July/August 2004




Ambiente da Oscar
Oscar Environment



Il valore della bellezza
The value of beauty

M&D News







Vetro da esportazione
Glass for export

F&F News






Un airless a metà… che vale doppio
An airless down to half… that is worth double

I&D News







Green procurement: i capitolati della plastica
Green procurement: plastics contracts

I&L News

E&L News







Il futuro dell’etichetta
The future of labeling

M&M News









Focus on Cosmopack
Advertising  STEBA MARKING PRODUCT
Cosmopack: concretamente bello
A Cosmopack abbiamo visto molto: materiali che suscitano desiderio, oggetti che appagano gli occhi e i bisogni più o meno espressi di affermazione sociale o benessere personale. Insomma, molto di quello che serve a rincorrere i sogni.
Stefano Lavorini

La merce non è altro che il veicolo “concreto” di un insieme coerente di significati che costruiscono un “mondo”, in cui ci fa piacere entrare, anche solo per un momento. Creare questi mondi è compito del marketing, che traducendoli in immagini e altre “cose” percepibili - advertising, packaging, promotion, allestimenti di negozi ecc. ecc. - ci raccontano una storia che, in ultima analisi, costituisce il vero plusvalore del brand.
Ma - attenzione - nessuno inventa; piuttosto, “scopre”. E allora ben vengano le fiere che non sono altro che il tentativo di definire e, di offrire al mercato “il prodotto che non c’è”.
E ben venga Cosmopack, vetrina privilegiata dell'imballaggio, delle macchine e dei servizi per il settore cosmetico, che torna ogni anno con qualche novità e con rinnovate certezze: qualità di prodotti, macchine e servizi; assetti produttivi e strategie di penetrazione commerciale efficaci; lungimiranza nell’interpretare, senza subirle, le nuove logiche di mercato, che impongono di guardare sempre "oltre".
E questo nonostante il fatto che - è esperienza comune - in una congiuntura economica come l’attuale, tutto sia più impegnativo: cogliere gli orientamenti del business, ottenere dai clienti richieste sufficientemente chiare, persino farsi pagare nei termini stabiliti. In questa situazione bisogna essere forti su tutti i fronti, ossia proporre i prodotti giusti al prezzo giusto, garantire un servizio efficiente e saper prendere decisioni veloci, anche - sostiene qualcuno - dicendo di no quando è necessario.

Camminando fra gli stand - Abbiamo avuto l’ennesima conferma di trovarci di fronte a un settore in cui la presentazione del prodotto, e tutto ciò che concerne la comunicazione, è determinante. In termini di confezionamento, la richiesta di innovazione è costante e i cambiamenti più significativi riguardano, oltre a lievi ma costanti spostamenti nel mix del packaging, l’aspetto (forma, colore, grafica ecc.), il maggior valore di servizio della confezione, l’ottimizzazione del rapporto fra costo e funzioni, non disgiunta da una maggiore attenzione e consapevolezza verso un bene comune come l’ambiente.
L’utilizzo alternativo dei materiali riguarda soprattutto l’imballo primario che offre un’elevata varietà di opzioni; dalle confezioni di vetro, a quelle di plastica (inclusi i poliaccoppiati flessibili), dai tubetti flessibili alle confezioni di metallo. In generale, resistono i materiali della tradizione ma sempre più devono fare i conti con nuove soluzioni “fatte di plastica” in grado di assicurare, come nel caso dei flaconi e dei vasetti, massima trasparenza, eleganza ed elevati plus in termini di servizio. E così il vetro, per sedurre, si fa tecnicamente perfetto e si arricchisce di una vasta gamma di decorazioni, mentre la carta diventa godimento non solo per gli occhi (si pensi agli accattivanti effetti perla o metallo), ma anche per il tatto.
Più omogenei sono gli imballaggi di presentazione, in quanto la scelta cade essenzialmente sull’astuccio pieghevole di cartoncino - utilizzato in abbinamento con quasi il 50% dell’imballaggi primari - e di cui si sono visti interessanti esempi di eccellenza “all’italiana”.

Il nuovo che verrà - Guardando oltre le luci della mostra, sembra che il mondo della produzione debba muoversi per tutelare libertà di scelta, consapevolezza e fiducia dei consumatori, e guidare così la crescita equilibrata del mercato.
Più in generale, l’obiettivo è (ri)dare credibilità all’approccio industriale e trasmettere un senso di vicinanza e trasparenza, ovvero “umanizzare” il rapporto tra cliente e impresa.
Questi plus possono essere veicolati direttamente dal prodotto, o quando ciò non sia realizzabile o conveniente, possono essere espressi al meglio attraverso un nuovo packaging. L’importante è dimostrare al consumatore di conoscere e tenere in debita considerazione le sue esigenze immediate ed evidenti (prima fra tutte il modo di utilizzo quotidiano di ciò che ha acquistato) ma anche quelle inconsce.
Da qui il rafforzarsi di alcune intuizioni che i progettisti di packaging non possono ignorare: sempre maggior servizio e semplicità d’impiego della confezione, ma anche l’opportunità di suggerire insolite modalità di consumo, investendo su una gestualità innovativa.
Trova dunque conferma la mission di designer e produttori di packaging, non solo come interpreti delle esigenze di comunicazione espresse dalla marca o ideatori di accessori e soluzioni d'impatto capaci di stupire, bensì come creatori di prodotti di fantasia, inseriti in contesti di fruizione immaginari ma possibili.

Partnership e concorrenza - Come non ricordare, poi, il ruolo dei “contoterzisti”, che si propongono sempre più come soggetti attivi, offrendo ai produttori di cosmetici un servizio personalizzato e omnicomprensivo: dalla formulazione del prodotto alla progettazione dell’imballaggio, dagli studi di compatibilità a quelli di mercato, dalla produzione alla consulenza legislativa…
Si tratta di un “servizio” che va assumendo un rilievo sempre maggiore, e non solo - come si potrebbe pensare - presso la fascia “alta” della clientela, ma anche in chi fa i grandi numeri per il mass market.
D’altro canto, su questo mercato sta acquistando consistenza un secondo orientamento: l’importazione di prodotti e packaging a basso costo, provenienti perlopiù dai Paesi dell’Estremo Oriente, in particolare da Cina, Corea e Singapore, soprattutto per quanto riguarda le confezioni realizzate in plastica stampata a iniezione, come gli astucci per make-up o i tubetti di rossetto.
E questo fenomeno interessa anche le attività di assemblaggio. Per i produttori del Vecchio Continente, la risposta obbligata a questi trend sta nell'automazione spinta di tutte le operazioni, comprese quelle di montaggio, e in questa direzione era orientata l’offerta di macchine e attrezzature per il riempimento e confezionamento di prodotti cosmetici presentate in fiera, che poneva l’enfasi, in particolare, sulla ripetibilità del processo e sulla flessibilità.

Cosmopack: concrete beauty
We saw such a lot at Cosmopack: highly desirable materials, objects that please the eye and the (un)expressed needs for social affirmation or personal wellbeing. In other words, a lot of what's needed to chase ones dreams.
Stefano Lavorini

The goods are non other than the "concrete" vehicle of a coherent set of meanings that build a “world” in which to allow pleasure to enter, even if only for an instant. Marketing has the task of creating these worlds, by turning them into images and other perceptible “things” - advertising, packaging, promotion, window dressing etc. They all tell us a story that, when it comes down to it, is the real added value of the brand. But watch out! No one invents. Instead one “discovers”. Hence the success of trade fairs that are simply an attempt to define and offer the market “the product that's not there”. Welcome Cosmopack, therefore, the prime showcase for packaging, machinery and services for the cosmetics sector. An annual event that each time offers something new and enforces people's certainties: quality of the product, machine or service; effective production set-ups and market penetration strategies; far-sightedness in interpreting the new market logic, without enduring these, forcing one to always look "further". And this despite the fact that - as is common experience - everything's become much harder in the current economic picture: to grasp business trends, to obtain sufficiently clear requests from customers, even to get paid on the agreed terms. There's no room for a chink in one's armour in such a situation, i.e. one has to propose the right products at the right price, guarantee efficient service and take snap decisions, even - as some are convinced - say "no" when necessary.

Walking around the stands - We receive yet more confirmation that this is a sector where the presentation of the product and all that concerns the communication is absolutely crucial. In terms of packaging, there's a constant demand for innovation and the most significant changes concern not just slight, but on-going shifts in the packaging mix and the look (shape, color, graphics, etc.), but also a greater service value of the pack, an optimised ratio between cost and function, as well as greater attention and awareness to a shared asset such as the Environment. The alternative use of materials was found mainly in the primary packaging, offering a large variety of options; glass containers and plastic (including flexible polylaminates), flexible tubes and metal tins. On a general level, the conventional materials continue to dominate the scene, but there are increasing numbers of new solutions “made of plastic” that can guarantee max transparency, elegance and excellent benefits in terms of service, as is the case of flacons and jars. This means that glass has become technically perfect in order to seduce with a vast range of decorative effects, while paper is now not just pleasing to the eye (just think of the mother-of-pearl and metal finishes), but also to the touch. The types of presentation packaging are much more similar, as the choice is basically between folded board boxes - used with almost 50% of all primary packaging - with some really exceptional examples of Italian excellence.

What's new to come - If one looks beyond the lights of the show, it would appear that the world of production must make a move to safeguard freedom of choice, consumer awareness and trust and thus guide balanced market growth. On a more general note, the aim is to give (or restore) credibility to the industrial approach and to get over a sense of being close and transparency, i.e. “to humanize” relations between customers and the business.These advantages can be directly provided by the product itself or, if this not possible or cost-effective, they can be best expressed through a new form of packaging. The important thing is to show the consumer that one understands and takes into account his immediate, evident needs (first and foremost the way the product purchased is actually used on a daily basis), as well as the more concealed ones. Hence certain concepts need to be strengthened, which packaging designers should ignore at their peril: more and more service and easy use of the pack, plus the chance to suggest unusual ways of consumption, investing in innovative gestures. The mission of the designer and producers of packaging is thus confirmed. These are not just the interpreters of the needs for communication of the brand or inventors of the accessories and impact solutions capable of astounding the public, but rather creators of fantasy products placed in contexts of imaginary, yet possible use.

Partnership and competition - Plus, how could one forget the role of “subcontractors”, who are gaining more and more status as proactive figures offering cosmetic producers a personalised all-inclusive service: from product formulation to packaging design, compatibility studies to market studies, production to legal advice… This is a type of “service” that's becoming increasingly important, and not simply - as one might think - with the “top” bracket clientele, but also with those producing in huge quantities for the mass market. Then again, there's a second major trend in this market: the importation of low cost products and packaging, mostly coming from the Far East (and especially China, Korea and Singapore), especially when it comes to packs made from injection moulded plastic, such as those used for make-up and lipsticks. This phenomenon is also seen in the area of assembly. The answer to this trend for producers from the Old World lies in extreme automation of all operations, including assembly. Indeed, the offer of machines and equipment for filling and packing of cosmetic products on show at the exhibition pointed heavily to this, stressing, in particular, the repeatability of the process and its flexibility.



Cosmoprof/Cosmopack 2004
Testimone di nuove tendenze, di lanci di nuovi prodotti, trattamenti e tecnologie, il salone è diventato ormai un appuntamento internazionale irrinunciabile.
Lo conferma il record di presenze registrate dagli organizzatori: 130 mila visitatori, di cui 30 mila stranieri (in testa gli operatori dal Medio ed Estremo Oriente). Ha inoltre rafforzato la propria connotazione economica, in virtù di un consistente giro d’affari generato grazie all’apporto fondamentale di buyer, grossisti e distributori provenienti dai paesi più diversi, la cui presenza si è concentrata nei giorni di venerdì e sabato. La sfida per il prossimo anno è ancora più entusiasmante. Nel 2005 Cosmoprof (1-4 aprile) sarà infatti quantitativamente e qualitativamente più grande: la superficie fieristica sarà ampliata con l’apertura di nuovi padiglioni, il che consentirà una ridistribuzione mirata degli spazi, a beneficio di tutti gli utenti.



Cosmoprof/Cosmopack 2004
Bearing witness to new trends, the launch of new products, treatments and technologies, this exhibition is now an international annual event that just can't be missed. This is confirmed by the record number of visitors logged by the organisers: 130,000 visitors, some 30,000 from overseas (especially operators from the Middle and Far East). The event has also grown to be a more valuable concern thanks to the huge turnover generated by the fundamental contribution of buyers, wholesalers and distributors from all over the globe, whose presence was concentrated on the Friday and Saturday. The challenge for next year is even more appealing. Cosmoprof 2005 (April 1-4) will be larger and better, in terms of both quality and quantity: the surface area dedicated to this fair will be extended by the opening of new pavilions, allowing for a more rational redistribution of the space available for the benefit of all users.





Accademia del Profumo
Presentata da Milly Carlucci e impreziosita dalla musica di Lucio Dalla, lo scorso 2 aprile nello storico Palazzo Re Enzo a Bologna si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio Internazionale Accademia del Profumo, il concorso che sancisce ogni anno i profumi “migliori” (per lei e per lui) dal punto di vista della fragranza, del packaging e della comunicazione. Questi i vincitori dell’edizione 2004:
• Chance di Chanel, prodotto da Jacques Polge e distribuito da Chanel, è stato giudicato miglior profumo femminile.
• Per l’imballaggio, invece, è stato premiato Omnia di Bulgari Parfums (packaging di P.Design).
• Sicily di Dolce & Gabbana (EuroItalia) si è aggiudicato il riconoscimento per la comunicazione (regia di Giuseppe Tornatore, musiche di Ennio Morricone).
• Roberto Cavalli Men ha fatto l’en plein nella sezione maschile; il profumo dello stilista fiorentino (prodotto da ICR e distribuito da ITF) è stato infatti premiato per la fragranza, il packaging (design di Serge Mansau) e la comunicazione (regia di Eric Ifergan).



Accademia del Profumo
Presented by Milly Carlucci and embellished by the music of Lucio Dalla, last April 2nd in the historic Palazzo Re Enzo of Bologna the prizegiving ceremony of the international Accademia del Profumo Awards was held, competition that each year elects the “best” perfumes (men’s and women’s) from the point of view of fragrance, packaging and communication. These the winners for 2004:
• Chance di Chanel, produced by Jacques Polge and distributed by Chanel, was judged the best woman’s perfume.
• In turn the packaging awards went to Omnia by Bulgari Parfums (packaging by P.Design).
• Sicily by Dolce & Gabbana (EuroItalia) won the award for communication (directorship Giuseppe Tornatore, music by Ennio Morricone).
• Roberto Cavalli Men won hands down in the men’s section; the perfume of the Florentine fashion designer (produced by ICR and distributed by ITF) in fact won awards for fragrance, packaging (by Serge Mansau) and communication (directorship Eric Ifergan).





Profumo: osservatorio delle principali licenze
Nel settore profumi, i marchi concessi in licenza sono numerosissimi. Il business richiede infatti competenze specifiche nella creazione, produzione e soprattutto distribuzione, che i licenzianti solitamente non hanno. Inoltre sono necessari forti investimenti, che possono essere sostenuti e ammortizzati solo da aziende che gestiscono contemporaneamente più marchi. Interessante, a questo proposito, un’analisi nel settore dei Profumi a livello mondiale condotta da Pambianco Licensing (divisione della Pambianco Strategie di Impresa SpA), da cui risulta che i marchi concessi in “licenza” sono 159, mentre i produttori su “licenza” sono 44, variamente ripartiti dal punto di vista geografico. Riportiamo la tabella che mostra l’incrocio tra paese di origine dei marchi e paese dei produttori, da cui l’Italia essere il primo produttore per numero di marchi, con una quota pari al 38%. Dei 159 marchi concessi in licenza, infatti, 60 sono prodotti in Italia, seguita da USA (51) e Francia (28). Il dato sul numero di marchi non deve però trarre in inganno sulla forza dell’Italia nel settore profumi. La gran parte del business dei profumi (e anche della cosmesi) è realizzato da multinazionali americane e francesi che, nel proprio portafoglio, hanno marchi ben più importanti di quelli che fanno capo ad aziende italiane. I principali licenziatari esteri sono Procter & Gamble, Coty e L’Oreal (con un totale di 48 marchi in licenza). Riportiamo invece in dettaglio i marchi in licenza e di proprietà dei tre principali licenziatari italiani, ovvero Eurocosmesi, ITF e Weruska & Joel. (Fonte Pambianco Licensing, Aprile 2004. Per ulteriori informazioni www.licensing.pambianco.com)



Perfume. Observatory of the main licenses In the perfume sector, brands conceded under licence are numerous. The business in fact requires specific skills in creation, production and aboveall in distribution, that the licensees usually do not have. As well as that high investments are needed, that can only be withstood and paid off by companies that run more than one brand at the same time. Interesting on this count an analysis of the sector of Perfumes at world level made by Pambianco Licencing (division of Pambianco Strategie di Impresa SpA), that shows that the “licensed“ brands are 159, while “licensed” producers are 44, variously spread geographically. We show the table that reveals the connection between countries of origin of the brands and producer countries, Italy being the first producer in terms of number of brands, with a share of 38%. of the 159 brands conceded under license, in fact 60 are produced in Italy, followed by the USA (51) and France (28). The figures on the number of brands should not deceive as to Italy’s strength in the perfume sector. Most of the perfume business (and also cosmetics) is done by American and French multinationals that have in their portfolio brands that are a lot more important than those under the Italian concerns. The main foreign licensers are Procter & Gamble, Coty and L’Oreal (with a total of 48 brands under license). We give a detailed review of the brands under license of the main Italian licensers, or that is Eurocosmetics, ITF and Weruska & Joel. (Source Pambianco Licensing, April 2004.
For further information www.licensing.pambianco.com)



701 Pratico è bello, ma anche sicuro
Lameplast, ovvero l’esperienza che conta nella produzione di contenitori monodose.
E a Cosmopack non poteva che ribadire la propria capacità di innovare, all’insegna della praticità e della sicurezza. M.P.


Il prodotto presentato in occasione di Cosmopack da Lameplast è un bell’esempio del know how acquisito dall’azienda, anche in virtù di un’ormai consolidata collaborazione con l’industria farmaceutica, per la quale le istanze di sicurezza e integrità del prodotto rivestono un’importanza fondamentale.
Proprio a fronte di tale esperienza, l’azienda è stata in grado di progettare e realizzare un contenitore destinato al settore cosmetico, combinando al design accattivante e originale (in linea con il desiderio di visibilità che anima tale comparto) le massime garanzie di sicurezza, igienicità e praticità di impiego.
Si tratta di un contenitore monodose (ma anche multidose richiudibile con un tappo a vite) con capacità da 5, 8 e 10 ml e destinato a svariate tipologie di prodotti cosmetici, come creme per il viso, sieri, prodotti per il corpo e per i capelli. Dotato di un elegante sigillo di garanzia, il pack si contraddistingue per il profilo affusolato ed essenziale, che ne valorizza tanto l’impatto visivo quanto la funzionalità. Leggero e maneggevole, può essere portato in borsetta, per un utilizzo quotidiano del prodotto anche fuori casa. Il corpo della confezione può essere personalizzato con decorazioni o loghi a tampografia, mentre la forma lineare consente diverse possibilità di confezionamento secondario (astucci di plastica o cartoncino, sacchettini di stoffa, nastri etc.), in grado di esaltarne ulteriormente le potenzialità estetiche.

Facile e sicuro - Ma, come si sa, il primo amore non si scorda mai… E se il know how tecnologico e l’originalità progettuale di Lameplast hanno trovato nuove sfide nel settore cosmetico, la capacità dell’azienda di innovare e stupire nell’ambito del packaging farmaceutico (e parafarmaceutico) non si è certo esaurita. Ne è un esempio la soluzione messa a punto per Asatex, trattamento anticaduta per capelli sviluppato dalla svizzera Asatona, in collaborazione con la casa farmaceutica italiana Bouty. Nonostante il prodotto fosse a base alcoolica e dunque logicamente destinato a una confezione di vetro, la scelta del contenitore è caduta sul monodose Lameplast.
Il reparto R&S dell’azienda modenese ha così dovuto affrontare una difficile sfida: trovare una resina plastica stampabile e compatibile con la soluzione alcoolica formulata da Asatona. Il risultato è una fiala monodose da 5 ml, in grado di assicurare una buona barriera contro l’evaporazione del prodotto. Ma non sono solo la purezza e integrità del prodotto a risultare salvaguardate dalla soluzione Lameplast. La scelta di un contenitore di plastica, infatti, assicura un’apertura semplice e non rischiosa. Inoltre, il packaging è pensato in modo da garantire un dosaggio preciso e facilitare l’applicazione del prodotto sul cuoio capelluto.

Practical is beautiful but also safe
Lameplast, or that is the experience that counts in producing monodose containers. And at Cosmopack the concern once again confirmed its capacity to innovate, featuring practical, safe solutions. M.P.

Lameplast’s latest product presented at Cosmopack is a beautiful example of the knowhow acquired by the concern, also in virtue of their by now consolidated cooperation with the pharmaceutical industry where safety and product integrity take on fundamental importance.
Thanks to this experience, the concern has been able to design and create a container for the cosmetics sector, combining an original and eye-catching design (in line with the demand for visibility that features in the sector) while wholly guaranteeing safety, hygiene and practical usage.
We are speaking of a monodose container (but also a reclosable multidose with screw cap) with a 5.8 and 10 ml capacity and destined for various types of cosmetics products such as face creams, serums, bodycare and haircare products. Fitted with an elegant guarantee seal, the pack stands out for its slim and essential design that enhances both its visual impact as well as its functionality. Light and easy to handle, it can also be carried in a handbag for daily use of the product away from home. The pack body can be personalised with tampographic decorations or logos, while its linear shapes enables various possibilities of secondary packing (plastic or cardboard case, cloth bags, strips etc), capable of further enhancing its visual appeal.

Easy and safe - But as your first love is never forgotten… And if knowhow and technology and the project originality of Lameplast have found new challenges in the cosmetics sector, the concern’s capacity to innovate and amaze the pharmaceutical (and parapharmaceutical) packaging sector has certainly not run out. The solution found for Asatex, a treatment against hair loss devised by the Swiss concern Asatona, in cooperation with the Italian pharmaceutical producer Bouty is an example. Despite the fact the product was alcohol based and hence logically destined for glass packaging, the choice of container fell on a Lameplast monodose. The R&D section of the concern thus had to take on a difficult challenge: find a plastic resin that is printable and compatible with the Asatona alcohol-based solution. The result is a 5 ml monodies phial, capable of ensuring a good barrier against product evaporation. But the Lameplast solution has not only safeguarded product purity and integrity. The choice of a plastic container in fact ensures simple, risk-free opening. As well as that the packaging has been devised to guarantee accurate dosing and facilitate the application of the product on the scalp.

702 La forma delle emozioni
La complessità di una forma, spesso, nasconde una difficoltà tecnologica che solo l’esperienza e il know how riescono a superare, come testimoniano le nuove realizzazioni della vetreria Bormioli Rocco per la cosmesi e la profumeria.
«Tra queste - ricorda Claudio Azzolini, coordinamento vendite Italia settore profumeria e cosmetica della divisione Packaging di Bormioli Rocco e Figlio - va ricordata tutta la nuova linea Cerruti "SI", molto complessa perché la bocca del contenitore è decentrata rispetto al corpo. Per conferire un look accattivante abbiamo mascherato il corpo coprendone solo una parte e abbiamo sabbiato il resto per poi procedere con la decorazione del flacone. Per Cabaret abbiamo invece effettuato una spruzzatura sui lati esterni del flacone, lasciando scoperta la parte centrale (una tecnica, questa, adottata con ottimi risultati anche per i vasetti dei nuovi prodotti cosmetici Clarins, Ndr).
A questo proposito va detto che possiamo eseguire anche spruzzature degradate, e, realizzandole a freddo (300 °C), la paletta di colori è praticamente infinita».
Molte delle creazioni standard firmate Bormioli, caratterizzate da linee essenziali, design sobri ma da forme originali, sono anche visibili sul catalogo on line, www.bormiolirocco-glasspack.com, che consentirà ai clienti, in una seconda fase a regime, di “inventare” il proprio flacone in 3D, colorarlo e applicarvi le capsule preferite.
Vetrai dal 1825 - Vale la pena ricordare che il gruppo Bormioli Rocco è una realtà internazionale con venti stabilimenti, sette dei quali all'estero, e - a detta dell’azienda - l’unico nello scenario dell'industria vetraria italiana in grado di fornire l'intera gamma di prodotti in vetro cavo meccanico.
Il gruppo, con unità produttive dislocate nei principali Paesi europei, è strutturato in due business units operative: Casalinghi e Packaging (vetro e plastica per i settori profumeria e cosmetica, alimentare e farmaceutico).
Nell’ambito della profumeria e cosmesi, il Gruppo Bormioli Rocco rappresenta uno dei principali produttori a livello mondiale di flaconi di vetro.
In questo comparto il design e la qualità del flacone giocano un ruolo fondamentale per il successo di un profumo, ecco perché anche grandi stilisti affidano al gruppo l'industrializzazione delle idee creative. (D.B.)

The shape of emotions
The complexity of a shape often hides technological difficulties that only experience and knowhow manage to overcome, as the new creations of the Bormioli Rocco glassworks for cosmetics and perfumery bear witness to. “Among these - as Claudio Azzolini, sales for Italy coordinator for the perfumery and cosmetics sector of the Bormioli Rocco e Figlio Packaging division states - we should cite the entire Cerruti “SI” line, highly complex because the mouth of the container was off centre from the body.
To give it an appealing look we masked the body covering only a part and we sanded the rest to then go on with the decoration of the flacon. For Cabaret we sprayed the outer side of the flacon, leaving the central part uncovered (a technique this also adopted with excellent results for the jars of the new Clarins cosmetics products line, E.n.). On this count its should be said that we can also carry out decreasing grades of spraying, operating cold (300 °C), the color palette being practically infinite”.
Many of the standard creations by Bormioli, featuring essential forms, sober design but original shapes, can also be seen on the on-line catalogue, www. www.bormiolirocco-glasspack.com, that enables customers to subsequently “invent” their own flacons in 3D, color them and apply the capsule they prefer.
Glassmakers since 1825 - it is worth noting that the Bormioli Rocco group is an international concern with twenty works, seven of which abroad and - in the company’s words - the sole concern in the Italian glass industry scene capable of supplying an entire range of mechanical hollow glass products.
The group, with production units located in the main European countries, is structured in two working business units: Household objects and Packaging (glass and plastics for the perfumery and cosmetics, food and pharmaceutical sector).
In the field of perfumery and cosmetics, the Bormioli Rocco Group stands as one of the main producers at world level of glass flacons.
In this segment the design and the quality of the flacon play a fundamental role for the success of the perfume, this being why great designers entrust the group with the industrialisation of their creative ideas (D.B.).

703 Packaging plastico
Europackaging Srl (Lainate, MI) è in grado di offrire un’ampia gamma di contenitori in materiale plastico per il settore cosmetico. La proposta si articola nelle linee di flaconi di PET di varie dimensioni (capacità da 10 a 250 ml) e nei linee di vasetti e flaconi di plastica, disponibili in svariati formati e abbinabili a diverse tipologie di chiusura. Tra queste ultime, in particolare, si segnalano le capsule tamper evident, con diametri variabili tra i 22 ai 35 mm. Completano l’offerta i vasetti con sigillo d’inviolabilità, con diametri variabili (da 29 a 73 mm) e capacità comprese dai 15 ai 350 ml.

Plastic packaging
Europackaging Srl (Lainate, MI) is capable of offering a broad range of containers in plastic material for the cosmetics sector. Their offer includes a line of PET flacons of various sizes (capacity from 10 to 250 ml) and a line of plastic flacons, available in various formats and that can be combined with various types of closures. Among the latter, in particular, we can note the tamper evident capsule, with diameter that runs from 22 to 35 mm. Their offer is completed by anti tamper seal jars, with variable diameters (from 29 to 73 mm) and capacity from 15 to 350 ml.

Focus on Cosmopack