IMA e Omas Tecnosistemi, il punto di riferimento della beauty industry

Savino Giudici e Agostino Consolini raccontano il potenziale della fusione

Ima

Maria Costanza Candi

È un vero e proprio hub della cosmesi quello che è stato creato dalla convergenza di competenze tra il Gruppo IMA e Omas Tecnosistemi, azienda leader nel mondo della cosmetica che ha il suo quartier generale a Cerro Maggiore (Milano). L’evento Echoes of Beauty, tenuto nel corso di Ipack-Ima 2025, non smette di far parlare di sè, raccontando di una fusione che ha alzato ancora più in alto il livello di competenza messo in campo dai due player nei rispettivi mercati.

Quali sono i vantaggi della partnership alla luce del primo anno di attività?
“L’unione delle competenze ha integrato l’eccellenza di IMA con le qualità di Omas Tecnosistemi, già al vertice del mercato del filling cosmetico”, riflette Savino Giudici, AD di Omas Tecnosistemi. “La forza di IMA nel farmaceutico e nel packaging secondario è così rafforzata dalle competenze di Omas, completando una capacità produttiva che si inserisce in un ecosistema specializzato. L’Italia è sempre più leader nella cosmetica, in tutte le componenti della filiera, partendo dalle scuole di formazione fino a player capaci di concepire il prodotto dalla progettazione al confezionamento. Siamo quindi parte integrante di un ecosistema industriale e produttivo come quello lombardo, componente di una filiera di eccellenza riconosciuta nel mondo. Non a caso i grandi brand del cosmetico vengono qui a produrre, perché è qui che trovano tutto quello che serve per competere, avendo il massimo sul piano progettuale e produttivo in termini di creatività, passione e qualità del made in Italy. Il riconoscimento che ci attribuisce il mercato è evidente dalla nostra crescita: dalle 20 persone del 2010 siamo arrivati alle 150 di oggi con ampliamenti previsti entro il 2026 per passare dagli attuali 12mila mq a un totale di 22mila mq”.

Alle considerazioni di Giudici, fa eco Agostino Consolini, Sales Director of IMA Cosmetic Personal Care & Toiletry Sector: “Nella partnership IMA-Omas vedo due aziende che hanno gli stessi fondamentali: vendere tecnologia nel mondo dando al cliente qualcosa in più, ovvero personalizzazione, competenza, attenzione sartoriale. Parliamo quindi un linguaggio comune che ci permette di affrontare con la stessa cultura dell’innovazione, lo sviluppo di linee capaci di realizzare decine di migliaia di pezzi o poche centinaia all’ora, grazie alla versatilità di cambi formato veloci. Possiamo quindi proporre linee in grado di rispondere alle esigenze più diverse, dalla piccola alla grande produzione, e gestire contemporaneamente vari formati e formulazioni. La nostra forza sta quindi nella capacità di approcciare il cliente in modo completo”.

Che impatto hanno automazione, AI e machine learning nelle vostre applicazioni?
“Parlando di intelligenza artificiale,” esordisce Consolini, “il suo impatto è significativo sia nei controlli di visione sia potenzialmente nelle regolazioni automatiche: può consentire infatti alla macchina di riconoscere le dimensioni del prodotto e adattarsi in modo autonomo. Dal punto di vista del processo per la realizzazione del prodotto, i sensori basati su AI possono permettere di riformulare le ricette con maggiore flessibilità e rapidità. L’aumento della capacità di calcolo contribuisce così ad ottimizzare ulteriormente i processi produttivi. In sintesi, consideriamo l’intelligenza artificiale uno strumento avanzato di analisi dei dati, capace di fornire risposte complesse che semplificano e migliorano molti aspetti della produzione”.

Lo sguardo si rivolge poi all’automazione, su cui Savino Giudici conclude: “L’automazione richiede preparazione, oppure l’investimento rischia di eccedere la capacità produttiva e perdere di mordente. Ecco perché Omas e IMA seguono il cliente in ogni fase del progetto, con l’obiettivo di aumentare la produttività grazie al design di linee di automazione molto spinta, in grado di soddisfare le esigenze dei più importanti player su scala globale. L’Italia è per loro un punto di riferimento per la filiera attiva dalla formazione, alla produzione al confezionamento”.

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