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Electrochemical impedance spectroscope technology is used with numerous advantages for controlling metal packaging for food, pharmaceuticals and cosmetics. This has been demonstrated in the field by the experts of Laminazione Sottile
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RFID
Il “presente” dell’etichetta

UN CONFRONTO Destinate a crescere nei prossimi anni con tassi a due (o forse addirittura a tre) cifre, le applicazioni della tecnologia RFID accendono forti entusiasmi fra gli operatori della grande distribuzione, ma generano anche qualche apprensione fra i produttori di beni di consumo. Aggiornamenti e strumenti utili per fugare ogni timore, compreso quello relativo ai costi troppo elevati. Ado Sattanino

Continuiamo a chiamarla “l’etichetta del futuro”, eppure l’identificazione di un oggetto tramite microchip e onde radio è una realtà che si sta consolidando, e con la quale sarebbe meglio fare i conti da subito.
Le applicazioni basate sull’RFID sono infatti in crescita esponenziale non solo nel Nord America (il mercato che è partito prima e con maggiore convinzione su questa strada) ma anche nei diversi Paesi d’Europa. Alla crescita, per così dire, fisiologica di una tecnologia che sta dimostrando molti vantaggi applicativi, si aggiungono inoltre alcuni episodi specifici che contribuiscono ad accelerarne l’adozione.
L’esempio più noto, a questo proposito, viene dagli Stati Uniti: Wal Mart, il colosso a stelle e strisce della distribuzione, ha deciso di accettare come fornitore soltanto chi identifica i propri lotti con un tag RFID, con l’obiettivo di risparmiare da 5 a 8 miliardi di dollari/anno; è facile immaginare le conseguenze di questa scelta, ed è altrettanto facile intuire che gli effetti non si arresteranno di là dell’Atlantico.
Le catene europee della GDO, intanto, non stanno a guardare: Metro, per citarne una, sta spingendo verso la tecnologia RFID non soltanto per conseguire economie a livello di back-office (gestione logistica, carico/scarico, spedizione delle merci) o per contrastare il taccheggio, ma anche per eliminare progressivamente le casse all’uscita dei supermercati: grazie alla radiofrequenza, infatti, sarà possibile automatizzare i pagamenti addebitando l’importo della spesa direttamente su bancomat o carta di credito.
• Le decisioni dei grandi distributori, ma anche (come vedremo più avanti) certi orientamenti legislativi, stanno dunque sancendo il successo dell’RFID in modo definitivo. Una prova di ciò, seppur indiretta, sta nel crescente numero di seminari e convegni in cui viene affrontato il tema, ogni volta seguiti da un pubblico particolarmente attento e desideroso di capire. Ci sembra, in altre parole, che il bisogno di informazione sia molto avvertito; vorremmo perciò offrire ai nostri lettori qualche utile chiave di lettura, proponendo in libera sintesi tre interventi che abbiamo ascoltato e apprezzato, in momenti diversi, negli ultimi mesi.
Il primo (di Andy Cavallini, consulente e coordinatore scientifico di Innova Italia) è stato presentato durante l’assemblea Gifasp che si è svolta a Milano il 17 marzo 2005, presso le Cartiere Vannucci, mentre il secondo e il terzo (rispettivamente di Roy Folden, International Paper, e Giuseppe Marengon, HP) sono stati discussi lo scorso dicembre in occasione dell’Open House di International Paper, alla Villa Gallarati-Scotti di Oreno di Vimercate (MI).

Priorità e strumenti operativi
Per entrare nello specifico delle applicazioni RFID, prendiamo spunto dall’ampio intervento di Andy Cavallini. Dopo aver spiegato nel dettaglio in cosa consiste questa tecnologia (nel box), il relatore ha passato al vaglio le cause che ne stanno favorendo il successo. In Europa, oltre alle leggi “non scritte” ma imposte dal mercato (l’ottimizzazione dei flussi logistici, la disponibilità di maggiori informazioni sulle abitudini di consumo…), a spingere verso la radiofrequenza sono soprattutto gli orientamenti normativi emersi in seno alla UE: come ben sanno i nostri lettori, la strada maestra seguita dal legislatore è quella della tracciabilità/rintracciabilità degli alimenti (178/2002, già in vigore) e degli imballaggi a contatto con il cibo (1935/2004, con decorrenza 27/10/2006).
In questi regolamenti, sia chiaro, non si fa alcun cenno agli strumenti da impiegare per raggiungere questi obiettivi; fra le tante alternative, tuttavia, il tag RFID viene presentato come la soluzione più efficace sotto diversi punti di vista. Questa particolare etichetta, infatti, non solo è in grado di dirci in modo univoco “che cos’è” un prodotto, un collo o un pallet, ma anche di memorizzare una lunga serie di informazioni accessorie sulle trasformazioni che lo stesso prodotto, collo o pallet ha subito in tutte le fasi della lavorazione, consentendo altresì la registrazione di tempi, luoghi e operatori coinvolti.

Parlano i risultati - Bisogna ammettere che anche con il tradizionale codice a barre si possono ottenere gli stessi dati, a patto però che un sistema esterno di database integrati fra loro sia continuamente aggiornato, verificato e interrogato da tutti gli attori coinvolti nella catena produzione/smistamento/distribuzione, con tempi di risposta più elevati e un maggior numero di operazioni da svolgere. La differenza, rispetto alle etichette tradizionali, è che i tag RFID sono “self-describing”, ossia in grado di parlare da sé senza bisogno di appoggiarsi a database esterni.
Longeva anche vent’anni, in quanto funziona senza batteria, l’etichetta in radiofrequenza presenta una serie di vantaggi specifici. Innanzitutto, il processo di lettura dei dati è semplice: le onde radio passano attraverso il cartone degli imballi e i film che proteggono il carico, e garantiscono un “dialogo” corretto a prescindere dal posizionamento delle antenne. In secondo luogo, la capacità di immagazzinamento dei dati non ha eguali (l’unità di misura oggi ancora si esprime in kB, ma presto si passerà ai mB); inoltre, i tempi di lettura sono molto rapidi, intorno ai 7 millesimi di secondo per tag: per identificare un intero pallet contenente mille scatole dotate di microchip, ad esempio, occorrono solo 7 secondi. Altri plus? Il tag non patisce alterazioni dovute alla sporcizia o agli sbalzi climatici; all’occorrenza, i dati immagazzinati possono essere criptati; soprattutto, ogni etichetta RFID prodotta nel mondo è identificata da un codice univoco registrato (EPC Electronic Product Code, a 96 bit), per cui non è duplicabile o falsificabile.

Superare le criticità - Certo, sull’altro piatto della bilancia vanno considerati alcuni punti deboli. L’affidabilità di lettura e scrittura è oggi al 98% (ma in fase di graduale miglioramento), e in presenza di liquidi e di materiali metallici le operazioni di lettura e scrittura presentano ancora qualche difficoltà. E se il discorso relativo all’inquinamento elettromagnetico sembra chiuso (con una potenza pari a un millesimo di un telefono cellulare, il tag non sembra né dannoso per la salute, né capace di alterare la struttura biochimica dei prodotti), per quanto riguarda il recupero del materiale PET/alluminio/silicio rimangono sul campo alcune domande, cui peraltro nei prossimi anni sarà più facile trovare una risposta adeguata.

Il prezzo scende - Le novità salutate con maggior favore sono in realtà emerse a proposito del problema avvertito come il più spinoso, ossia i costi elevati.
Sino ad oggi, infatti, le diseconomie generate dalla non completa definizione di standard univoci a livello globale, e soprattutto i volumi produttivi “relativamente” limitati, avevano mantenuto i prezzi dell’RFID molto (troppo) alti. Gli analisti più ottimisti, tuttavia, sono concordi a prevedere per il 2006 un rapido abbattimento dei costi: se alla fine del 2003 ognuno dei 300 milioni di tag RF (passivi) prodotti nel mondo costava ancora intorno a 0,30 Euro, e già nel 2004 i 700 milioni di pezzi costavano circa 0,20 Euro l’uno, nel 2006 la produzione toccherà i 15 miliardi di unità, con un costo di appena 0,05 Euro a tag.

Al servizio dell’ondulato
Per aiutare i propri clienti ad affrontare le difficoltà pratiche relative all’adozione delle etichette RFID, il produttore di cartone ondulato International Paper ha dato vita allo “Smart Packaging Group”, una struttura ad hoc operativa nel proprio centro ricerche di Memphis, Tennessee (USA).
Come ha spiegato Roy Folden, responsabile del progetto Packaging della divisione Container di International Paper, ciò che più colpisce nell’esperienza portata avanti dallo “Smart Packaging Group” è la capacità di fare sistema, con l’obiettivo di mettere a punto soluzioni operative a vantaggio degli utilizzatori finali; a Memphis, infatti, IP è riuscita a coinvolgere i migliori fornitori di materiali e sistemi RFID, testando la qualità delle prestazioni e simulando gli usi del tag in ambienti di lavoro diversi per umidità, temperatura, vibrazioni, urti, ecc.
A orientare il lavoro di IP è certo l’implementazione degli standard EPC, nel cui ambito spiccano le richieste specifiche di Wal-Mart e, addirittura, alcune commesse del Pentagono. L’attenzione di IP, in particolare, si sta spostando sull’applicazione dei nuovi tag ad altissima frequenza (UHF), che sembrano in grado di superare i punti deboli dei tag precedenti: quelli a bassa frequenza (LF), caratterizzati da un ampio campo d’azione ma anche da costi elevati, e quelli ad alta frequenza (HF), disponibili viceversa a costi inferiori ma con un campo d’azione più ridotto; gli UHF coniugano invece prestazioni elevate e costi sempre più competitivi, dimostrando grandi potenzialità nella tracciabilità dei pallet, dei container e delle scatole di cartone ondulato.

Parola di leader
Quando si parla di aziende “esperte” nella tecnologia RFID, si può pensare con pari legittimità a due famiglie distinte: chi utilizza nei propri stabilimenti e magazzini le etichette in radiofrequenza, oppure chi è impegnato nella ricerca e nello sviluppo di tali applicazioni.
Hewlett-Packard, a questo proposito, può vantare un duplice punto di osservazione. Grande produttore di beni di consumo (PC, stampanti, cartucce, macchine fotografiche digitali), HP è stata per così dire costretta da Wal-Mart a adottare l’identificazione in radiofrequenza per tutti i propri lotti; l’ha fatto in tempi brevi, conseguendo (come vedremo) risultati lusinghieri.
Ma Hewlett-Packard è anche un colosso dell’informatica, e come tale sta investendo ingenti risorse nella R&S di soluzioni radiofrequenza allo stato dell’arte.

Vantaggi d’uso - Come racconta Giuseppe Marengon, responsabile del centro di competenza internazionale della tecnologia RFID per Hewlett-Packard, l’adozione di questi sistemi è avvenuta in modo graduale durante il progetto pilota che ha interessato (in due fasi distinte) l’importante stabilimento HP di Memphis, non lontano dal centro di ricerca International Paper; oggi, tuttavia, l’implementazione della RFID sta procedendo di gran carriera in tutti i siti HP nel mondo, visti gli ottimi risultati in termini di efficienza della logistica interna e tracciabilità (per contrastare la contraffazione e combattere il mercato parallelo).
• Vediamo dunque cos’è avvenuto a Memphis. Nella prima fase dell’esperimento, le stampanti assemblate nello stabilimento venivano messe, come sempre, all’interno della loro scatola, assieme ai manuali, al cd e al cavo; ogni scatola veniva dapprima identificata da un barcode tradizionale letto da uno scanner, quindi impilata, assieme alle altre, su di un pallet; questo bancale, infine, arrivava nel magazzino con (allegata) l’usuale lista cartacea di identificazione del contenuto. Qui, un operatore prendeva l’elenco, lo leggeva e ne trasferiva le informazioni all’interno di un elaboratore collegato a un’apposita stampante, che a sua volta provvedeva a generare il tag RF da applicare al pallet.
• Durante la seconda fase del progetto, invece, è stato spostato “a monte” il momento in cui viene creato il tag che identifica il contenuto del bancale: tutte le informazioni contenute sui barcode di ogni scatola sono catturate dallo scanner ed elaborate in automatico da un PC, quindi subito trasformate in un tag da applicare al pallet. In questo modo, è stato possibile sostituire lo smistamento manuale che avveniva all’ingresso del magazzino con un varco elettronico, ossia un passaggio costituito da due antenne poste in verticale, fra le quali transita appunto il pallet. Perciò, ogni volta che un bancale raggiunge il magazzino, un lettore RFID capta le informazioni contenute nel tag senza bisogno di alcun operatore, interroga in modalità wireless il sistema di gestione magazzino (WMS), ricava la posizione di stoccaggio richiesta e infine dirige la merce, sempre in automatico, nel punto indicato.

Rigore e fantasia - Nei propri laboratori di Palo Alto, in California, HP sta studiando come ridurre progressivamente le dimensioni e i costi dei chip, sfruttando anche le nanotecnologie: una conferma, seppur espressa con argomenti diversi e complementari, della tendenza di fondo a intervenire con decisione sul prezzo dei tag RF, come abbiamo anticipato poc’anzi.
• Fra i diversi progetti in corso a Palo Alto, in particolare, due sono stati citati da Marengon. Il primo riguarda l’identificazione e il posizionamento di oggetti all’interno di uno spazio chiuso attraverso sistemi di triangolazione, per conoscere l’effettiva presenza di un oggetto a magazzino. Il secondo prevede invece una tecnologia RFID con chip + antenna capace di misurare temperatura, umidità, ecc: una soluzione utile per determinare le condizioni di stoccaggio, trasporto e consegna di un determinato prodotto. Tutto ciò a tacere delle molteplici applicazioni CMR (Customer Relationship Management), come lo studio dell’attitudine del consumatore davanti a uno scaffale “intelligente”, dotato cioè di antenne, telecamere e sensori termici.
• Meno futuribili, ma più legate alla realtà dell’agire quotidiano, le ricerche svolte nel centro europeo di ricerca HP a Cernusco, presso Milano, dove si studia l’impatto delle tecnologie RFID sui processi logistici. In questa sede si è ricostruito un tipico ambiente di magazzino, e nelle simulazioni vengono utilizzati proprio i cartoni International Paper nei quali sono stati inseriti i tag. L’attività dei ricercatori comprende l’elaborazione di algoritmi e sistemi per il riconoscimento contemporaneo di più oggetti che transitano allo stesso varco, nonché i test con carrelli dotati di antenne tipo reader.
HP sta inoltre sviluppando le tecnologie “voice picking”, ossia l’impiego di software che riconoscono la voce per dare ordini alle macchine in tutte le applicazioni di magazzino, eliminando così anche la necessità dei palmari. Sempre a Cernusco, infine, HP sta offrendo un supporto pratico al gruppo di lavoro Indicod, chiamato a gestire, in Italia, l’adozione dello standard EPC Global (codice elettronico basato su RFID) al posto dell’EAN (il “vecchio” codice a barre).

Per riassumere
Notiamo dunque che la tecnologia c’è, le criticità si possono affrontare con successo, il sistema dimostra di funzionare correttamente, le applicazioni RF si stanno diffondendo in modo esponenziale in mercati diversi, i partner capaci di sostenere l’innovazione sono già pronti. Si tratta insomma di valutare i pro e i contro, senza indugi… e ancora una volta, alle nostre imprese (e non ai posteri) l’ardua sentenza.



RFID, una carta d’identità
Un sistema RF-ID, Radio Frequency Identification, è formato da una stazione di lettura/scrittura (con trasmettitore/ricevitore dotato di antenna) e dal tag RF, ossia un microchip anch’esso corredato da una micro-antenna, con memoria accessibile a distanza tramite radiofrequenza.
• Il trasmettitore emette un segnale radio su una specifica frequenza: questo segnale viene identificato dal tag RF, il quale a sua volta risponde con un altro segnale riconosciuto dal ricevitore. Il segnale emesso dal trasmettitore si utilizza per interrogare il tag RF, oppure per scrivere a distanza i dati che si vogliono memorizzare sul tag stesso.
• I tag RF sono privi di fonte interna di energia (battery-less). Ottengono infatti l’energia necessaria al loro funzionamento dal segnale che ricevono dal trasmettitore. In questa maniera, i tag RF vantano una durata virtualmente illimitata nel tempo.
• La bidirezionalità, infine, fa sì che il contenuto informativo del tag RF possa essere modificato e aggiornato con grande rapidità ogni volta che serve, con la prerogativa che le informazioni possono essere parzialmente o totalmente criptate, in modo che siano accessibili solo a chi è autorizzato.
• Informazioni sull’RFID (ciclo di vita, prestazioni, applicazioni) possono essere richieste a [email protected].

RFID, its ID card
An RF-ID system (Radio Frequency Identification) consists of a reading/writing station (with a transmitter/receiver fitted with an antenna) and the RF tag, i.e. microchip, which also has a micro-antenna and a remote accessible memory via radio frequency.
• The transmitter emits a radio signal on a specific frequency: this signal is identified by the RF tag, which replies with another signal recognised by the receiver. The signal emitted by the transmitter is used to interrogate the RF tag or to write at a distance the data one wants to save on the tag.
• RF tags have no internal energy source (battery-less). In fact, they obtain the energy they need to work from the signal they receive from the transmitter. This means that RF tags have a virtually unlimited life.
• The two-way communication ensures that the data contents of the RF tag can be changed and updated very quickly whenever necessary, with the additional property that the information can be partially or totally coded, so that they can only be accessed by authorised people.
• For more precise info on RFID (life cycle, performance and applications) contact: [email protected].




RFID
The “present” of labeling

A COMPARISON - Destined to grow over the next few years at a two-figure (or even three-figure) rate, RFID technology applications are inspiring great enthusiasm in broadscale distribution operators, but are also creating a few apprehensions in producers of consumer goods. Updates and useful tools to get rid of all fears, including those concerning excessive costs. Ado Sattanino

We continue to call it the “label of the future” and yet identifying an object with a microchip and radio waves is an increasingly common practice, something that one should take into account right now. In fact, applications based on RFID are enjoying exponential growth not just in North Nord America (the market started using it earlier and is more convinced of its worth), but also in various European States. In addition to what one could call the physiological growth of a technology that's showing many advantages in its application, there are also several specific episodes that help speed up its adoption.
The best known example here is in the USA: Wal Mart, the American distribution colossal, has decided to use only those vendors that identify their lots with an RFID tag, with the goal of saving between 5 and 8 billion dollars a year. It's easy to imagine the repercussions of this choice, and it's just as easy to see that the effects won't be confined to the USA.
European distribution chains are not sitting on the sidelines: Metro, to name just one, is pushing towards RFID technology not just to obtain savings in the back-office (logistical management, loading/unloading, goods dispatch) or to counter shoplifting, but also to eliminate supermarket check-out tills over time: thanks to RFID, payments can be automated by debiting the shopping bill directly to the bank card or credit card.
• Decisions by major distributors, but also (as we'll see further on) certain legal changes, are quite clearly confirming the success of RFID.
Proof of this (even if indirect) lies in the growing number of seminars and meetings where the theme is discussed, each time attended by a public that's particularly aware and wanting to understand the issue. In other words, there's an apparently very much felt need for information. Hence we now want to offer our readers a few key facts on the subject, plus brief summaries of three speeches we have heard and much appreciated over the last few months on different occasions.
The first (by Andy Cavallini, consultant and scientific co-ordinator, Innova Italia) was presented during the Gifasp meeting held in Milan on 17th March 2005, at Cartiere Vannucci, while the second and third (by Roy Folden, International Paper, and Giuseppe Marengon, HP) were discussed last December during the International Paper Open House, at Villa Gallarati-Scotti in Oreno di Vimercate (MI).

Priorities and operating tools
In order to consider the specific question of RFID applications, we can find the key aspects in Andy Cavallini's wide-ranging speech. After explaining in detail just what this technology is all about (see box), he went on to look at the reasons for its success. In Europe, in addition to the "unwritten" laws of the market (optimisation of logistical flows, availability of better information on consumption patterns …), what's really encouraging the use of radio frequency are EU standards and laws: as our readers are only too aware, the main direction taken by the lawmakers is that of tracking /tracing food (178/2002, already in effect) and the packaging coming into contact with food (1935/2004, coming into effect on 27/10/2006).
Obviously, these rules make no specific mention of the types of tools to use to achieve these goals; however, of the many alternatives, the RFID tag is presented as the most effective solution from many points of view. In fact, not only is this particular label capable of telling us in a clear manner just "what it is" (product, pack or pallet), but can also store masses of extra information on the transformations that the product, pack or pallet has undergone during all its processing stages, at the same time letting one record the time, place and operators involved.

The results speak for themselves - We have to admit that even the conventional barcode can produce the same data, provided that external integrated database systems are used and constantly kept updated, verified and interrogated by all those involved in the production/sorting/distribution chain. But the barcode takes longer and there are more operations involved.
The difference, compared to conventional labels, is that the RFID tags are “self-describing”, i.e. able to speak about itself without the need for an external database.
An RFID tag can last up to twenty years (no need for a battery) and so presents a series of specific advantages.
First and foremost, the data reading process is simple: the radio waves pass through the cardboard of the packaging and the films protecting the loads and guarantee failsafe “dialog” regardless of the position of the antenna. Secondly, its data storage capacity is unrivalled (the measurement unit used today is still kB, but it will soon pass to mB). Moreover, reading times are extremely quick, about 7 thousandths of a second per tag: to identify an entire pallet containing thousands of boxes with microchips, for instance, takes just 7 seconds.
Other benefits? The tag isn't affected by dirt or changes in the weather; when necessary, the stored data can be coded; especially, each RFID label in the world is identified by a unequivocal registered code (EPC Electronic Product Code, at 96 bits) and so cannot be duplicated or copied.

Beating the critical limits - Certainly, a few weak points also need to be mentioned. Reading and writing reliability today is about 98% (but gradually improving) and in the presence of liquids or metal materials reading/writing operations can still be difficult.
While the question of electromagnetic pollution now seems to have been resolved (having the power of a thousandth of that of a mobile phone, the RFID tag shouldn't pose a health risk or be capable of altering the biochemical structure of the problems), there are still a few problems concerning the recovery the PET/aluminium/silicon materials, though a satisfactory answer should be found over the course of the next few years.

Costs are falling - The most welcome news, however, concerns the problem felt to be the worst, i.e. high costs. In fact, the costs generated by the incomplete definition of unequivocal global standards, and especially the "relatively" limited volumes produced, had kept the cost of RFID tags very (too) high. The most optimist analysts are, however, agreed that costs will fall rapidly in 2006: at the end of 2003 each of the 300 million RF tags (passive) produced in the world still cost roughly 0.30 Euro, while in 2004 the 700 million tags cost 0.20 Euro each. It's predicted that in 2006 output will reach 15 billion tags, at a cost of just 0.05 Euro a tag.

At the service of corrugated board
To help its customers face the practical difficulties in adopting RFID labels, International Paper, the corrugated board producer, has set up the “Smart Packaging Group”: this is an ad hoc structure within its research centre in Memphis, Tennessee (USA).
As Roy Folden, Manager of the Packaging project in the Container Division of International Paper, says, what is most striking about the “Smart Packaging Group” experience so far is the ability to create a system with the aim of developing working solutions that benefit the end users. In fact, IP has managed to involve the top suppliers of RFID materials and systems in Memphis, testing the quality of the performance and simulating the potential use of the tags in different fields (humidity, temperature, vibrations, impact, etc.). IP has been guided in its work by the implementation of the EPC standards, featuring the specific requirements from Wal-Mart and even certain orders from the Pentagon.
More specifically, IP's attention is now shifting to the application of the new ultra-high frequency tags (UHF), which seem capable of overcoming the weak points of the previous tags: low frequency tags (LF) have a wide field of action yet high costs, while high frequency tags (HF), on the other hand, cost less but have a smaller field of action. UHF tags, however, offer high performance and increasingly competitive costs, proving their great potential in tracking pallets, containers and corrugated cardboard boxes.

A word from the leader
When one talks about “expert” firms in RFID technology, one thinks of two equally important yet distinct families: those who use RFID tags in their factories and warehouses and those who are engaged in R&D concerning these applications.
Here Hewlett-Packard can be said to have a dual point of view.
A great producer of consumer goods (PCs, printers, cartridges and digital cameras), HP has been "forced" by Wal-Mart to adopt radio frequency identification for all its lots. And this it has done in record time, with fantastic results (as we will see).
However, Hewlett-Packard is also an IT giant and so is investing huge resources in R&D to produce state-of-the-art radio frequency solutions.

Practical advantages - Giuseppe Marengon, Manager of the International RFID Technology Center at Hewlett-Packard, explains that the adoption of these systems has come about gradually during the pilot project that concerned (in two distinct stages) the important HP plant in Memphis, not far from the International Paper R&D Center; nevertheless, implementation of RFID today is developing fast in all HP sites around the world given the excellent results seen in terms of internal logistical management and product tracing (to counter fraud and combat the parallel market).
• This is what happened in Memphis.
During the first stage of the experiment, the printers assembled in the plant were placed in their boxes, as usual, together with the manuals, CDs and cable. Each box was then identified by a conventional barcode read by a scanner, then stacked together with the others on a pallet. This pallet then arrived in the warehouse with (attached) the usual paper list identifying the contents. Here an operator took the list, read it and entered the information in a computer linked to a printer, which then generated the RF tag to be applied to the pallet.
• During the second stage of the project, however, the moment of the creation of the tag identifying the contents of the pallet was brought forward (or "upstream"): all the information in the barcodes of each box are read by the scanner and automatically processed by a PC, then immediately converted into a tag to be applied to the pallet. It has thus been possible to replace the manual sorting that took place on entrance in the warehouse with an electronic gate, i.e. a passage consisting of two vertically positioned antenna and the pallet moves between these. Therefore, every time that a pallet enters the warehouse, an RFID scanner reads the information in the tag without the need for any operator; it then interrogates the warehouse management system (WMS) in wireless mode and receives details of the required storage position and so can finally direct the goods (again automatically) to the point indicated.

Rigor and imagination - In its labs in Palo Alto, California, HP is studying how to cut the size and cost of the chips further, even by exploiting nanotechnology: this would appear to be confirmation (although expressed using different, complementary themes) of the basic trend to make a drastic cut in the cost of RF tags, as mentioned above.
• Of the many projects underway in Palo Alto, two received special mention by Marengon. The first concerns the identification and positioning of objects inside a closed space by means of triangulation systems in order to detect the effective presence of an item in the warehouse. The second concerns an RFID technology with chip + antenna capable of measuring the temperature, humidity level, etc.: a useful solution when it comes to establishing the storage, shipping and delivery conditions for a given product.
Not to mention the multiple CMR applications (Customer Relationship Management), such as the study of consumer behaviour when faced with an “intelligent” shelf, i.e. fitted with antenna, CCTV cameras and heat sensors.
• Less futuristic, but more linked to everyday actions, is the research being carried out in HP's European Research Center in Cernusco, near Milan, where they are studying the impact of RFID technologies on logistical processes. Here they have reconstructed a typical warehouse setting and use International Paper boxes fitted with tags during the simulations. The researchers' tasks include developing algorithms and systems for contemporary recognition of several objects passing through the same gate, as well as the tests using forklift trucks with reader-type antenna. HP is also developing “voice picking” technologies, i.e. the use of voice recognition software to give orders to the machines in all warehouse applications, thus eliminating the need for palm-held devices.
Finally, again in Cernusco, HP is offering practical support to the Indicod workgroup, charged with managing the adoption of the EPC Global standard (electronic code based on RFID) in Italy instead of the EAN standard (the “old” barcode).

To sum up
We can see, therefore, that the technology already exists, the critical weaknesses can be successfully overcome, the system is proving its efficiency, RF applications are spreading exponentially in the various markets and the partners capable of sustaining innovation are already prepared. Now one needs to assess the pros and cons, without delay… and once again our companies (and not their successors) need to make that hard decision.



Etichettatura in automatico
Fra i maggiori produttori europei di applicatori di etichette autoadesive, A.L.Tech espone a Düsseldorf una vasta gamma di sistemi per l’etichettatura automatica su prodotti di qualsiasi tipo.
• ALstep è un applicatore di etichette autoadesive integrabile in linee di packaging già funzionanti. Monta bobine di etichette con un diametro di 300 mm (larghezza 100 mm) con velocità fino a 30 m/min (versione S).
• ALritma è un applicatore di etichette ad alte prestazioni per bobine di etichette con diametro fino a 300 mm (larghezza max. 300 mm); la velocità raggiunge gli 80 m/min (versione Xtra). Disponibile con gruppo di stampa a trasferimento termico (AlritmaT).
• La serie ALline consente di applicare etichette autoadesive su prodotti di varia foggia (tondi, ovali, piatti, ecc.). In anteprima, la nuova versione ALline Compact, rinnovata nel design.
• Grazie al design modulare e alla concezione dei moduli di stampa utilizzati (SATO e compatibili), ALcode può stampare e applicare etichette “in tempo reale”: il gruppo di stampa infatti può operare on-line a una postazione PC per la trasmissione dei dati da stampare sull’etichetta. La ALcode P, in particolare, è specifica per etichettare pallet su due lati fino a 120 pz/h, mentre l’ALcodeRFID può stampare, registrare “smart labels” e applicarle su scatole o pallet.
• L’ultima innovazione esposta in fiera è infine ALsleeve, per l’applicazione automatica di sigilli termoretratti tamper evident su chiusure di prodotti alimentari.



Automatic labeling
One of the major European label applicator manufacturers, A.L.Tech is exhibiting at the Interpack trade show a broad range of labelers for every need.
• The ALstep is a range of label applicators, easily configurable, into areas where space is limited, They accept label rolls up to 11.8” in diameter, and labels up to 3.9” wide; speed: up to 20”/sec (S-model).
• The ALritma range is a high-performance label applicator; they accept label rolls up to 11.8” in diameter, and labels up to 11.8” wide; speed: up to 54”/sec (Xtra-model). There is also a print and apply version available (AlritmaT), allowing in-line printing to be achieved.
• The ALline range of automatic labeling systems, can be configured to apply labels to almost any shape and size of product with great accuracy. The ALline Compact is an innovative, in-line labeler, to suit the increasing demands of product labeling.
• By utilizing a modular designs and the expertise of the print module manufacturers, the ALcode range can print and apply labels in real time; the print units can be integrated with most host computer systems to allow for fast data retrieval and user-friendly operations. The ALcodeP, in particular, is designed to print and apply A5 size pallet labels onto 2 adjacent sides of a pallet, at speeds up to 120 pallets/h. On the other hand, ALcodeRFID is suitable for smart label.
• ALsleeve is a unit specifically designed for the automatic application of thermo-shrinkable sleeves, for tamper evident purpose, on caps of food containers.



Codificatori laser
Alltec (da maggio 2004 parte del gruppo Danaher) è una multinazionale di origine tedesca specializzata nello sviluppo di applicazioni laser per la codifica dei prodotto. Ha al suo attivo un’ampia varietà di codificatori laser CO2 e Yag, in grado di coprire tutte le esigenze della propria clientela. Tra le realizzazioni presentate a Interpack, si segnalano in particolare i sistemi Focus e Allprint Smart. Si tratta di dispositivi pensati per applicare codici e dati di vario tipo (data di produzione, numero della partita e altro) su confezioni di forme e materiali diversi, senza contatto e senza l’impiego di inchiostri o solventi. I dati stampati in questo modo sono leggibili e resistenti (agli agenti chimici e alla luce), a prova di strofinamento e contraffazione. Allprint Smart, in particolare, stampa circa 75000 prodotti/h, senza limitazioni per quanto riguarda tipi di carattere o grafica. I sistemi Focus, disponibili in classi di potenza laser 10, 25, 60 W, hanno una deflessione del raggio di 0º o 90º in versione standard.



Laser coders
Alltec (part of the Danaher Group since May 2004) is a German multinational that specialises in the development of laser applications for product coding. Its range includes numerous different CO2 and Yag laser coders capable of responding to all customer needs. Among the products on show at Interpack are the Focus and Allprint Smart systems. These are devices conceived for the application of codes and various data (production date, lot number, etc.) on packs of differing shapes and materials, contact free and without the need to use inks or solvents. The printed data are legible and resistant (to chemicals and light), cannot be scratched off or falsified. Allprint Smart, in particular, prints about 75000 products/h, without limitations in terms of the fonts or graphics required. Focus systems come in three laser power classes (10, 25 and 60 W) and have standard beam deflection of 0º or 90º.



Identificazione ed etichettatura
Su uno spazio espositivo di ben 84 m2, il doppio rispetto alla precedente edizione, Arca Etichette porta con sé ad Interpack (6, E51) le Print Apply della Serie 2000, proposte con un design completamente rinnovato, ed il software ArcaLog per la tracciabilità.
Tra le Print Apply, il nuovo modello Value è un esempio di efficienza industriale: elettronica di controllo, dotata di processore “single chip”, compatta ed integrata nel corpo macchina; etichettatura a soffio d’aria; posizionamento anche perpendicolare rispetto alla linea produttiva, con conseguente notevole riduzione degli ingombri; massima semplicità di impiego. Sono inoltre esposte numerose innovazioni sia nelle tecnologie che nell’elettronica delle etichettatrici e dei sistemi di etichettatura: dal dispositivo “Twin Labeler” che azzera i tempi di fermo linea, al PLC, alla nuova Air Plus fino ai sofisticati sistemi di protezione integrata.



Identification and labeling
This year Arca Etichette has a 84 sq. m stand at Interpack (6, E51), twice as big as that of the last edition, and shows the totally restyled 2000 Series Print Apply and the ArcaLog software for traceability.
Among the Print Apply, the new model Value is a good example of industrial efficiency: onboard control electronics, featuring a “single chip” processor that is compact and integrated with the machine frame; air-blow labelling; positioning even perpendicular with respect to the production line; maximum simplicity of use.
Great improvements will also be presented both on technology and electronics equipment of labellers and labelling systems: from “Twin Labeler” devices that slash production line downtime, to PLC, to the new Air Plus to end up with a sophisticated integrated systems protection.



Applicazione automatica di etichette
Sotto i riflettori, all’Interpack, la nuova serie G5 delle stampanti Eidos Printess 4 e Printess 6 (larghezza etichetta rispettivamente 120 e 180 mm) con applicazione automatica delle etichette. La G5, ossia la “quinta generazione” in oltre vent’anni di produzione delle print & apply, si distingue per il display grafico a colori, dotato di touch screen interattivo e di serie su tutti i modelli. Fra le altre novità, il collegamento wireless (senza fili) che si aggiunge al seriale Rs232, USB e rete ethernet; l’interfaccia con il programma Easycode di creazione etichette, inoltre, non avviene più tramite floppy disk, bensì per mezzo di più capaci e maneggevoli memorie USB. Fra le altre funzioni di base, le testine sono tutte a 12 punti/mm (300 dpi) e ad alta velocità. Le nuove Printess 4 e 6 si distinguono infine per la predisposizione alla scrittura di etichette in RFID in uno dei tre standard esistenti: queste etichette con transponder incorporato sono leggibili in radiofrequenza a 13,56 o 868 o 915 Mhz. L’introduzione delle nuove Printess, si badi, non significa l’abbandono dei modelli precedenti: le Printess 120 e Printess 180, al contrario, sono ancora disponibili, con un rapporto qualità/prezzo ancora più interessante.



Automatic label application
In the spotlight at Interpack is the new G5 series of Eidos Printess 4 and Printess 6 printers (label widths: 120 and 180 mm respectively) with automatic label application. The G5, i.e. the “fifth generation” in over twenty years of print & apply production, stands out for its color display with interactive touch screen fitted as standard on all models. Other novelties include wireless connection plus Rs232, USB and ethernet connection; interface with the Easycode label creation program, that's not longer via floppy disk, but via the more capacious and handier USB memories. Other basic functions include the heads, all with 12 dots/mm (300 dpi) and high speed. The new Printess 4 and 6 printers also feature fittings for the writing of RFID labels using one of the three existing standards: these labels with an incorporated transponder can be read using radio frequency at 13.56, 868 or 915 Mhz.
The introduction of the new Printess printers does not, however, mean that the previous versions have been abandoned: the Printess 120 and Printess 180 continue to be available and at a lower price.



Stampante per film plastici
Tiara 400-53E, nuova sovrastampante per film plastici di Tiara CML Srl, può essere facilmente installata su confezionatrici orizzontali o verticali e rappresenta la soluzione ideale per la stampa di un numero limitato di informazioni (dati variabili e codici a barre) su grandi lotti di produzioni. Caratterizzato da velocità di stampa pari a 400 mm/sec e risoluzione di 12 dots/mm (300 dpi), il sistema è dotato di motore passo-passo con posizionamento della testa a controllo elettronico, che consente una maggiore e più veloce ripetibilità del ciclo di stampa. Inoltre, il dispositivo “Auto Detect Product” rileva automaticamente la corretta distanza tra la posizione di stampa e quella di ritorno a fine ciclo, settandosi automaticamente e rendendo possibile l’impiego di tipologie diverse di foil/ribbon sulla stessa apparecchiatura, senza aggiustamenti meccanici manuali e con lo stesso tempo di esecuzione del ciclo stampa. Grazie ai sistemi elettronici implementati dall’apparecchiatura e a un controllo della metrica, non resettabile, inserito nella testa di stampa, le teste della Tiara 400-53E sono garantite per 50 Km, indipendentemente dal tipo/marca di nastro-ribbon utilizzato.



Printer for plastic films
Tiara 400-53E, new overprinter for plastic films made by Tiara CML Srl, can be easily installed on horizontal and vertical packaging machines and stands as the ideal solution for the printing of a limited amount of information (variable data and barcodes) on large production lots. Featuring a print speed at 400 mm/sec and a resolution of 12 dots/mm (300 dpi), the system is fitted with step motor with positioning of the head and electronic control. This enables a greater and speedier repeatability of the print cycle. As well as that, the “Auto Detect Product” device automatically senses the correct distance between the print and the return position at the end of the cycle automatically setting itself and making the use of different types of foil/ribbon possible on the same device, without mechanical manual adjustment and with the same execution time of the print cycle.
Thanks to the electronic systems implemented by the device and to a non resettable metric control in the print head, the Tiara 400-53E print heads are guaranteed for 50 km, never mind the type/brand of ribbon used.



Peso-prezzatrici modulari
Anche quest’anno Bizerba SpA (Desio, MI) si presenta al Macfrut con una serie di novità sul fronte della pesatura industriale, del controllo e della logistica. Nata per gestire l’etichettatura in modo automatico, la serie di peso-prezzatrici GLM-I, si caratterizza per la sua struttura modulare che consente la composizione di soluzioni personalizzate, anche in spazi di produzione molto ridotti.
Punto di forza del sistema è l’integrazione dei singoli strumenti (nastri trasportatori e di pesatura, stampanti termiche e linerless) e delle etichettatrici in una linea di prezzatura-etichettatura compatta, gestita da una sola unità di comando, il terminale GT-TC; quest’ultimo è dotato di schermo con tecnologia touch-screen e per questo estremamente pratico e di semplice utilizzo. Una novità assoluta per il 2005, in particolare, è la nuova GLM-I 100 V, dotata di nastri inclinati per prezzare in maniera ottimale anche i prodotti più “difficili” per forma e dimensione (come cocomeri, insalate, ecc.). Ricordiamo infine che Bizerba ha realizzato nel 2004 un fatturato di 47 milioni di Euro, ed è presente su tutto il territorio nazionale con filiali regionali dirette, centri di assistenza e una rete di concessionari.



Modular checkweigh pricing machines
This year too Bizerba SpA (Desio MI) will be at MacFrut with a series of new features in industrial weighing logistics and control.
Created for the automatic control of labels, its GLM-I weighing-pricing series features a modular structure that enables the creation of customized solutions even in small production spaces. Strongpoint of the systems is the integration of the single tools (conveyor and weighing belts, heat printers and linerless systems) and labelers into a compact pricing labeling line run by a single command unit, the GT-TC terminal; the latter comes with touchscreen technology making it extremely practical and simple to use. The new GLM-I 100 V constitutes a complete new feature for 2005, fitted with specially tilted belts for pricing even the most difficult products as regards shape and size (watermelons, salads etc.).
In 2004 Bizerba invoiced 47 million Euros and is present throughout Italy with direct regional branches, assistance centres and a network of concessionaires.



Carne al sicuro
A seguito della collaborazione con Linpac, nome di spicco nel confezionamento alimentare, Checkpoint Systems ha messo a punto una speciale vaschetta antitaccheggio per carne fresca. Pensata per scoraggiare i furti di alimenti freschi (soprattutto tagli di carne di prima scelta) nel retail, la confezione è dotata di una potente etichetta in Radio Frequenza, che rappresenta un esempio illuminante del know how sviluppato da Checkpoint nel campo delle tecnologie RF/EAS e RFID. Sensibile da sempre ai problemi legati alle differenze inventariali, Checkpoint ha inoltre messo a punto RF CheckPro Manager, nuovo software di gestione basato sulla tecnologia di Terza Generazione delle antenne Checkpoint. CheckPro Manager raccoglie dati, genera report, e può essere utilizzato dai retailer come strumento di gestione in remoto attraverso Internet. Grazie a questo software, i sistemi antitaccheggio 3G offrono una soluzione efficace per contrastare i furti, ottimizzare la pianificazione e ottenere costanti informazioni sui sistemi installati.



Safe meat
Following cooperation with Linpac, lead name in food packaging, Checkpoint Systems has devised a special antipilfer fresh meat tray. Devised to prevent the theft of fresh foods (aboveall that of choice meat cuts) in retail, the pack is fitted with a powerful Radio Frequency label, that stands as an illuminating example of knowhow developed by Checkpoint in the field of RF/EAS and RFID technology.
As ever sensitive to the problems related to stock shrinkage, Checkpoint has also devised RF CheckPro Manager, a new management software based on the Third Generation technology of Checkpoint antennas. CheckPro Manager gathers data, generates reports, and can be used by the retailer as a remote management tool via Internet. Thanks to the software, the 3G antipilfer systems offer an effective solution for countering theft, optimising planning and obtaining constant information on the systems installed.



Modulare per marcatura industriale
Affidabile e maneggevole, Imaje serie 2000 è la nuova generazione di print&apply per imballi primari e secondari messa a punto da Imaje.
I sistemi di questa serie sono articolati in diversi moduli, intercambiabili a piacere. È dunque possibile, per esempio, sostituire un modulo di applicazione con un altro, semplicemente cambiando i componenti, oppure modificare larghezza di stampa o risoluzione sostituendo in pochi minuti la testa di stampa. Utilizzabile in modalità stand-alone o integrabile in linea, la Serie 2000 è in grado di stampare a trasferimento termico o termico diretto. Le teste di stampa hanno larghezza minima di 105 e massima di 178 mm, con risoluzione da 203 o 300 dpi e una velocità di stampa che può toccare i 300 mm/sec (con risoluzione di 203 dpi).
Ridotti sono i tempi di “fermo linea”, anche in virtù dell’estrema facilità con cui vengono sostituite le bobine di etichette e ribbon che, avendo un tempo di consumo sincronizzato, vanno sostituite nello stesso momento.



Modular for industrial marking
Reliable and handy, the Imaje 2000 series is a new generation of print&apply for primary and secondary packaging developed by Imaje. The systems in this series are split into different modules that can be interchanged at will. This means one can replace one application module with another, for instance, by simply changing the components or change the print width or resolution by changing the print head in a matter of minutes.
The 2000 series can be used as stand-alone units or added to a line and can print using either heat transfer or direct heat technologies. The print heads range in size from min 105 mm to max 178 mm in width and have either 203 or 300 dpi resolution for printing speeds of up to 300 mm/sec (203 dpi).
Line stoppages are extremely brief, thanks also to the great ease with which the label rolls and ribbons can be changed; as these have timed consumption rates, they can all be replaced at the same time.



Un’offerta per gli imballi secondari
In risposta a quanto previsto dalla normativa CE N. 178/2002 sulla tracciabilità nell’industria alimentare, Markem propone numerose soluzioni di codifica per imballi secondari e pallet:
• I codificatori Serie 5000 impiegano la speciale resina termoplastica brevettata Touch Dry®, non inquinante e priva di solventi, e sono in grado di stampare in tempo reale, direttamente sul cartone, dati variabili di qualsiasi genere, con un’elevata qualità di stampa. I sistemi serie 5000 prevedono (a seconda del modello) da una a quattro teste di stampa.
• Affidabili e di semplice utilizzo, i sistemi Print & Apply serie Cimjet sono progettati per la stampa in tempo reale di dati variabili, anche in ambienti difficili. L’impiego di una sola scheda elettronica per la gestione di tutto il sistema permette di individuare e diagnosticare immediatamente gli eventuali malfunzionamenti. Versatilità e flessibilità sono assicurate dall’ampia scelta di applicatori e dimensioni delle teste di stampa.
• Per l’etichettatura di pallet, Markem offre Cimpak, che applica due etichette formato A5 su due lati adiacenti (cadenze di 120 pallet/h) con una sola fermata del pallet, o, in alternativa, fino a 4 etichette su tre lati con due fermate.



An offer for secondary packaging
In response to the provisions of EC N. 178/2002 standards on product tracing in the food industry, Markem proposes various coding solutions for secondary packaging and pallets:
• The Series 5000 coders use a special patented thermoplastic resin that's non polluting and solvent free: Touch Dry®. These coders can print variable data of any type in real time directly on the board and with excellent print quality. The Series 5000 systems can be fitted (depending on the model) with anything from one to four print heads.
• Reliable and easy to use, the Cimjet series of Print & Apply systems are designed for real time printing of variable data, even under difficult conditions. The use of just one electronic board that manages the entire system lets one immediately identify and diagnose any malfunctions. Versatility and flexibility are guaranteed by the vast choice of applicators and the sizes of the print heads.
• For pallet labeling, Markem offers its Cimpak, which applies two A5 labels on two adjacent sides (speed: 120 pallets/h) with just one pallet stop or, alternatively, up to 4 labels on three sides with two stops.



Pensato per i punti vendita
Tradex lancia in Italia Falcon St.Op. (Store Operation), ultimo modello della famiglia di soluzioni integrate per l’identificazione automatica PSC Falcon 34X.
Si tratta di un terminale portatile per la raccolta dati in modalità batch e wireless, specificamente pensato per le esigenze del retail. Falcon St.Op. si presta infatti a svolgere tutte le tipiche attività di Store Operation (rilevazione prezzi sullo scaffale, riordino a CEDI con gestione dello storico, controllo prezzi della concorrenza con paniere e inventario, anche ciclico).
Il sistema è dotato di tastiera 25 key e display grafico retroilluminato a cristalli liquidi, e integra un lettore Linear Imager, in grado di leggere anche etichette stampate in bassa risoluzione o a una distanza di 50 cm.
Il sistema operativo DOS 6.22 di cui è dotato Falcon St.Op. ne consente la perfetta integrazione con le infrastrutture tecnologiche già esistenti in negozio. Compatibile con gli standard Wi-Fi e Wireless LAN 802.11b, il dispositivo è dotato di Docking Station con modem integrato, che consente la trasmissione dei dati raccolti nei punti vendita alla sede centrale appoggiandosi a una normale linea telefonica.



Conceived for the point of sale
Tradex launches Falcon St.Op. (Store Operation) in Italy, the latest model in PSC Falcon 34X family of integrated solutions for automatic identification. This is a portable terminal for data collection in batch and wireless modes, specifically developed to meet the needs of the retail industry. Falcon St.Op. can perform all the typical Store Operation activities (shelf price detecting, re-ordering with statistics management, checking on competitor's prices using the shopping basket and inventory, even in cycles). The system has a 25 key keyboard and back-lit liquid crystal graphic display and incorporates a Linear Imager capable of reading labels printed with low resolution or at a distance of 50 cm. The DOS 6.22 operating system used in Falcon St.Op. means it can operate with all existing technological infrastructures in the store. Compatible with Wi-Fi and Wireless LAN 802.11b standards, the device is fitted with a Docking Station with integrated modem for transmission of the data collected in the store to the central office via a normal telephone line.



RFID per pallet
Sato (stampa di codici a barre, etichette e soluzioni EPC/RFID) ha sviluppato per Nestlé uno speciale dispositivo per l’etichettatura automatica dei pallet con tag UHF (Ultra High Frequency) RFID. Il sistema, messo a punto in collaborazione con UPM Rafsec (produttore del tag RFID), sarà installato presso il centro di distribuzione Nestlé a Rangsdorf (D). Basata sui motori di stampa modello S della casa giapponese, e fornita con i tag RFID di tipo Flag Tag di UPM Rafsec, la soluzione adottata da Nestlé permette l’etichettatura di tutti i pallet con un solo tipo di tag e copre, virtualmente, tutte le esigenze di etichettatura degli imballi per la movimentazione delle merci espresse dal mercato attuale. Coinvolta da tempo nello sviluppo della tecnologia RFID, Sato ha recentemente introdotto sul mercato la prima offerta completa di soluzioni RFID multiprotocollo conformi con le specifiche EPC.



RFID for pallets
Sato (barcode printing, labeling, and EPC/RFID solutions) has developed an automated pallet labeling solution using UHF RFID tags for Nestlé, in collaboration with UPM Rafsec, producer of RFID tags. The new labeling unit is due to first go into operation at the Nestlé distribution centre in Rangsdorf (D). The solution, based on Sato’s well established S-type print engines, is supplied with the UPM Rafsec “Flag Tag”, allowing tagging of all pallets with just one type of tag. This solution virtually functions for all potential shipping label applications in the market today.
Sato has been actively involved in RFID technology, recently introducing the industry’s first, complete multi-protocol EPC-compliant RFID solutions.




Il "presente" dell'etichetta
The "present" of labeling



Etichettatura in automatico
Automatic labeling



Codificatori laser
Laser coders



Identificazione ed etichettatura Identification and labeling



Applicazione automatica di etichette
Automatic label application


Stampante per film plastici
Printer for plastic films



Peso-prezzatrici modulari
Modular checkweigh pricing machines



Carne al sicuro
Safe meat



Modulare per marcatura industriale
Modular for industrial marking



Un’offerta per gli imballi secondari
An offer for secondary packaging



Pensato per i punti vendita
Conceived for the point of sale



RFID per pallet
RFID for pallets