Un bilancio in recupero
A balance on the road to recovery

Il Consorzio Nazionale Acciaio - CNA fa il punto sulla sua attività.
The Italian National Steel Consortium - the CNA reviews its activity.
Rapporto sullo stato dell’imballaggio (3)
Report on the state of packaging (3)

Situazione a ottobre 2006
Situation October 2006
Imballaggi di legno
Wood packaging

Cifre e dati italiani
Italian statistics
NEWS








SITUAZIONE A OTTOBRE 2006 Le proiezioni di inizio anno relative all’industria manifatturiera sono state corrette in meglio, per la prima volta dopo tre anni, passando dal +0,8% all’1,7%. Primi ipotesi di chiusura anche per la filiera dell’imballaggio, settore per settore, sulla base dell’andamento dei primi otto mesi 2006. A cura di Plinio Iascone

Riportiamo un’analisi di fine anno sull’andamento delle principali aree dell’industria manifatturiera che utilizzano imballaggi e la conseguente evoluzione del settore packaging.

Alimentari e bevande: andamento
Dopo aver concluso il 2005 con un incremento contenuto allo 0,7%, nel 2006 l’industria alimentare nel suo complesso dovrebbe mettere a segno uno sviluppo dell’1,3 -1,5%. Dato che si tratta di un comparto contraddistinto da una molteplicità di settori, anche i trend evolutivi risultano differenti.

Area food
Salumi - Per merito di un ottimo andamento delle esportazioni e una sostanziale tenuta della domanda interna, l’industria dei salumi potrebbe concludere il 2006 con un incremento intorno
al 3-4%.

Conserve vegetali - Questa vasta area resta contraddistinta da una sostanziale stagnazione produttiva condizionata, nella globalità, dalla ulteriore contrazione produttiva del settore derivati del pomodoro e dai modesti tassi di crescita degli altri settori (conserve di legumi, frutta sciroppata, marmellata ecc.).

Surgelati - Continuano il trend di sviluppo positivo e dovrebbero concludere l’anno con una crescita intorno al 3%.

Conserve ittiche - Per quanto concerne i consumi, le conserve ittiche continuano a evidenziare un contenuto ma costante tasso di crescita.
Dal punto di vista produttivo però emerge una sostanziale stagnazione, a seguito di una strisciante delocalizzazione della produzione.

Ortofrutta - L’area dei prodotti ortofrutticoli freschi presenta una domanda in lieve ripresa rispetto ai due anni negativi precedenti ma, al contempo, continua il brillante trend di crescita dei prodotti di III e IV gamma.

Varie - Riportiamo le valutazioni di Federalimentare sui trend evolutivi 2006 di altri importanti settori dell’area: prodotti da forno +5%, tè e caffè +6%, pasta +4%, formaggi +2%, produzione olearia -5%.

Area beverage
Bevande alcoliche - Nel 2005 la produzione globale ha segnato una crescita del 6%, a seguito essenzialmente dall’ottimo andamento delle esportazioni.
A seguito del perdurare di una sostanziale stagnazione dei consumi e di una minore crescita delle esportazioni, il 2006 si avvia a chiudere con uno sviluppo contenuto al 2-3%.

Bevande analcoliche - Come si ricorderà il 2005 si concluse con una produzione cresciuta del 3,7% rispetto al 2004. Prosegue, anche per l’anno in corso, il trend di sviluppo, che dovrebbe attestarsi intorno al 3%. In particolare, secondo una prima valutazione sui principali settori che afferiscono a quest’area, i tassi evolutivi dovrebbero essere i seguenti: bevande piatte +8%, bevande gassate +1,5%, acqua minerale +2,5%, succhi di frutta +0,5%.

Beni di consumo vari: andamento
La stagnazione-recessione economica, per l’area dei beni di consumo non food, è iniziata nel 2002 e si è protratta sino al 2005. Nella maggioranza dei casi, il 2006 evidenzia chiari segnali di miglioramento. Vediamo da vicino la situazione di alcuni dei principali comparti.

Area moda - Vestiario, scarpe e pelletteria varia continuano a evidenziare una situazione tendenzialmente recessiva che dura ormai da tre anni: al -2,3% del 2004 è seguito un -4,7% nel 2005. Secondo previsioni Prometeia, nel 2006, pur in presenza di un trend ancora negativo (-0,8-0,5%) si incominciano a intravedere i primi segnali di un miglioramento.

Prodotti farmaceutici - Secondo una prima ipotesi, il 2006 dovrebbe segnare una crescita del 2,5%, confermando così il buon andamento degli ultimi anni.

Cosmesi profumeria - Il 2005 si è concluso con un aumento produttivo dell’1,5%, crescita guidata dal buon andamento delle esportazioni.
Il 2006, secondo le ultime proiezioni effettuate da Unipro, dovrebbe fare segnare uno sviluppo del fatturato del 2,6%. Sono ancora le esportazioni a guidare le sorti del settore.

Prodotti chimici - Importante area del settore manifatturiero per dimensione e varietà di produzioni, secondo Federchimica nel 2005 ha espresso una produzione sostanzialmente stagnante (+0,1% rispetto al 2004). Dopo un avvio deludente, la primavera scorsa ha coinciso con i primi segnali di un miglioramento del clima congiunturale.
Sebbene non si possa certo parlare di una ripresa chiara e significativa, le ultime previsioni di Federchimica ritengono possibile uno sviluppo produttivo intorno all’1,3%.

Arredamento (mobili e elettrodomestici) - Il 2005 si è concluso con un -3,5%, un dato che ha scontato anche il calo della domanda interna, oltre alla contrazione delle esportazioni (peraltro negative dal 2004). Nel corso del 2006 la situazione è lievemente migliorata per merito dell’attività esportativa.
La produzione dovrebbe chiudere l’anno con un +1,6% circa.

Prodotti per l’edilizia - Questo importante settore (a cui afferiscono le attività relative a cemento, calce, laterizi, vetro piano, tondo per cemento armato, piastrelle) ha beneficiato fino al 2004 della favorevole evoluzione dell’edilizia, in virtù delle costruzioni ex-novo o delle ristrutturazioni. Dopo la battuta di arresto del 2005, l’anno in corso dovrebbe concludersi con una crescita contenuta intorno allo 0,5%.




Materiale per materiale, ripercorriamo l’andamento produttivo dei primi otto mesi del 2006. Anche se a cifre modeste, la produzione è in crescita, con prospettive di sviluppo ulteriori per il 2007.

oCome abbiamo avuto modo di evidenziare in più occasioni, l’andamento produttivo del settore degli imballaggi è fortemente correlato al trend evolutivo delle aree dell’industria manifatturiera (che influisce peraltro anche sul mix del packaging stesso). Secondo una prima stima, il settore degli imballaggi nel suo complesso dovrebbe concludere il 2006 con un incremento dell’attività produttiva. Con riferimento ai valori espressi in peso, l’incremento sarebbe dell’1,7-1,8% circa rispetto al 2005 (che si concluse con una flessione dello 0,3%), che si interfaccia con lo sviluppo dell’+1,7% espresso dall’industria manifatturiera. A questo proposito è importante evidenziare che lo scarto in positivo - sino al 2003 di un punto percentuale - tende a ridursi allo 0,3%, in virtù di due motivi fondamentali: la riduzione generalizzata del peso medio degli imballaggi e il progressivo avvicinamento alla “maturità” del settore, con forti analogie agli altri Paesi altamente industrializzati. In dettaglio il 2006 dovrebbe esprimere un +1,6% nel consumo apparente di imballaggi e un +5% nelle esportazioni. Da un primo sguardo al 2007, considerando che l’ipotesi evolutiva dell’industria manifatturiera confermi un aumento dell’1,5% circa, il settore dell’imballaggio potrebbe beneficiare di una crescita dell’1,7-1,8%, di poco inferiore a quella del 2006. Si tratta però per il momento di un’ipotesi basata esclusivamente sul trend dell’industria manifatturiera in un contesto economico suscettibile a molte variabili.

Tutti i materiali
Imballaggi di acciaio - Il settore, che comprende gli imballaggi leggeri di banda stagnata e i fusti in acciaio di 200 litri, dovrebbe concludere il 2006 con calo produttivo dell’1,2%, determinato dal non positivo andamento dei derivati del pomodoro (il comparto sconta ancora il surplus produttivo del 2003 e 2004) e dalla concorrenza di imballaggi alternativi.

Imballaggi di alluminio - Rispetto ai discreti valori del 2005, l’anno in corso dovrebbe concludersi con una crescita della produzione dell’1% circa. Principali protagonisti in questo ambito: bombolette spray, lattine per bevande e vaschette.

Imballaggi di plastica - In questa area (che comprende anche i poliaccoppiati flessibili da converter) il tasso di sviluppo previsto per la fine 2006 è dell’ordine dell’1,9%. La crescita è essenzialmente imputabile al perdurare del buon andamento degli imballaggi flessibili da converter, a un aumento delle esportazioni (5%) circa e alla riconferma del tasso di sviluppo nel settore dei contenitori destinati al confezionamento dei cibi freschi pre-pesati presso la distribuzione moderna. A favore della plastica gioca l’impiego in molti settori non tradizionali, a scapito di confezioni alternative.

Imballaggi cellulosici - La filiera, a cui afferiscono anche i contenitori cellulosici accoppiati, dovrebbe chiudere il 2006 con un incremento del 2,5%, mettendo così fine a un triennio di stagnazione. Il miglioramento del trend evolutivo deriva dalla ripresa sia della domanda interna sia delle esportazioni.

Imballaggi di vetro - Si suddividono in quattro categorie: bottiglie, vasi, flaconeria e vetro tubo per fiale e flaconi. Sulla base di un primo consuntivo, il 2006 dovrebbe concludersi con una crescita dell’1% circa, così strutturato: domanda interna +0,8% e esportazioni +2%.

Imballaggi di legno - Cassette per prodotti ortofrutticoli, pallet e imballaggi industriali: nel 2006 l’attività produttiva dell’area dovrebbe segnare un +1,6%. Sulla scia della ripresa, pallet e imballaggi industriali hanno determinato il trend, mentre continua a essere negativo l’andamento del settore cassette per ortofrutta, che sconta la concorrenza di imballaggi alternativi.

Plinio Iascone
Consulente Istituto Italiano Imballaggio
Report on the state
of packaging (3)


SITUATION OCTOBER 2006 The forecasts made at the beginning of the year for the manufacturing industry have been uprated for the first time in three years, going from +0.8% to 1.7%. First closure estimates also for the packaging sector, segment by segment, on the basis of the trends for the first eight months. By Plinio Iascone

We here publish an end-of-year analysis on the run of the main areas of the manufacturing industry that use packaging and the consequent growth of the packaging sector.

Food and beverage: trends
After having closed 2005 with an increase limited to 0.75, in 2006 the food industry overall should put in a growth of 1.3-1.5%. Given that we are dealing with a sector that features many segments, the growthtrends are also different.

Food area
Cold cut meats - Thanks to an excellent run of exports and a substantial holding of domestic demand, the cold cut meats industry should finish 2006 with an increase of around 3-4%.

Vegetable preserves - This vast area features a substantial stagnation in production due overall to the contraction in production of the tomato derivate sector and the modest growthrates of the other sectors (legume preserves, fruit in syrup, jam etc.).

Frozen foods - The positive trend continues that should end the year with growth at around 3%.

Ichthyic preserves - As far as consumption is concerned, ichthyic preserves continue to show a contained but constant growthrate.
From the point of view of production though a substantial stagnation emerges, following on from a creeping delocalisation of production.

Fruit & Vegetables - Fresh fruit and vegetables show a slight recovery in demand seen against the two preceding years that featured a downtrend, at the same time, the staggering growthtrend of fresh washed, cut and dried produce continues.

Various - We here publish the evaluations of Federalimentare on growthtrends for 2006 of other important sectors of the area: bakery products +5%, tea and coffee +6%, pasta +4%, cheeses +2%, oil products -5%.

Beverage area
Alcoholic beverages - In 2005 the global production marked a growth of 6%, basically due to the excellent run of exports. Following a continuing, considerable stagnation of consumption and a reduced increase in exports, 2006 draws to a close with a limited growth of 2-3%.

Non alcoholic beverages - As one may recall 2005 ended with a production up 3.7% compared to 2004. The growthtrend has continued on to this year and should stand at around 3%.
In particular, according to the first evaluations as to the main sectors that feature in this area, growthrates should be the following: flat beverages +8%, carbonated beverages +1.5%, mineral water +2.5%, fruit juices +0.5%.

Various consumer goods: trends
The economic stagnation-recession, for the area of non food consumer goods, started in 2002 and has gone on up to 2005. In most cases 2006 shows clear signs of improvement. We here take a closer look at some of the main segments.

Fashion segment - Trends for clothing, shoes and assorted leatherware show a continuation of the downtrend that has now gone on for three years: the
-2.3% in 2004 was followed
by a -4.7 % in 2005.
According to Prometeia’s forecasts, 2006 shows a continuation of the downtrend
(-0,8-0,5%) though giving the first signs of improvement.

Pharmaceutical products - According to a first hypothesis, 2006 should show a growth of 2.5%, thus confirming the good run over the last few years.

Cosmetics & perfumery - 2005 ended up with an increase in production of 1.5%, a growth spurred on by the good run of exports. The year 2006, according to the latest forecasts from Unipro, should show a growth in turnover of 2.6%. Exports continue to be decisive for the sector.

Chemical products - An important area of the manufacturing sector in terms of size and variety of production, according to Federchimica in 2005 the segment saw production substantially stagnant (+0.1% compared to 2004). During 2006 the situation improved slightly thanks to exports. Production should close the year with an increase of around 1.6%.

Furnishing (furniture and household appliances) - 2005 ended with a -3.5%, a figure also affected by the drop in domestic demand, as well as the dip in exports (what is more on a downturn since 2004).
During 2006 the situation improved slightly thanks to exports. Production should close the year at around +1.6%.

Products for the building trade - This important segment (that covers activities related to cement, lime, bricks, flat glass, bars for reinforced concrete, tiles) benefited up to 2004 by the favourable trend in the building trade, thanks to new buildings and restructuring.
After the lull in 2005, this year should conclude with a growth limited to 0.5%.

Packaging, the amount produced

Material by material, we take a look at the run in production of the first eight months of 2006. Even if the increase is only slight, production is growing, with further growth prospects for 2007.

As we have highlighted on several occasions packaging sector production trends are strongly related to the growthtrends of the manufacturing industry (that what is more also affects the packaging mix). According to a first estimate, the packaging sector seen overall should end 2006 with an increase in production. In terms of figures expressing weight, the increase should be of around 1.7-1.8% seen against 2005 (that ended with a drop of 0.3%), that interfaces with the growth of 1.7% expressed by the manufacturing industry. On this count it should be emphasised that the increase - one percentage point up to 2003 - is down to 0.3%, this due to two basic reasons: the general reduction in the average weight of packaging and the fact that the sector is approaching maturity, with strong analogies with other industrialised countries. In detail 2006 should show a +1.6% in apparent consumption of packaging and a +5% in exports. From a first view onto 2007, considering that the hypothesis of growth of the manufacturing industry confirms an increase of around 1.5%, the packaging sector could benefit from a growth of 1.7-1.8%, a bit below that for 2006. This though for the moment is a hypothesis based exclusively on the manufacturing industry trend in an economic context affected by many variables.

All the materials
Steel packaging - the sector, that comprises light tinplate packaging and 200 litre drums, could end 2006 with a drop in production of 1.2%, essentially due to a non positive run of tomato derivates (the segment is still absorbing the surplus in production in 2003 and 2004) and by competition from alternative packaging.

Aluminium packaging - Compared to the fairly good figures of 2005, this year should end with a growth in production of around 1%. Main protagonist in this field: spraycans, beverage tins and trays.
Plastic packaging - in this area (that also includes flexible converter polylaminates) the growthrate forecast for the end of 2006 should be 1.9%. The growth is essentially to be put down to the ongoing good run of flexible converter packaging, and increase in exports (around 5%) and the reconfirming of the growthrate of containers for packing ready-weighed fresh foods for broadscale distribution. Plastic is used in many non traditional sectors to the detriment of alternative solutions.

Cellulose packaging - the sector, that also includes laminated cellulose containers, should close 2006 with an increase of 2.5%, thus putting an end to three years of stagnation. The improvement of the growthtrend derives from the recovery of both domestic demand and exports.

Glass packaging - Glass packaging comes under four categories: bottles, jars, flacons and tubular glass for phials and flacons. On the basis of the first balance, 2006 should conclude with a growth of around 1% structured as follows: domestic demand +0.8% and exports +2%.

Wood packaging - Crates for market garden produce, pallets and industrial packaging: in 2006 the production activity of the area should show an increase of around +1.6%. In the wake of the recovery of the manufacturing industry the trend having been brought about by pallets and industrial packaging, while production of crates for fruit & vegetables is negatively affected by competition from alternative packaging.

Plinio Iascone
Consultant Istituto Italiano Imballaggio



Il quadro economico
La stagnazione vissuta dall’economia italiana negli ultimi anni ha toccato il picco di massima crisi nel 2005, quando l’industria manifatturiera ha segnato una flessione dell’attività produttiva dell’1,3%.
Ma sulla base dei dati macro economici dei primi sette mesi, il 2006 si presenta come l’anno della ripresa. Vale la pena di ricordare che, nell’ultimo triennio, si sono spesso formulate prospettive di crescita che, con l’andare del tempo, venivano sistematicamente deluse. Nel 2006 si è verificato il contrario.
Se infatti a inizio anno il PIL era ipotizzato in crescita dell’1,2% (partendo dalla crescita zero registrata nel 2005), in base al consuntivo dei primi sette mesi tutti i principali istituti di ricerca economici prevedono che si arriverà a un +1,8%.
Rispetto a quanto formulato in primavera, nella sua consueta analisi periodica, anche Prometeia ha corretto in meglio la previsione evolutiva dell’attività dell’industria manifatturiera per il 2006: dal +0,8% all’1,7%.
Il motore della crescita è dato da un contesto internazionale favorevole e, sul piano interno, dal risveglio della domanda dei beni intermedi. Un contributo significativo è però derivato dal forte rilancio dell’industria automobilistica italiana, in grado di determinare da sola il 20% circa della ripresa.
La ripartenza dell’industria dell’auto ha ovviamente determinato effetti positivi sull’indotto sia a valle che a monte.
Le prospettive evolutive per il 2007 restano sostanzialmente positive anche se l’industria manifatturiera si ipotizzata in crescita soltanto dell’1,4-1,5%.
Il minore tasso di crescita rispetto al 2006 sconta alcuni fenomeni: in primis il rallentamento dell’economia Usa, Giappone e area UE in genere, seguito da un ridimensionamento delle prestazioni dell’industria dell’auto e dalle politiche di riadattamento delle scorte attuato nel 2006. La domanda interna continuerà però a sorreggere la crescita , dell’area manifatturiera, anche se a livelli più contenuti rispetto al 2006.
I dati testimoniano una ripresa effettiva, sebbene inferiore alla media europea, e nel nostro Paese si registrerà un ulteriore sviluppo nel 2007; permangono tuttavia diversi fattori che non consentono eccessive euforie, inducendo anzi alla prudenza, come ha sostenuto di recente anche il Governatore della Banca d’Italia Draghi: non solo la ripresa in atto è inferiore a quella media dell’UE, ma per sortire una ricaduta significativa sull’economia, sia il PIL sia l’attività manifatturiera dovrebbero crescere per lo meno del 2%.
Purtroppo per la nostra economia, giocano alcuni fattori negativi strutturali che limitano le possibilità di agganciare uno sviluppo significativo.
L’industria manifatturiera italiana, per esempio, è caratterizzata da una bassa quota di prodotti ad alta tecnologia, il cui peso non supera il 13% sul totale, rispetto al 21% della media dei paesi UE e al 31% della media mondiale: ciò pone dei problemi allo sviluppo delle nostre esportazioni.
Un altro fattore a nostro sfavore è costituito dalla frammentazione dell’offerta in molti settori manifatturieri (esempio settore alimentare e moda); ciò rende difficile per le aziende piccole operare all’estero per mancanza di strutture adeguate.
L’handicap della frammentazione dell’offerta potrebbe però essere superata valorizzando i prodotti di nicchia, specie nel settore alimentare, aiutando le piccole imprese a proporsi sui mercati esteri.



The economic picture
The stagnation experienced by the Italian economy over these last years reached its maximum peak of crisis in 2005, when the manufacturing industry put in a drop in production of 1.3%. But on the basis of macroeconomic data for the first half of the year, 2006 is shown to be the year of recovery. It is worth recalling that over the last three-year period often announced growth prospects have been systematically belied with the passing of time. In 2006 the opposite occurred.
If in fact at the beginning of the year a growth of the GNP at 1.2% was forecast (going from the zero growth registered in 2005), on the basis of the balance for the first half of the year all the main economic research institutes predict that we should reach a + 1.8%.
As regards what they formulated in spring, in its regular periodical analysis, Prometeia also marked up its forecast as to the run of the activity of the manufacturing industry for 2006: from 0.8% to 1.7%.
The growth is powered by a favourable international context and, as far as the Italian market is concerned, by the reawakening of demand for intermediary goods. An important contribution though derives from the strong relaunch of the Italian automobile industry, capable on its own of accounting for 20% of the recovery.
The starting up again of the motor industry has obviously had positive effects on its supplier industry both upstream and downstream.
The growth prospects for 2007 remain substantially positive even if a growth of only 1.4-1.5 % is estimated for the manufacturing industry.
The lower growthrate compared to 2006 is to be put down to several factors: first and foremost the slowdown of the US, Japanese and EU area economies in general, followed by a drop in the performance of the automobile industry and policies of readjusting stocks brought about in 2006.
Domestic demand will though continue to support the growth of the manufacturing area, even though at more contained levels compared to 2006.
Figures bear witness to an actual recovery in Italy, even though less than the European average, and further growth will be seen in 2007; all the same several factors persist that do not allow for excessive euphoria, rather calling for prudence, as the Governor of the Bank of Italy Draghi recently sustained: not only is the recovery underway in Italy below the EU average, but to have a marked effect on the economy both the GNP and the manufacturing industry would have to grow by at least 2%.
Unfortunately for the Italian economy, some negative structural factors come into play that limit the possibility of attaining sizeable growth.
For example the Italian manufacturing industry features a low share of hi-tech products, that account for less than 13% of the total, compared to an average 21% of the EU countries and a 31% world average: the risk is a stunted growth of Italian exports.
Another factor working against Italy features in the fragmentation of the offer of many manufacturing sectors (the food and fashion sectors for example); this makes it difficult for the small firms to operate abroad due to a non suitably sized structuring.
However the handicap as regards fragmentation of the offer could be overcome by exploiting niche products, especially in the food sector, helping the small concerns
to present themselves on markets abroad.