L'EDITORIALE - Le traiettorie del nostro futuro

Davide Miserendino

Traiettorie futuro

C’è un universo privato in ognuno di noi. E’ fatto di una materia che mescola aspirazioni, fragilità, sentimenti e intuito e rappresenta lo spazio in cui disegniamo le traiettorie del nostro futuro. La ‘scheggia’ di universo che brillava su Ipack-Ima, nel maggio scorso, ha visto passare, sotto di lei, tante storie diverse.

Storie umanissime, fatte di costanza, impegno, dedizione e visione e storie ‘cibernetiche’, di macchine sempre più intelligenti e in grado di modificare ancestrali equilibri (o squilibri). Di queste storie, ce ne sono due in particolare che voglio citarvi. La prima è stata celebrata in un tempio dell’ingegno e della bellezza, il museo dell’Alfa Romeo di Arese, ed è quella della famiglia Cavanna.

L’azienda, un punto di riferimento nel mondo dei sistemi di confezionamento flowpack, ha festeggiato i 65 anni dalla fondazione. L’ha fatto mettendo al centro le emozioni, da vera ‘family company’, e mostrandosi con onestà e semplicità.

Protagonista, insieme al vulcanico presidente Riccardo, Alessandra Cavanna, sua sorella, a lungo al vertice del gruppo. Alessandra ha parlato della sua scelta di fare, come si usa dire, un passo di lato, per dedicarsi alla sua passione per l’arte e la recitazione.

E l’ha fatto usando parole sospese tra la concretezza e il sogno: “I genitori - ha detto - hanno sogni bellissimi ma non sono necessariamente gli stessi dei bambini. E i bambini vanno lasciati volare. Come figlia ci ho messo un po’ a capirlo, ma ora posso dire che è stata la scelta giusta. E faccio i complimenti a mio fratello, che porta avanti con abilità questa sfida”. In conclusione, un efficacissimo: “Well done, bro”.

Le fa eco un toccante video in cui il papà di Riccardo e Alessandra, Mario Cavanna, scomparso nel 2015, dialoga ispirato con le montagne della sua Valsesia: “Voglio parlare di progetti - diceva profetico - Spero che la nostra qualità di vita non si discosti da quanto si vede qui intorno: mi riferisco al verde e al piacere di vivere in una zona magnifica, con le montagne alle spalle e il Monte Rosa che, di tanto in tanto, si nasconde”.

Tante volta la sostenibilità va a braccetto con le radici. La seconda storia guarda sempre alla terra, ma da una prospettiva rara: dallo spazio. E’ la bella testimonianza che l’astronauta Paolo Nespoli (313 giorni passati nello spazio) ha portato all’evento per i 40 anni di Giflex.

Nespoli ha tessuto gli elogi dell’imballaggio flessibile che, sulla Stazione spaziale internazionale, è un alleato fondamentale per potersi nutrire. Ma ha anche invitato il pubblico a non dimenticare che anche la flessibilità di pensiero è una qualità. L’ha fatto usando delle fotografie mozzafiato scattate al nostro pianeta dalla sua cupola in mezzo alle galassie.

Resta una frase su tutte: “Da qui si vede benissimo: l’unico vero muro che ci protegge - ha scandito - è l’atmosfera”. Chiudo con una cometa, passata pochi giorni fa ma che ha lasciato il segno. Ucima ha deciso di cambiare i connotati delle assemblee e ha celebrato la sua con un evento in pompa magna alla Fondazione MAST di Bologna.

Tra approfondimenti di geopolitica, podcast live sul palco, animate tavole rotonde e un memorabile ‘duello’ sui numeri di mercato, l’evento si è rivelato riuscitissimo. È bello, ogni tanto, che il nostro privato universo creativo diventi un bene di tutti.

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