May 2000
Souvenir da Roma

La parola all’autore
Nello spazio del “dipinto”, accuratamente imballata e fustellata, giunge dal passato classico un’opera che fonde e confonde il segno calligrafico del mio vocabolario immaginario con i codici di riconoscimento di base. La scatola metallica, in questo viaggio immaginario attraverso il tempo, accede allo sguardo orizzontale che scorre nella lettura di codici indecifrabili vaganti nello spazio.
Lo sguardo si ferma nell’istante contemplativo; l’occhio percepisce i segni, i colori, la forma; il cervello ordina alle dita di voltare le pagine di copertina.
L’opera può così proseguire il suo viaggio spazio-temporale verso nuovi orizzonti. Lino di Vinci

A word from the artist
In the space of the “painting”, carefully packed and padded, from the classic past a work reaches us that mixes and confuses the calligraphic sign of my imaginary vocabulary with the basic codes of recognition. The metal box, in this imaginary voyage through time, gains access to the gaze that runs horizontally reading the indecipherable codes floating in space. The gaze freezes in a contemplative instance; the eye perceives the signs, the colors, the shape; the brain orders the fingers to turn the pages of the cover; the work can thus continue in its spatial-temporal voyage towards new horizons. Lino di Vinci



Lino di Vinci (1962)

Exhibitions
• 1992 - Lineart (Gent, B); 1993 - Artefiera (Bologna)
• 1994 - Decouvertes (Parigi, F)
• 1995 - Studio D’Ars Banca Pop. MI (Milano, Roma, Bologna)
• 1996 - 10 Artisti del Premio Duchessa di Galliera (Museo d’arte Moderna di Villa Croce, Genova); 80 Artisti transnazionali (Villa Sparina, AL)
• 1997 - Premio Provincia di Genova “Forme ed immagini contemporanee” • 1998 - Percorsi paralleli ed incrociati (Museo d’arte moderna di Villa Crole, Genova)
• 1999 - Night and Day (L. di Vinci, L. Galante, Centro Culturale di Sarro, Roma); Contaminazione (Genova)
• 2000 - Laboratorio Bedburg (Colonia, D); Galleria Plaza (Tokyo, J); Four (Galleria Bersani, Finale Ligure, Savona)

Dal 1995, le sue opere sono presenti sulle navi del gruppo armatoriale Grimaldi Traghetti Superveloci, per il quale ha realizzato lavori di grandi dimensioni.

Since 1995, his work have been present on the ships of the Grimaldi Traghetti Superveloci group, for which he has created works on a grand scale.

La parola al critico
Okakura Kakuzo riguardo il concetto di Teismo, culto fondato sull’adorazione del bello, affermava: «La sua essenza è costituita da purezza, armonia, mistero...». È essenzialmente culto dell’Incompiuto, «tentativo delicato di raggiungere il possibile in mezzo a quell’Impossibile che chiamiamo vita» e ancora «non è banale estetismo... ci aiuta a esprimere il nostro modo di vedere l’uomo e la natura». Una sorta di Teismo occidentale appartiene anche al giovane artista Lino Di Vinci: lasciati alle spalle riferimenti a passate sperimentazioni artistiche, ha iniziato il percorso della personalizzazione della sua ricerca pittorica. I rimandi dei lavori odierni a forme primarie non sono semplicistiche citazioni ma l’esito, irripetibile, di reinvenzioni figurative, a volte rese più esplicite da spirali generatrici. E (nel caso di “Pensiero circolare”) la dinamica del Di Vinci si fonda in quel transitare tra due ipotetici fuochi (punto di partenza e arrivo o limiti di contrazione ed espansioni di sfumati, colorazioni e tracce). Ci si rende conto che caos emotivo e razionalità sono due componenti essenziali del lavoro di Di Vinci. Ed è tramite queste due “molle” che l’artista ricerca valenze estetiche e leggerezze, effetti eterei e, in parallelo, sintomi di gioia di vita. Una felicità che finisce nell’attimo stesso in cui si manifesta per poi indirizzarsi verso nuovi traguardi pittorici o emotivi. In queste evoluzioni continua a essere fondamentale il segno che nell’opera “Souvenir da Roma” interagisce tridimensionalmente con supporti di materiali diversi in quanto gesto-scrittura. Genni Di Bert

A word from the critic
On the concept of Theism, cult based on the adoration of beauty, Okakura Kakuzo stated:«its essence is made up of purity, harmony, mystery..» It is essentially the cult of the unfinished, «a delicate attempt to attain the possible amidst that impossible experience called life» and again «it is not banal aestheticism.. .it helps us express our way of seeing mankind and nature». The work of the young artist Lino Di Vinci could also be said to pertain to a sort of western Theism: having left references and past artistic experimentation behind him, Di Vinci has broached the path of personalising his own pictorial output. The allusions in his current work to primary form are not simplistic quotations but the unrepeatable results of figurative reinvention, at times rendered more explicit by generant spirals. And (in the case of “Circular thought”) Di Vinci’s dynamism is based on the transiting between two hypothetical points of focus (the point of departure and arrival or the limits of the contraction and expansion of shades, coloring and mere traces). Indeed emotional chaos and rationality are two essential components in Di Vinci’s work. It is this that sparks off the quest for aesthetic values and lightness, ethereal effects and, alongside this, symptoms of the joy of living present in his work. A happiness that expires in the very twinkling in which it manifests itself to then direct itself towards other pictorial or emotional goals. In these evolutions the mark that interacts in 3D with different material backings in the work “Souvenir of Rome” continues to be important inasmuch as gestural-writing.
Genni Di Bert