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| Non arrendersi mai |
BILANCI Mentre il quadro macro-economico rimane poco incoraggiante, le imprese italiane tengono duro e confermano il proprio stato di salute. Dati e tendenze dellOsservatorio Economico del Settore Cartotecnico, riferito ai bilanci societari del 2004 e presentato da Impresa Sviluppo allultima Assemblea Gifasp. Ado Sattanino
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Detto in estrema sintesi, il 2004 può essere definito come un anno di attesa e di consolidamento, in cui le imprese del comparto cartotecnico mettono in atto politiche di contenimento dei costi, se non vere e proprie ristrutturazioni, e rinviano (purtroppo) le decisioni dinvestimento.
È quanto emerge dallultimo Osservatorio Economico del Settore Cartotecnico (riferito ai bilanci aziendali del 2004), lo studio che fotografa landamento delle imprese italiane del comparto, presentato lo scorso 25 novembre a Bassano del Grappa (VI) in occasione dellAssemblea dAutunno 2005 di Gifasp.
Lanalisi, finalizzata a stimare levoluzione dellassetto economico e finanziario nel periodo 1995-2004, è stata condotta da Anna Casiraghi, Gianluca Cinti e Federico Visconti (Impresa Sviluppo) utilizzando i modelli interpretativi della struttura economica, finanziaria e patrimoniale già proposti in occasione di precedenti Convegni annuali Gifasp, ovviamente aggiornando il campione daziende e integrando la tradizionale base informativa con alcune informazioni di dettaglio, raccolte direttamente presso gli associati Gifasp.
Imprese, onore al merito
Nel corso delle varie edizioni, nonostante linserimento di nuovi operatori, il campione oggetto delle analisi si è progressivamente ridotto a causa di cessata attività o, più spesso, di fusioni e acquisizioni: siamo così passati dalle 68 aziende del 1999 alle 54 di oggi (8 nel cosmetico, 4 nel dolciario, 10 nel farmaceutico e 32 nel general packaging), che esprimono un fatturato complessivo di 713 milioni di Euro.
Unosservazione preliminare riguarda il processo di crescente convergenza delle performance aziendali intorno alle medie del settore, nonostante una certa varietà dei risultati delle singole aziende (frutto della maggiore o minore validità dei modelli di business adottati).
Confrontando i bilanci 2004 con quelli del 2003, emergono le seguenti indicazioni: calano in media i ricavi netti (-0,3%) mentre cresce, ma con moderazione, il valore aggiunto (+1,0%); ottimi balzi in avanti, invece, per il reddito operativo di gestione caratteristica (+6,7%) e il reddito di competenza (+4,9%).
Interessante anche il dato relativo al CAGR 1995-2004, ossia il tasso di crescita medio annuo del decennio in esame, che ci consente di disegnare con maggior chiarezza le tendenze di fondo: aumentano i ricavi netti (+4,2%) e il valore aggiunto (+3,8%), ma anche il reddito operativo di gestione caratteristica (+1,9%) e il reddito di competenza (+2,3%). Si conferma invece il brutto andamento del risultato desercizio (-3,97%).
Sul fronte dellutile netto, inoltre, le aziende con un saldo negativo passano da 15 (2003) a 12 (2004), mentre sembra solido lo stato patrimoniale complessivo: cresce, infatti, il capitale circolante netto, e il ricorso ai mezzi propri (260,7 milioni di Euro) supera di gran lunga limpiego di mezzi di terzi (lindebitamento complessivo è pari a 144,6 milioni).
Uno scenario difficile
Senza usare inutili giri di parole, il 2004 passerà alla storia del comparto come un anno mesto: per quanto riguarda, infatti, la produzione interna di astucci (dati Gifasp) si è scesi a quota 655.000 t (-2% sul 2003); tendenze negative anche per la produzione di cartoncino per astucci (dati Assocarta), calata a 713.000 t (-0,6%), e per il consumo apparente di cartoncino per astucci (dati Assocarta), con 738.000 t (addirittura -5,5%).
Non sembrano promettere nulla di buono nemmeno le anticipazioni per il 2005: per il periodo gennaio-agosto, le stesse voci denunciano unulteriore diminuzione.
Anche al netto della revisione dei dati Istat a partire da aprile 2005, la tendenza appare inequivocabile.
Sacrifici e risultati
Gli esperti di Impresa Sviluppo ritengono che il 2004, per il settore cartotecnico, rappresenti un anno di stabilità sia in termini di dimensione strutturale (moderato incremento del capitale investito netto), sia di dimensione operativa (leggera diminuzione dei ricavi). In ogni caso, nonostante il mancato sviluppo del fatturato, migliorano sia il risultato della gestione caratteristica (legato alle politiche aziendali di razionalizzazione e contenimento dei costi), sia il reddito netto (2,2% dei ricavi), soprattutto a seguito della diminuzione degli oneri straordinari presenti nel 2003.
La sostanziale stabilità del capitale investito netto, inoltre, si lega al contenimento degli investimenti. A questo proposito, la riduzione dellattivo fisso netto (con o senza leasing) compensa la crescita del capitale circolante netto che, peraltro, deriva da un incremento della liquidità e dalla diminuzione dei debiti diversi.
In termini di flussi finanziari, nel 2004 la gestione operativa torna a generare cassa: pur a fronte del maggior assorbimento di risorse in capitale circolante, la riduzione degli investimenti permette di generare un flusso di cassa della gestione operativa ampiamente positivo. Tale flusso è impiegato essenzialmente per il rimborso delle passività finanziarie consolidate.
Per quanto riguarda, invece, i comparti di destinazione, si conferma la capacità degli specialisti che operano nel cosmetico, molto bravi a conseguire risultati superiori alla media (discorso inverso, duole dirlo, per chi opera nel dolciario). A registrare i risultati migliori, infine, sono le imprese di medie dimensioni, mentre le grandi aziende (a causa della maggior incidenza del costo del personale e della presenza di oneri straordinari) lamentano redditi inferiori alla media, anche se riescono ad avere il miglior valore aggiunto grazie al contenimento degli altri costi di produzione.
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Gifasp, fra innovazione e memoria
Due giornate intense per lAssemblea dAutunno 2005 di Gifasp, il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli costituito in seno ad Assografici. A dare il via allevento, lo scorso 25 novembre, lapertura delle porte dello stabilimento Lucaprint a Pianezze San Lorenzo (VI). Fra le principali realtà italiane del settore per eccellenza produttiva, blasone e numeri, con 150 addetti e un fatturato di 20 milioni di Euro, Lucaprint Group è costituito da tre aziende che operano sia nei comparti tradizionali della stampa e della cartotecnica, sia nel multimedia. La Lucaprint di Pianezze, per lappunto, è specializzata nella lavorazione del cartoncino teso e nella progettazione cartotecnica per lintero gruppo, mentre nellaltra sede di Vicenza si opera su grandi formati e accoppiati; la Sa.Ge.Print di Pordenone vanta invece un centro prestampa avanzato, un reparto offset rinnovato in toto e un reparto cartotecnico per piccoli e medi formati, con lavorazioni di qualità; alla Work Up di Rosà, infine, si sviluppano nuove tecnologie per la comunicazione Web e multimediale.
Il trasferimento alla Villa Ca Erizzo-Luca, nella vicina Bassano del Grappa (VI), ha regalato ai partecipanti forti emozioni, visto che lintero edificio è uno scrigno dinsigni testimonianze storiche e artistiche, valorizzate peraltro dai restauri promossi da Renato Luca, titolare di Lucaprint. Altro merito dellimprenditore, frutto della sua passione per la caccia, è la ricca collezione danimali imbalsamati provenienti da ogni latitudine, destinata al costituendo Museo di Storia Naturale.
Proprio in Ca Erizzo-Luca, nella sontuosa Sala incontri ricavata nella cappella (ormai sconsacrata) della villa, vi è stato dapprima il saluto del Presidente Gifasp, Giuseppe Meana, e quindi la presentazione del tradizionale Osservatorio di settore, curato da Impresa & Sviluppo (nel nostro articolo).
I soci ordinari di Gifasp si sono poi riuniti nellAssemblea riservata.
Il giorno successivo si sono svolte le due visite allo stabilimento Grafiche Antiga di Cornuda (TV), e poi al vicino Museo del Carattere e della Tipografia della Fondazione TIF - Tipoteca Italiana.
Questultimo, in particolare, raccoglie le testimonianze doggetti e documenti che raccontano unesperienza non soltanto professionale, ma soprattutto umana: il mestiere del tipografo.
Le sue sale, ricavate in un luogo ricco di memorie come lex Canapificio Veneto (suggestivo sito di archeologia industriale), custodiscono infatti le macchine da composizione e stampa, i caratteri e i documenti originali che hanno fatto la storia della tipografia italiana. Il museo è un percorso che attraversa spazi polivalenti: le officine di fusione, stampa e restauro, le compositorie, i laboratori e le aule didattiche
una passeggiata, insomma, che offre tratti panoramici e altri immersi nei luoghi di lavoro, lopportunità di un incontro ravvicinato con la storia del carattere e della stampa nel Bel Paese.
La Tipoteca, inoltre, dispone di diverse Officine con spazi attrezzati, riservati all'esemplificazione di attività legate alla stampa e alla tipografia in generale, alla didattica, al restauro e alla manutenzione dei macchinari. Uno degli scopi di questistituto, infatti, è proprio la divulgazione delle conoscenze: ecco allora la quantità di corsi, visite guidate e laboratori per comprendere dal vero linvenzione della stampa a caratteri mobili, che ha permesso la diffusione universale del sapere, consentendo la nascita del mondo moderno. Non stupisce, dunque, che questiniziativa sia valsa a Grafiche Antiga, nel 2002, il Premio Speciale Impresa e Cultura per il miglior Museo dImpresa. Per informazioni: www.tipoteca.it.
Gifasp, between innovation
and recollection
Two intense days for the Gifasp Autumn Assembly, the Italian Group of Folding Box and Case Manufacturers, part of Assografici. The event started up last 25th November, with the visit to the Lucaprint works at Pianezze San Lorenzo (VI).
Among the main Italian concerns in the sector in terms of manufacturing excellence, standing and figures, with 150 employed and a turnover of 20 Million Euro, the Lucaprint Group is constituted by three concerns that work in the traditional segments of printing and converting, as well as multimedia. Lucaprint at Pianezze, in fact is specialised in the working of flat board and in converting design for the entire group, while the other Vicenza site concentrates on large formats and laminates; the Sa.Ge.Print based at Pordenone can boast an advanced preprint centre, a totally revamped offset section and a paper&cardboard converting section for small and medium-sized quality formats; at Work Up at Rosà, lastly, new technologies for Web and multimedial communication are developed.
The trip to Villa Ca Erizzo-Luca, close to Bassano del Grappa (VI), aroused strong emotions among those taking part, given that the entire building bears witness to the past with numerous historic and artistic works, what is more enhanced by restoration promoted by Renato Luca, head of Lucaprint. Another merit of the entrepreneur, a dedicated huntsman, is the rich collection of embalmed animals from all latitudes, destined for the National History Museum in the making.
The richly adorned meeting hall, situated in the villa chapel (now deconsecrated) of Villa Ca Erizzo-Luca itself, was the scene of salutation given by GIfasp President Giuseppe Meana took place, followed by the presentation of the traditional sector Observatory, curated by Impresa & Sviluppo (see our article).
The founder members of Gifasp then met in special assembly.
The day following included the two trips, to the Grafiche Antiga di Cornuda (TV) works and then to the close-by Museum of Typography of the TIF Tipoteca Italiana Foundation.
The latter in particular contains a host of objects and documents that not only recount professional but aboveall of human experiences: the trade of the typographer.
Its rooms, situated in the evocative former Veneto hemp works (a fine example of industrial archaeology), in fact hosts the original type-setting and print machines, the type and documents that have made the history of Italian printing works. The museum is set along a route that crosses polyvalent spaces: the smelting, printing and restoration works, the type-setting shop, workshops and classrooms
a trip, that is, that offers stretches of scenery and views of work areas, the opportunity of an encounter close-to with the history of Italian typography and printing.
The Tipoteca as well also has various Workshops with facilities, offering examples of print related activities and typography in general, teaching, restoration and machine servicing. One of the purposes of this institute in fact is that of divulging knowledge and knowhow: hence a host of courses, guided visits and workshops to understand the invention of typeset printing, that has enabled the universal spread of knowledge, leading to the creation of the modern world as we know it. No surprise then if for this undertaking Grafiche Antiga won the special Impresa e Cultura prize in 2002 for the best Trade Museum.
Information at: www.tipoteca.it. |
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Never give up
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BALANCES While the macro-economic picture is discouraging, the Italian concerns are holding their own and confirm their good health. Figures and trends of the Converting Sector Economic Observatory, viewing the company balances in 2004 and presented by Impresa Sviluppo at the last Gifasp Assembly.
Ado Sattanino |
Summing things up, all told 2004 can be defined as a year of expectation and consolidation, in which the converting sector companies fielded cost containment policies, if not restructuring true and proper, putting off their decisions to invest (unfortunately). This is what emerged from the latest Economic Observatory on the Converting Sector (viewing the company balances for 2004), the study that photographs the run of the Italian companies in the segment, presented last November 25th at Bassano del Grappa (VI) in occasion of the Gifasp 2005 Autumn Assembly. The analysis, that has the purpose of estimating the evolution of the economic and financial structure in the period 1995-2004, was carried out by Anna Casiraghi, Gianluca Cinti and Federico Visconti (Impresa Sviluppo) using interpretative models of the economic, financial and patrimonial structure presented previously at the preceding Gifasp annual Conferences, obviously updating the sample of concerns and adding some detailed information gleaned directly from Gifasp associates to the traditional infobase.
Companies, full honours
During the various editions, despite the insertion of new operators, the sample under analysis has grown smaller due to closures or more often, mergers and buy-ups: thus we have gone from the 68 companies of 1999 to the 54 of today (8 in cosmetics, 4 in confectionery, 10 in pharmaceuticals and 32 in general packaging), that express an overall turnover of 713 million Euros.
A preliminary observation features the process of growing convergence of company performance around the sector average, despite a considerable variety of results of the single concerns (result of the greater or lesser value of the business models used).
Comparing the balances for 2004 with those of 2003, the following indications emerge: on average net proceeds are down (-0.3%) while added value shows moderate growth (+1.0%); in turn distinctive management working income has leapt up (+6.7%) along with general income (+4.9%).
Interesting too the figure regarding the CAGR 1995-2004, or that is the annual average growth rate of the decade under examination, that enables us to draw a clearer picture of the basic trends: increase in net proceeds (+4.2%) and added value (+3.8%), but also distinctive management working profits (+1.9%) and general income (+2.3%). The poor run of the period result is confirmed (-3.97%).
In terms of net profits, the companies with a negative balance go from 15 (2003) to 12 (2004), while the overall statement of assets and liabilities seems solid overall: in fact, the net circulating capital has grown as well as the resorting to ones own means (260.7 million Euro), superseding the resorting to third party means (overall indebtedness is estimated at 144.6 millions).
A difficult scenario
Speaking plainly, 2004 will go down in the history of the segment as a meagre year: as far as the domestic production of cases is concerned (Gifasp data) figures are down to 655,000 (-2% on 2003); negative trends also for the production of cardboard for cases (Assocarta figures), that is down to 713,000 t (-0.6%), and for the apparent consumption of board for cases (Assocarta figures), now at 738,000 t (as much as -5.5%).
And indeed even the forecasts for 2005 are anything but promising: for the period January-August, the same listings show an even further drop. Even considering the revision of Istat data starting from April 2005, the trend is unequivocal.
Sacrifices and results
The Impresa Sviluppo experts consider that 2004, for the converting sector, stands as a year of stability both in terms of structural dimensions (moderate increase of net invested capital), as well as working dimensions (slight drop in proceeds). At any rate, despite the lack of increase in turnover, both the results of distinctive management have improved (linked to company rationalisation and cost-containment policies), as well as the net income (2.2% of proceeds), aboveall due to the reduction of the extra burdens present in 2003.
The substantial stability of the net investment capital as well is linked to the containment of investments. On this count, the reduction of fixed net assets (with or without leasing) compensates the growth of circulating net capital that what is more derives from an increase in the liquidity and the decline of other inedebtedness.
In terms of financial flows, in 2004 working management was back to making a profit: despite a greater absorption of resources in circulating capital, the reduction of investments enables a generation of a positive working management monetary flow. This flow is mainly used for reimbursing the consolidated financial indebtedness.
As far as the segments of destination, there is the confirmation of the specialists working in the cosmetics sector, very good at attaining results above average (the opposite one is afraid to say goes for the confectionery area).
The best results are shown by the medium-sized concerns while the large ones (due to the greater personnel costs and the presence of extraordinary contributions) declare below-average incomes, even if they manage to have the best added value thanks to the containment of the other production costs.
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