digitale) per prodotti di lusso che continuerà la sua escalation.
Prodotti: forte polarizzazione tra i brand
Il 2025 ha creato le condizioni per una crescita moderata dei volumi di vendita, destinata a consolidarsi nel 2026. Il mercato mostra dinamiche differenziate tra categorie, con alcune performance più solide e altre meno. I gioielli si confermano tra i comparti più dinamici (+5%), rafforzando il loro ruolo di bene rifugio e di investimento (in aumento anche la branded jewelry). La gioielleria di fascia alta alimenta un mercato mondiale da oltre 31 miliardi di euro. Le calzature sono stimate in crescita del 3%, con segnali più positivi per la pelletteria (+4%). Per la cosmesi, nel 2026 è atteso un rimbalzo del 4% (meno marcato rispetto al passato) sostenuta dai trend legati a longevity e wellness. Il comparto continua a performare bene anche online, con un coinvolgimento crescente di consumatori più giovani. I profumi di nicchia mantengon oun grande appeal, mentre la Corea si conferma hub di riferimento per la skincare, sempre più integrata con la tecnologia. Per l’abbigliamento si prevede un rialzo del 4% molto polarizzato fra i brand. I consumatori aspirational sono alla ricerca di proposte a prezzi moderati e alcuni brand fast fashion stanno attuando strategie di elevation. Per l’anno in corso si stima un aumento dei volumi per l’high-end fashion con l’inserimento di proposte lower price.
Questo è un momento di verità – sostengono Claudia D’Arpizio e Federica Levato, Senior Partner di Bain & Company e autrici del report - Il lusso è a un bivio tra esclusività e inclusività, tra profitto e scopo. Solo chi saprà coniugare creatività e coscienza trasformerà la transizione in longevità. I fondamentali restano solidi: la crescita annua attesa del 4–6% per i beni personali di lusso, sostenuta da una domanda in espansione, potrà portare il mercato a raggiungere entro il 2035 tra i 525 e i 625 miliardi di euro, con una spesa complessiva nel lusso compresa tra 2.200 e 2.700 miliardi di euro.







