Africa nuova frontiera del packaging made in Italy
Sei i Paesi da guardare con estrema attenzione. Africon GmbH e Mecs hanno messo a punto una mappa dei mercati più promettenti per le tecnologie di imballaggio italiane. Food, beverage e pharma i settori che più di tutti trainano la domanda di macchinari nel continente
di Luca Baraldi e Generoso Verrusio
L’Africa è una delle aree più promettenti per lo sviluppo del packaging italiano. Nessuna esagerazione e nessun azzardo: a dirlo è un’analisi assai circostanziata prodotta da africon GmbH e Mecs per Ucima e presentata a Modena a fine ottobre in occasione del convegno “The African Market - How to benefit from the African potential”.
L’analisi macro
Partendo da un’analisi di 54 Paesi africani, lo studio ha via via concentrato l’attenzione su 20 economie principali e infine individuato 6 mercati prioritari, valutati attraverso indicatori in grado di misurare il potenziale effettivo di mercato per le tecnologie di confezionamento e imballaggio, la capacità dei vari Paesi di offrire un ambiente favorevole al business e, infine, i rischi che possono limitare l’operatività delle imprese.
Il risultato finale è una graduatoria che posiziona Sudafrica, Egitto e Nigeria tra i mercati di prioritaria importanza, seguiti da Algeria, Marocco e Costa d’Avorio. Si tratta di Paesi che, nel 2024, hanno mostrato una forte domanda di macchinari per packaging oltre al fatto di possedere un tessuto industriale in espansione e un peso rilevante nelle catene regionali del valore. Il report, infatti, mostra come le principali economie africane coincidano con quelle a maggiore capacità manifatturiera.
Nel 2024, il Sudafrica ha registrato un Pil di 403 miliardi di dollari, seguito da Egitto (380 miliardi) e Algeria (260 miliardi). Questi Paesi sono anche ai vertici della produzione industriale, con comparti manifatturieri avanzati e infrastrutture logistiche più sviluppate della media continentale. La Nigeria, con oltre 230 milioni di abitanti, è il Paese più popoloso e quello con la più rapida crescita urbana, mentre Tanzania e Uganda “guidano” la classifica per tassi di urbanizzazione.
Occhi puntati su food, beverage e pharma
Secondo africon, i principali driver della domanda di packaging sono i settori food, beverage e farmaceutico.
Nel 2025 si contano oltre 400 produttori farmaceutici attivi, con una forte concentrazione in Egitto, Sudafrica, Algeria e Nigeria, che insieme ospitano più dei tre quarti della capacità produttiva africana.
Le aziende locali producono principalmente farmaci generici, ma l’aumento della domanda interna sta incentivando nuovi investimenti.
Il comparto food&beverage è ancora più esteso. In Africa operano oltre 30mila aziende, con una prevalenza di Pmi. La classifica per numero di produttori vede Nigeria (8.090), Egitto (oltre 7mila), Algeria (7.059) e Sudafrica (5.501) ai primi posti, seguite da Ghana, Tanzania, Marocco e Costa D’Avorio.
In tutti i Paesi analizzati si osserva una tendenza comune: la crescente meccanizzazione delle linee produttive e la ricerca di soluzioni di confezionamento “green” e sostenibili.
Italia primo fornitore
Tra il 2020 e il 2024, l’Italia si è messa in cascina il 28% delle importazioni africane di macchinari per il packaging, posizionandosi come primo fornitore del continente, davanti a Germania (23%) e Cina (15%). I macchinari italiani sono apprezzati nei segmenti del riempimento, confezionamento e sigillatura, e rappresentano una scelta privilegiata per le aziende locali che puntano a migliorare efficienza e qualità produttiva.
Accanto ai player europei, il report segnala una crescente presenza di marchi asiatici come Newamstar, TechLong, Sunswell e Zhangjiagang, che stanno entrando nel mercato con proposte più economiche, ma con livelli qualitativi ancora distanti dallo standard europeo.
La questione della plastica monouso è un altro tema strategico. Diversi Paesi africani hanno introdotto normative e divieti, ma l’applicazione varia da caso a caso: Rwanda e Kenya sono i più avanzati e rigorosi nell’attuazione dei divieti, mentre Egitto e Angola si trovano ancora nella fase di discussione o di applicazione volontaria. Questo scenario sta spingendo l’interesse per materiali alternativi e tecnologie di riciclo, aprendo spazi tutt’altro che trascurabili per le soluzioni di packaging sostenibile.
Fattori di rischio e prospettive
Il report africon dedica ampio spazio ai fattori di rischio. I principali elementi di criticità riguardano la corruzione, l’inflazione e la disponibilità di valuta estera.
Tra i mercati chiave, Marocco, Sudafrica e Costa D’Avorio risultano i più stabili e con un livello di rischio operativo più basso, mentre Egitto e Nigeria richiedono strategie di ingresso più prudenti a causa delle difficoltà valutarie e dell’instabilità politica.
Sul fronte macroeconomico, l’Africa registra tuttavia un contesto in miglioramento, grazie alla crescente integrazione commerciale. L’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), firmata da 54 Paesi e già operativa in 24 di essi, mira a creare un mercato unico da 1,3 miliardi di persone con un Pil complessivo di 3.400 miliardi di dollari. Secondo le stime africon, l’AfCFTA potrebbe aumentare il reddito africano di 450 miliardi di dollari entro il 2035, creando un contesto più favorevole per gli scambi interni al continente e con l’Europa.
Ucima: costruire partnership durature
Nel corso del convegno, moderato dal direttore di ItaliaImballaggio Davide Miserendino, Riccardo Cavanna (presidente Ucima) e Giammarco Scala (vicepresidente Confindustria Assafrica & Mediterraneo) hanno sottolineato a più riprese l’importanza di costruire partnership solide tra imprese italiane e partner africani, “valorizzando il know-how tecnologico e la capacità di innovazione insite nel nostro settore”.
L’incontro ha visto inoltre la partecipazione di aziende italiane già attive in Africa come SACMI, IMA Group, Friostar Srl e Ricciarelli Spa.
Le testimonianze dirette, emerse da una vivace tavola rotonda, hanno evidenziato la necessità di presidiare i mercati in modo stabile e strutturato, con strategie di lungo periodo e partnership locali affidabili.






