Prodotti chimici: il confezionamento

TENDENZE E NUMERI Focus su vernici, prodotti ausiliari per pitture e vernici, inchiostri, lubrificanti e grassi: quote di mercato
e variazioni nel packaging mix. Plinio Iascone

Il settore chimico è un’area dell’industria manifatturiera estremamente diversificata: si passa infatti dalle materie prime plastiche ai fertilizzanti, dalle fibre chimiche ai fitofarmaci, dai prodotti per la detergenza domestica ai colori e agli inchiostri… In un contesto così complesso, si è limitata l’analisi ad alcuni prodotti, ovvero vernici, prodotti ausiliari per pitture e vernici, inchiostri, lubrificanti e grassi. La scelta delle cinque aree è derivata dalla significativa presenza di imballaggi utilizzati per il confezionamento.  A livello globale, nel 2011, questi settori hanno evidenziato una produzione in peso pari a 2.867 t/000.
Tra il 2008 e il 2011, questa specifica area di mercato ha segnato un tasso di flessione medio annuo del 3%, conseguenza della crisi economica europea e nazionale (che ha ovviamente investito anche le altre aree della chimica).

La scelta del materiale di imballaggio nel settore dei prodotti chimici è determinata essenzialmente dalle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto da confezionare (risultano meno dinamici, invece, i cambiamenti dettati da esigenze di marketing). Un imballaggio viene scelto  dunque per il grado di inerzia nei confronti del prodotto, ma anche per la resistenza alle sollecitazioni durante il trasporto e l’impilamento a magazzino.
Le variazioni di quote di mercato nel packaging mix sono essenzialmente in funzione dell’andamento economico dei diversi segmenti che compongono il comparto chimico, così come avviene per il panel selezionato.
Il settore privilegia l’utilizzo di contenitori di grandi dimensioni: contenitori di capacità >10 kg, fusti con capacità compresa tra 50 e 200 kg (prevalenti), cisternette di capacità superiore a 200 kg. Ciò dipende da diversi motivi: i maggiori vantaggi logistici per gli utilizzatori di prodotti chimici, i possibili costi inferiori e il cambiamenti nelle abitudini all’impiego diretto di prodotti chimici da parte del consumatore finale.
Ovviamente non mancano i formati di capacità limitata, come nel settore delle pitture.

Pitture e vernici. Secondo Federchimica, il comparto ha chiuso il 2011 con un incremento molto limitato e, nel 2012, con l’accentuarsi della crisi, segnerà una contrazione produttiva significativa.
I maggiori cedimenti interessano la domanda interna, mentre le esportazioni, pur evidenziando un progressivo ridimensionamento dello sviluppo, riescono a mantenere un trend positivo.
Le principali aree di impiego delle pitture sono l’edilizia, il settore automotive, alcuni segmenti dell’industria del legno, il settore nautico e il mercato dell’anticorrosione.
L’imballaggio a maggiore diffusione è il contenitore di acciaio con uno share del 51,6%, incluse lattine di diversi formati, fusti da 200 kg di capacità in acciaio non stagnato e bombolette spray.
Alternativi a quelli di acciaio, i contenitori di plastica comprendono quelli con capacità fino a 30 kg e fusti da 200 kg di capacità. Dopo un periodo di stabilità, negli ultimi anni “l’erosione” a scapito dell’acciaio è stata più marcata.
E se la plastica viene impiegata per i colori della “linea acqua”, un'altra tendenza, per quanto concerne i prodotti destinati agli impieghi industriali, è di passare dove è possibile dai fusti di capacità superiore a 200 litri alle cisterne.
I prodotti ausiliari per colori e vernici seguono i trend di mercato dei colori; in questo caso, il packaging è costituito solo da imballaggi di banda stagnata con capacità sino a 50 litri o da fusti in lamierino di acciaio non rivestito da 200 litri.

Inchiostri. Il settore degli inchiostri da stampa ha concluso il 2011 con una crescita dell’1% circa, dimostrando di aver risentito in misura più contenuta  degli effetti della crisi. Questo trend va ascritto alla diffusione della stampa sugli imballaggi, in particolare dall’andamento positivo del settore dei poliaccoppiati flessibili da converter.
Altro motivo della sostanziale tenuta dei consumi di inchiostri è l’aumento della superficie di stampa diretta sulle scatole di cartone o sulle  etichette.
L’imballaggio più diffuso nel confezionamento degli inchiostri è costituito dai contenitori di banda stagnata con capacità sino a 30-50 litri (49,5%), seguito dai fusti da 200 litri di acciaio o plastica (14% globale). La soluzione “plastica” riguarda i contenitori sino a 30 litri di capacità (12,5% del mercato in crescita tendenziale).
L’impiego della cisterna in acciaio risulta, al momento, stabile al 24% ed è concorrente del fusto da 200 litri.

Lubrificanti e grassi. Da alcuni anni, il settore è caratterizzato da una sostanziale stagnazione a seguito del progressivo calo delle quantità utilizzate nell’industria automotive (autovetture, autocarri ecc.) e da modeste crescite per gli usi industriali (lubrificazione di impianti e macchinari in genere).
Per quanto riguarda gli oli lubrificanti e i grassi per auto, va rilevato che il calo dei consumi deriva in sostanza dalle caratteristiche dei nuovi motori rispetto ai vecchi modelli.
Sempre nell’ambito dei lubrificanti per autotrazione, si segnala un altro grande cambiamento: la progressiva tendenza al passaggio dai contenitori di banda stagnata o di plastica nelle gamme comprese tra da 0,5 litri e 30 litri, ai fusti di acciaio o plastica da 200 litri e, in molti casi, alla cisternetta.
In passato il “rabbocco” avveniva essenzialmente presso le aree di servizio, utilizzando contenitori da 1,5 litri; oggi con la diffusione dell’assistenza a tagliando presso officine specializzate, gli operatori scelgono contenitori di capacità superiori.                    

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

 

Il nostro network