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Imaje


Acciaio
Uomini, aziende, culture industriali

VIA LATTA Nascita, trasformazione, confezionamento, riciclo e poi rinascita: un percorso organizzato da Anfima e CNA lungo l’intero ciclo di vita della banda stagnata.
Una filiera raccontata dai diversi punti di osservazione, secondo le esperienze complementari di Ilva, Arcelor, Faba-Sirma, Menù e Bandinelli.
Ado Sattanino

Prosegue il nostro racconto della “Via Latta”, la grande iniziativa congiunta Anfima e CNA che dal 28 febbraio al 3 marzo 2005 ha riunito imprenditori e manager del comparto, giornalisti della stampa tecnica e d’opinione, nonché i vertici delle due associazioni, alla scoperta delle scatolette di banda stagnata: solide, infrangibili, sicure e facili da riciclare, queste confezioni sono capaci di una barriera assoluta alla luce e all’ossigeno, e preservano intatta, per anni, la genuinità del contenuto.
Del perché la Via Latta sia stata un’avventura unica nel suo genere abbiamo già riferito sul numero di aprile di ItaliaImballaggio, tributando anche il giusto plauso ai curatori dell’evento (Iascone Packaging Marketing) per l’efficienza e la cortesia dimostrata. Adesso, però, vogliamo entrare nel merito delle realtà industriali che hanno aderito all’iniziativa, portando in primo piano i processi e le tecnologie che contraddistinguono questa filiera.

1 La fucina di Vulcano
Di particolare impatto emotivo la visita all’Ilva di Cornigliano, a Genova, sia per le lavorazioni cui abbiamo assistito, letteralmente spettacolari, sia per l’ambiente circostante: un paesaggio urbano ricco di contrasti, in cui le torri medievali e le ville tardo-rinascimentali si specchiano nelle titaniche architetture dei grandi opifici del ‘900. In questa Genova, che cerca di portare a compimento una difficile riconversione industriale (con l’augurio che sappia far tesoro dello straordinario capitale umano maturato negli anni d’oro della “old economy”), si sono dunque aperti i cancelli dell’Ilva.
Lo stabilimento ligure produce manufatti siderurgici lunghi e piani ed è l’unico sito italiano in cui si lavora l’acciaio destinato all’imballaggio (l’offerta copre circa la metà del fabbisogno domestico).
La banda stagnata, in particolare, rappresenta solo il 3% della produzione complessiva e il 5% del fatturato Ilva, ma costituisce anche un settore strategico su cui il gruppo milanese Riva Acciaio SpA (proprietario di Ilva) intende investire con maggior determinazione nei prossimi anni.
Dalla ghisa ai rotoli neri - Come hanno spiegato Giuseppe Frustaci (direttore dello stabilimento), Livio Grasso (responsabile della qualità) e Piergiorgio Grossi (responsabile commerciale), la banda stagnata è costituita da un sottile laminato di acciaio a basso tenore di carbonio (si arriva ad un minimo di <0.12 mm), rivestito da uno strato di stagno, trattato con sali di cromo e protetto dall’ossidazione atmosferica mediante olio naturale.
Il suo ciclo di vita inizia nell’altoforno, dove si procede alla fusione del minerale ferroso e quindi alla formazione della ghisa, che viene poi affinata in acciaieria: si forma così l’acciaio “in siviera” allo stato fuso, che costituisce la materia prima per i grossi “piatti” o bramme, a loro volta il prodotto di partenza per la laminazione a caldo. Queste fasi, lo ricordiamo, vengono oggi effettuate a Taranto; i rotoli laminati a caldo (in gergo, i “rotoli neri”) arrivano via nave a Genova-Cornigliano per le successive lavorazioni a freddo.
Decapaggio e ricottura - Questi rotoli presentano sulla superficie strati ossidativi, che vanno rimossi mediante l’immersione del nastro in una soluzione acida (decapaggio); seguono il risciacquo in acqua, l’essiccazione, la rifilatura dei bordi e l’oliatura protettiva.
Il materiale, a questo punto, è pronto per la laminazione a freddo: in questa fase lo spessore dei nastri viene portato dai 2/2,3 mm a meno di 0,5 mm; la diminuzione della durezza e l’eliminazione delle tensioni interne e della fragilità del laminato sono invece dovute ai processi di ricottura. I nastri così ottenuti subiscono un’ulteriore riduzione di spessore più o meno marcata, a seconda della qualità finale del prodotto (“singola riduzione”, da 0,49 a 0,17 mm, e “doppia riduzione”, a 0,14 mm).
Stagnatura - A Cornigliano operano tre impianti di stagnatura, uno dei quali dotato di una cella elettrolitica per la produzione di banda cromata. Nelle linee di stagnatura elettrolitica la deposizione avviene mediante elettrolita a base di solfato stannoso (SnSO4) in soluzione acida, con aggiunta di additivi. Prima della stagnatura è comunque necessario effettuare la rifilatura dei bordi e la pulizia del laminato metallico tramite lo sgrassaggio e l’eliminazione dell’eventuale ossidazione superficiale. L’elettrodeposizione, come anticipato, avviene in un complesso di vasche verticali, in cui è presente un elettrolita; qui sono immersi gli elettrodi collegati a una sorgente di corrente continua e anodi di stagno puro: dissolvendosi, rendono possibile il deposito di questo elemento sul nastro metallico. I rotoli (coil) così prodotti possono essere imballati e inviati direttamente al cliente, oppure (su richiesta) tranciati in fogli di varie dimensioni e spediti in pacchi.

2 La sartoria dell’acciaio
Il passaggio dell’Appennino e l’arrivo nella città di Parma coincide con il ritorno a un paesaggio industriale-produttivo più usuale per un addetto ai lavori del settore imballaggio. L’area parmense, in particolare, costituisce uno dei maggiori bacini di produzione e di utilizzo delle scatolette e, di conseguenza, in questa zona hanno sede alcuni “centri di servizio” che trasformano i coil di banda stagnata provenienti dalle acciaierie in fogli pronti per gli scatolifici.
Non lontano da Parma, a Ciano d’Enza, è attivo il centro servizi Arcelor, uno dei più importanti d’Europa. La multinazionale francese Arcelor Packaging, vale la pena ricordarlo, è uno dei primi produttori mondiali di banda stagnata e cromata, e nei vari Paesi europei compete alla pari con Corus e Rasselstein Hoesch nelle forniture di acciaio per imballaggio. In Italia è riuscita invece a consolidare una posizione di primato quasi solitario: merito della qualità dei suoi coil (non v’è dubbio), ma anche di un efficiente centro servizi, che fa della vicinanza e del rapporto diretto col cliente il proprio punto di forza.
Al servizio del mercato - Gli onori di casa li ha fatti Federico Fusari, amministratore delegato del centro di servizio Arcelor: certificato ISO 9001 e 14.000, 80 dipendenti, il sito emiliano tratta 180.000 t/anno di materiale, di cui il 94% in fogli e il 6% in nastri stretti. In questo stabilimento i giganteschi coil, lunghi anche 10 km, vengono srotolati (o più correttamente “spianati”), ispezionati e infine tagliati in fogli dalle dimensioni regolari, in lunghezza e in larghezza, con tolleranze di 0,02 mm. Nel centro Arcelor, in particolare, abbiamo visto all’opera 5 linee per il taglio capaci di lavorare anche a 180 m/min: le due più veloci eseguono il taglio diritto, altre due il taglio scroll (ossia sagomato) e l’ultima è in grado di svolgere entrambe le operazioni. Di particolare rilievo tecnologico il sistema di taglio Rotronic, con lame rotanti anziché a ghigliottina, capace di coniugare precisione e velocità. Oltre alla lavorazione dei coil di banda stagnata e cromata, il centro di Ciano d’Enza tratta anche laminati elettrozincati e verniciati.

3 Leader a tutto tondo
Tappa successiva, lo scatolificio Faba-Sirma di Parma. Storico gruppo italiano con mille dipendenti e un fatturato 2004 superiore ai 250 milioni di Euro, ormai da nove anni Faba è parte del colosso americano Crown Cork & Seal (realtà multinazionale formata da 342 aziende, con 50 mila addetti e un giro d’affari di oltre 6,5 miliardi di dollari). La presenza di Faba sul territorio italiano - e non poteva essere altrimenti - è concentrata in due aree particolarmente strategiche: a Battipaglia e Nocera (SA), terra d’elezione per la produzione di pomodoro, operano Faba Sud e la partecipata CBM, mentre a Parma e a Calerno (PR) i due stabilimenti Faba-Sirma producono le scatolette destinate soprattutto al tonno e alla carne in gelatina. Maurizio Amedei (direttore generale area Nord) e Franco Girolami (direttore tecnico) sono stati i nostri mentori fra le linee produttive di Parma, dove vengono realizzati i contenitori di banda stagnata in 3 pezzi con capacità da 100 g a 5 kg: i prodotti ottenuti hanno diametri standard ma altezze variabili, consentendo quindi di declinare la gamma in misure differenti.
Formazione del cilindro - I fogli ottenuti dal taglio del coil (provenienti, in questo caso, dal centro Arcelor) vengono verniciati per proteggere la parte interna della futura scatoletta, e talvolta anche stampati in offset, quando la confezione deve essere decorata all’esterno.
Per quanto riguarda la realizzazione del corpo della scatoletta (il cilindro), il primo passaggio consiste nel tagliare il foglio in tante fascette; queste fascette sono dapprima “snervate” (sottoposte cioè a una speciale deformazione irreversibile), poi calandrate e saldate in senso longitudinale per formare il cilindro; l’area di saldatura viene quindi protetta su ambo i lati con un apposito strato di vernice. Segue poi la bordatura: sulle estremità del cilindro viene formato un gancio che, successivamente, servirà a fissare al cilindro il coperchio. Il cilindro bordato viene dunque “cordonato” sull’intera superficie, per conferire maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche; quindi, come anticipato, si procede ad “aggraffare” il coperchio al corpo della scatoletta. Il contenitore viene infine sottoposto ai test di ermeticità, mediante insufflazione di aria compressa.
Fondo e/o coperchio - Per ottimizzare la produzione di coperchi si utilizzano le fascette tagliate a partire da fogli sagomati (scroll), tranciate e stirate in superfici circolari cordonate. Le successive fasi di lavorazione prevedono la “curlingatura” (il bordo del coperchio è sagomato per formare un gancio idoneo all’aggraffatura) e l’applicazione del mastice (un film di mastice è steso sul bordo del coperchio e vulcanizzato in forno). Per i coperchi easy open, in particolare, la superficie non viene cordonata.

4 Altro che scatolette!
Giorni da ricordare, quelli in cui riusciamo a vincere un pregiudizio… E se è vero che nella nostra vita abbiamo superato (e ci attendono ancora) prove ben più importanti, in quel di Modena abbiamo “sbugiardato” un luogo comune duro a morire. Mi spiego meglio.
Nessuno ha mai nutrito dubbi sulla genuinità e sulla sicurezza dei cibi in banda stagnata, e nemmeno sulla valenza di una conservazione che consente di consumare un alimento lontano (nello spazio e nel tempo) dal momento della produzione. Ammettiamo pure che anche a casa nostra, talvolta, abbiamo mangiato benino usando cibo in scatola, ma da qui a ricordarli come leccornie per banchetti luculliani davvero ce ne passa. Ebbene, dopo aver testato di persona i prodotti della Menù di Medolla (MO), abbiamo tutti cambiato idea.
Gourmet, a sorpresa - Il pranzo gustato in compagnia di William Cappelli, direttore di produzione alla Menù Srl, era infatti a base di alimenti confezionati in scatola, davvero gustosi. Inutilmente li cercheremo fra gli scaffali di supermercati o drogherie, poiché sono distribuiti direttamente agli operatori HoReCa, in primo luogo i ristoranti di alto livello, che hanno di pietanze semi-pronte di qualità e disponibili in ogni momento dell’anno.
La divisione Ricerca & Sviluppo di Menù, dove lavorano cuochi ed esperti di alimentazione, più che a un laboratorio assomiglia una vera e propria cucina dove nascono (e si provano) nuove ricette, sempre calibrate sulle richieste del mercato e sulle possibilità di realizzazione su scala industriale. Il tutto, selezionando le materie prime da fornitori scelti e lavorandole “secondo stagione”.
Oltre 350 i prodotti in catalogo: condimenti, primi piatti asciutti o in brodo, secondi di pesce o di carni pregiate (dalla selvaggina fino alle lumache), verdure, funghi, salse e creme, dolci.
Non potendo toccare con mano cosa avviene fra le linee di produzione, per le severe normative che disciplinano il settore alimentare, abbiamo seguito da dietro un vetro le fasi delle lavorazioni sulle verdure fresche: lavaggio e scottatura del cibo, riempimento, aggraffatura finale della scatoletta (e cioè al contenitore cilindro+coperchio, dopo il riempimento, viene applicato il fondo), sterilizzazione e raffreddamento.

5 L’approdo (o la ripartenza…)
Sotto una nevicata insistente che ha reso quasi irreale il silenzioso paesaggio della pianura mantovana, di là del Po, abbiamo raggiunto la meta finale del nostro viaggio. In realtà, si può discutere a lungo se con Bandinelli SpA siamo veramente giunti al termine oppure all’inizio di un nuovo ciclo di vita dell’acciaio: attiva nel settore del recupero dei rottami ferrosi e metallici, la società è infatti un collettore di rifiuti, e al contempo un fornitore di nuova materia prima per le aziende siderurgiche, meccaniche e metallurgiche. Nata come piccola attività familiare per iniziativa di Ennio Bandinelli, nel 1945, l’azienda mantovana si impone oggi sulla scena nazionale come il principale attore del comparto, grazie anche allo slancio e all’impegno che accomuna ben tre generazioni di imprenditori. Due gli stabilimenti: quello di Belforte di Gazzuolo, la sede storica che abbiamo visitato, e di Marcaria, oggi principale unità operativa.
Il trattamento dei rifiuti - Una volta raccolti, i rifiuti da imballaggi d’acciaio subiscono un processo di valorizzazione presso il centro di trattamento e frantumazione. Il rottame ferroso è frantumato, sminuzzato e ridotto in scaglie di piccola pezzatura, tale da poter essere avviato al processo di selezione tramite vagliatura.
Grazie ai nastri vibro-vagliatori che permettono l'eliminazione d’impurità come polveri, terra ed elementi non ferrosi leggeri, il materiale viene pulito e quindi ulteriormente pressato. Pronto a tornare in acciaieria, per alimentare un forno elettrico… ma questa è un’altra storia.



La redazione di ItaliaImballaggio ricorda con affetto e stima il presidente di Anfima, Antonino Salerno, improvvisamente mancato lo scorso 6 aprile. Ospite squisito in occasione della Via Latta, era titolare dello storico scatolificio Salerno Srl di Palermo (fondato 101 anni fa); il dottor Salerno ricopriva anche la carica di vice presidente del Consorzio Nazionale Acciaio e quella di Console Onorario del Sud Africa per la regione Sicilia.

The editorial staff of ItaliaImballaggio remembers with affection and respect the president of Anfima, Antonino Salerno, who suddenly passed away last 6th April. A much appreciated guest of Via Latta, he was proprietor of the historic Salerno Srl cannery in Palermo (founded 101 years ago); Salerno also held the post of vice president of the National Steel Consortium and Honorary Council for South Africa for the Regione Sicilia.




Steel
Men, concerns, industrial cultures

Via Latta* - Story of the lifecycle of tinplate. Creation, converting, packaging, recycling and subsequent rebirth: a cycle organized by Anfima and the CNA. A process commented on from different viewpoints, according to the complementary experiences of Ilva, Arcelor, Faba-Sirma, Menù and Bandinelli. Ado Sattanino

Our tale of the “Via Latta”, the great joint Anfima and CNA undertaking continues. Held from 28th February to 3rd March, the event brought together entrepreneurs and managers from the segment, journalists from the technical and opinion making press, as well as the upper echelons of the two associations, out to discover the tin can: solid, unbreakable, safe and easy to recycle, capable of providing an absolute barrier to light and oxygen, and preserve the wholesomeness of its contents for years. Why Via Latta has been a unique adventure in its kind was stated in the April issue of ItaliaImballaggio, affording the curators of the event (Iascone Packaging Marketing) due praise for the efficiency and courtesy shown. Now though we wish to take a look at the industrial concerns that took part in the event, highlighting the processes and the technologies that feature in this sector.

1 Vulcan’s forge
Of particular emotional impact the visit to Ilva of Cornigliano, Genoa, both due to the processes witnessed, amazingly spectacular, as well as for the surrounding environment: an urban townscape rich in contrasts, where the medieval towers and the late renaissance villas are reflected in the titanic architecture of the great factories of the 20th century. In this Genoa, in the throes of a difficult industrial reconversion (hoping that it can make the most out of its extraordinary human capital built up in the golden years of the “old economy”) Ilva’s huge gates opened out to greet us. The Ligurian works produces long and flat steel items and is the only Italian site in which packaging steel is worked (with an output that covers around half Italy’s domestic demand). Tinplate in particular accounts for a mere 3% of Ilva’s overall output and 5% of its turnover, but yet it still constitutes a strategic sector, in which the Milanese group Riva Acciao SpA (owner of Ilva) intends investing with greater determination in the coming years.
From cast iron to black coils - As Giuseppe Frustaci (works director), Livio Grasso (quality head) and Piergiorgio Grossi (sales head) explained to us, tinplate is made up of a thin steel laminate with low carbon properties (as little as <0.12 mm)), covered by a tin coating, treated with chrome salts and protected from atmospheric oxidisation by natural oil. Its lifecycle begins in the blast furnace, with the process of smelting of the iron mineral and hence the formation of the cast iron, that is then refined in the steelworks: this is how “in the ladle” steel is formed in its molten state, that constitutes the raw materials for the large square plates of semiprocessed steel, in turn the starting product for hot lamination. These phases as said are today carried out at Taranto; the hot laminated coils (known as “black coils”) and reach Genoa-Cornigliano by ship for the subsequent cold working.
Pickling and annealing - The said coils have oxidising layers on their surfaces, that are removed through the band being immersed in an acid solution (pickling); the band is then rinsed in water, dried, its edges trimmed and the protective oil applied. The material at this point is ready for cold lamination: in this phase the thickness of the bands is brought from 2/2.3 mm to less than 0.5 mm; hardness, internal tensions and the fragility of the laminate are in turn reduced by the annealing process. The coils obtained as such undergo a further reduction in thickness, the degree of which depends on the end quality of the product (“single reduction”, from 0.49 to 0.17 mm, and “double reduction”, up to 0.14 mm).
Tin-plating - Three tin-plating plants operate at Cornigliano, one of which fitted with an electrolytic cell for the production of metal plate. In the electrolytic tin-plating lines deposition is electrolytic (SnSO4) sulphate stannous in acid solution with additives. Prior to the tinplating the edges need to be trimmed and the metal laminate cleaned through degreasing and any surface oxidisation eliminated. As said electrodeposition takes place in a series of vertical tanks, an electrolyte being present; here the electrodes connected to a source of continuous current and pure tin anodes are immersed: dissolving, they enable the deposition of the said element on the metal strip. The coils produced in this way can be packed and sent directly to the customer, or (on demand) sheared into sheets of various sizes and shipped in packs.

2 Steel tailoring
Crossing the Apennines and getting to the city of Parma coincides with the return to an industrial-productive landscape more usual to someone from the packaging sector. The Parma area in particular is one of the largest basins for the production and use of tins and, consequently, the area hosts a number of “service centres” that convert the tinplate coils from the steelworks into sheets ready for the canneries. Not far from Parma, at Ciano D’Enza an Arcelor service centre is active, one of the most important in Europe. The French multinational Arcelor Packaging, it is worth remembering, is among the leading world producers of tinplate and metal plate, and in various European countries competes on a par with Corus and Rasselstein Hoesch in the supply of packaging steel. In Italy it has in turn managed to consolidate a virtually solitary prime position: merit of the quality of its coils (there is no doubt about it), but also due to its efficient service centre, that makes closeness to and direct relations with its customer its strongpoint.
Serving the market - Federico Fusari, managing director of Arcelor played host: ISO 9001 and 14000 certified, 80 employees, the Emilian site processes 180,000 t/year of material, 94% of which in sheets and 6% in bands. In this works the huge coils, 10 km long, are unrolled (or more correctly “flattened”), inspected and lastly cut into sheets of a regular size lengthwise and breadthwise, with tolerances of 0.02 mm. In the Arcelor centre in particular we have seen 5 cutting lines capable of also working 180 m/min: in action the two speedier lines perform straight cutting, the other two scroll (ie “shaped”) cutting and the last one is capable of performing both operations. Of particular technological importance the Rotronic cutting system, with rotating blades rather than a guillotine, capable of combining speed and accuracy. As well as processing tinplate and metal plate coils, the Ciano d’Enza works also processes electro-galvanised and lacquered laminates.

3 All round leader
The next stage is the Faba-Sirma cannery at Parma. Historic Italian group with a thousand employed and a turnover for 2004 over 250 million Euros, Faba has now been part of Crown Cork & Seal (multinational concern made up of 342 concerns, with 50 thousand employed and a turnover of over 6.5 billion dollars) for over nine years. Faba’s presence in Italy is concentrated in two particularly strategic areas: Faba Sud and its holding CBM operate at Battipaglia and Nocera (SA), key area for tomato production, while at Parma and Calerno (PR) two Faba-Sirma works produce the tins aboveall for tunafish and meat in gelatine.
Maurizio Amedei (head of the northern area) and Franco Girolami (technical head) were our mentors among the production lines at Parma, where 3 piece containers in tinplate are made with a capacity of 100 g to 5 kg: the products obtained have standard diameters but variable heights, hence enabling the declination of a range of different sizes.
Cylinder formation - the sheets obtained from cutting the coil (that in this case come from the Arcelor works) are lacquered to protect the internal parts of the future tin, and are at times printed in offset, this when the pack has to be decorated on the outside.
As far as the creation of the can body (the cylinder) is concerned, the first phase consists in shearing the sheet into a series of strips; the strips are “rolled” (they undergo a special irreversible deformation), then calendered and sealed lengthwise to form the cylinder; the area sealed is hence protected on both sides with a special coating. Then follows the beading: a flange is formed to attach the cylinder to the lid. The beaded cylinder is hence “creased” along its entire surface to increase its mechanical strength; hence as anticipated, one goes on to “crimping” the lid to the body of the can. The container lastly undergoes an airtight test through the blowing in of compressed air.
Base and/or lid - To optimize the production of lids strips cut from scrolls (shaped sheets) are used, sheared and flattened into creased circles. Then follows the beading phase (the edge of the lid is shaped to form a flange suited for crimping) and the application of the glue (a coating of glue is placed on the edge of the lid and vulcanized in the furnace). The surface of easy-open tins is not creased.

4 Much more than just tin cans!
Getting over a prejudice is always something to be remembered… It is true that in our life we have passed tests (and other tests await us) that were a lot more important, in Modena we “gave the lie” to a cliché that is hard to get over. Allow me to explain further. Noone has ever cast doubts as to the wholesomeness and safety of food in tinplate, and not even of the value of a preservation that enables the consumer to enjoy food product a long way off (in space and in time) from its production. We can even admit that at times at home we have eaten canned food and enjoyed it, but this is a far cry from associating cans with choice delicacies for banquets. And yet, after having personally tested (meaning tasted) the Menù’s products, company based at Medolla (MO), we all changed out minds.
Gourmet, would you believe it - The dinner enjoyed in the company of William Cappelli, production head of Menù Srl, was in fact based on tinned foods that were truly delicious. There is no hope finding them on supermarket and drugstore shelves, in that they are directly distributed to HoReCa operators, in first place to high grade restaurants, that need to have semi-ready dishes available at any time of the year. Menù’s R&D division, where cooks and food experts work, rather than a laboratory or workshop, resembles a kitchen true and proper where new recipes are created (and tried out), as ever calibrated to the demands of the market and to the possibility of creating the same on an industrial scale. This is done by selecting raw materials from choice suppliers and working them “according to the season”. All told their catalogue includes some 350 products: condiments, “dry” or broth first courses, second course fine fish or meat dishes (from game to snails), vegetables, mushrooms, sauces and creams, desserts.
Not being able to take a first hand look at what happens on the production lines, this due to the severe standards that discipline the food sector, we peered at the vegetable processing from behind a glass screen: washing and heating of food, filling, final crimping of the tins (and that is after filling the base is attached to the container cylinder-top) sterilisation and cooling.

5 Final destination (or back to square one…)
Under a heavy snowstorm that made the silent Mantua landscape look almost unreal, crossing the Po we reached our final destination. In actual fact, it is open to question whether with Bandinelli SpA we really reached our goal or just yet another new start in the lifecycle for steel: active in the scrap iron and metal sector, the company is in fact a waste collector, and at the same time the supplier of new raw material for steel-, engineering and metallurgical works. Having come into being as a small family business founded by Ennio Bandinelli in 1945, the Mantua-based concern is today the main actor on the Italian scene, thanks also to the verve and commitment expressed by three generations of entrepreneurs.
The company has two works: one at Belforte di Gazzuolo, its original site, and Marcaria, today the main operating section.
Waste processing - Once collected, the steel packaging waste is valorised at the crushing and processing centre. The iron scrap is crushed, ground and reduced into small flakes so as to enable selection through sieving. Thanks to the vibrating-sieving belt the eliminates impurities such as dust, earth and light non ferrous elements, the material is cleaned and subsequently pressed once more. Ready to be sent back to the steelworks, to be fed into an electric furnace… but that’s another story.



FFS per buste
KHS Bartelt, storico produttore di sistemi FFS da tempo nell’orbita di KHS Inc. (USA), presenta IM/DC, nuova serie di macchine formatrici, riempitrici e chiuditrici orizzontali per buste. Tali sistemi, a moto intermittente, si caratterizzano per l’efficace dispositivo di presa delle buste a doppia morsa. La soluzione, di concezione innovativa, prevede che le morse, completamente regolabili, siano posizionate su nastri indipendenti, assicurando, tra le altre cose, una presa più sicura delle confezioni in fase di riempimento e saldatura e la possibilità di lavorare con formati più pesanti. Le FFS IM/DC realizzano, a una velocità di 70 cicli/min, buste di forme e dimensioni variabili, con altezze comprese tra 102 e 203 mm e larghezza da 127 a 228 mm. La gamma di confezioni realizzabili comprende buste sigillate su tre o quattro lati, buste stand up (con o senza zipper) e a gusset.



FFS for bags
KHS Bartelt, the classic producer of FFS systems belonging to KHS Inc. (USA), presents IM/DC, a new series of horizontal form-fill-seal machines for bags. These systems have intermittent motion and feature an effective bag picking device with two grippers. The grippers of this new concept solution are fully adjustable and are placed on two independent belts, thus guaranteeing, among other things, more secure handling of the packs during filling and sealing, plus the chance to work with heavier formats.
The FFS IM/DC produce bags - at a speed of 70 cycles/min - of various shapes and sizes, between 102 and 203 mm high and 127 to 228 mm wide.
The range of packs that can be produced includes bags sealed on three or four sides, stand up bags (with or without zipper) and gusset bags.



Sterilizzabile per microonde
Tra le ultime realizzazioni di Mondi Packaging Flexibles si segnala la versione in busta stand up sterilizzabile in autoclave dell’ormai affermato sistema NeoSteamTM che, grazie alla valvola brevettata VacSys, consente la cottura a vapore di cibi surgelati (pasti pronti, verdure, riso, pasta e pesce) nel forno a microonde. VacSys è infatti in grado di mantenere, all’interno del contenitore, i valori di temperatura e di pressione necessari alla cottura a vapore, evitando che la confezione scoppi. Il prodotto viene così cucinato in breve tempo e in modo uniforme, preservandone il sapore naturale, la consistenza e l’apporto vitaminico. Il canale della valvola impedisce l’eventuale fuoriuscita di spruzzi e, aprendosi solo al momento della cottura, evita che il prodotto si secchi o che si formi della condensa. La principale novità di quest’ultima versione riguarda appunto la valvola, ora in grado di resistere a un processo di sterilizzazione a 126 °C della durata di 60 minuti.



Retortable for microwave oven
Among the latest products from Mondi Packaging Flexibles is the stand up bag for autoclave sterilising belonging to the well-established NeoSteamTM system which, thanks to the patented VacSys valve, can be used to steam frozen foods (ready-made meals, vegetables, rice, pasta and fish) in the microwave oven. VacSys makes it possible to maintain the temperature and pressure levels inside the containers that are needed for steaming, preventing the bag from bursting. The result is that the food cooks quickly and evenly, preserving all the natural flavour, consistency and vitamins. The valve channel prevents any leakage or spitting and, being opened only when cooking, it prevents the food from drying out or any condensation forming.
The main novelty of this new version is the valve itself, now capable of withstanding a sterilising process at 126 °C lasting 60 minutes.



Sette linee per le conserve
Sette linee per l’imballaggio di scatole di banda stagnata, veloci, versatili e completamente automatiche. Sono quelle che compongono l’impianto fornito da Sacmi Packaging (Imola, BO) a Conserve Italia, colosso europeo della trasformazione di frutta e verdura, per lo stabilimento di Pomposa (FE).
L’impianto lavora con scatole di banda stagnata di diverse dimensioni (da 250 g ai 5 Kg): le confezioni vengono, in sequenza, etichettate, personalizzate in base al marchio di riferimento e imballate - a seconda delle esigenze del cliente - con una fascia di materiale termoretraibile (con o senza vassoio o falda); in cluster da due, tre o quattro scatole; in vassoio senza fascia o in imballi wrap around. Il tutto a una velocità, per ciascuna linea, compresa tra i 6 mila e i 36 mila pezzi/h, a seconda del formato. Ma l’impianto emiliano si caratterizza anche per l’alto grado di automazione: le sette linee fornite da Sacmi Packaging impiegano ben tredici robot antropomorfi, capaci di sollevare fino a 600 chilogrammi, e richiedono l’intervento dell’operatore solo in fase di alimentazione iniziale del prodotto. Particolare attenzione, in fase progettuale, è stata posta anche alle esigenze di tracciabilità, garantita da un sistema di controllo continuo del prodotto.



Seven lines for preserves
Seven lines for tin can packaging that are fast, versatile and 100% automatic. These lines form the plant supplied by Sacmi Packaging (Imola, BO) to Conserve Italia, the European fruit and vegetable processing giant, for its site in Pomposa (FE).
The plant uses tin cans of various sizes (from 250 g to 5 kg): the packs are labeled, personalised to suit the brand and then packed - to meet customer needs - with a strip of heatshrink material (with or without tray and blank); in clusters of two, three or four cans; on trays without film or in wrap around packs. And at a speed, for each line, of between 6,000 and 36,000 items/h, depending on the format. But this plant in Emilia also features a high level of automation: the seven lines supplied by Sacmi Packaging employ no fewer than thirteen anthropomorphic robots capable of lifting up to 600 kg and only requiring the intervention of an operator for the initial feeding of the product. Great care was taken during the design of the plant to satisfy the needs for product tracking, guaranteed by a continuous product control system.



Sottovuoto per carni
Con una produzione di oltre 350 tonnellate al mese e un marchio - carne Angus - di grande prestigio in Ucraina, Druzhba Narodov è il più importante produttore ucraino di carni di qualità. Un primato legato, tra le altre cose, alla scelta di soluzioni di confezionamento affidabili e in grado di enfatizzare l’intrinseca qualità del prodotto. Come il sistema di confezionamento skin sottovuoto Darfresh® di Cryovac (divisione packaging di Sealed Air), recentemente adottato dal produttore ucraino per il confezionamento di arrosti e bistecche a marchio Angus.
Darfresh assicura l’assoluta integrità e sicurezza della confezione, permettendo nel contempo una presentazione del prodotto di sicuro impatto visivo. Il sistema è infatti basato sull’impiego di un film inferiore semirigido e di un film per sigillatura sottovuoto a lidding, che - oltre a prolungare la shelf life dell’alimento - ne valorizza la presentazione con un originale effetto “seconda pelle”. Il confezionamento delle carni Angus è affidato alla confezionatrice sottovuoto Cryovac® VS26, espressamente pensata per lavorare con i film Darfresh, e prevede - in aggiunta ai film barriera - un vassoio di cartoncino colorato, che fornisce indicazioni sul prodotto e agevola l’identificazione del marchio.



Vacuum for meat
With output of over 350 tons a months and a brand - Angus meat - of great prestige in Ukraine, Druzhba Narodov is the country's leading producer of quality meat. A record that's also linked, among other things, to its choice of reliable packing solutions capable of stressing the intrinsic quality of the product. Like the Darfresh® vacuum skin packing system by Cryovac (the packaging division of Sealed Air), recently adopted by this Ukraine producer to pack its Angus roasts and beef steaks.
Darfresh guarantees the absolute integrity and safety of the pack, at the same time offering product presentation with high visual impact. In fact, the system is based on the use of a lower semi-rigid film and a film for lidding vacuum sealing, that - as well as extending the shelf life of the food - enhances its presentation with an original “second skin” effect.
The packing of Angus meat is done by the Cryovac® VS26 vacuum packing machine, specifically conceived for working with Darfresh films, and includes - in addition to the barrier films - a coloured board tray bearing product information and making it easier to identify the brand.



Nuovo materiale, saldature ottimizzate
È ormai imminente la conversione di tutti i cartoni per bevande Tetra Pak nel nuovo materiale Wide, polimero speciale in grado di assicurare ai contenitori una più ampia “finestra di saldatura”. Wide, con il quale nel 2004 sono già state realizzate in Italia circa un miliardo di confezioni (tra Tetra Brik Aseptic, Tetra Brik, Tetra Prisma Aseptic e Tetra Top), è ottenuto dalla miscela di due polimeri appositamente studiati per migliorare le caratteristiche di resistenza meccanica dei contenitori. Il nuovo materiale, impiegato per il rivestimento di saldatura a contatto con l’alimento, permette di mantenere un margine più ampio in fase di sigillatura, incrementando la tolleranza dei cartoni in termini di stabilità e temperatura, e rendendo più flessibili le operazioni di riempimento. Per integrare al meglio il materiale nel processo produttivo dei cartoni, Tetra Pak ha inoltre messo a punto una speciale fettuccia di saldatura, dotata di caratteristiche analoghe a quelle di Wide, e un nuovo sistema di apertura dalle prestazioni ottimizzate.



New material, optimised sealing
The conversion of all Tetra Pak drink cartons using the new Wide material - a special polymer capable of guaranteeing a wider "sealing window" - is now imminent.
Wide, which was already used in 2004 in Italy for about a billion packs (including Tetra Brik Aseptic, Tetra Brik, Tetra Prisma Aseptic and Tetra Top), is the result of mixing two specifically developed polymers to improve the mechanical strength of the packs. This new material, used for coating seals coming into contact with the food, affords a wider margin during the sealing process, increasing the performance of the cartons in terms of stability and temperature, and at the same time makes the filling operations more flexible.
To maximise the integration of this material in the carton production process, Tetra Pak has also developed a special sealing strip with analogous characteristics to those of Wide plus a new opening system with optimised performance.



Modificatore di rigidità per film di PP
Vibatan SM 350 E1 è una nuova formulazione dell’omonimo masterbatch di Viba, appositamente sviluppata per i film di PP. La soluzione Viba - atossica e dunque adatta anche all’imballaggio alimentare - viene utilizzata nello strato interno dei film di PP coestrusi cast, blow e BOPP. Senza alterare in alcun modo le proprietà del film in termini di lucentezza, trasparenza, sigillabilità e lavorabilità, Vibatan SM 350 E1 consente altresì di modificarne la rigidità migliorandone la capacità di torsione. Una proprietà, quest’ultima, essenziale per gli incarti twist che avvolgono caramelle e barrette di cioccolato. Non solo. La nuova formulazione di Vibatan permette anche di migliorare il potere sigillante a caldo e le proprietà anti-umidità del film.
Il dosaggio ottimale del SM 350 E1, compreso tra il 30% e il 60%, può variare in relazione al tipo di macchina impiegato, allo spessore del film, alla capacità di produzione e ai trattamenti superficiali del film.



Stiffness modifier for PP films
Vibatan SM 350 E1 is the name of a new formulation in the masterbatch of the same name from Viba, developed for PP films. The Viba solution - atoxic and therefore also suitable for food - is used in the inside layer of coextruded cast PP, blow and BOPP films. Without altering any of the film's properties in terms of transparency, sealability and processability, Vibatan SM 350 E1 makes it possible to alter the stiffness of the film, thus improving its twist capacity. This is a crucial property for the twist wrappers used for sweets and bars of chocolate. And that's not all. The new Vibatan formulation also makes it possible to improve the hot seal power and the anti-humidity properties of the film.
The optimised dosage of SM 350 E1 (between 30% and 60%) may vary to suit the type of machine being used, the thickness of the film, the output rate and the surface treatment of the film.





Strategie e tecnologie
Liquidi, da monte a valle

INTEGRAZIONI Non solo confezionamento e fine linea: Krones entra anche nel processo e nella logistica, proponendosi come un punto di riferimento unico per il settore beverage. In primo piano anche gli upgrade sulle soffiatrici e qualche considerazione sul mercato del PET. A.S.

Aggiornare i propri clienti sui miglioramenti apportati alle soffiatrici per garantire risparmio energetico e prestazioni ottimali; proporre una panoramica ragionata sulle nuove applicazioni del PET; soprattutto, affermare in modo chiaro che Krones, da oggi, non opera soltanto nel confezionamento e nel fine linea - suoi tradizionali comparti d’eccellenza - ma completa il ciclo entrando nel processo e nella logistica.
Queste le linee guida del “Forum delle Opportunità 2005”, felice sintesi fra approfondimento tecnologico, comunicazione strategica e ascolto ragionato dei bisogni degli utilizzatori. Del resto, l’evento organizzato da Krones Italia lo scorso 22 marzo a Garda (VR), conferma la bontà di una formula che, di anno in anno, si rivela soddisfacente in termini di partecipazione, spessore degli argomenti trattati e scambio di idee fra fornitori e clienti, magari con la complicità di un paesaggio di rara dolcezza.
E così, di fronte a una nutrita platea di produttori di acque minerali, latte e bevande alcoliche e analcoliche, l’amministratore delegato di Krones Srl Franco Tomba e i suoi colleghi (Giuseppe Bosi ed Ennio Ghiringhelli) hanno dapprima annunciato la nascita di due nuove divisioni aziendali, quindi presentato una serie di innovazioni relative alle soffiatrici. Dedicati alle preforme di PET e alle richieste del mercato, invece, gli interventi di Giorgio Ramella ed Enrico Gribaudo (Husky Italia).

Fornitore unico
Le motivazioni di un scelta strategica di questo tenore trovano fondamento nei numeri espressi dal gruppo, su cui si è soffermato in apertura dei lavori Franco Tomba. Queste le cifre 2004: 1.525 milioni di Euro di fatturato (+ 6,2%), 62 milioni di utili (+2,3%), 8% del bilancio in R&S.
I dati di bilancio, insomma, confermano l’ottimo stato di salute di un’azienda che continua a crescere, senza lamentare i contraccolpi della congiuntura. I comparti in cui opera Krones, tradizionalmente, sono il confezionamento e il fine linea per il beverage, in particolare acqua e bibite analcoliche (55%), alcolici e birra (22%), oltre ad alimenti vari, prodotti chimici e farmaceutici (il rimanente 23%); tuttavia, come anticipato, dovremo presto abituarci a considerare l’azienda tedesca come una realtà industriale ancora più ampia, capace di produrre impianti per preparare qualsiasi tipo di bevanda non gassata (divisione Process Technology) e sistemi per la gestione del magazzino (divisione Logistics).
• Al servizio del processo - Presentando le attività relative alla lavorazione delle materie prime, Franco Tomba ha insistito sulla coerenza di questo sviluppo. «Da sempre, ogni volta che proponiamo al cliente le nostre soluzioni per soffiaggio, confezionamento, ispezione, etichettatura e imballaggio secondario, affrontiamo direttamente anche le problematiche relative al processo; sarebbe infatti insensato ragionare a compartimenti stagni, ignorando che un sistema complesso, per funzionare al meglio, richiede una conoscenza approfondita dell’intero ciclo di lavorazione.
Dunque, al nostro interno, c’erano già il know-how e le strutture che oggi, opportunamente valorizzate, ci consentono di progettare, costruire e installare impianti e linee di processo (stoccaggio, miscelazione, sterilizzazione e pastorizzazione) di altissima qualità per latte fresco, ESL e UHT, succhi di frutta e altri prodotti sensibili».
• Gestire informazione e merce - Analoghe considerazioni valgono anche per la divisione Logistics, in cui convergono le attività relative ai sistemi di controllo produzione e alla gestione del magazzino. «La trasmissione delle informazioni, lo stoccaggio, la consegna e la registrazione delle merci - precisa Tomba - sono aspetti sempre più strategici nella vita di un’impresa, e per ragioni diverse: la consapevolezza che la competitività passa anche attraverso il magazzino, le precise richieste della grande distribuzione, e soprattutto i regolamenti europei sulla rintracciabilità degli alimenti (già in vigore) e degli imballaggi a contatto col cibo (da ottobre 2006). Le soluzioni hardware e software messe a punto da Krones Logistics e dalla controllata Syskron, a questo proposito, si distinguono non solo per l’efficacia, la praticità e la modularità, ma anche per la conoscenza delle effettive criticità del settore beverage: un vantaggio che può fare la differenza».

Qualcosa in più’ (e in meno)
Come ben sanno gli ospiti di Krones, ma anche i nostri lettori, il Forum delle Opportunità costituisce l’occasione per toccare con mano l’evoluzione dell’offerta. L’appuntamento di marzo, in particolare, è stato dedicato alle soffiatrici rotative della famiglia Contiform S, un’intera linea che è stata oggetto di un upgrade tecnologico: le modifiche hanno interessato l’ergonomia (orientatore di preforme posto a terra, più accessibile), la sicurezza (ispezione a tre telecamere), la semplificazione del lavoro (un solo operatore può controllare l’intero impianto) ma soprattutto la riduzione dei consumi.
• Risparmio energetico - Per limitare il consumo dell’aria durante il soffiaggio delle preforme, i tecnici Krones hanno infatti ulteriormente ridotto il volume dello spazio morto del gruppo valvola, e la pressione necessaria per il soffiaggio, di conseguenza, diminuisce; inoltre, la stessa aria di soffiaggio viene recuperata e utilizzata a sua volta per il pre-soffiaggio successivo.
Ne consegue un risparmio complessivo tutt’altro che trascurabile, come dimostra il confronto fra la classica Krones Contiform S8 e la macchina in versione aggiornata: per una produzione tipo di 6.000 ore/anno (2.000 ore di produzione da 0,5 litri, 2.000 da 1,5 litri e infine 2.000 da 2 litri), i costi sono decurtati di 14.150 Euro (-25%); e addirittura di 18.115 Euro (-30%) se i nuovi dispositivi “air wizard” vengono applicati anche alle aste di stiro. Da notare che gli interventi di revamping non si sono limitati alle grandi soffiatrici rotative: anche su quelle lineari per le piccole tirature (messe a punto dalla controllata Kosme) si è infatti ottenuto un risparmio complessivo di aria pari al 5%, e di elettricità pari al 33%.
• Pronti per l’OPP - Quando si parla di soffiatrici, la versatilità nel trattare preforme di materiali diversi dal PET potrebbe quasi apparire una dote trascurabile: il predominio del polietilene tereftalato è infatti fuori discussione, anche se la resina di OPP (il cui costo è inferiore del 20% circa) si sta diffondendo in alcuni Paesi emergenti, soprattutto per le bottiglie di acqua minerale. A rallentare la penetrazione dell’OPP nei mercati più ricchi, al momento, rimane ancora la minore qualità estetica, mentre il problema della scarsa macchinabilità sembra essere risolto in modo definitivo: alcuni test condotti con preforme Husky e soffiatrici Krones Contiform S10 (opportunamente modificate) hanno infatti dimostrato che i tempi di soffiaggio del PET e del PP sono di fatto identici (1,76 sec) e che il rendimento complessivo è soddisfacente (1.500 bott/h per cavità).

Suggestioni dal mercato
Il PET, in ogni caso, conferma di anno in anno il proprio primato nel settore imbottigliamento, anche se il suo tasso di crescita è meno spettacolare rispetto a qualche tempo fa: se nel ’90 l’aumento è stato pari al 20%, lo scorso anno è cresciuto “solo” del 10%, e sostenuto per la maggior parte dalle richieste cinesi.
• Questione di gusti - Al di là del dato sui volumi, nella relazione curata da Husky Italia si individuano alcune importanti tendenze di fondo. Dal punto di vista dei consumi, dovrebbe per così dire “esplodere” il fenomeno dei contenitori di piccoli dimensioni (30 cl o anche meno) per bibite analcoliche gassate (CSD), succhi di frutta, birra e alimenti liquidi: una stima prudenziale, limitata al solo segmento delle CSD, descrive un mercato potenziale di 65 miliardi di nuove bottigliette/anno. Da notare, per inciso, che la birra in PET non ha ancora sfondato né in America (1% del totale) e nemmeno nell’Europa Occidentale (3%). Ha invece conquistato il pubblico nell’Est Europa, dove è confezionata in semplici bottiglie monostrato senza barriera, e nella lontana Corea, proposta in contenitori multistrato; ancora più conservatore il comparto vino, con l’eccezione di numerose compagnie aeree che preferiscono il PET perché leggero e infrangibile. Per i succhi di frutta e il latte, infine, guadagna ulteriore terreno (soprattutto in Europa) il ricorso al confezionamento in asettico.
• Tecnologie e costi - Dal punto di vista dei materiali spicca lo sviluppo di nuove formulazioni “blend” per incrementare la shelf life, come la bottiglia multi-layer PET & PP da 8 o 12 oz, già prodotta negli USA; di prossima commercializzazione, invece, la bottiglia in PLA (materiale Cargill Dow, sviluppata in collaborazione con Husky), il primo materiale plastico da fonte rinnovabile (mais) ed integralmente biodegradabile (80 giorni in discarica) e leggermente più opaco.
Sempre apprezzate, inoltre, le barriere multistrato sia attive (con assorbimento di ossigeno) sia passive (EVOH, EVAL), tuttavia i ritmi di crescita più sostenuti riguardano le barriere monostrato, ottenute con PEN, miscele di PET e nylon, oppure speciali co-polimeri di PET.
Per concludere, una buona notizia che sarà apprezzata dagli utilizzatori: il costo delle bottiglie si ridurrà progressivamente, anche in caso di strati barriera tecnologicamente sofisticati. Per aggiornamenti (e conferme), l’appuntamento è al prossimo Forum.


Strategies and technologies
Liquids, upstream to downstream

INTEGRATIONS - Not just packaging and end of line: Krones is also entering into process and logistics, offering itself as a unique benchmark for the beverage sector. Spotlight also on the upgrades involving blowing machines and some considerations on the PET market.
A.S.

To update their customers as to the improvements added to the blowing machines to guarantee energy saving and optimum performance; propose a pondered overview of the new PET applications; aboveall clearly state that Krones, from now on, not only works in packaging and end of line - its traditional segments of excellence - but it completes its cycle entering into process and logistics. These the guidelines of the “Forum of Opportunities 2005”, happy synthesis between going deeper into technology, strategic communication and a pondered listening to the users. What is more, the event organized by Krones Italia last 22nd March at Garda (VR), confirms the success of the formula that, year in year out, has given great satisfaction in terms of attendance, the depth of the subjects tackled and exchange of ideas between supplier and customer, all the better for being surrounded by landscape of breathtaking beauty.
And thus, facing a sizeable audience of mineral water, milk and alcoholic and non alcoholic beverage producers, the managing director of Krones Srl Franco Tomba and his colleagues (Giuseppe Bosi and Ennio Ghiringhelli) announced the coming into being of two new company divisions, to then go on to present a series of innovations regarding blowing machines. The talk given by Giorgio Ramella and Enrico Gribaudo (Husky Italia) was in turn dedicated to PET preforms and market demands.

Sole supplier
The motivations of a strategic choice of this type are based on the figures expressed by the group, mentioned by Franco Tomba at the opening of proceedings. These the figures for 2004: 1,525 million Euros of turnover (+6.2%), 62 million in profits (+2.3%), 8% of the balance in R&D. The balance figures in fact confirm the florid state of health of the company that continues to grow, without being in any way affected by the repercussions of the overall market situation. The segments that Krones traditionally operate in are packaging and end of line for beverage, in particular water and non alcoholic beverages (55%), alcoholic beverages and beer (22%) as well as various foodstuffs, chemical and pharmaceutical products (the remaining 23%); all the same, as anticipated, we will soon have to get used to considering the German company as an even broader industrial concern, capable of producing systems for preparing any type of non carbonated beverage (Process Technology division) and systems for running warehouses (Logistics division).
• Serving the process - Presenting the activities concerning the working of raw materials, Franco Tomba insisted on the coherence of this development. “As ever, each time we propose our blowing, packaging, inspection, labeling and secondary packaging solutions to a customer we also directly tackle the problems related to the process; it would in fact be absurd to think in terms of airtight compartments, ignoring the fact that a complex system, to function at its best, requires an in-depth knowledge of the entire workcycle. Indeed we already possessed the knowhow and the structures within the company that today, used in the right way, have enabled us to design, build and install high quality processing systems and lines (storage, mixing, sterilization and pasteurization) for fresh, ESL and UHT milk, fruit juices and other sensitive products”.
• Manage information and goods - The same considerations also go for the Logistics division, in which the activities covering production control and warehouse management systems converge. “The transmission of information, storage, the delivery and registration of goods - Tomba goes on to say - are aspects that are evermore strategic in the life of a concern, and for different reasons: the awareness that competitivity also goes by way of the warehouse, the precise demands of broadscale distribution, and aboveall the European rulings on tracking and tracing of foodstuffs (already in force) and packaging in contact with food (from October 2006).
The hardware and software solutions devised by Krones Logistics and its controlled company Syskron on this count not only stand out for their efficient, practical and modular structure, but also for the applied knowledge of the effective criticality of the beverage sector: an advantage that can make the difference”.

Something more (and something less)
As Krones’s guests and ItaliaImballaggio’s readers know well, the Forum of Opportunities constitutes the occasion for seeing the evolution of the company’s product range close to. The March encounter in particular was dedicated to the Contiform S rotary blowing machine, an entire line that has been subjected to a technological upgrade: the modifications concern ergonomy (preform orientator situated on the ground, making them more accessible), safety (inspection by three cameras), work simplification (a single operator can control the entire system) but aboveall the reduction of consumption.
• Energy saving - To limit air consumption during the blowing of the preforms, the Krones technicians have in fact further reduced the volume of the dead space in the valve unit and consequently also the pressure needed for blowing; as well as that, the selfsame air used for blowing is recovered and used in the subsequent pre-blowing operations.
This leads to a considerable saving, as the comparison between the classic Krones Contiform S8 and the machine in the updated version shows: for a standard production of 6,000 hours/year (2,000 production hours of 0.5 litres, 2,000 for 1.5 litres and lastly 2.000 for 2 litres), the costs are cut by 14.150 Euro (-25%); and by as much as 18,115 Euros (-30%) if the new “air wizard” devices are also applied to the stretch bars.
To be noted that the revamping doesn’t only involve the huge rotary blowers: an overall saving on air of 5% and a saving on electricity of 33% was in fact obtained on the smaller runs (devised by the Krones controlled company Kosme).
• Ready for OPP - If you speak of blowers, the versatility in treating preforms in materials different from PET could almost appear as a negligible feature: the predominance of polyethylene terephthalate is beyond discussion, even if the use of OPP resin (that costs some 20% less) is spreading in some developing countries, aboveall for mineral water bottles. OPP’s penetration of the richer markets at the moment is still slowed down by its lesser visual appeal, while the problem of its poor machineability seems to have been definitively solved: some tests carried out with Husky preforms and Krones Contiform S10 blowing machines (suitably modified) in fact demonstrating that PET and PP blow times are in fact identical (1.76 seconds) and that the overall yield is satisfactory (1,500 bott/h per cavity).

Suggestions from the market
PET, at any rate, is confirming its lead position in the bottling sector year after year, even if its growthrate is less spectacular compared to a while back: if in the nineties the increase was at 20%, last year it grew by a “mere” 10%, for the most fuelled by Chinese demand.
• Question of taste - Over and beyond the figures on volumes, the report drawn up by Husky Italia also reveals some important basic trends. From the point of view of consumption, the phenomenon of the small sized (30 cl or even less) containers for CSDs (carbonated soft drinks), fruit juices, beers and liquid foodstuffs is about to explode: a prudential estimate, limited to the CSD segment describes a market potential of 65 billion new bottles/year. To be noted, what is more, that beer in PET has neither made headway in the US (1%) nor in western Europe (3%). It has though conquered the public in eastern Europe, where it is packed in simple monolayer bottles without barrier, and in distant Korea, offered in multilayer containers; the wine segment is even more conservative, with the exception of numerous airlines that prefer PET because it is light and infrangible. Lastly, aseptic packaging of fruit juices and milk using this material is gaining ground (aboveall in Europe).
• Technology and costs - As far as the material is concerned new “blend” formulations are being developed to increase shelf life, such as multilayer PET & PP 8 or 12 oz bottles, already produced in the US; a bottle in PLA (Cargill Dow material developed in cooperation with Husky), the first plastic material from a renewable source (maize) is soon to be marketed. It is entirely biodegradable (after 80 days in the dump) while slightly more opaque.
As well as that the multilayer barrier, both active (with oxygen scavenging) and passive (EVOH, EVAL) are as ever enjoying success, all the same the monolayer barriers obtained with PEN, PET and nylon mixtures, or special PET copolymers are enjoying the fastest growthrates.
We end up with a good piece of news that will surely cheer users: the cost of the bottles will drop progressively, also in the case of technologically sophisticated barrier layers. Further updates (and confirmations) at the next forum.



Livello, tappo ed etichetta
Procomac ha realizzato Checkstar, innovativo sistema di ispezione del livello di riempimento e della corretta applicazione di tappo ed etichetta per le linee di imbottigliamento. La versione più evoluta del sistema combina il controllo del livello tramite ponte ad alta frequenza con l’ispezione tramite telecamera e software di analisi dell’immagine. In dotazione a tutte le versioni è invece un PC con touch screen da 10.4”. L’interfaccia dati con il blocco di riempimento permette di monitorare i rubinetti e le teste tappanti, con allarmi di linea in caso di errori ripetuti da parte di una testa tappante o di una valvola di riempimento. Il collegamento con un marcatore a getto di inchiostro permette invece di gestire la stampa dei dati di produzione e degli eventuali difetti delle bottiglie scartate. Progettato per esportare tutti i dati di produzione in formato SCADA o MES, Checkstar può gestire in modo automatico il campionamento della linea: i campioni vengono dunque prelevati e codificati, con indicazione del rubinetto e della testa di capsulatura con la quale sono venuti in contatto.



Level, cap and label
Procomac has produced the Checkstar, an innovative inspection system that checks the level of filling and the correct application of the cap and label for bottling lines. The most evolved version of the system combines level control via a high frequency bridge with inspection via CCTV and image analysis software. Fitted as standard on all versions, meanwhile, is a PC with a 10.4" touch screen. Data interface with the filling unit allows for monitoring of the taps and the capping heads, with line alarms in the event of repeated errors by a capping head or a filling valve. Connection to an inkjet marker means the production data and manage defects found on rejected bottles can be printed. Designed to export all the production data in either SCADA or MES format, Checkstar automatically handles line sampling: samples are taken and coded, indicating the tap and capping head they came into contact with.



Una qualità testata
L’Australian Wine Research Institute, ente specializzato in studi sui sistemi di chiusura per l’industria enologica, ha reso noti i risultati, a 24 mesi, dei test comparativi avviati nel 2002 al fine di valutare le performance dei tappi Diam, prodotto di punta dell’offerta Oeneo Bouchage (Oeneo Groupe). Lo studio ha messo a confronto Diam, a base di sughero, con altri tappi di sughero naturale di diversa qualità e con una capsula a vite. In linea con le buone prestazioni già registrate a 18 mesi dall’imbottigliamento, la soluzione Oeneo ha ottenuto risultati superiori sia alla capsula a vite che ai tappi di sughero di qualità media in riferimento a tre parametri chiave: conservazione di SO2 (libero e totale), omogeneità di prestazioni su bottiglie diverse e riduzione del vino. Nessuna traccia di TCA è stata inoltre rilevata nel vino imbottigliato con Diam. I risultati del test, insieme ai costi ridotti, fanno del tappo Oeneo una risposta efficace alle istanze di sicurezza e competitività espresse dal settore vitivinicolo. Diam, lo ricordiamo, è il frutto della speciale tecnologia Diamant, sviluppata da Oeneo Bouchage e basata sull’estrazione dalla farina di sughero di alcuni composti chimici (come il cloroanisolo), possibili cause di deviazioni organolettiche del vino.



Proven quality
The Australian Wine Research Institute, a body that specialises in studying closure systems for the wine industry, has published the results, at 24 months, of the comparative tests carried out in 2002 aimed at assessing the performance of Diam caps, the top of the range product from Oeneo Bouchage (Oeneo Groupe).
This study compared Diam (cork based) with other natural cork products of varying quality and a screw cap. In line with the good performance already recorded 18 months after bottling, the Oeneo closure was found to perform better than the screw cap and the medium quality corks with regard to three key parameters: preservation of SO2 (free and total), equal performance on different bottles and reduction of the wine. No trace of TCA was found in the wines bottled with the Diam cap. These test results, plus lower costs, make the Oeneo cap an effective answer to the wine industry's demand for safety and competitiveness. Diam, it should be noted, is the outcome of the special Diamant technology developed by Oeneo Bouchage and based on the extraction of various chemical compounds from the cork meal (such as chloroanisol), which are potential causes for changes in the organoleptic properties of wine.



Lo stampo dell’acqua
Portano la firma di PET Engineering (San Vendemiano, TV) gli stampi di soffiaggio destinati ad alcuni dei marchi più noti del Gruppo Sanpellegrino. Accanto alla fornitura degli stampi per la bottiglia di Levissima da 1,5 l (30 g), si segnala la confezione da 0,33 l di “ISSIMA” di Levissima, la cui originale forma ellittica ha richiesto un’intensa attività di sviluppo e prototipazione.
Particolarmente critica, a questo riguardo, si è rivelata la scelta della preforma e l’impostazione dei parametri di soffiaggio, data la difficoltà di distribuire in maniera uniforme il materiale sui lati curvi della bottiglia. Frutto del knowhow dell’azienda trevigiana è anche lo stampo della bottiglia da 1,5 l (30 g) di acqua Recoaro, realizzata a partire da un progetto Sanpellegrino. La particolare forma tondeggiante del contenitore ha richiesto l’adozione di accorgimenti tecnici analoghi a quelli impiegati per il brand ISSIMA, cui si è aggiunta un’originale decorazione con motivi a forma di diamante. Sempre per il gruppo San Pellegrino PET Engineering ha infine realizzato gli stampi per la bottiglia da 0,75 l di acqua Sportissima, unicum sul mercato per la particolare forma ergonomica e la ricchezza delle decorazioni superficiali.



Water moulds
The blow moulds for some of the best known brands of the Sanpellegrino Group bear the name of PET Engineering (San Vendemiano, TV).
Alongside the supply of moulds for the Levissima 1,5 l (30 g) bottles, we note the 0,33 l “ISSIMA” Levissima bottle, whose original elliptical shape has required an intense activity of development and prototyping. Particularly critical on this count, was the choice of the preforms and the setting of the blowing parameters, given the difficulty of the uniform distribution of the material on the curved sides of the bottle. Also the result of the knowhow of the Treviso based concern, the mould of the 1.5 l (30 g) bottle for Recoaro water, made starting off from the Sanpellegrino project.
The special round shape of the container required the adoption of techniques used for the ISSIMA brand, with the addition of original decorations with diamond shaped motifs.
PET Engineering has also made the moulds for the 0.75 l Sportissima bottles, unique on the market for their special ergonomic shape and the richness of the surface decorations.



Una chiusura originale
“Vino-Lok”, originale sistema di chiusura ideato e brevettato da Alcoa Deutschland GmbH, è un tappo di vetro per vino, che non altera in alcun modo le caratteristiche della preziosa bevanda (come può invece accadere con i tappi di sughero o silicone) e consente di aprire le bottiglie con una semplice pressione delle dita, senza dover ricorrere al cavatappi.
L’innovativa soluzione è stata adottata - per la prima volta in Italia - dalla cantina vinicola Aldegheri Srl (Sant’Ambrogio di Valpolicella, VR), che dopo 3 mesi di test e preparativi (necessari per adattare le preesistenti linee di imbottigliamento al nuovo tappo) impiega per i propri vini, da gennaio, Vino-Lok. Ancora in fase di perfezionamento è invece la capsula termica esterna, che non dovrà più essere rimossa con l’aiuto di un coltellino ma sarà fornita di apposita fascetta a strappo, al fine di rendere il nuovo prodotto ancora più pratico e originale.



An original closure
“Vino-Lok”, the original closure system designed and patented by Alcoa Deutschland GmbH, is a glass wine closure that in no way alters the characteristics of this precious drink (which can happen with natural cork or silicon corks) and lets one open the bottle by simply pressing with a finger, without having to use a corkscrew.
This innovative solution has been adopted - for the first time in Italy - by Aldegheri Srl (Sant’Ambrogio di Valpolicella, VR). After 3 months of trials and preparations (needed to adapt the existing bottling lines to take the new closure), this vineyard started using Vino-Lok for its wines in January.
Still being perfected, meanwhile, is the external capsule that no longer needs to be removed with a knife, but comes with a special tear strip to make the new product even more practical and original.





Dal food al pharma
Tra le realizzazioni Dizma in campo di macchine confezionatrici orizzontali si segnala, in particolare, la serie Every: oltre 15 modelli flow-pack per il confezionamento in ATM/ATP, con cadenze produttive che possono raggiungere i 120 ppm.
L’affidabilità e versatilità della serie Every - pensata inizialmente per l’industria alimentare - ha presto attirato l’attenzione di numerose aziende farmaceutiche al punto che, anche in questo comparto, è sempre più frequente il ricorso alle macchine dell’azienda veneta (sede a Schio, VI) per il confezionamento di blister, prodotti farmaceutici e medicali, accessori per la salute personale, dispositivi da laboratorio, garze, etc.
Le Every possono infatti essere equipaggiate con caricatori automatici o pick&place (sempre a marchio Dizma), alimentatori di cartoncini, caricatori di libretti o foglietti con istruzioni, stampanti elettroniche, etichettatrici a bordo macchina e molto altro, per meglio accordare le caratteristiche delle confezionatrici alle esigenze specifiche del settore farmaceutico.



From food to pharma
Numbering among Dizma's many horizontal packing machines is the Every series: more than 15 flow-pack models for ATM/ATP packing with output rates of up to 120 items/m. The reliability and versatility of the Every series - originally conceived for the food industry - quickly drew the attention of many pharmaceutical companies. Indeed more and more pharma businesses use the machines produced by this Venetian company (based in Schio, VI) to pack their blister packs, medicines, medical products, personal hygiene accessories, lab devices, lint, etc. In fact, the Every machines can be fitted with automatic or pick&place loaders (again by Dizma), carton feeders, instruction leaflet/handbook inserters, electronic printers, onboard labeling machines and much more besides in order to ensure that the packing characteristics meet the specific needs of the pharma sector.



Bassine e comprimitrici: una gamma completa
Si arricchisce la gamma di comprimitrici di ultima generazione denominata Xpress Range della Manesty. È stata infatti appena presentata al pubblico internazionale l’ultima nata, la Xpress 300, anch’essa con torretta removibile e cuscini d’aria per uno spostamento agevolato, che si affianca ai modelli Xpress 500 e Xpress 700. Ribaditi anche i fattori competitivi espressi dalle Xpress: costi di mantenimenti ridotti al minimo, cambio prodotto molto veloce (da effettuare con o senza rimozione della torretta e con l’uso di tooling convenzionali), conformità alle ultime regolamentazioni CFR 21 parte 11, registrazioni e firme elettroniche.
Nell’ambito delle bassine, Manesty lancia i modelli da laboratorio XL Lab01 e XL Lab 02, offrendo macchine di rivestimento adatte a tutte le applicazioni. Le XL Lab sono definite “Plug and Play” per la loro facilità d’uso e, grazie alla rapidità del cambio paniere, anche la lavorazione di piccoli batch differenti è molto veloce. Inoltre, accanto alle bassine da laboratorio e alle Premier, sono a disposizione le XLCota (rivisitazione delle già conosciute Accellacota) che, grazie a ulteriori miglioramenti, sono ora in grado di offrire una maggiore facilità d’uso, il CIP, il rivestimento con solventi e il sistema di controllo M-Tec. Oltre alla tecnologia, Manesty mette in campo una strategia commerciale sempre più forte: l’”After Market Unit” ha infatti migliorato le proprie prestazioni, tanto nella fornitura di parti di ricambio quanto nel refurbishment e nell’upgrade dei sistemi. Ricordiamo che Manesty è rappresentata in Italia dalla società Rensa di Milano.



Coating machines and tablet presses: a complete range
The range of Manesty last generation presses, the Xpress Range, has been enriched by presenting the new Xpress 300. It has the removable turret and the air cushion movability, as for the models Xpress 500 and Xpress 700. Also the competitive features of the Xpress are maintained: low costs of maintenance, fast product change over time (with and without turret removal and using conventional tooling), compliance with latest regulations, notably with 21 CFR part 11 in respect of electronic records and signatures.
About coating machines Manesty has launched the lab models XL Lab01 e XL Lab 02, providing advanced laboratory coating machines for any need. The “Plug and Play” XL Lab are of very easy use and the quick and easy change of the coating pan makes them a flexible tool for small batch production. Manesty offers also the XLCota range (the new generation of the well known Accellacota). With many changes and improvements to ease of use, CIP and solvent delivery systems the XLCota range encompasses the new functionality oriented M-tec control system technology.
Apart from technology, Manesty is working on a very strong commercial strategy: the ’”After Market Unit” is offering a comprehensive range of products both in the supplying of spare parts, and in the refurbishment an upgrade of whole machines.
The agent of Manesty in Italy is Rensa, Milan.



Fiere
Una biennale molto specializzata

PHARMAPACK 136 espositori e 1.486 visitatori hanno animato l’ultima edizione dell’ormai consolidata mostra-convegno parigina, organizzata da Oriex per fare il punto sulle tecnologie e i prodotti per il packaging farmaceutico. Le impressioni raccolte agli stand e i principali temi dell’edizione 2005. E.P.

Si è svolta lo scorso gennaio nella capitale francese la quarta edizione di Pharmapack, mostra-convegno biennale interamente dedicata al packaging farmaceutico, che fonda la propria identità su una forte coerenza delle merceologie e dei prodotti rappresentati. Organizzata da Oriex seguendo una formula consolidata che ha generato altre due manifestazioni affini, focalizzate sul packaging cosmetico e alimentare, Pharmapack si è infatti affermata come vetrina europea dell’imballaggio per i prodotti salutistici, frequentata dai manager e dai tecnici delle imprese - grandi e piccole - che contano nel settore. La sua peculiarità? Accanto ai classici stand, standardizzati nelle misure e nell’estetica (il che permette di contenere i costi, hanno commentato con soddisfazione diversi espositori, Ndr), occupa uno spazio e un ruolo di rilievo il “Teatro Pharmapack”, dove gli espositori possono presentare, con l’ausilio di audiovisivi, gli ultimi sviluppi della ricerca e le nuove proposte. Il pubblico, anche quest’anno, non è mancato (il che non è per nulla scontato), né è stata trascurata la celebrazione dei vincitori del Prix Pharmapack 2005, che quest’anno è stato assegnato a Sanofi-Aventis e Rovip SA, Velfor Groupe, Plastef, Field Boxmore.

I temi dell’anno
Pharmapack si propone, dunque, come rassegna dei diversi tipi di imballaggio per prodotti farmaceutici, compresi i complementi di chiusura, etichettatura, trasporto ecc. Oltre a proporre una panoramica generale sulle novità messe a punto per questo settore, ciascuna edizione della mostra-convegno offre anche degli approfondimenti su alcuni temi di particolare attualità, sui relativi orientamenti della domanda e sulle risposte dei fornitori.
Quest’anno gli interventi dei relatori al convegno sono stati organizzati in più sessioni, con contributi perlopiù focalizzati sugli ultimi sviluppi in fatto siringhe, ma anche sulle proposte di confezionamento ed erogazione per le diverse formulazioni, soprattutto da inalare; sui materiali e relativi trattamenti e sulle soluzioni anticontraffazione.
Infine, Oriex ha mostrato di prestare molta attenzione alla comunicazione - intesa, molto concretamente, come l’insieme di attività che agevolano il contatto fra domanda e offerta di settore - e dunque anche alla diffusione, durante e dopo la fiera, delle informazioni. Questo, fra l’altro, ha valorizzato il ruolo delle riviste di settore, fra cui anche ItaliaImballaggio, unica testata italiana fra quelle distribuite in fiera.



Fairs
A highly specialised biennial show

PHARMAPACK - 136 exhibitors and 1,486 visitors animated the latest edition of the by now consolidated Paris show-convention organized by Oriex, giving an overview of pharmaceutical packaging products and technologies. The impressions gathered at the stands and the main themes of the 2005 edition. E.P.

Last January Paris saw the fourth edition of Pharmapack, biennial show-convention entirely dedicated to pharmaceutical packaging, an event that bases its identity on a strong coherence of the goods and products represented. Organized by Oriex following a consolidated formula that has generated other two like shows focussed on cosmetics and food packaging, Pharmapack has in fact won a name for itself as the European showcase for health products, attended by the managers and technicians of the concerns - both large and small - that count in the sector. Its peculiarity? Alongside the classic stands, standardised in size and design (that enable cost containment, as various satisfied exhibitors commented En), a key space and role is occupied by “Theatre Pharmapack”, where aided by audiovisuals, exhibitors can present latest developments in research and new proposals. Attendance was good (something not to be taken for granted), drawn too by the Prix Pharmapack 2005 awards ceremony, this year’s winners being Sanofi-Aventis and Rovip SA, Velfor Groupe, Plastef, Field Boxmore.

The themes of the year
Pharmapack hence offers itself as a show for the different types of packaging for pharmaceutical products, including closure complements, labels, transportation etc. As well as proposing a general overview on the new features devised for the said sector, the show-convention also offers talks and studies on pressing topics, on trends in demand and supplier response. This year talks at the convention were organized into several distinct sessions, with contributions for the most focussed on the latest developments in syringes; on packaging and dispensing proposals for the various formulations, aboveall for inhalings; on materials and relative treatment; on anticounterfeiting solutions. Lastly, Oriex paid a lot of attention to communication - meant, very concretely, as a series of activities to facilitate supply and demand in the sector - hence also constituted by the divulging of information during and after the fair.
This among other things has enhanced the role played by the trade magazines, including ItaliaImballaggio, the only Italian magazine to be distributed at the fair.



Complementi d’imballaggio
Sicurezza per il farma

CHIUSURE Capsulit a Pharmapack: l’offerta completa e gli ultimi sviluppi

Più di 500 clienti in tutto il mondo, dalle grandi multinazionali ai laboratori medio piccoli, un sistema di qualità certificato ISO 9001, una produzione di bicchierini e cucchiaini dosatori in plastica a marchio CE secondo la direttiva 93/42. Con queste credenziali Capsulit (Roncello, MI) ha esposto a Pharmapack la propria gamma di chiusure di sicurezza per il settore farmaceutico, formata da capsule di PP e child-proof; capsule per iniettabili; contagocce; capsule per bevibili monodose; accessori e flaconi di plastica.
Ecco le ultime proposte.

• Capsulit progetta e produce capsule per bocche pilfer-proof sia in alluminio (litografabili, con diametri da 17 a 38 mm) che in plastica, anche in versione child-proof certificata ISO 8317 e FDA 16 CFR 1700 (1). Un’ampia varietà di guarnizioni, realizzate con materiali e rivestimenti diversi, assicura la compatibilità con qualsiasi prodotto, in forma liquida e solida; inoltre è possibile completare alcune delle misure a catalogo con un inserto disidratante.

• Le capsule per iniettabili a strappo centrale sono realizzate in versione di alluminio (PS) o TOP-CAP, con ghiera d’alluminio e top di plastica, con diversi sistemi di aggancio fra alluminio e plastica (2). Personalizzabili nella grafica e sterilizzabili in autoclave a raggi gamma o con ossido di etilene, entrambe le versioni sono disponibili nelle dimensioni standard da 13 a 32 mm. A catalogo anche capsule interamente rimovibili.

• Contagocce (3): i più diffusi sono quelli classici a tre componenti, realizzati con capsule per bocche pilfer-proof nei diametri 18, 22 e 24, con pompette in gomma o plastica e tiges di vetro o plastica (nei diametri 18 e 22 mm anche a capovolgimento).
Per flaconi con bocca a fascetta da 20 mm Capsulit ha studiato il contagocce Duplex: interamente di plastica, tamper-evident, facilmente richiudibile per un trasporto sicuro in tasca o in borsetta.

• Le capsule per bevibili monodose (4) sono prodotte nelle due tipologie per medicinali pronti all’uso, e per soluzioni estemporanee da miscelare al momento dell’uso.
La prima è disponibile in tre differenti versioni: Facila, easy-open d’alluminio, con guarnizione di polietilene espanso e disco in gomma, realizzata anche in altri materiali per prodotti particolari; Top Facila, che comprende un top in plastica addizionale per facilitare la presa e aumentare la barriera agli agenti esterni; Facila Plast, interamente di plastica e disponibile in vari colori, facile da aprire grazie alla linguetta ergonomica. Il sistema di chiusura per le soluzioni estemporanee a due componenti (C200) è costituito da un tappo contenitore a fondo frangibile per il principio attivo, da un perforatore e da una capsula di garanzia, disponibile in alluminio litografabile a colori oppure in plastica e dotato di una linguetta ergonomica per agevolare l’apertura.

• L’offerta di accessori e flaconi di plastica comprende una vasta gamma di bicchierini dosatori, abbinabili ai vari tipi di chiusure, con livelli di dosata personalizzabili; cucchiaini dosatori a marchio CE, per liquidi e polveri; flaconi prodotti a iniezione-soffiaggio, con un’ottima calibratura della bocca e un’elevata costanza del peso.



Packaging complements
Security for pharma

CLOSURES Capsulit at Pharmapack: the entire range on offer and the latest developments of the Italian company.

Over 500 customers all over the world, from the large multinationals to small and medium-sized workshops, an ISO 9001 certified quality system, a production of plastic dispenser cups and spoons that are CE branded according to the 93/42 directive. With these credentials, Capsulit (Roncello, MI) displayed at Pharmapack its own range of security closures for the pharmaceutical market, comprising PP and child-proof capsules; capsules for injectable products; droppers; capsules for monodose oral solutions; plastic accessories and flacons. Below are the latest proposals.

• Capsulit designs and produces pilferproof mouth capsules made of aluminium (lithographable, with a diameter between 17 and 38 mm) or plastic, also in ISO 8317 and FDA 16 CFR 1700 certified childproof version (1). A wide variety of seals, created with different materials and protective covering, ensures compatibility with any product, in liquid and solid form; it is also possible to make some of the catalogued measures with an inserted dehydrator.

• The capsules for injectable products with central tear are created in aluminium version (PS) or TOP-CAP, with aluminium seal and plastic top, with different fastening systems in aluminium or plastic (2). Able to be graphically personalised and with autoclaves sterilised by gamma rays or ethylene oxide, both versions are available in standard dimensions between 13 and 32 mm. Also in the catalogue are fully removable capsules.

• Droppers (3): the most diffused are classical three-part droppers, made by capsules with pilferproof mouths of diameters measuring 18, 22 and 24 mm, with rubber or plastic pumps and glass or plastic tiges (diameters of 18 and 22 mm, also turned upside-down). For flacons with 20 mm ring finish, Capsulit has devised the Duplex dropper: entirely in plastic, tamper-evident, easy to close for safe portability in a pocket or handbag.

• The capsules for monodose oral solutions (4) are produced in two types, for ready-to-use potions, and for improvised solutions to be mixed immediately before administration.
The first type is available in three versions: Facila, easy-open and made of aluminium, with expanded polythene seal and rubber disc, also made of other materials for certain products; Top Facila, that comprises a plastic top, an addition for better grip and increased barrier to external agents; Facila Plast, entirely made of plastic and available in various colours, and easy to open thanks to an ergonomic flap.
The closure system for improvised solutions of two components (C200) is composed of a container cap with frangible base for the active principle, a perforator and a guarantee capsule, available in coloured lithographable aluminium or plastic and comes with an ergonomic flap to facilitate opening.

• The variety of complements and plastic flacons comprises a wide range of dispenser cups, attachable to the various types of closure, with personalised dosage levels; CE branded dispenser spoons, for liquids and powders; flacons produced by injection blow moulding, with high-calibre mouth and weight of high constancy.



Dosi certe e numerate
In occasione di Pharmapack 2005, la Divisione Farmaceutica di Valois ha presentato in anteprima a visitatori provenienti da 14 Paesi (dall’Italia all’Ucraina) la nuova pompa Equadel® e il conta-dosi pMDI a marchio Landmark®. Entrambi i prodotti costituiscono una buona dimostrazione dell’attenzione rivolta alle esigenze del mercato e, nello specifico, dalla casa francese a un problema cruciale: quella del corretto dosaggio e quindi della completa assunzione della dose di farmaco, condizione sine qua non del successo di una cura.
Con Equadel Valois propone una pompa erogatrice che garantisce l’esatto e costante dosaggio del prodotto, indipendentemente dalla pressione esercitata sul tasto. Viene, perciò, definita “di terza generazione”, dopo i primi prodotti lanciati negli anni ’70, dove l’erogazione era totalmente dipendente dalla pressione, e dopo quelli di seconda generazione che permettono di controllare, ma solo in parte, questa variabile soggettiva.
Equadel, il cui sviluppo ha richiesto più di 4 anni di lavoro, è brevettata in tutto il mondo. È particolarmente indicata per il trattamento di riniti allergiche, raffreddori e congestioni nasali, “valorizzando” il naso come canale in grado di veicolare delle molecole all’interno di tutto l’organismo e aprendo, così, nuove prospettive anche per la cura di malattie come le emicranie o del morbo di Parkinson. Il Pressurized Metered Dose Inhalers (pMDI) risolve invece il problema tipico degli aerosol, che solitamente non indicano il numero di dosi impiegate e, di conseguenza, non comunicano al paziente l’esaurimento del prodotto, con possibili gravi conseguenze in caso di sintomi acuti come, tipicamente, una crisi d’asma. Registrato con il nome di Landmark, è stato messo a punto in tempi record dopo che, nel 2003, la FDA americana ha imposto all’industria di dotare di conta dosi i nuovi farmaci destinati al mercato statunitense.
Landmark si integra con tutti i tipi di dosatore e si adatta al numero di dosi da contare. Un sistema di cifre e di colori particolarmente “amichevole” comunica con immediata chiarezza quante dosi di farmaco restano nel contenitore.



Certain numbered doses
In occasion of Pharmapack 2005, the Valois Pharmaceutical Division gave a preview to visitors from 14 countries (from Italy to Ukraine) of the new Equadel® pump and the Landmark® pMDI dose counter. Both products stand as a good demonstration of the attention the French producer pays to the market’s needs and its tackling of a specific problem: that of correct doses and hence the complete consumption of the pharmaceutical dose, essential condition of the success of the treatment.
With Equadel, Valois offers a dispenser pump that guarantees the exact and constant dosage of the product, never mind the pressure placed on the actuator. It is thus defined as “third generation”, after the first products launched in the seventies, where dispensing was totally dependent on pressure, and after those of the second generation that enabled an only partial control of the said subjective variable.
Equadel, that has required more than four years to develop, is covered by worldwide patents. It is particularly suited to treating allergic rhinitis, colds and blocked noses, “enhancing” the nose, making it capable of channeling molecules inside the entire organism and thus opening new prospect for treating chronic conditions such as migraines or Parkinson’s disease. In turn pMDIs (Pressurized Metered Dose Inhalers) solve problems typical to aerosols, or that is of not counting the doses and not hence communicating to the patient when they are empty, with possible serious consequences as regards acute symptoms such as for example asthma attacks. Registered as Landmark, it has been devised in record time following the FDA’s obliging the industry to release new pMDIs to the US market with dose counters.
Landmark integrates with all types of pMDIs and can be suited to the number of doses counted. A friendly color and number system clearly communicates the pharmaceutical product doses left in the container.



Valvole e attuatori
Bespak (Milton Keynes, UK) progetta e produce componenti di qualità per il packaging farmaceutico. La sua offerta comprende valvole e attuatori, conta dosi, erogatori nasali e altri ausili per l’industria del pharma, oltre a un servizio di consulenza e testing che tiene conto delle tempistiche particolarmente strette di questo comparto industriale. A Pharmapack, Bespak ha presentato l’intera gamma di prodotti, fra cui figurano gli erogatori per sospensioni e soluzioni con propellenti CFC e HFA, e le linee di valvole realizzate con gli elastomeri sviluppati “in casa”. In questo caso, l’obiettivo è di garantire prodotti massimamente igienici e in grado di entrare in contatto con un’ampia gamma di formulazioni con il livello minimo di cessioni. Importante, al riguardo, il ruolo del servizio denominato Advanced Feasibility Testing (AFT), che entra in gioco per ottimizzare le formulazioni e supportare il processo di sviluppo.


Valves and actuators
Bespak (Milton Keynes, UK) designs and produces quality components for pharmaceutical packaging. Its offerings include valves and actuators, dose counters, nasal dosers and other aids for the pharmaceutical industry, as well as a consultancy and testing service that considers the particularly tight schedules of this industrial division. At Pharmapack, Bespak displayed its entire range of products, amongst which feature dosers for suspensions and solutions with CFC and HFA propellants, and a range of valves designed with ‘in-house’ produced elastomers. In this case, the aim is to guarantee that products are of maximum hygiene standards and can be brought into contact with a wide variety of formulations with a minimum level of yield. In this respect, an important role is provided by the service denominated Advanced Feasibility Testing (AFT), that comes into play to optimize the formulations and to support the developing process.



Un nuovo logo per il vetro
La Business Unit Packaging della storica vetreria emiliana Bormioli Rocco - nata nel 1825 a Parma e oggi radicata a livello internazionale - ha focalizzato sul nuovo logo la comunicazione rivolta ai visitatori del Pharmapack. Contraddistinto da una stella bianca scintillante su sfondo rosso, simbolo di passione e creatività, il logo è nitido ed essenziale, e presenta l’impresa come astro-guida, luce, movimento, prestigio. Biglietto da visita di una nuova strategia di mercato, introduce a un mondo di contenitori e complementi di vetro (compreso il vetro cavo meccanico), plastica e relative combinazioni, specializzati per grandi mercati di sbocco: farmaceutico, cosmetico e profumiero, alimentare. Ma, soprattutto, a un nuovo mondo di servizi, che mirano ad attestare Bormioli Rocco nei diversi settori di riferimento come partner sensibile e propositivo, chiaramente orientato alla soluzione personalizzata.


New logo for glass
Business Unit Packaging, of the historic Emilian glassworks Bormioli Rocco - founded in 1825 in Parma and now established internationally - has focused the comunication with the audience at Pharmapack upon its new logo. Distinguished by a bright white star on a red background, symbolic of passion and creativity, the logo is clear and purposeful, and shows the company to be a leading star, light, movement, prestige. A calling card for a new market strategy, it introduces the world of glass containers and complements (including mechanical container glassware), plastics and relative combinations, specialised for large, main markets: pharmaceuticals, cosmetics and perfumes, food. But, above all, it introduces them to a whole new world of services, that aim to certify Bormioli Rocco in the various main sectors as a responsive partner with an approach that meets the customer along the way, clearly aiming for personalised solutions.



Sicurezza per il pharma
Il fenomeno della contraffazione non risparmia, purtroppo, i prodotti farmaceutici, provocando non solo ingenti danni materiali ma anche seri rischi per la salute dei pazienti. Per affrontare questi problemi, Hueck Folien (Weiden, D) - specialista nella produzione di film per il packaging, con clienti del calibro della Banca Centrale Europea - ha messo a punto una serie di soluzioni anticontraffazione dedicate al settore medicale. In particolare, sotto il marchio registrato Protecco si presentano diverse sofisticate tecnologie che mettono in grado di riconoscere l’autenticità di un farmaco in blister. Gli elementi di sicurezza incorporati nel pack possono essere visibili (come ologrammi, marchi, filigrane e simili), nascosti (i molti tipi di inchiostro “simpatico”, i microtag…) o rilevabili solo con l’ausilio di appositi apparecchi. La famiglia di soluzioni Protecco comprende prodotti di varia natura, che permettono di combinare gli elementi di sicurezza in modo da rendere la contraffazione del blister impossibile o quantomeno economicamente non redditizia. Vi ha fatto ricorso, per citare un caso famoso, Novartis per i blister di Novalgina, con un’originale combinazione di elementi grafici e ologrammi a registro che ha vinto l’Eafa Packaging Trophy del 2002.



Security for pharma
The counterfeit phenomenon does not, unfortunately, spare pharmaceutical products, causing not only enormous material damage but also serious risks for the patients’ health. In order to tackle these problems, Hueck Folien (Weiden, D), a specialist in the production of packaging film with clients of the calibre of the European Central Bank, has refined a series of anti-counterfeit solutions dedicated to the medical sector. In particular, several sophisticated technologies that come under the registered brand name Protecco make it possible to distinguish the authenticity of a blister pharmaceutical. The security elements incorporated in the pack can be visible (like holograms, marks, filigree, and similar), hidden (many types of sympathetic ink, microtags…) or discernible only with the help of appropriate appliances. The Protecco solutions family comprises products of varying nature that make it possible to combine safety elements in such a way as to make counterfeit of blisters impossible or, at least, economically unprofitable. In a well-known case, Novartis made use of the solutions for Novalgina blisters, with an original combination of graphic elements and register holograms that won the Eafa Packaging Trophy in 2002.



Cannula vaginale pre riempita
Emblematica della capacità innovativa di Inge (Garbagnate Milanese, MI) è la nuova proposta presentata al Pharmapack di Parigi. Si tratta di una semplice, intuitiva e razionale cannula vaginale, che viene fornita alla paziente già riempita di crema o gel dal produttore del medicamento, e rappresenta l’ultimo frutto della rilevante esperienza di Inge nel settore del packaging primario per prodotti ginecologici.
Questa nuova cannula sfrutta il principio di un particolare “tappino-cursore”, che fa già parte di un precedente brevetto Inge ed è stato incorporato anche al suo interno. Si tratta di un accorgimento che consente di mettere in commercio, nella stessa confezione di farmaco, un certo numero di cannule monouso pre-riempite e una sola asta-pistone, che verrà riutilizzata più volte poiché non entra in contatto né con il medicamento né con le mucose dell’organismo.



Pre-filled vaginal cannula
On display at Pharmapack in Paris is a new proposal by Inge (Garbagnate Milanese, MI), emblematic of Inge’s innovative capacity.
It is a simple, intuitive and rational vaginal cannula, that is supplied to the patient pre-filled with cream or gel by the producer of the medication, and is the latest fruition of Inge’s relevant experience in the sector of primary packing of gynaecological products.
This new cannula exploits the principle of a certain “cursor-top”, that is already part of a previous Inge patent and has also been incorporated within. It is a solution that allows the marketing of, within the same pharmaceutical packing, a certain number of disposable pre-filled cannulas with only one bar-piston, which can be reused many times as it does not come into contact with either the medication nor with the mucous of the organism.



Trasparenze ad alta barriera
Klöckner Pentaplast (D) è un fornitore globale di film “rigidi” per il pharma, il medicale, l’alimentare e altri settori industriali. Tutti i suoi prodotti sono conformi alle normative internazionali (FDA, DMF e della farmacopea europea) e vengono realizzati seguendo un processo di qualità certificato secondo gli standard ISO 9001, ISO 14000, GMP, HACCP. A Pharmapack ha presentato le diverse famiglie Pentapharm di materiali monostrato, barriera, COC e trasparenti. Fra questi, i Pentapharm COC rappresentano uno degli ultimi sviluppi tecnologici per il blisteraggio, e combinano uno strato di copolimero poliolefinico con dei prodotti che ne assicurano la barriera e la macchinabilità. Particolarmente adatti al confezionamento di prodotti sensibili alle condizioni climatiche, presentano una struttura composta da uno strato di COC fra due di PP e vantano anche una grande trasparenza unita alla bassa densità. Si possono termosigillare con l’alluminio e i film utilizzati nell’opercolatura (soprattutto il PP) e vengono realizzati in diverse versioni, a seconda del tipo di barriera che si desidera ottenere.


High barrier transparencies
Klöckner Pentaplast (D) is a global supplier of “rigid” film for pharma, medicine, food and other industrial sectors. All of its products conform with international standards (FDA, DMF and of European pharmacopoeia) and are created through a quality process certified according to ISO 9001, ISO 14000, GMP and HACCP standards. At Pharmapack it displayed various Pentapharm families of monolayered, barrier, COC materials and transparencies. Among these, Pentapharm COCs are one of the latest technological developments in blistering, and combine a layer of polyolefin copolymer with products ensuring their barrier and machineability. Particularly suitable for packing those products sensitive to climactic conditions, their structure is composed of a layer of COC between two layers of PP and also boasts a great transparency coupled with low density. They can be heat-branded with aluminium and films used in capsule-filling (PP especially) and can be made in different versions, depending upon the desired type of barrier.



Chiusura-erogatore per semidensi
È precisa come si conviene a un ausilio per il packaging farmaceutico, ma anche “impattante” come un gadget o un oggetto firmato. Si tratta dell’originale sistema di chiusura presentato a Pharmapack 2005 dalla sudafricana MetriCap (www.metricap.com), che comprende un sistema di erogazione studiato per assicurare un dosaggio esatto e costante dei preparati semidensi. Direttamente applicabile sui convenzionali tubetti da spremere, è composto da tre componenti di plastica prodotte con stampaggio a iniezione in PP o HDPE, e comprende un meccanismo a rotazione che regola la dose, rispondendo a uno dei requisiti più stringenti dell’industria farmaceutica. Precisione, ripetibilità e design, insieme alla semplicità d’uso, rappresentano dunque i plus principali di questo ausilio, che trova applicazione anche in altri settori industriali. Fra i molti, d’obbligo citare quelli dei prodotti per la cura personale e per i capelli (per esempio per dosare i coloranti), dei colori per le Belle Arti (per un’erogazione precisa di pigmenti per pitture acriliche, ad olio e acquerelli) o degli adesivi epossidici, per miscelarne i componenti nella corretta proporzione.



Closure-dispenser for semi-solids
It is accurate, as befits an aid for pharmaceutical packaging, and also ‘eye-catching’ like a gadget or branded item. We are referring to the original closure system displayed at Pharmapack 2005 by the South African company MetriCap (www.metricap.com), that comprises a disposing system researched upon to ensure an exact and constant dosage of semi-solid products.
Directly applicable to conventional squeezable tubes, it is composed of three plastic components produced by injection moulding in PP or HDPE, and employs a ‘charge-rotate-dispense’ mechanism that regulates the dose, in answer to one of the most pressing demands of the pharmaceutical industry.
Accuracy, repeatability and design, coupled with ease of use, are therefore the key highlights of this aid, employed also in other industrial sectors. Of the many sectors we must mention bodycare and hair products (for example, to measure out hair colour), paints for art and craft (for an accurate dispensing of acrylic, oil and watercolour paints) or epoxy adhesives, to mix the components in the right ratio.



Dosaggio ed erogazione airless
Lablabo è attiva da 30 anni nella progettazione e produzione di sistemi di dosaggio ed erogazione per l’industria farmaceutica, veterinaria e cosmetica. Dalla sede centrale, nelle Alpi francesi, serve i principali mercati internazionali (all’estero realizza il 30% del proprio fatturato) ed è conosciuta anche in Italia - dove sta cercando un partner commerciale - anche grazie alla sua partecipazione al Cosmoprof di Bologna. All’ultimo Pharmapack ha presentato i prodotti e i servizi, che comprendono progettazione e sviluppo tailor made, test di compatibilità, confezionamento di piccoli lotti, ma anche la fornitura - in collaborazione con un’impresa farmaceutica partner - di specialità finite, imballate e controllate. Sotto i riflettori, l’ultima versione della pompa airless che ne ha sancito il successo o, più precisamente, del sistema completo, comprendente il flacone con tasca (che può essere realizzata con materiali diversi e con capacità fra 20 e 250 ml), la pompa dosatrice e il tasto erogatore. Il sistema Lablabo è ermetico, si riempie senza difficoltà su qualsiasi macchina standard e può essere impiegato per prodotti di viscosità da 0 a 100.000 cps. Permette di utilizzare praticamente tutto il contenuto, con un tasso di resa non inferiore al 95%, si può usare in tutte le posizioni e garantisce un dosaggio fra 0,25 e 3 ml con una precisione di +/- 5%. Infine, si può completare con spray, clip e chiusura di sicurezza, e con i più diversi trattamenti di finissaggio (marcatura a caldo, serigrafia, metallizzazione…).
Lablabo ha presentato anche Twinbag: flacone airless a doppia tasca, utilizzato per confezionare separatamente due formule complementari e disponibile o con tasto erogatore unico (per formulazioni incompatibili da mischiare solo al momento dell’uso) o con i due pulsanti separati, per prodotti differenti (es. latte e tonico).



Airless dosage and supply
Lablabo has been active for 30 years in the design and production of dosage and supply systems for pharmaceutical, veterinary and cosmetics industries. From its headquarters in the French Alps, it serves the key international markets (30% of its turnover is gained abroad) and is also known in Italy - where it is seeking a business partner - thanks also to its partecipation at the Cosmoprof at Bologna.
At the last Pharmapack fair it presented products and services, including the planning and development of tailor-made products, compatability tests, the packing of small batches, and even, in partnership with a pharmaceutical company, the supply of finished, packed and controlled specialties. In the spotlight is the latest, successful version of the airless pump or, more precisely, of the whole system, comprising the flacon with pocket (that can be made from any range of materials and have a capacity between 20 and 250 ml), the metering pump and dispenser. The Lablabo system is hermetic, it can be easily filled on any standard machine and be used for products of a viscosity between 0 and 100.000 cps. It allows the use of practically the entire contents, with a yield rate no less than 95%, it can be used in any position and guarantees a dosage between 0.25 and 3 ml with a precision of +/- 5%. Finally, one can round off with a spray, clip and safety catch, and with a whole range of processes (hot-marking, serigraphy, metalization...).
Lablabo has also introduced Twinbag: an airless flacon with two pockets, used to pack two complementary formulae separately, and that come with either a single dispenser (for incompatible formulations that are to be mixed just before use) or with two separate switches, for different products (e.g. milk and tonic).



Erogatore nasale filtrante
La Ing. Erich Pfeiffer GmbH (Radolfzell, D) nasce in Germania nel ’47 e nel ’72, con il lancio del primo erogatore nasale, si apre ai mercati internazionali. Oggi commercializza la sua gamma di sistemi per l’erogazione e il dosaggio per cosmetici e farmaci in tutto il mondo, distinguendosi per la forte propensione all’innovazione. Certificata FDA e ISO 9000, a Pharmapack ha focalizzato l’attenzione soprattutto sull’ultimo sistema multidose meccanico per l’assunzione via nasale di soluzioni senza conservanti. Denominato Advanced Preservative Free, questo ausilio è stato infatti progettato per evitare ogni contaminazione batteriologica del farmaco (incorpora un filtro Gore™) ed è disponibile per contenitori di vetro e di plastica con una capacità di dosata che varia dai 0,045 ai 0,14 ml (altre su richiesta). Advanced Preservative Free incorpora la pompa nella chiusura e presenta un attuatore ergonomico dall’azione delicata e dalla diffusione omogenea. Risponde a tutti i requisiti stabiliti dalle norme internazionali, oltre che alle aspettative dell’industria in materia di convenienza, sterilizzabilità e appealing. In mostra a Parigi anche il sistema Bidose, specificamente concepito per i medicamenti che richiedono la somministrazione di una dose precisa in ciascuna narice. Si tratta dunque di un sistema ad alta precisione, con un contenitore che assicura la stabilità del prodotto. Le sue caratteristiche principali sono il design ergonomico e la dosata standard di 2x0,1 ml (altre su richiesta). Disponibili anche gli optional per la somministrazione di farmaci in polvere.



Filtering nasal doser
Ing. Erich Pfeiffer GmbH (Radolfzell, D) came into being in Germany in 1947 and in 1972, when it brought out his first filtering nasal doser, it launched onto the international markets. Nowadays it markets its own brand of systems for the dispensing and dosing of cosmetics and medicines all over the world, where it distinguishes itself for its strong innovative vocation. The concern is FDA and ISO 9000 certified, and at Pharmapack focused its attention primarily upon the most up-to-date mechanical multidose system of nasally-applied preservative-free solutions. Denominated Advanced Preservative Free, this aid was actually designed to prevent all bacteriological contamination of medicine (it incorporates a Gore™ filter) and can be used for glass and plastic containers of a dosing capacity between 0.045 and 0.14 ml (other capacities available upon request). Advanced Preservative Free incorporates the pump in its closure and presents an ergonomic actuator with delicate action. It answers to all the prerequisites established by international standards, as well as to the expectations of the industry, regarding convenience, sterilization and appeal.
Another item on display, in Paris, was the Bidose system, designed specifically for medicines requiring the administration of an accurate dose in each nostril. It is therefore a high-precision system, with a container that guarantees the stability of the product. Its key characteristics are its ergonomic design and the standard dose of 2x0.1 ml (others available upon request). Options are also available for the administration of powder medicines.



Un airless dalle molte prestazioni
Sul mercato italiano Plastohm è conosciuta soprattutto come produttore di contenitori di plastica per il settore cosmetico, ma la multinazionale francese vanta una presenza significativa anche sul mercato globale del pharma, con soluzioni per tutti i tipi di specialità: dai farmaci etici fino all’automedicazione, passando per i prodotti di confine, come i solari.
A Pharmapack ha proposto anche agli utilizzatori di questo settore il nuovo sistema erogatore/flacone airless “AirFree”, frutto di una tecnologia inedita (flacone e sacca vengono realizzati in coestrusione, in un’unica operazione) e brevettato a livello mondiale. Progettato per il confezionamento di liquidi o creme di varia densità senza contatto con l’aria, è composto da due soli pezzi (corpo bicomponente e pompa con erogatore) e viene assemblato con la massima semplicità; inoltre richiede un solo stampo, utilizzabile anche per produrre lo stesso contenitore senza dispositivo airless, e può essere agevolmente riempito sulle linee già esistenti. Oltre all’economicità, la casa francese ha perseguito la massima efficacia e sicurezza di conservazione, garantendo al contempo una grande praticità. Fondamentale - soprattutto per le formulazioni instabili e delicate o per i prodotti che non contengono conservanti - il fatto che all’interno della sacca si crei il vuoto man mano che si dispensa il prodotto, avvicinando le pareti fino a farle aderire completamente a consumo ultimato (si riesce a utilizzare fra il 95 e il 97% del contenuto). Inoltre, AirFree presenta superiori proprietà barriera ed è pratico da usare in tutte le posizioni; può essere abbinato a contenitori di qualsiasi forma, capacità (da 30 a 250 ml) e finitura senza limitare a priori le possibilità di decoro e comunicazione.



Multi-functional airless pump
Plastohm is known within the Italian market primarily as a producer of plastic containers for the cosmetics sector, but the French multinational company also boasts significant influence within the global pharmaceutical market, with solutions for all types of specialties: from ethical medicine to automedication, covering confine products, as for sun-care. At Pharmapack, it proposed to the users of this sector the airless dispenser/flacon called “AirFree”, born of a trail-blazing technology (the flacon and pouch are made in coextrusion together in one operation) that is patented worldwide. Designed for the storing of liquids or creams of varying densities without air-contact, it is composed of only two parts (a bicomponent body and a pump with dispenser) and is assembled remarkably easily; above all, only one mould is needed, which can also be used to produce the very container without an airless device, and can be easily refilled with the existing filling machines.
As well as offering value for money, the French company has engaged in maximum effectiveness and reliability of preservation, while guaranteeing considerable practicality. What is fundamental - particularly for unstable and delicate formulations and products without preservatives - is the fact that empty space is gradually created inside the pouch as the product is dispensed, bringing the walls together until they completely adhere to each other upon entire consummation of the product (between 95 and 97% of the contents can be used). Furthermore, AirFree proposes superior barrier properties and is practical for use whatever position it is handled in; it can be matched with containers of any shape, capacity (from 30 to 250 ml) and finish without limiting a priori the possibilities for decoration and communication.



Spray nasali di qualità
Saint Gobain Calmar presenta AccuPump, una nuova gamma di pompe nebulizzatrici per il mercato farmaceutico. Le sue caratteristiche principali sono l’erogazione costante, l’affidabile meccanismo di pre-compressione che garantisce una superiore qualità dello spray e la costanza nel tempo.
AccuPump è realizzata con materiali certificati dalla FDA americana e conformi alle normative europee; inoltre la produzione viene effettuata in sala bianca classe 10.000, seguendo un procedimento che rispetta le norme GMP e ISO 9001. La pompa è disponibile con un’ampia gamma di diffusori, a seconda delle esigenze applicative, e con diverse capacità di erogazione.



Quality nasal sprays
Saint Gobain Calmar presents AccuPump, a new range of spray pumps for the pharmaceutical market. Its key characteristics are constant dosing, a reliable pre-compression mechanism that guarantees the spray’s superior quality and constancy in time. AccuPump is designed with materials certified by the American FDA and that conform to European standards; furthermore, the production is executed in a class 10.000 clean room, following a procedure that respects the GMP and ISO 9001 standards. The pump is available with a wide range of diffusers, depending upon the applicative demands, and with various dosing capacities.



Vasetti di plastica con accessori
Superfos è un’azienda leader nella produzione di imballaggi di plastica stampati a iniezione, per i mercati dell’alimentare e del non food. Non poteva, dunque, mancare a Pharmapack, dove ha presentato alcune delle ultime linee di contenitori primari per questo settore, con i relativi complementi di chiusura e sicurezza. In vetrina la linea Dudek di vasetti di HDPE, realizzata in camera bianca, completa di chiusura di LDPE in vari colori, con sistema easy open e antieffrazione, in grado di accogliere anche un essiccante. Fra le sue principali caratteristiche distintive figurano l’ampia gamma di capacità (19 misure, da 15 a 1500 ml); il particolare sistema di chiusura a scatto, sicuro ed ergonomico; la possibilità di riempimento su linee ad alta velocità. Si segnala, inoltre, per l’estrema varietà di versioni e complementi, la linea a marchio Duma, disponibile anche in versione squadrata (Duma Twist-Off Q) e Pocket.



Accessorized plastic containers
Superfos is a leading business in the production of inject-moulded plastic packaging for food and non-food markets. It could not therefore miss out at Pharmapack, where it displayed several of the latest ranges of primary containers for this sector, with the relative closures and safety complements. On display is the Dudek range of HDPE containers, made in a clean room, complete with LDPE closure in various colours, an easy-open and tamperproof system, also able to make space for a dehydrator. Among its key distinguishing features is a wide range of capacities (19 measures, from 15 to 1500 ml); the particular snap closure system, which is safe and ergonomic; the possibility of filling on high-speed machines.
Furthermore, of the extreme variety of versions and complements, we should mention the branded range Duma, also available in squared off version (Duma Twist-Off Q) and Pocket.



Flaconi di vetro classe I
La Divisione Farmaceutica di Saint-Gobain Desjonqueres propone una gamma particolarmente ampia di flaconi per l’industria farmaceutica, che comprendono linee realizzate con vetro bianco o giallo, di classe I, II o III. Inoltre, alle case farmaceutiche assicura servizi di progettazione, personalizzazione, plastificazione e decoro dei contenitori, completati dai trattamenti speciali (in primis il rivestimento interno con silicone, per l’isolamento dei preparati più sensibili). Alla fiera parigina ha valorizzato, in particolare, il materiale a marchio Asolvex®: un vetro di tipo I, boro-silicato neutro in massa, a basso tasso d’alluminio, messo a punto nel corso di 10 anni di ricerche. La sua formula esclusiva prevede un elevato tenore di silicio e una percentuale di Al2O3 fra il 2 e il 4, in luogo del consueto tasso del 6-8%. Queste caratteristiche offrono particolari garanzie di compatibilità con i farmaci sensibili, anche grazie al rilascio di alluminio limitato a 60 µg/l, contro i 150 di un vetro di tipo I tradizionale. Inoltre, grazie a un coefficiente di dilatazione ridotto, i flaconi di vetro Asolvex garantiscono un’elevata resistenza meccanica e allo choc termico, agevolando la sterilizzazione.


Class I glass flacons
The Pharmaceutical Division of Saint-Gobain Desjonqueres has a particularly wide variety of flacons on offer for the pharmaceuticals industry, comprising ranges designed with white or yellow glass, of class I, II or III. Furthermore, it guarantees services for pharmaceutical companies, including the design, personalisation, plastification and decoration of the containers, complete with special finishes (in primis the internal silicon finish, to isolate the more sensitive products).
At the Parisian fair it put an emphasis, in particular, on Asolvex® trademarked material: type I glass, of neutral boro-silicated mass, with a low level of aluminium, refined by over a decade of research. Its exclusive formula predicts an elevated tenor of silicon and between 2 and 3 per cent of AI203, instead of the usual rate of 6-8%. These characteristics offer a particular guarantee for compatabilities with sensitive pharmaceuticals, thanks also to the issue of aluminium limited to 60 µg/l, versus the 150 µg/l of traditional type I glass. In addition, thanks to a reduced coefficient of dilation, the Asolvex glass flacons guarantee an elevated mechanical resistance and resistance to thermal shock, that facilitates sterilization.



Angolari di cartone
L.A.I.M. (Santa Maria a Monte, PI), da sempre impegnata nella ricerca di nuovi materiali e di soluzioni d’imballaggio innovative, è specializzata nella produzione di angolari di cartone pressato completamente riciclabili. Gli angolari sono stati sviluppati a seguito di un’attenta ricerca di mercato, che ha evidenziato una tendenza crescente a impiegare imballi realizzati con materiali ecologici e riciclabili, in alternativa ad angolari prodotti con materiali misti, di difficile smaltimento o forte impatto ambientale.
L’offerta dell’azienda toscana comprende inoltre separatori di cartone ondulato di nuova generazione, pensati per distanziare gli oggetti nelle varie fasi di imballo e trasporto, e cartone ondulato a onda media, per gli imballi di protezione di particolari meccanici, prodotti di precisione, vetro ecc.



Cardboard corners
L.A.I.M. (Santa Maria a Monte, PI), constantly involved in the search for new materials and innovative packaging, produces pressed cardboard corners completely recyclable.
Pressed cardboard corners have been developed as the result of a careful market research, which has highlighted the trend for greater use of packaging made from ecological 100% recyclable materials as an alternative to corners produced with mixed materials that are difficult to dispose of or have a high environmental impact.
The Tuscan firm also produces corrugated cardboard dividers used to separate objects during the various stages of packaging and transport, and corrugated cardboard with medium wave for protecting mechanical parts, precision parts, glass, etc.



Effetto matt
Contraddistinta da una riflessione coerente della luce incidente, la superficie dei film di PP si presenta generalmente come uno specchio riflettente. Grazie all'impiego di particolari polimeri, è però possibile ottenere una riflessione incoerente: la luce non viene riflessa, bensì “diffusa” con infiniti angoli e direzioni, dando al film un aspetto traslucido e satinato.
A questo proposito, Vibac ha messo a punto CSK, film da laminazione morbido al tatto, con valori di brillantezza superficiale particolarmente bassi e un gradevole effetto “matt”. Grazie alle sue peculari caratteristiche ottiche, il film può essere stampato con inchiostri convenzionali per creare stampe dall'aspetto naturale o addirittura “anticato”.
Il lato matt del film presenta ottime caratteristiche di saldabilità (120 °C) e un coefficiente di attrito particolarmente basso, che lo rende adatto anche ad applicazioni su macchine ”difficili”.
Utilizzato da solo o in accoppiamento con film plastici, carta e cartoncino, CSK permette di realizzare confezioni dall’aspetto raffinato, stampe a effetto "cartaceo", sovralaccatura a registro con lacche brillanti, nonchè finestre per buste da lettere, brochures e pieghevoli.



Matt effect
Characterised by a coherent reflection of incident light, the surface of PP films is generally like a reflecting mirror. Thanks to the use of special polymers, one can also get an incoherent reflection: the light isn't reflected, but "diffused" at infinite angles and directions, giving the film a translucent and satin look.
Hence Vibac has developed CSK, a lamination film with a soft feel and especially low surface brightness for a pleasant “matt” effect.
Thanks to its special optical characteristics, this film can be printed with conventional inks, producing a natural look or even an "antique" look. The matt side of the film has excellent sealing properties (120 °C) and an especially low attrition coefficient, making its also suitable for applications on "difficult" machines. Used on its own or laminated with plastic films, paper or board, CSK lets one create packs with a refined look, "paper" effect prints, register over-lacquering with shiny lacquers and even windows for envelopes, brochures and leaflets.



Trasparenti convessità
Un prodotto ben esposto è un prodotto che si vende facilmente, anche al di là del normale trend di vendita e delle reali esigenze del consumatore. Lo sa bene Niada Srl, attiva nella produzione di imballaggi termoformati, che negli anni scorsi ha realizzato Convex®, blister bivalve brevettato dal forte impatto estetico.
A differenza dei tradizionali blister rettangolari, la soluzione Niada è tutta giocata, sia nel contorno esterno che nella sagoma interna, su linee curve e profili bombati, su forme convesse ed eleganti rotondità, in grado di conferire tanto alla confezione quanto al prodotto contenuto visibilità e un tocco di personalità in più. E questo anche grazie alla qualità e alla trasparenza che contraddistingue tutti i blister prodotti dall’azienda lombarda (sede a Malnate, VA).



Transparent convexity
A well displayed product is a product that sells easily, outstripping current sales trends and the consumer's actual need. Niada Srl, a producer of thermoformed packaging, knows this only too well, having developed Convex®, a patented two-valve blister pack with great visual impact. Unlike conventional rectangular blister packs, Niada's solution features curved lines and rounded profiles with convex shapes and elegant roundness, for both the exterior and interior lines, thus offering both the pack and its contents great visibility and extra personality. And this is also thanks to the quality and transparency found in all the blister packs from this Lombard company (based in Malnate, VA).



Applicatori hot melt
Robatech Italia presenta Concept B, linea di applicatori hotmelt di nuova generazione. La linea è articolata in 4 modelli con serbatoi da 5, 8, 12 e 18 litri e capacità di fusione ed erogazione adatte a ogni esigenza. Temperature e funzioni dell’applicatore sono controllate dall’elettronica integrata CLS, mentre un nuovo software consente una diagnostica completa di tutto il sistema. L’unità di controllo IK assicura, mediante encoder e sensori di rilevamento prodotto, grande precisione nell’applicazione del tratto colla. Un’erogazione accurata e costante è inoltre garantita da una pompa pneumatica di nuova concezione, laddove un sistema di filtraggio a più livelli previene eventuali intasamenti. Concept B, dotato di grado di protezione IP54, è equipaggiato con un sistema di alimentazione modulare e “universale”, che permette il collegamento a qualsiasi rete di alimentazione elettrica.



Hot melt applicators
Robatech Italia presents Concept B, a line of new generation hotmelt applicators. The line consists of 4 models with tanks holding 5, 8, 12 and 18 litres and melting/ dispensing capacities to meet all needs. The temperature and functions of the applicator are controlled by integrated CLS electronics, while a new software program offers complete system diagnostics. The IK control unit guarantees great precision during application of the line of glue thanks to its encoder and product detectors. Accurate and constant delivery is also guaranteed by a new concept pneumatic pump, while the multiple-level filtering system avoids the risk of clogging. Concept B, with safety factor IP54, is fitted with a modular "universal" feed system that allows for connection to any electricity mains.



Film termici OPP
GBC Films Group Europe (Assago, MI), fornitore a livello globale di soluzioni per la plastificazione termica, amplia la propria offerta di film termici OPP con tre nuove proposte:
• 8600 Silk OPP, dalla superficie non riflettente, rappresenta la soluzione ideale per le finiture opache in seta di brochure ed espositori di alta qualità. Come tutti i prodotti della gamma di film lucidi e opachi OPP, anche 8600 Silk vanta una formulazione in grado di facilitare l’adesione allo stampato, garantendo risultati di qualità elevata e costante, soprattutto in lavori di finissaggio quali verniciatura UV o con spot color, stampa a secco o foil.
• 8450 AluBrush identifica un film pre-goffrato per finiture “di pregio”. Essendo la tramatura già presente nel film, l’adozione di 8450 AluBrush permette di evitare ulteriori investimenti dal punto di vista tecnico, con interessanti riduzioni nei costi di produzione.
• 8450 Linen, nuova versione dell’omonimo film pre-goffrato dalla raffinata tramatura, assicura prestazioni ottimizzate per quanto riguarda parametri chiave come arricciamento, separazione e caratteristiche post-finissaggio.



Thermal OPP films
GBC Films Group Europe (Assago, MI), a global supplier of solutions for thermal plastic coating, has extended its range of thermal OPP films with three new products:
• 8600 Silk OPP, with a non reflecting surface, is the perfect solution for matt silk coating of high quality brochures and display stands. Like all the other products in the shiny and matt OPP film range, also the 8600 Silk has a special formula that favours its adherence to the printed object, guaranteeing high quality results all the time, especially for finishes with UV paints, spot color, dry printing or foil.
• 8450 AluBrush is the name of a pre-embossed film for “noble” finishes. Since the weave is already in the film, the adoption of 8450 AluBrush avoids the need for further investments in technology and offers attractive savings in production costs.
• 8450 Linen, the new version of the pre-embossed film with refined weave, guarantees optimised performance in terms of the key parameters, such as curling, separation and post-finishing characteristics.




Uomini, aziende, culture industriali
Men, concerns, industrial cultures



FFS per buste
FFS for bags



Sterilizzabile per microonde
Retortable for microwave oven



Sette linee per le conserve
Seven lines for preserves



Sottovuoto per carni
Vacuum for meat


Nuovo materiale, saldature ottimizzate
New material,optimisd sealing



Modificatore di rigidità per film di PP
Stiffness modifier for PP films



Liquidi, da monte a valle
Liquids, upstream to downstream



Livello, tappo ed etichetta
Level, cap and label



Una qualità testata
Proven quality



Lo stampo dell'acqua
Water moulds



Una chiusura originale
An original closure



Dal food al pharma
From food to pharma



Bassine e comprimitrici: una gamma completa
Coating machines and tablet presses: a complete range



Una biennale molto specializzata
A highly specialised biennial show



Sicurezza per il farma
Security for pharma



Dosi certe e numerate
Certain numbered doses



Valvole e attuatori
Valves and actuators



Un nuovo logo per il vetro
New logo for glass



Sicurezza per il pharma
Security for pharma



Cannula vaginale pre riempita
Pre-filled vaginal cannula



Trasparenze ad alta barriera
High barrier trasparencies



Chiusure-erogatore per semidensi
Closure-dispenser for semi-solids



Dosaggio ed erogazione airless
Airless dosage and supply



Erogatore nasale filtrante
Filtering nasal doser



Un airless dalle molte prestazioni
Multi-functional airless pump



Spray nasali di qualità
Quality nasal sprays



Vasetti di plastica con accessori
Accessorized plastic containers



Flaconi di vetro classe I
Class I glass flacons



Angolari di cartoni
Cardboard cornes



Effetto matt
Matt effect



Trasparenti convessità
Trasparent convexity



Applicatori hot melt
Hot melt applicators



Film termici OPP
Therm OPP films



Più barriera per il medicale - Tekni-Films ha sviluppato una nuova famiglia di film rigidi per il packaging farmaceutico, che offre una più elevata barriera all’umidità e all’ossigeno. Si tratta di un laminato multistrato basato su PETG, EVOH e PCTFE, di grande trasparenza, indicato in primis per il blisteraggio. Per la sua realizzazione Tekni-Films ha utilizzato Eastar 6763 della Eastman Specialty Plastics: un copoliestere termoformabile, sterilizzabile e dalle marcate caratteristiche fisiche.
More barrier for medical products - Tekni-Films has developed a new family of rigid film for pharmaceutical packaging, that offers a higher barrier to humidity and oxygen. It is a very transparent multilayer laminate based on PETG, EVOH and PCTFE, which also boasts a great transparency and is recommended in primis for blistering.
For its creation, Tekni-Films used Eastar 6763 of Eastman Specialty Plastics: a thermoformable copolyester, that can be sterilized and has marked physical characteristics
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Siringhe pre-riempite - Gerresheimer progetta, produce e fornisce sistemi di iniezione pronti per il riempimento, permettendo ai produttori di farmaci di terziarizzare processi costosi come il lavaggio e l’asciugatura in fase di montaggio, la siliconatura e la sterilizzazione delle siringhe. Gerresheimer, i cui marchi principali nel packaging medicale sono RTF e Readyject, ha illustrato al pubblico dell’ultimo convegno Pharmapack la crescita straordinaria di questa particolare tipologia di “contenitore”, che continua a presentare prospettive di sviluppo perché offre sia superiori garanzie di sicurezza sia interessanti margini di profittabilità. Allo stand, le siringhe di ultima generazione, di vetro farmaceutico e di plastica, della multinazionale tedesca.
Pre-filled syringes
Gerresheimer designs, produces and provides ready-to-fill injection systems, allowing pharmaceutical producers to outsource costly processes, like the cleansing and drying of the syringes during assembly, their siliconisation and sterilization.
Gerresheimer, whose key brands in medical packaging are RTF and Readyject, illustrated to the audience at the latest Pharmapack meeting the incredible growth of this particular typology of “container”, which continues to offer prospects of development as it offers both superior safety guarantees and interesting margins of profitability. On display at their stand the German multinational’s new generation of syringes, in pharmaceutical glass and plastic.

Un terzista per lo stampaggio - Certificata ISO 9000:2000, -Bisioprogetti (Alessandria) fa capo al gruppo Guala ed è specializzata nello sviluppo e produzione, anche in esclusiva per i propri clienti, di articoli termoplastici. La sua principale prerogativa consiste nella costruzione di stampi e nello stampaggio conto terzi di chiusure e sigilli di garanzia, articoli medicali e paramedicali, micromeccanica di precisione, ecc. A Pharmapack l’azienda piemontese ha presentato linee di monodose per formulazioni liquide, inalatori e contenitori per polveri, accessori e dispositivi per cateteri e per la proctologia.
Moulding contractor - ISO 9000:2000 certified, Bisioprogetti (Alexandria) comes under the Guala group and is specialised in the development and production of thermoplastic items, also exclusively for its own customers.
Its key prerogative consists in the construction of moulds and moulding, for companies working on contract, of closures and seals of approval, medical and paramedical items, precision micromechanics, etc. At Pharmapack the Piedmontese concern displayed monodose lines for liquid solutions, inhalers and containers for powders, accessories and appliances for catheters and proctology.

Tecnologie a convegno - Creato per consentire un’adeguata presentazione di nuovi prodotti e tecnologie, il convegno Pharmapack è stato, come sempre, molto frequentato dal pubblico professionale.
E, anche quest’anno, abbiamo assistito da parte dei relatori alla presentazione di numerosi prodotti nuovi o di recente messa a punto.
In questa pagina e nelle successive proponiamo una selezione.
• Amcor Flexibles: ha fatto il punto sui processi di termoformatura di blister, con simulazioni al PC delle caratteristiche che si ottengono adottando questa tecnologia, per passare poi a illustrare peculiarità e vantaggi della cosiddetta “termoformatura a freddo”.
• Boehringer Ingelheim microParts, frutto dell’acquisizione, nel settembre 2004, di microParts da parte di BI: specialista della nebulizzazione, ha presentato il nuovo sistema aerosol Truspray® che assicura una nebulizzazione particolarmente sottile e permette di ridurre la necessità di propellenti.
• Bopack Group propone il codice a barre unico come strumento efficace di tracciabilità e lotta alla contraffazione.
• Constantia Packaging: tutte le tecnologie anticontraffazione che si possono integrare nei materiali flessibili per l’imballaggio messi a punto dal gruppo austriaco.
• Euro Products & Services: il trasporto a temperatura controllata di farmaci. Gli elementi che garantiscono una logistica senza “buchi” e l’imballo da trasporto Cold Pack System.
• Filed Boxmore: come prevenire la contraffazione dei farmaci rendendo sicuri astucci pieghevoli, etichette e foglietti illustrativi. Le soluzioni proposte dal converter di imballaggi cellulosici.
• Hologram Company Rako: le nuove garanzie di sicurezza che si possono ottenere combinando le tecnologie convenzionali (olografia, carte di sicurezza, ecc.) con la stampa digitale di dati variabili con stampante HP Indigo.
• Jaycare: contenitori standard e “custom”, chiusure e ausili per il pharma, prodotti con le diverse tecniche dello stampaggio a iniezione e del blow moulding. Focus sulle tecniche di prototipazione rapida a supporto delle strategie di riduzione del time to market.
• Körber Medipack: un approccio sistemico alla progettazione e produzione, che tiene conto di tutte le funzioni della confezione (logistiche, protettive, di marketing, di servizio…), dei vincoli di legge, dei vincoli industriali e delle esigenze in termini di redditività.
Technology convention
Established to enable a suitable presentation of new products and technologies, the Pharmapack convention was, as always, well attended by a professional public. And, also this year, we have witnessed the speakers’ presentation of numerous new or recently devised products. Here is a representative selection:
• Amcor Flexibles: they homed in on thermoforming processes of blisters, with computer simulations of the characteristics obtainable with this technology, proceeding next to illustrate the peculiarities and advantages of so-called “cold thermoforming”.
• Boehringer Ingelheim microParts, fruit of BI’s acquisition of microParts in September 2004: specialist in sprays, it displayed its new Truspray® aerosol system that ensures a particularly fine spray and secures diminished necessity for propellants.
• Bopack Group: the single barcode acting as efficient anti-counterfeit means for tracing.
• Constantia Packaging: involving all anti-counterfeit technologies that can be integrated into flexible materials for packaging created by the Austrian group.
• Euro Products & Services: the transport of pharmaceuticals at controlled temperatures. The elements that guarantee “flawless” logistics and Cold Pack System transportable packaging.
• Filed Boxmore: how to prevent pharmaceutical fakes by ensuring the security of folding boxes, labels and instruction leaflets. The solutions proposed by the converter of cellulose packaging;
• Hologram Company Rako: new security guarantees that can be obtained by combining conventional technologies (holograms, security cards, etc.) with digital printing of variable data using the HP Indigo printer.
• Jaycare: standard and “custom” containers, closures and aids for pharma, produced with the different techniques of injection moulding and blow moulding. Focus on fast prototyping techniques in support of strategies that reduce the time to market.
• Körber Medipack: a systemic approach to the design and production that considers all the functions of packing (logistical, protective, marketing, service functions…), the legal ties, industrial ties and demands in terms of profitability.

Un’offerta completa - All’ultimo Pharmapack, Rexam Pharma ha presentato le principali famiglie di imballaggi sviluppati per il confezionamento primario di prodotti per la salute. Articolati per applicazione, comprendono: soluzioni complete per preparati oftalmici, anche senza conservanti e dunque con particolari esigenze di igienicità e barriera; barattoli per compresse, con i relativi tipi di chiusura e complemento; pompe per nebulizzare farmaci nasali, orali e otologici; siringhe e ausili per iniettabili; farmaci da inalare; sistemi completi per il confezionamento e l’erogazione di creme; tubi tamper evident, con o senza cannula. Sotto i riflettori, le ultime pilloliere da 20 e 100 ml, anche con chiusura inviolabile ed eventuale essiccante, e i nuovi spray nasali di massima sicurezza.
A complete range on offer
At the latest Pharmapack, Rexam Pharma displayed the key packaging families for the primary packing of health products. Organised per application, they comprise: complete solutions for ophthalmic products, also without preservatives and therefore with a particular demand for hygiene and barrier; pill containers, with the relative types of closure and attachments; sprays for nasal, mouth and auricular pharmaceuticals; syringes and aids for injectables; inhalable pharmaceuticals; complete systems for packing and dispensing of creams; tamper evident tubes, with or without cannula. In the spotlightthe latest 20 and 100 ml pillboxes, also with secure closure and eventual dehydrator, and the new maximum-security nasal sprays.

Vetro: investire per la qualità - Nuova Ompi (Piombino Dese, PD) produce fiale, ampolle, siringhe e altri ausili per il settore farmaceutico. Insieme alle altre società del gruppo Stevanato serve l’intera filiera della produzione e trasformazione di vetro per il pharma: macchine e controlli, materiali e contenitori. La sua affermazione internazionale si deve in primo luogo alla politica di qualità, conforme alle norme ISO, GMP, FDA e ISO 14000, e sostenuta da investimenti in R&S pari a circa il 10% del fatturato. Il suo parco tecnologie comprende linee ad alta velocità completamente automatiche; lavorazioni all’avanguardia nel tubo vetro a rilascio chimico controllato; sistemi di visione artificiale per il controllo totale in linea dei difetti; sistemi di autoregolazione per il processo di formatura del contenitore; linee produttive in ambienti controllati di classe 100.000 e 10.000.
Glass: investing in quality
Nuova Ompi (Piombino Dese, PD) produces phials, ampules, syringes and other aids for the pharmaceutical sector. Together with other societies of the Stevanato group it serves the entire branch of glass production and conversion for pharma: machines and controls, materials and containers. It owes its international achievement primarily to its policy of quality, which conforms to the ISO, GMP, FDA and ISO 14000 standards and is sustained by investments in R&S equal to 10% of turnover. Its technology yard comprises ranges that are of high speed and are fully automatic; avant-garde manufacture of the chemically controlled glass release tube; artificial monitoring systems for total control of flaws; autoregulatory systems for the container’s forming process; production lines in class 100,000 and 10,000 controlled environments.

Plastica di precisione - DTP Group (Oyonnax Cedex, F) è specializzato nella fabbricazione di parti in plastica di precisione e da una decina d’anni si è focalizzato sulle applicazioni nell’industria farmaceutica e medicale. Forte dell’integrazione con il produttore SMP di stampi e di un parco tecnologie che comprende camere bianche di classe 1.000 e 10.000, si propone come partner per la progettazione e produzione di articoli nei diversi materiali (dal PP agli elastomeri, passando per moltissimi altri). Plastibell e Plastibell Pharm, che fanno capo al gruppo, realizzano componenti ed effettuano controlli (anche microbiologici) supportate da attrezzature modernissime.
Precision plastics - DTP Group (Oyonnax Cedex, F) is specialised in the manufacture of precision parts of plastics, and over the past decade has focused upon applications in the pharmaceuticals and medicine industries. Strengthened by integration with the SMP printing producer and a technology park that comprises class 1,000 and 10,000 clean rooms, it puts itself forward as a partner for the design and production of articles in various materials (from PPs to elastomers, including many others). Plastibell and Plastibell Pharm, part of the group, create components and carry out controls (also microbiological ones) backed up by the most modern equipment.

• MeadWestvaco Healthcare Packaging: come si sviluppa il packaging “intelligente” per il settore medicale. Focus sulle caratteristiche di interattività, chiarezza e amichevolezza e presentazione dei blister Cerepak™.
• Neopac: pompa airless, tubi “full barrier”, tubetti monodose (1 o 3 ml) e contagocce (18 - 25 mg).
• Nova Chemicals (materie plastiche) e Polymix (attrezzature): proprietà e vantaggi del copolimero acrilico a marchio Nas® e delle sue nuove versioni Zylar® - trasparente e resistente alla sterilizzazione con raggi gamma - e Zylar®-Ex per estrusione.
• Pharmaglass: flaconi e dispositivi per il packaging farmaceutico in vetro e plastica. Molti esempi significativi di cooperazione con il cliente nello sviluppo di dosatori, flaconi, contagocce, siringhe per farmaci orali.
• Sepha Ltd: come garantire l’integrità dei blister con i test in grado di evidenziare forature e porosità del materiale. Apparecchiature e tecnologie.
• Sicpa Product Security: una rassegna dei sistemi anticontraffazione della casa, con focus sulla soluzione “track and trace” a marchio Sicpatrace, basata su tecnologia non visibile.
• Schreiner ProSecure: come garantire la sicurezza e l’autenticità dei farmaci, lungo l’intera catena di fornitura e su tutti i tipi di imballaggio.
• MeadWestvaco Healthcare Packaging: how ‘intelligent’ packaging is developed for the medical sector. Focus on the characteristics of the Cerepak™ blisters: interaction, clarity and friendly appeal.
• Neopac: airless pump, “full barrier” tubes, disposable tubes (1 or 3 ml) and dispensers (18-25 mg).
• Nova Chemicals (plastic materials) and Polymix (equipment): properties and advantages of the Nas® branded acrylic copolymer and its new Zylar® versions- transparent and resistant to gamma ray sterilization - and Zylar®-EX for extrusion.
• Pharmaglass: flacons and devices for glass and plastic pharmaceutical packaging. Reports of many significant examples of cooperation with the customer in the development of dosers, flacons, dispensers and syringes for the dispensing of oral pharmaceuticals.
• Sepha Ltd: how to guarantee the integrity of the blisters with tests able to pinpoint holes and porosity of the material. Equipment and technologies.
• Sicpa Product Security: a display of the house’s anti-counterfeit systems, with a focus on the Sicpatrace branded “track and trace” solution, based on technology not visible to the naked eye.
• Schreiner ProSecure: how to guarantee security and authenticity of pharmaceuticals, along the entire supply chain and on all types of packaging.