italiaimballaggio




Supplemento al numero
di ItaliaImballaggio
GENNAIO/FEBBRAIO 2004









Flexo: le “raccomandazioni” di Atif eTaga
È in dirittura d’arrivo il lavoro di definizione e standardizzazione, avviato lo scorso maggo dall’associazione italiana per lo sviluppo della flessografia Atif in collaborazione con Taga Italia (l’associazione tecnici delle arti grafiche). L’obiettivo era ambizioso: mettere a punto una serie di raccomandazioni sulle procedure di lavorazione in flessografia, finalizzate, in primo luogo, alla normalizzazione delle prove colore contrattuali e alla stesura dei capitolati di fornitura.
Il comitato tecnico coordinato da Roberto Margarolo ha coinvolto nell’impresa un gruppo di esperti (Antonio Fiore, Michele Radice, Emilio Gerboni, Stefano d’Andrea e lo stesso Margarolo per Atif, e Attilio Boccardo e Moreno Melegatti per Taga Italia) che, sotto la guida di Fiore, hanno affrontato il compito partendo dall’analisi dei documenti nazionali e internazionali già esistenti.
Ecco ora i risultati, non ancora definitivi ma già “ben formati”, da sottoporre al vaglio degli associati per un’analisi critico-costruttiva. Si tratta della traduzione della bozza ISO/TC 130 N833, già presentata all’ultimo convegno Atif di Verona, di una “scala di controllo” con i valori di riferimento per la riproduzione di quadricromie in flessografia (in fase di collaudo) e, appunto, della bozza “Controllo delle lavorazioni flessografiche Taga-Atif Doc.01”.

Obiettivo Qualità
Questo documento - recita la Premessa - viene proposto come guida atta a facilitare il lavoro di preparatori e stampatori del comparto flessografico. È, insomma, dedicato a chi desidera perfezionare il proprio sistema produttivo in modo da fornire prodotti stampati il più possibile corrispondenti alle aspettative dei committenti in termini di qualità, costanza, rispetto dei tempi di programmazione e prezzo (che deve anche essere competitivo rispetto agli altri processi di stampa).
Il tema principale del lavoro è, dunque, costituito dai “Controlli di qualità” che devono accompagnare il flusso operativo fino al prodotto finito, per assicurare che quest’ultimo sia conforme a quanto concordato mediante il “Capitolato d’appalto” e la “Prova Contrattuale”.
Non si tratta, avvisano gli estensori, di un manuale d’istruzioni, ma di una serie di regole consigliate secondo una procedura logica di flusso, integrate con metodologie di misurazione e limiti di tolleranza accettabili per le diverse tipologie di prodotto da realizzare. Obiettivo ultimo? “Il massimo risultato qualitativo possibile, con soddisfazione dei vari soggetti coinvolti (soprattutto del cliente) per evitare problemi, contenziosi e contestazioni.

Piano dell’opera
Ecco, per meglio comprendere su quali argomenti e passaggi si è appuntata l’attenzione degli estensori, il piano dell’opera.
• Premessa
• Flusso di lavoro (funzioni, mansioni e responsabilità)
1 - Materiali di riproduzione su supporti informatici: preparazione e trasferimento di dati digitali.
Appendice 1: elenco formati di salvataggio.
2 - Caratteristiche degli illuminanti per l’esame degli originali trasparenti e per riflessione, delle prove e della stampa.
3 - Pellicole finali e prove per la stampa flessografica.
4 - Preparazione delle lastre convenzionali e CtP per la stampa flessografica.
5 - Parametri di controllo per le prove e per la stampa flessografica.
Allegato A: definizione delle caratteristiche e dei parametri usati: densità ottica, valore tonale–valore di retino, dot gain, trapping (ancoraggio), print contrast (contrasto di stampa), hue error (errore di tinta), grayness (grigiore), scarto tipo s.
Allegato B: terminologia - glossario. L’evoluzione tecnologica del settore.

Flexo: “recommendations” by Atif and Taga

The job of defining and standardising started last May by the Italian association for the development of flexo printing (Atif) in collaboration with Taga Italia (the association of graphic arts technicians) is now almost complete. The goal was ambitious: to produce a series of recommendations as to work procedures for the flexo industry, aimed primarily at standardising the contractual color proofing and the drafting of supply specifications.
The technical committee, coordinated by Roberto Margarolo, has involved a group of experts (Antonio Fiore, Michele Radice, Emilio Gerboni, Stefano d’Andrea and Margarolo himself for Atif, plus Attilio Boccardo and Moreno Melegatti for Taga Italia) who, under the guidance of Fiore, have faced the task, starting with an analysis of existing national and international documents.
Here are the results (if not final, definitely “well shaped”), to be submitted to members for analysis and constructive criticism. This is a translation of the draft ISO/TC 130 N833 - already presented at the last Atif meeting in Verona - of a “check scale” with reference values for four colour process reproduction in flexo (currently being tested) and, indeed, the draft document “Control of flexo work processes, Taga-Atif Doc.01”.

Quality's the goal
This document – reads the Introduction - is proposed as a guide to make the pre-press staff and printer's job easier when it comes to flexo printing. It is dedicated, therefore, to all those wishing to perfect their production system in order to produce printed products that fully meet customer expectations in terms of quality, constancy, punctual scheduling and price (which must also be competitive when compared to the other printing processes).
The main theme of this job consists, therefore, of “Quality Controls” that must accompany the operating flow right up to the end product, to guarantee that this conforms with what has been agreed in the “Contract Specifications” and “Contract Tests”.
This is not an instruction manual, warn the authors, but rather a series of recommended rules following a logical work flow procedure, integrated with measuring methods and acceptable allowances for the various types of products to be produced. The final goal? “The best possible result in terms of quality, to the satisfaction of all those involved (especially the customer) in order to avoid problems, disputes and legal issues.

Plan of the work
To better understand just what subjects and steps are covered by the authors, here's how the work unfolds.
• Introduction.
• Work flow – functions, tasks and responsibilities.
1 - Repro materials on electronic means: preparation and transfer of digital data.
Annex 1: list of archive formats.
2 - Characteristics of lighting for the examining originals, proofs and print works.
3 - Final films and proofs for flexo printing.
4 - Preparation of conventional and CtP plates for flexo printing.
5 - Control parameters for proofs and flexo printing.
Enclosure A: definition of the characteristics and parameters used: lens density, tonal value/screen value, dot gain, trapping, print contrast, hue error, grayness, S-type waste.
Enclosure B: terminology – glossary. The technological evolution of the sector.





Il quadro normativo europeo è in rapida evoluzione, e gli imprenditori del settore
affrontano le problematiche specifiche incontrando tecnici ed esperti in un seminario d’aggiornamento. A.S.


L’Unione europea sta licenziando la Direttiva Quadro sui materiali a contatto con gli alimenti nonché l’attesa Superdirettiva sulle materie plastiche, a cui si affiancano le proposte specifiche sulle materie plastiche riciclate. Ma non solo: il Consiglio d’Europa ha da poco approvato una nuova Risoluzione sulla carta (sempre a contatto con gli alimenti). Si stanno dunque definendo nuove regole destinate a disciplinare il settore, e di questo si è parlato durante il seminario “Materiali ed oggetti a diretto contatto con gli alimenti”, organizzato dall’Istituto Italiano Imballaggio Servizi Srl lo scorso dicembre a Milano.
Scopo dell’incontro al Jolly Hotel Touring, molto partecipato, era di aggiornare i produttori di imballaggi, di macchine per il confezionamento e i rappresentanti dell’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica sull’evoluzione del quadro normativo italiano ed europeo in materia di packaging.

Materie plastiche:
principi generali

Della cosiddetta “Superdirettiva” sulle materie plastiche, presentata come bozza di lavoro il 29/9/03 agli Stati membri dell’Unione e alle associazioni industriali, non si possono ancora fornire dettagli precisi. Il 12 dicembre 2003, infatti, giorno del convegno milanese, molti punti erano ancora in discussione a Bruxelles.
In attesa, dunque, di entrare nel merito della direttiva una volta approvata (ne parleremo su uno dei prossimi fascicoli della nostra rivista), ci limitiamo a tracciarne i principi base che, verosimilmente, saranno confermati nella versione definitiva.
Occorre premettere che la Superdirettiva si pone come testo unico di riferimento per quanto riguarda le materie plastiche, unificando così tutte le norme precedenti: Dir. 2002/72/CE, Dir. 82/11/CEE e 2 agg. (test di migrazione), Dir. 85/572/CEE (classificazione convenzionale) e 3 Dir. sul CVM. Essa si applica anche ai materiali multistrato eterogenei (purché lo strato di plastica sia a contatto col cibo) e inoltre definisce e regola il concetto di barriera funzionale, che sino a ora costituiva una sorta di "zona grigia" nella legislazione comunitaria (ma su questi aspetti il dibattito è ancora aperto).
Un capitolo importante è costituito dalle Dichiarazioni di Conformità (previste nella Direttiva Quadro, di cui parleremo più avanti) che devono essere stilate da tutte le imprese operanti lungo la catena del valore, dai produttori di materia prima (granuli), ai produttori di imballaggio e, ovviamente, dell'alimento confezionato e distribuito.
Del resto, la ratio della Superdirettiva è proprio quella di affidare maggiori responsabilità alle singole aziende, incoraggiandole ad adottare Sistemi di Qualità in grado di garantire la rintracciabilità di ogni lotto.

Altri punti in agenda
Gli spunti offerti dai relatori del seminario non si esauriscono certo con la Superdirettiva sulle materie plastiche. Dovendo fare una rapida sintesi, sono almeno tre, fra i tanti, gli altri argomenti cui occorre accennare: la Direttiva Quadro su tutti i materiali a contatto con il cibo, l’uso di plastica riciclata per gli imballaggi alimentari, la definizione degli additivi consentiti per la carta.
• La proposta di “Regolamento del Parlamento europeo del Consiglio riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire in contatto con i prodotti alimentari”, presentata lo scorso novembre, entrerà in vigore fra circa 18-24 mesi. Al momento sono possibili alcune correzioni, ma sembra che sulla sostanza non vi siano ripensamenti. Con questa modifica della Direttiva Quadro, che implica l’abrogazione della Direttiva 89/109/CEE, vengono varate nuove procedure per l’autorizzazione all’uso delle diverse sostanze; il compito sarà svolto non più dal Comitato Scientifico bensì dalla EFSA (European Food Safety Authority).
La modifica interessa l’etichettatura (saranno sempre necessari il simbolo o la dicitura “idoneo al contatto con alimenti”), la rintracciabilità, i laboratori di riferimento, i materiali che possono essere disciplinati da misure specifiche (come i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti, le resine a scambio ionico, gli adesivi e gli inchiostri da stampa), la dichiarazione di conformità e documentazione di supporto.
• Se in Italia la Circolare del Ministero della Salute del 27/03/01 consente l’uso di materiale plastico riciclato per gli imballaggi alimentari, purché in mezzo vi sia uno strato di un altro materiale, a livello europeo si attende ancora una decisione definitiva.
• L’Unione Europea, massima istanza legislativa per quanto riguarda la plastica, ha lasciato che per gli altri materiali da imballaggio fosse il Consiglio d’Europa a svolgere un ruolo di armonizzazione delle legislazioni nazionali. Proprio a questo scopo, lo scorso dicembre è stata approvata la Risoluzione AP (2002) I, che stabilisce quali additivi possano essere impiegati nelle fasi di lavorazione della carta.

Contents
FATTI
Mercato e fisco al convegno Gipea
Market and taxes at the Gipea congress

NEWS

LABELEXPO
Labelexpo 2003: non solo etichette
Labelexpo 2003: not just labels

TECNICA
Anilox, dove vai?
Where is anilox heading?

NEWS

AGENDA
Agenda fiere e meeting
Agenda shows and meetings

The European set of standards is evolving rapidly, and thus sector entrepreneurs met up with technicians and experts to iron out specific problems in a special update seminar. A.S.
Materials in contact with foodstuffs
The European Union is passing the General Directive on materials in contact with foodstuffs as well as the long-expected Superdirective on plastics, accompanied by specific proposals on recycled plastic materials. But there is more to it: the Council of Europe has recently approved a new Resolution governing paper (this too covering contact with foodstuffs). Hence new rulings are being defined for disciplining the sector, and this was the subject covered at the seminar “Materials and objects in direct contact with foodstuffs”, organized by the Istituto Italiano Imballaggio Servizi Srl last December in Milan.
The purpose of the meeting at the Jolly Hotel Touring, well-attended throughout, was to update packaging and packaging machine producers as well as representatives of the food, pharmaceutical and cosmetics industry on the evolutions in the general Italian and European scene as regards packaging materials.

Plastics: main principles
Specific details regarding the socalled “Superdirective” on plastics, presented as a working outline 29/9/03 to the member states of the Union and to the industrial associations cannot as yet be supplied. Many points were still under discussion at Brussels on December 12th 2003, the day the Milan convention was held. Hence while waiting to go into the merits of the directive once it has been approved (the question will be covered in one of the coming issues of our magazine), we limit ourselves to tracing out the basic principles that are more than likely to be confirmed in the definitive version.
One should first state that the Superdirective stands as a unique reference document as far as plastics are concerned, thus unifying all the preceding standards: Dir. 2002/72/EC, Dir. 82/11/EEC and 2 add. (migration test), Dir. 85/572/EEC (conventional classification) and 3 Dir. on CVM. This also applies to the heterogeneous multilayer materials (provided the plastic layer comes into contact with food) and also defines and regulates the concept of functional barrier, that up to now constituted a sort of “grey area” in community legislation (yet here the debate is still open).
The Declaration of Conformity constitutes an important point (covered in the General Directive, of which we will speak further on) that has to be compiled by all the concerns working along the value chain, from raw materials (granules) to packaging producers and, obviously the producers of the food that is packed and distributed.
What is more, the rationale of the Superdirective is that of entrusting greater responsibility to the firms, encouraging them to adopt Quality Systems capable of guaranteeing tracking and retracing of each lot.

Other points on the agenda
However the food for thought offered by the speakers at the seminar does not certainly stop at the Superdirective on plastics. Limiting oneself to a rapid synthesis, at least three among the other subjects broached deserve comment: the General Directive on all materials in contact with foodstuffs, the use of recycled plastic for food packaging and the definition of additives allowed for paper.
• The proposal of a “Ruling of the European Parliament of the Council concerning the materials and the objectives liable to come into contact with food products”, presented last November, will come into force in about 18-24 months. At the moment corrections can still be made, though there don’t seem to be any after-thoughts on the subject.
With this modification of the General Directive, that implies the abrogation of Directive 89/109/EEC, new procedures are launched for authorizing the use of various substances: the task will no longer be performed by the Scientific Committee but by the EFSA (European Food Safety Authority).
The changes affect the labeling (the symbol and the wording “suited for contact with foodstuff” will still be necessary), tracking and retracing, benchmarking laboratories, the material that can be disciplined by specific measures (such as active and intelligent materials and objects, ionic exchange resins, printing adhesives and inks), the declaration of conformity and supporting documentation.
• If in Italy the Circular of the Ministry of Health dated 27/03/01 allows the use of recycled plastics for food packaging, provided that there is a layer of another material in-between, on this count at European level a definitive decision still has to be made.
• The European Union, maximum legislative authority as regards plastics, has left the role of harmonization of the national legislation governing the other packaging materials to the Council of Europe. To this very purpose, last December Resolution AP (2002) I was approved, that sets what additives that can be used in the processing phases of paper.




Credits: Studio Grafico Page