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Supplemento al numero
di ItaliaImballaggio
MAGGIO 2004
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Russia: nuovi traguardi del Made in Italy
Bilancio positivo per Upak Italia, che chiude
con più espositori e con visitatori sempre più qualificati. E intanto cresce lexport del settore in Russia, dove le macchine italiane per
il confezionamento sono ormai in testa alle classifiche. Lultimo studio ICE-Ucima e i nuovi progetti delle associazioni imprenditoriali.
Marta Piergiovanni
Lo scorso 27 febbraio si è chiusa a Mosca la tredicesima edizione di Upakovka-Upak Italia, consueto appuntamento con le tecnologie del packaging in Russia organizzato da Messe Düsseldorf e Centrexpo SpA, questanno in concomitanza con Interplastica.
Su circa 8.500 m2 di superficie a disposizione, 400 espositori provenienti da 25 paesi hanno dato vita - a detta di organizzatori e partecipanti - a una delle edizioni di maggior successo nella storia di tale manifestazione. Prova ne sia lalto numero di visitatori: circa 23.600 operatori, provenienti da ogni parte della Federazione Russa, sono affluiti nei moderni padiglioni di Krasnaya Presnya per prendere visione dei macchinari e delle tecnologie esposte. Proprio a proposito dei visitatori, un dato merita menzione: mentre un tempo la partecipazione alla fiera era appannaggio quasi esclusivo degli export manager, cresce ora laffluenza di amministratori delegati e altri decision maker, a conferma delle buone opportunità offerte dal mercato russo nel settore dellimballaggio. Opportunità che non sono sfuggite agli operatori nostrani. Mai come questanno, infatti, si è registrata una partecipazione italiana estesa e consistente. La collettiva italiana ha riunito oltre 69 espositori per un totale di 80 aziende su una superficie espositiva di oltre 2000 m2, in aumento del 30% rispetto al passato. I dati in crescita di Upak Italia ben riflettono il posizionamento dellItalia sul mercato sovietico, come conferma tra laltro uno studio condotto da ICE (Istituto per il Commercio Estero) e Ucima (Associazione italiana dei produttori di macchine per confezionamento) sullindustria italiana dellimballaggio.
La rimonta dellItalia
Secondo l'indagine, il mercato russo del packaging si sviluppa nel complesso a un ritmo del +10-15%. Il consumo pro-capite di imballaggi, ad esempio, è cresciuto dai 10 kg del 1998 agli 80 kg del 2002, di cui 64,3 kg di produzione nazionale e 15,7 importati. Inoltre, il settore delle macchine ha raggiunto nel 2003 un valore di 280 milioni di dollari, con un incremento dell8,5% sullanno precedente. La produzione russa di macchine per imballaggio copre però solo il 18% del fabbisogno nazionale, mentre, della restante quota, oltre il 60% è appannaggio di Italia e Germania.
Fin qui, a dire il vero, nulla di nuovo. Economia in crescita e dovizia di mercati promettenti sono ormai da tempo dati acquisiti nellopinione comune su quellarea. I risultati dellindagine ICE aggiungono però un elemento nuovo al quadro fin qui delineato. Nei primi nove mesi del 2003, infatti, limportazione di macchine italiane per il packaging ha raggiunto un valore di 74,4 milioni di dollari, conquistando il 35,6% del mercato nel periodo, contro il 23,7% della Germania. Il processo di rimonta dellItalia, seconda alla Germania nel 2002, si è concluso, facendo del nostro paese il primo partner commerciale della Russia in questo settore. In una congiuntura, come lattuale, che non lascia molto spazio allottimismo, si tratta di un risultato incoraggiante.
Ne è consapevole Guido Corbella, segretario generale di Ucima, che non ha mancato di sottolineare il ruolo determinante svolto da Upakovka-Upak Italia: "La fiera ha fatto conoscere il packaging italiano in un mercato dove, fino a ventanni fa, la tecnologia tedesca regnava incontrastata. A dispetto delle frequenti accuse di mordi e fuggi rivolte alla politica di esportazione dellindustria italiana, Upak Italia rappresenta un caso esemplare di strategia costante di radicamento nel mercato". Alla luce di queste considerazioni, Ucima sta prendendo in considerazione la prospettiva di aprire a Mosca, come già fatto in Cina, un proprio ufficio di rappresentanza insieme ad Acimga (Associazione dei costruttori italiani macchine per il printing e il Converting) per favorire il consolidamento delle aziende italiane in un mercato strategico. Nel frattempo, sono state fissate le date della prossima Upakovka-Upak Italia: la quattordicesima edizione si terrà, sempre a Mosca, dal 13 al 16 dicembre 2005.
Russia: new goals
for Italian products
Positive outcome for Upak Italia, that has closed drawing visitors and exhibitors
of an ever greater standing. And meanwhile sector exports to Russia are on the increase, where Italian packaging machines are now topping the ratings. The latest ICI-Ucima study and the new projects of the entrepreneurial associations.
Marta Piergiovanni
Last 27th February saw the close of the thirteenth edition of Upakovka-Upak Italia, the by now regular encounter for packaging technology in Russia organized by the Messe Düsseldorf and Centrexpo Spa, this year held together with Interplastica.
Over 8,500 m2 of available space, 400 exhibitors from 24 countries - in the words of organizers and participants - gave life to one of the most successful editions in the history of the said show. Proof of this is provided by the high number of visitors: around 23,600 sector operators, from all parts of the Russian Federation flocked to the modern Krasnaya Presnya pavilions to view machines and technology placed on show.
In terms of the visitors, one data item is worthy of mention: whereas at one time the fair was mainly attended by export managers, now attendance by managing directors and other company decision makers is on the increase, this in confirmation of the good opportunities offered by the Russian market in the packaging sector. Opportunities that have not escaped the Italian operators. In fact never before has the number of Italian participants been so extensive and weighty. The Italian collective brought together over 69 exhibitors totalling 80 concerns over an exhibition space covering 2000 m2 , an increase of 30% on the past. The figures on the increase of Upak Italia well show Italys positioning on the Soviet market, as among other things confirmed by a study made by ICE (Italian Insitute for Foreign Trade) and Ucima (Italian Association of Packaging Machine Producers) on the Italian Packaging Industry.
Italy has caught up
According to the above study, the Russian packaging market is developing overall at a rate of +10-15%. The per capita consumption of packaging has gone from the 10 kg of 1998 to the 80 kg of 2002, of which 64.8 kg produced nationally and 15.7 imported.
As well as that the machine sector in 2003 attained a value of 280 million dollars, with an increase of 8.5% on the year previous. Yet the Russian output of packaging machines only covers 18% of the countries needs while Italy and Germany account for 60% of the remaining share. Up to here nothing new one might say. A growing economy and an abundance of promising markets are now an established fact when considering the ex Soviet colossus. The results of the ICE study though add a new element to the picture painted up to now. In the first nine months of 2003 in fact, the imports of Italian packaging machines reached a value of 74.4 million dollars, conquering 35.6% of the market in the given period, against Germanys 23.7%. Italy, behind Germany in 2002, has managed to catch up and is now Russias first trading partner in this sector.
In an overall market situation like the present one that does not leave much space for optimism, this is an encouraging result. Guido Corbella, general secretary of Ucima is aware of the same and did not fail to underline the decisive role played by Upakovka-Upak Italia. The fair has made Italian packaging known in a market where, up to twenty years ago, German technology reigned supreme. Going against the frequent accusations of hit and run aimed at Italian industrial export policy, Upak Italia represents an exemplary case of a constant strategy of being rooted in the market.
In the light of this consideration, like in China Ucima is considering the prospect of opening its own representative offices in Moscow along with Acimga (Italian Association of Printing and Converting Machine Builders), this to favor the consolidation of the Italian concerns in a strategic market. Meanwhile the dates for the coming Upakovka-Upak Italia have been set: the fourteenth edition will again be held in Moscow, from 13th to 16th December 2005.

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Contents |
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STORIE
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La forza dell'integrazione
The force of integration
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Alto di gamma nel converting
High range converting
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FATTI
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Argi. un 2003 difficile
Argi: a difficult 2003
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NEWS
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TECNICA
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Imballaggi e display in "digitale"
"Digital" packaging and displays
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Come si evolve l'EB
How EB is developing
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NEWS
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DRUPA
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Grafica e converting: bilanci e attese
Graphics and converting: balances and expectations
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Sistemi elettostatici e pulitori nastro
Electrostatic and webcleaning technologies
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Una flexo fatta per durare... anzi due
One... or rather two flexos made to last
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NEWS DRUPA
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Agenda fiere e meeting
Agenda shows and meetings
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Assografici is attacking straight out and is mobilising around a series of highly concrete objectives: reforming Basle 2; the spread of modern management and planning tools; cultural campaigns to overcome sector fragmentation; support for the concerns that want to operate abroad; combating unfair competition
Assografici president Marco Spada illustrates these operative projects to us.
Stefano Lavorini
More culture (and commitment) to attain self-improvement
What with a change in market rules, a change in company strategies, one also has a change in the policies of the trade associations. This certainly holds true for Assografici (Italian National Graphic, Converting, Paper Converting Industry Association) that under the guide of its president Marco Spada, is working on several fronts to give the segment visibility and growth prospects.
Immediately after important encounters with the European Commission Direction General Enterprise at Brussels and with the Italian Eurodeputies at Strasbourg, Spada appears all the more convinced of the need to support, in the institutional circles, the subjects of interest for the industry covering industrial, financial and environmental policy, clearly indicating the limits and solutions to the most urgent problems.
But lets take a look step by step.
Basle 2 - There are many perplexities and fears as to the socalled Basle 2 agreement. The most critical aspects for the sector SMEs concern the repercussions on costs of enterprise that, to be rated by the credit institutions, will also have to provide, as well as the balance, a business plan, financial planning, a cash flow analysis. As Spada states "The rigid application of rating procedures in a poor market situation, like the present one, could lead to a lower rating and hence a more costly and difficult access to credit. In its current draught this agreement in fact does not take into consideration that there are entire sectors, like our own, where the concerns ought to be rated using different approaches, because they plan development and make investments following a peculiar logic. For example in the last decade the graphics and converting sector have gone through a technological revolution that has forced the concerns to completely renew their machine yards, or that is become heavily indebted, thus compressing their margins of profitability".
This is why Assografici forcefully proposes to introduce ratings that vary according to the sectors or segments of enterprise, as well as greater transparency as to the criteria of calculating the selfsame rating.
As Spada goes on "over and beyond the single cases we have to deal with a fundamentally different orientation between banks and enterprises. Our industry moves following a longterm logic, and it is ready to sacrifice profits to improve competitive factors and its own leadership at European level. Against this banks seek profit, by definition a short-term objective, very often falling short of offering the right kind of support to industrial development policies".
Ad hoc solutions - Starting off from this de facto situation, Assografici is devising concrete tools of analysis and financial planning, set to specific sector features, that enable the improvement of entrepreneurial skills. Still concerning access to credit, the association is hence committed, on the one hand to monitoring proceedings at European level, and on the other to defining common rating criteria with the Italian Bankers Association ABI, more befitting to the reality the chain is going through. But as Spada underlines "the difficulties often emerge within the sector, where the SMEs suffer from a poor culture of enterprise. Often Italian concerns work underrating the importance of a correct industrial cost rating, thus depriving themselves of a fundamental programming tool. This is why Assografici is devising some standard models that will soon be made available to their associates, offering a concrete way of bridging this gap. With the same spirit we have decided to create a service aimed at promoting the internationalization of Italian concerns. Practically speaking we have started up two projects: the first intends locating the most interesting outlet areas for our sector, this with the help of ICE and the Italian Ministry for Foreign Trade, supplying all the information useful for starting up business relations in the said area (from market research to contacts to linguistic and burocratic assistance); the second, which will be subsidised by the association in its first stages, will be carried out with the aid of a specialised international company, and will provide a link-up to all European Community tenders involving the graphics, paper converting and publishing sectors by way of our website".
Knowing enables doing - Hence in Spadas mind, knowing your reality is something that is very concrete, indispensable for operating on a complex market. "Today more than ever the existence of an entrepreneurial association has sense if it is capable of offering competitive tools that the single concerns on their own are not capable of acquiring. It is no longer only a question of guaranteeing representation on a union type basis, but more in general spreading sector culture, so that this helps you see your own activity set within a broader whole, that often imposes rapid changes of perspective. And we speak of change referring to the structure of our sector, still too fragmented, and that should move in direction of a greater concentration. For two main reasons: to be able to offer a complete service to the customer, that represents the conditio sine qua non for staying on the market; but also to rationalize costs, eliminate waste and overlaps. This objective can only be achieved by overcoming the traditional limits of the SMEs, at least in terms of knowledge and experience. One has to speak the same language if you want to operate as a system".
Taxes and Competition - Hence if knowledge in first place helps recognize ones own strengths and weaknesses, culture of enterprise also means understanding what one can legitimately and realistically ask of the institutions. Two priorities among the many are close to Marco Spadas heart: the modification of the tax system and new rules capable of making competition sustainable at international level. Its no good generally complaining about a tax system recognized by all as an obstacle to the development to production. One has to go into the matter, for example forcefully demanding the revision of taxes like Irap*, that penalises companies, like graphic and paper converting concerns, that have a high labour incidence. In the same vein, its no use speaking of unfair competition if one does not try and understand why some segments of our sector are losing volumes of production to the Far East and Eastern Europe. This is a trend that is not solely due to the low labour costs, but more in general to a series of indirect costs, like those for safety at work and safeguarding the environment, which the enterprises in the said countries are not subject to. To tackle the problem we have proposed the devising of supplementary sanctions that would go to creating a financial development fund to the benefit of the concerns of the very same area. The objective is to bring everyone through a growth process in terms of safety and the environment, to thus in a mid-term period reach western standards. Definitively, the only way we have of countering competition, and in particular that from countries that are about to enter the EU, is to fight so that equal rights correspond to equal obligations. These are the projects that I committed myself to developing during the first two years of my presidency and I am certain that, thanks to the professionalism and the capacity of the Assografici structure, Ill surely manage to attain my set objectives.
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Assografici parte allattacco e si mobilita su una serie di obiettivi di grande concretezza: riformare Basilea 2; diffondere i moderni strumenti di gestione e pianificazione; fare cultura per superare la frammentazione del settore; sostenere le aziende che vogliono operare allestero; contrastare la concorrenza sleale
Il presidente, Marco Spada, ci illustra questi progetti operativi.
Stefano Lavorini |
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Più cultura (e impegno)
per migliorarsi
Cambiano le regole del mercato, cambiano le strategie delle aziende, e cambiano così anche le politiche delle associazioni di settore. Questo è sicuramente vero per Assografici (Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche Cartotecniche e Trasformatrici) che, sotto la guida del presidente Marco Spada, sta lavorando su più fronti per dare visibilità e prospettiva di crescita al comparto. Allindomani di importanti incontri avuti con la Direzione Generale Impresa della Commissione Europea a Bruxelles e con gli Eurodeputati italiani a Strasburgo, Spada appare tanto più convinto della necessità di sostenere, negli ambiti istituzionali, i temi di interesse per lindustria di riferimento in materia di politica industriale, fiscale e ambientale, indicando con chiarezza limiti e soluzioni ai problemi più urgenti. Ma andiamo con ordine.
Basilea 2 - Molte sono le perplessità e i timori riguardanti il cosiddetto accordo Basilea 2. Gli aspetti più critici per le PMI del settore riguardano le ripercussioni sui costi delle imprese che, per essere valutate dagli istituti di credito, dovranno fornire, oltre al bilancio, anche un business plan, la pianificazione finanziaria, lanalisi del cash flow. "La rigida applicazione degli schemi di valutazione in una fase di congiuntura negativa, come quella attuale - dice Spada - potrebbe determinare un abbassamento del rating e, quindi, un più costoso e difficile accesso al credito. Nella stesura attuale, questo accordo, infatti, non tiene conto che esistono interi comparti, come appunto il nostro, dove le aziende devono essere valutate adottando ottiche differenti, perché pianificano lo sviluppo ed effettuano gli investimenti seguendo logiche peculiari. Ad esempio, nellultimo decennio, il settore grafico e della trasformazione ha vissuto una rivoluzione tecnologica, che ha costretto le aziende a rinnovare completamente il parco macchine, ovvero ad indebitarsi fortemente, comprimendo così i margini di redditività". Per queste ragioni Assografici propone con forza di introdurre rating diversificati per settori e segmenti di impresa, oltre a una maggiore trasparenza sui criteri di calcolo del rating stesso. "Al di là dei singoli casi - continua Spada - dobbiamo fare i conti con una fondamentale diversità di orientamento fra banca e impresa. La nostra industria si muove secondo logiche di lungo periodo, ed è disposta a sacrificare gli utili per migliorare i fattori competitivi e la propria leadership a livello europeo. Viceversa, le banche perseguono il profitto, per definizione un obiettivo a breve termine, mancando spesso di offrire il corretto supporto a una politica industriale di sviluppo".
Soluzioni ad hoc - Partendo da questa situazione di fatto, Assografici sta mettendo a punto strumenti concreti di analisi e pianificazione finanziaria, tarati sulle specificità settoriali, che consentano di migliorare le conoscenze imprenditoriali. Sempre in relazione allaccesso al credito, lassociazione è quindi impegnata, da un lato a monitorare i lavori a livello UE, dallaltro a definire con ABI criteri di rating condivisi, più consoni alla realtà della filiera. "Ma le difficoltà, spesso, nascono allinterno del settore dove - sottolinea Spada - le PMI scontano una scarsa cultura di impresa. Spesso le nostre aziende lavorano sottovalutando limportanza di una corretta valutazione dei costi industriali, privandosi così di uno strumento fondamentale di programmazione. Per questo Assografici sta elaborando dei modelli-tipo, che verranno presto messi a disposizione degli associati, offrendo un aiuto concreto per colmare questa lacuna.
Con lo stesso spirito, abbiamo deciso di realizzare un servizio mirato a promuovere linternazionalizzazione delle nostre imprese. In pratica abbiamo varato due progetti: il primo intende individuare le aree di sbocco più interessanti per il nostro settore, con laiuto di ICE e ministero per il Commercio Estero, fornendo tutte le informazioni utili ad avviare relazioni daffari in loco (dalle ricerche di mercato, ai contatti, allassistenza linguistica e burocratica); il secondo, di cui lassociazione si accollerà in una prima fase lonere, sarà condotto con lausilio di una società internazionale specializzata, e permetterà tramite il nostro sito web di collegarsi a tutti i tender della comunità europea che interessano il settore grafico, cartotecnico ed editoriale".
Sapere è poter fare - Nel pensiero di Spada, dunque, la conoscenza della realtà è qualcosa di molto concreto, indispensabile per operare in un mercato complesso. "Oggi più che mai unassociazione imprenditoriale ha senso di esistere se è in grado di offrire strumenti competitivi che le singole aziende, da sole, non sono in grado di acquisire. Non si tratta più soltanto di garantire la rappresentatività sindacale, ma più in generale di fare cultura di settore, perché questo aiuta a vedere la propria attività inserita in un insieme più ampio, che impone spesso rapidi cambiamenti di prospettiva. E di cambiamenti si parla in riferimento alla struttura del nostro settore, ancora troppo frammentaria, e che deve muoversi in direzione di una maggiore concentrazione. Per due motivi fondamentali: poter offrire al cliente un servizio completo, che rappresenta la conditio sine qua non per stare sul mercato; ma anche per razionalizzare i costi, eliminando sprechi e duplicazioni. Questo obiettivo si potrà raggiungere solo superando i limiti tradizionali della PMI, almeno in termini di conoscenze e di esperienze. Cè bisogno di parlare la stessa lingua, quando si vuole fare sistema".
Tasse & Concorrenza - Se il sapere aiuta, dunque, in primo luogo a riconoscere i propri motivi di forza e di debolezza, fare cultura dimpresa significa anche capire cosa legittimamente, e realisticamente, chiedere alle istituzioni. Due priorità, fra le tante, stanno a cuore a Marco Spada: la modifica del sistema fiscale e nuove regole in grado di rendere sostenibile la competizione a livello internazionale. "Non serve a nulla lamentarsi genericamente di un sistema fiscale da tutti riconosciuto come ostacolo allo sviluppo dellattività produttiva. Bisogna entrare nel merito, chiedendo con forza, per esempio, la revisione di unimposta come lIrap, penalizzante per le imprese, vedi quelle grafiche e cartotecniche, che hanno unelevata incidenza di manodopera".
Analogamente, è vano parlare di concorrenza sleale se non si mettono in chiaro le ragioni per cui alcuni segmenti del nostro settore stanno perdendo volumi di produzione a vantaggio di imprese del Far East e dellEuropa Orientale. Si tratta di una dinamica che non è dovuta esclusivamente ai bassi costi della manodopera, ma più in generale a una serie di costi indiretti, come quelli per la sicurezza sul lavoro e la salvaguardia ambientale, che non gravano sulle imprese di tali Paesi. "Per fronteggiare il problema abbiamo proposto lo studio di sanzioni supplementari destinate ad alimentare un fondo finanziario di sviluppo a beneficio delle imprese di quelle stesse aree. Lobiettivo è di portare tutti ad affrontare un percorso di crescita nel campo della sicurezza e dellambiente, così da raggiungere, nel medio periodo, gli standard occidentali.
In definitiva, lunica leva concreta su cui possiamo far forza per contrastare la concorrenza, e in particolare quella viene dei Paesi che stanno entrando nella UE, è di combattere affinché a pari diritti, corrispondano pari doveri".
Questi sono i progetti che per i primi due anni della mia presidenza mi sono impegnato a sviluppare e sono certo che, grazie alla professionalità e alla capacità della struttura di Assografici, riuscirò sicuramente a raggiungere gli obiettivi":
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