Milano Design Week, packaging che si fa racconto e sperimentazione

Alla Milano Design Week 2026 il packaging esce dai confini della funzione industriale e si fa racconto come pure spazio di sperimentazione. Due installazioni – una dedicata all’alluminio, l’altra a un’icona del Made in Italy come la Polpa Mutti in lattina – mostrano come materiali, filiere e imprese possano dialogare con il mondo del design e dell’arte.

CIAL e NABA a Palazzo Litta

CIAL, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, alla Design Week ha portato un progetto che unisce ricerca artistica e riflessione ambientale. Extreme Environments, realizzata in collaborazione con NABA e ospitata negli spazi di Palazzo Litta nell’ambito di MoscaPartners Variations 2026, ha trasformato l’alluminio in un linguaggio visivo capace di interrogare il rapporto tra naturale e artificiale, leggerezza e solidità, riflessione e distorsione.
Le superfici metalliche diventano specchi, filtri, membrane sensoriali che invitano il visitatore a ripensare un materiale quotidiano come elemento di metamorfosi.
Come ricorda il dg di CIAL, Stefano Stellini, l’arte è “un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare e per coinvolgere una generazione di progettisti che guarda al fu turo con occhi critici e capaci di meraviglia”.

Mutti e la memoria di un’icona

A pochi chilometri da Palazzo Litta, un altro materiale – l’acciaio delle lattine – è diventato architettura da racconto. Mutti ha presentato House of Polpa, un’installazione composta da 20mila lattine di Polpa di pomodoro, tante quanti i giorni di vita del prodotto lanciato nel 1971. L’esperienza immersiva ha accompagnato il visitatore lungo il percorso del pomodoro – dalla coltivazione alla trasformazione – integrando soluzioni circolari e zero waste. Nelle parole dell’amministratore delegato Francesco Mutti, il progetto è “un assaggio, reale e simbolico, dell’identità Mutti”, un modo per raccontare un prodotto iconico attraverso un gesto collettivo culminato il 30 aprile, quando i visitatori hanno potuto smontare l’opera per portarsi a casa una delle lattine della composizione.

Due materiali, la stessa direzione

Le due installazioni, pur diverse per linguaggio e materiali, condividono una traiettoria comune: il packaging come cultura materiale, come spazio in cui industria e creatività si incontrano, come luogo in cui la sostenibilità diventa esperienza, non semplice dichiarazione di intenti. L’alluminio di CIAL e l’installazione di Mutti mostrano come la filiera del packaging possa essere protagonista di un dibattito culturale più ampio, capace di parlare di responsabilità, innovazione e futuro condiviso.
In fondo, a ben vedere, è in questo intreccio tra arte, industria e comunità che anche noi di ItaliaImballaggio continuiamo a muoverci e a concepire la nostra rivista.

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