Quando torno a casa… lo racconto ai bambini (Cap. II)

Editoriale di Stefano Lavorini.  

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Anni addietro, in chiusura dell’ennesima edizione di interpack, scrissi un editoriale intitolato “Quando torno a casa”, in cui provavo a descrivere il senso di irrealtà che provavo nell’abbandonare, dopo i lunghi giorni spesi in fiera, la dimensione collettiva delle azioni quotidiane. Lo spaesamento nel ritrovarsi fuori da quel continuum spazio temporale in cui tutto il mondo, stando in equilibrio tra domanda e offerta, sembrava esaurirsi e bastarsi. Un buco nero in cui tutto era risucchiato, in attesa di tornare ad espandersi e riprendere possesso dell’universo.

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* Miroslaw Balka
CROSSOVER / S
16 marzo - 30 luglio 2017
Pirelli Hangar Bicocca
Centre of Contemporary Art, Ujazdowski Castle, Warsaw.

Oggi (9 maggio 2017) a un giorno dalla fine di questa edizione “monster” della fiera tedesca, torno a riconoscere i segni dell’antica fiamma... la forza della necessità che non ha giorni di festa.

Molti, ovviamente, i cambiamenti: sono ancora di più gli espositori e i visitatori, soprattutto in termini numerici, provenienti dall’area Asia Pacifico; tutti i costruttori di macchine non parlano altro che di Industry 4.0, un lasciapassare per qualsiasi genere di sofisticazione dell’innovazione, in direzione di una flessibilità produttiva guidata in presa diretta dal mercato dei consumatori; e ancora, i produttori di materiali, imballaggi e converter alla ricerca di un faticoso equilibrio tra sostenibilità ed economicità, condizionato com’è da vecchi vizi che caratterizzano le relazioni tra fornitori e clienti (i brand owner).

Dopo giorni di incontri e rincontri (quante le facce conosciute!), dopo momenti di quiete e tensione in alternanza, che hanno messo in gioco sensi e fisicità a bilancio, di tanti slogan urlati e verità sussurrate, già riconosco un sottile e coriaceo filo di mancanza e nostalgia che mi propongo di superare, rendendo evidente memorie collettive e vissuto personale, incroci simbolici, temporali e spaziali.
Nella consapevolezza che si rinnova, nella transizione che si compie tra “un prima” e “un dopo” interpack, che così diventa simbolo di un processo costruttivo e religione di un sentimento.

In definitiva si ricomincia, con fiducia nel fatto che ogni individuo lascia le proprie tracce, come ”toccando una saponetta che gradualmente si degrada”*.
Modi e tempi sono a discrezione!
 

 

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