Grandi operazioni
Tel Aviv, 11 Agosto 2005 - Scitex Corporation Ltd ha annunciato che Hewlett-Packard e Scitex Vision Ltd. (azienda controllata a maggioranza da Scitex) hanno siglato un accordo in virtù del quale HP acquisirà le strutture e le attività di Scitex Vision per un controvalore di 230 milioni di dollari in contanti. Scitex Vision, lo ricordiamo, è leader di mercato per quanto riguarda le macchine da stampa di grande e grandissimo formato per la segnaletica e altre applicazioni industriali, ma anche per valori, banner, cartellonistica e imballaggio.
Avi Fischer, Deputy Chairman di IDB Holding Corporation nonché membro del consiglio di amministrazione di Scitex, ha rilevato come «già due anni fa, quando acquisimmo il gruppo IDB, abbiamo dimostrato di saper creare maggior valore per i nostri azionisti; con lo stesso impegno stiamo oggi affrontando questa transazione».

A big merging
Tel Aviv, August 11, 2005 - Scitex Corporation Ltd. announced today that Hewlett-Packard Company and Scitex Vision Ltd., Scitex’s majority-owned subsidiary, have signed a definitive agreement under which HP will acquire the assets and business of Scitex Vision for 230 million dollar in cash. Scitex Vision is a market leader in wide and super-wide format printers for signage and industrial applications, such as billboards, banners, street advertising and packaging. Avi Fischer, Deputy Chairman of IDB Holding Corporation Ltd. and a member of Scitex's Board, added: «When we took over the IDB group two years ago, we stressed our commitment to taking all steps needed in order to create shareholder value. Accordingly, we are thrilled with this value-creating transaction».
Trasformare le difficoltà in occasioni di crescita. Con questa intenzione Assografici e Acimga hanno commissionato a Prometeia uno studio sui punti deboli dei comparti stampa e il converting. Un’analisi attenta, che ha saputo delineare anche le possibili vie di sviluppo.
E.P.

Studi
per migliorare

Da alcuni anni le associazioni della filiera della stampa e dell’imballaggio hanno dato vita a una serie di iniziative comuni, nella convinzione che solo operando in un’ottica di sistema si possano aiutare le imprese a rispondere in modo adeguato alle sfide dell’economia.
Con questo spirito, Assografici (industria grafica, cartotecnica e trasformatrice) e Acimga (macchine per la stampa e il converting) hanno di recente commissionato a Prometeia uno studio (realizzato con il contributo di Comieco) per definire il contesto competitivo nel quale si trovano a operare le imprese del comparto e - più specificamente - per individuare le minacce e le opportunità con cui si devono confrontare.
Il quadro che emerge dalla ricerca da un lato conferma il valore e la forza di questo importante segmento dell’industria italiana, per il quale si evidenziano ulteriori e nuove prospettive di sviluppo, ma dall’altro denuncia una serie di problemi che, se trascurati, rischiano di logorarne la competitività. Eccone, schematizzati per punti, i tratti principali.

Una fase di profondi
cambiamenti
Il motivo per cui le associazioni imprenditoriali hanno sentito la necessità di uno studio organico è che, a partire dalla seconda metà dello scorso decennio, l’industria grafica, cartotecnica e trasformatrice è entrata in una fase di profondi cambiamenti.
Se, infatti, negli ultimi vent’anni, questo settore si è mostrato particolarmente “attrattivo” (con performance di crescita significativamente superiori alla media dell’industria italiana, una domanda aciclica e una buona capacità di produrre reddito), di recente si è invece consolidata una tendenza alla riduzione della redditività operativa che appare maggiore rispetto a quella dell’industria manifatturiera nazionale nel suo complesso. E, soprattutto, il fenomeno ha origini sia di natura congiunturale (rallentamento della domanda) sia - questo è il punto dolente - strutturale.
• Nel settore grafico, il principale motore del cambiamento consiste nella progressiva affermazione di tecnologie di comunicazione alternative alla stampa, che hanno prodotto non solo media diversi dalla carta, ma anche la possibilità, per i potenziali utenti, di auto prodursi gli stampati.
Nella realtà dei fatti, questa maggiore facilità a realizzare strumenti di comunicazione non sta affatto “mettendo in pericolo la carta stampata” perché il fruitore apprezza sia l’enorme quantità di dati resi accessibili dai nuovi mezzi informatici e da Internet sia, d’altro canto, la più chiara e accessibile organizzazione delle informazioni offerta dal prodotto stampato.
Lo testimonia peraltro la rivitalizzazione di vari generi di prodotto editoriale, ma anche l’avanzamento tecnologico (per esempio la stampa full color, o i sistemi che consentono una personalizzazione “spinta” del prodotto grafico), che stanno sostenendo la stampa nel mercato pubblicitario.
Per cogliere le relative potenzialità occorre, dunque, prendere coscienza dei cambiamenti e attrezzarsi per soddisfare la “nuova” domanda.
• Per quanto riguarda, invece, la produzione di imballaggi (e al suo interno le lavorazioni cartotecniche) il fattore di cambiamento più rilevante è stato l’inasprimento della competizione tra fornitori multinazionali e piccole aziende locali, generato dal processo di concentrazione sui mercati di sbocco. In altre parole, clienti sempre più forti hanno spesso centralizzato gli acquisti, oltre che privilegiato i fornitori in grado di dialogare e servire le grandi strutture multinazionali, contribuendo, dulcis in fundo, ad aumentare la pressione sui prezzi.
Accanto a questo fenomeno, va citato senz’altro il ridimensionamento dei lotti di produzione che, soprattutto nelle aziende più grandi, ha compromesso l’organizzazione del lavoro e lo sfruttamento ottimale degli impianti. Come ha risposto l’industria? I produttori di taglia maggiore si sono orientati in prevalenza verso strategie “di volume”, finalizzate a sfruttare le economie di scala degli impianti rispetto a strategie “di nicchia”, a scapito dei margini.
Nella cartotecnica, invece, abbiamo assistito a una polarizzazione delle performance reddituali, tanto migliori quanto più spinta è stata la politica di differenziazione dei prodotti (in particolare dei prodotti destinati all’industria, dove la competizione si gioca in misura più rilevante su fattori non price, come la complessità tecnologica e la capacità di personalizzazione dell’offerta).
Ai produttori di imballaggi, gli estensori dello studio offrono un consiglio: occorre smettere di concentrarsi esclusivamente sulla flessibilità (di risposta, consegna, produzione, ecc.), delegando ad altri (i fornitori di materie prime e di macchine) il compito di fare innovazione. Soprattutto, vista la crescente pressione dei competitor low price, i converter italiani devono promuovere sinergie con i fornitori di tecnologia, mettendo in campo la propria esperienza e le proprie capacità creative per affermarsi presso i clienti come interlocutori proattivi.
Su cosa puntare? Innanzitutto sul design e sulle tecnologie che ne supportano lo sviluppo, come hanno saputo fare, per esempio, i produttori italiani di carta da parati.
• Infine, uno sguardo al comparto macchine. Rispetto ai loro clienti stampatori e trasformatori, i fornitori italiani di tecnologie appaiono mediamente ben attrezzati per raccogliere le sfide dei mercati internazionali, dove già oggi realizzano i tre quarti del loro fatturato.
In questo comparto il principale fattore di debolezza è da ascrivere senz’altro alle ridotte dimensioni aziendali (nella grafica, soprattutto, 2 aziende su 3 sono di stampo artigianale e 3 su 4 fatturano meno di mezzo milione di euro).
Oltre a ridiscutere seriamente modelli culturali ormai frenanti (come l’individualismo dentro e fuori l’impresa, il localismo e l’avversione ai rischi collegati alla crescita), secondo Prometeia queste imprese possono tramutare l’handicap dimensionale di partenza in un vantaggio.
Per esempio per contenere i costi necessari ad avviare processi di crescita, e per conservare più facilmente la propria specifica identità, tramite la creazione di partnership con altri specialisti lungo la filiera, dando vita - secondo Prometeia - a una rete di operatori complementari, che potrebbe valorizzare al meglio il patrimonio tecnico e professionale di ciascuna unità aziendale.
Più grandi, dunque, per poter puntare a una più efficace penetrazione dei mercati ad alto sviluppo.
E non solo lavorando sul versante “privato” (ossia aziendale), ma anche sfruttando le opportunità sinergiche offerte dalle associazioni di categoria.
Anche qui, un suggerimento: creare dei forum tra i diversi attori della filiera, in modo da permettere agli utilizzatori finali di esplicitare le proprie esigenze e, soprattutto, di conoscere meglio le potenzialità di tecnologie già acquisite o in fase di consolidamento. Indirizzando così al meglio la propria creatività.






Stampa e converting: gli “snodi”
Per il settore rappresentato da Assografici, Prometeia ha evidenziato alcuni principali fattori di crisi, così formulati:
1) la concorrenza sleale da parte di Cina, India ed Est europeo inizia a diventare preoccupante, soprattutto per il libro illustrato. Infatti, la mancanza di leggi e regole in campo ambientale (dumping ambientale) nonché di vincoli contrattuali e norme di sicurezza nei luoghi di lavoro (dumping sociale) consente alle imprese di questi Paesi di stabilire per i propri prodotti prezzi molto più bassi della concorrenza occidentale;
2) negli ultimi anni, la maggior sensibilità alle fasi negative del ciclo economico manifestata dagli investimenti pubblicitari su carta stampata si è ripercossa negativamente sulla domanda di servizi di stampa;
3) la sovracapacità produttiva genera, a sua volta, concorrenza frenetica e ribasso dei listini;
4) le imprese sono spesso troppo piccole per poter competere puntando su una maggior differenziazione dell’offerta (invece che abbassando i costi). Occorre invece che sappiano affermarsi presso il cliente finale come “consulenti mediali”, in grado di realizzare - prima ancora che un prodotto - un progetto di comunicazione.
Print and conversion: the “junctions”
For the sector represented by Assografici, Prometeia has highlighted some of the main crisis factors, formulated as follows:
1) the unfair competition by China, India and eastern Europe is beginning to bite, aboveall in illustrated books. In fact laws and rulings in the environmental field (environmental dumping) are lacking, as well as contractual rulings and safety standards in the workplace (social dumping) enabling the companies in those countries to set prices a lot lower for their products than those of their western competitors;
2) over the latter years, the greater sensibility to the downphase in the economic cycle shown by the investments in advertising in the press has been detrimental to demand for print services;
3) production overcapacity in turn generates frenetic competition and a lowering of prices;
4) the companies are often too small to be able to compete by aiming at a greater range of products and services on offer (instead of lowering costs). Rather they should try and define a position with the end customer as “media consultants”; capable of creating a communication project before even thinking about a product.



Contents

FATTI
Pigmenti: rinnovare il colore
Pigments: innovating with color

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Loud and clear

Cartoncino Etico
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FATTI
Il vento dell'est
An easterly wind

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TECNICA
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Print and lamination under test

Effatto silicone
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Prevenire e ridurre l'inquinamento
Preventing and reducing pollution

Nel nome dell'efficienza
In the name of efficiency

NEWS

Agenda fiere e meeting
Agenda shows and meetings


Turn difficulties into occasions for growth. With this intention Assografici and Acimga have asked Prometeia to carry out a study on the weakpoints of the print and converting segment A close study, that also lays out potential ways to growth. E.P.

Studying to improve
For some years now the print and packaging chain associations have given rise to a series of common undertakings, under the conviction that only by working as a system will it be possible to help the companies to respond adequately to the challenges of the economy.
With this spirit Assografici (graphics, paper and converting concerns) and Acimga (machines for print and converting) recently asked Prometeia to carry out a study (made with the contribution of Comieco) to define the competitive context in which the companies in the segment find themselves working in and - more specifically - to locate the threats and opportunities that will inevitably arise. The picture that emerges from the study on the one hand confirms the value and the strength of this important segment of Italian industry, for which further, new growth prospects feature, yet on the other hand it denounces a series of problems that, if neglected, risk further blunting the competitive edge of Italian companies. Here, set out point by point, are the main issues.

A phase of profound change
The reason for which the entrepreneurial associations have felt the need for an organic study is that, starting off from the second half of the last decade, the graphics paper and converting industry has entered into a phase of profound change.
If in fact over the last twenty years, this sector has shown itself to be particularly “attractive” (with a growth performance considerably above the Italian industrial average, an acyclic demand and a good capacity to produce profits), recently though a trend has set in revealing a downturn in working profitability that is seen to be greater than that of Italian manufacturing industry taken as a whole. And aboveall, the phenomenon is due to the market (slowdown in demand) as well as - this being the sore point - structural phenomena.

• In the graphics sector, the main driving force of change is constituted by the growing success of communication technologies that stand as an alternative to print, that have not only produced media alternative to paper, but also the possibility for the potential users to produce their own printed matter. In actual fact, this greater ease in creating communication tools is not in fact “jeopardising printed matter” because users appreciate both the enormous quantity of data made accessible by Internet and derivates, along with the clearer and more accessible organization of information offered by printed matter.
This is also borne witness to by the revitalisation of various genres of editorial products, but also the technological advancements (for example full color print or systems that enable a thorough personalisation of the graphic product), that are sustaining printed matter in the advertising market. To make the most of the relative potential one should hence become aware of the changes and equip oneself to satisfy the “new” demands.

• As far as the production of packaging is concerned - and within that, paper and cardboard converting - the key factor in the change has been the harsher competition between multinational suppliers and small local concerns, generated by the process of concentration on the outlet markets. In other words, ever stronger customers have often centralised purchases, as well as preferring suppliers capable of dialoguing and serving the large multinational structures, last but not least constituting a further cause of price rises. Alongside this phenomenon, the downsizing of the production lots should also be cited that, aboveall in the larger concerns, has hampered work organization and the optimum exploitation of the systems.
How has the industry responded? The larger producers have mainly oriented towards strategies “of volume”, with the end of exploiting the economies of scale of the plants seen against niche strategies, this to the detriment of profit margins.
In paper converting in turn a polarisation in performance as regards profits has been seen, that have improved in proportion to product differentiation (in particular the products destined for industry, where the competition is played more on non price factors, like technological complexity and the capacity to personalise the offer).
The authors of the study offer some advice to packaging producers: they should stop concentrating exclusively on flexibility (of response, delivery, production, etc), delegating to others (raw material and machine suppliers) the task of innovating. Aboveall, given the growing pressure from low price competitors, the Italian converters have to promote synergies with their own technology suppliers, field their own knowhow and their own creative capacity to win themselves a place among their customers as proactive interlocutors.
What should one aim at? Aboveall on design and on the technologies that support development, as for example the Italian producers of wallpaper have been able to do.

• Lastly, a look at the machine segment. Compared to their printing and converting customers, the Italian technology suppliers appear on average well-equipped to respond to the challenges of the international markets, where they now already make three quarters of their turnover. In this segment the main factors of weakness are without a doubt derived from the small size of the companies (aboveall in graphics 2 companies out of 3 are craft concerns and 3 out of 4 invoice less than half a million Euros).
As well as seriously rediscussing cultural models that are acting as a brake (such as the individualism inside and outside the companies, the localisms and the aversion to growth related risks), according to Prometeia these companies can change their handicap in size into an advantage.
For example in order to contain the costs needed to start up processes of growth and to more easily preserve their own specific identity, “through the creation of partnerships with other specialists in the segment, giving rise to a network of complimentary operators that could make the best out of the technical and professional knowhow of each company unit”.
Bigger hence, to be able to aim at a more effective penetration of the markets enjoying the highest growth.
And not only working on the “private” (meaning company) side, but also exploiting the synergical opportunities offered by the trade associations.
Here too a suggestion: create forums between the various actors in the segment, so as to enable the end users to express their own needs and, aboveall, to better get to know the potential of technologies already purchased or being consolidated. Thus exploiting their own creativity to its best.